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IL BEATO LORENZINO TORNERÀ NELLA TRADIZIONE POPOLARE DI MAROSTICA CONTRO LA DECISIONE BUROCRATICA DELLA CHIESA?

Il libretto di Stefano Zulian, “I Sossa e il Beato Lorenzino” reperibile presso la piccola Libreria Andersen, e la recensione che ne abbiamo fatta hanno avuto un notevole riscontro. Il nostro articolo è stato uno dei più letti dalla nascita del blog.Le vicende sono ora chiarite e tutte documentate. Nel 1485 viene assassinato un bambino a Valrovina. I testimoni indicano come assassini alcuni bassanesi che praticano riti di tipo satanico. Questi si spacciano come ebrei che appartengono agli Askenaziti. Certo è gente molto ricca che esercita l’attività di usuraio. Il delitto viene coperto direttamente dalle autorità di Venezia in quanto sono in corso trattative per un grosso prestito da fare appunto alla Repubblica di Venezia da parte di questi personaggi.Sta di fatto che per tradizione popolare al Lorenzino vengono attribuiti dei miracoli e quindi diviene Beato.Interessante un fatto che emerge nel libretto. Gli Askenaziti che costituiscono la grande maggioranza della popolazione odierna di Israele, non sono diretti discendenti della popolazione fuggita dalla Palestina dopo la sconfitta con i Romani, ma sono discendenti di popolazioni del centro-nord Europa convertite da missionari ebrei alla religione. Infatti fino al 1100 ci fu una grande opera di proselitismo alla religione ebraica da parte appunto dei discendenti fuggiti da Gerusalemme.
E qui ricordo un mio viaggio in Perù. Avevamo affittato una piroga a motore per discendere il fiume Urubamba verso la foresta amazzonica da Machu Pichu. Ad un cero punto al pomeriggio si rompe il motore. Il barcaiolo accosta la piroga a riva e ci dice che potevamo passare la notte in un villaggio nella foresta. Il giorno dopo c’era la possibilità di prendere un’altra barca per tornare indietro. Li siamo ospitati in una capanna messaci a disposizione dagli abitanti. All’entrata del villaggio c’è una tenda da campeggio con due giovani europei. Sono due ragazzi israeliani che ci dicono che gli abitanti del villaggio sono un po’ pazzi. Infatti alla sera assistiamo a canti e balli religiosi chiaramente di gente un po’ invasata. Erano stati convertiti da alcuni missionari israeliani e poi, dopo che i missionari se ne erano andati via, avevano sviluppato la “loro” religione ebraica per cui attendevano l’arrivo del Messia proprio nel villaggio. Naturalmente noi ci siamo adeguati e ci siamo comportati con la massima serietà. Non volevamo correre rischi.
A questo punto ci sembra opportuno che una tradizione popolare così radicata come quella del Beato Lorenzino, a Marostica non vada perduta, anche come simbolo di difesa dei bimbi innocenti. Certo c’è l’accordo politico tra Chiesa ed Israele di non far più parlare della vicenda. Ma dovrebbe essere il Comune che riaccende questa tradizione popolare così sentita e ancora presente a Marostica, appunto come difesa dei minori, infischiandosene di accordi “politici” che non riguardano la gente comune.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica