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I PARTIGIANI CATTOLICI AMMAZZANO I PARTIGIANI COMUNISTI A MALGA SILVANO (FONTANELLE DI CONCO). PERCHÉ?

Un caso estremo della storia della Resistenza solo da poco chiarito ed oggi anche raccontato nel bel libro di Zorzanello e Fin “Con le armi in pugno, alle origini della Resistenza armata nel Vicentino, settembre 1943 – aprile 1944” presentato in biblioteca a Bassano giovedì scorso, dagli autori e dal Prof. Francesco Tessarolo.
Clocchiatti è un comunista fuggito in Francia e che anche frequenta a Mosca per due anni la scuola di leninismo. Uno quindi politicamente motivato, esperto e deciso.Dopo l’8 settembre 1943 è inviato da Longo del Centro di Milano in Veneto come comandante delle brigate garibaldine per organizzare la lotta armata ritenuta anche indispensabile per impegnare al massimo le truppe tedesche in Italia e aiutare quindi la guerra dell’URSS contro i nazisti, costata milioni di morti.Individua quattro compagni esperti pronti a combattere (Crestani Giuseppe, Pontarollo Tommaso, Roiatti Ferruccio ed un certo Zorzi) da aggregare al gruppo di renitenti/sbandati che si erano riuniti a Fontanelle di Conco.
Nella sostanza il gruppo è formato in maggioranza da cattolici-badogliani con a capo Luigi Nodari un ex carabiniere e appunto quattro comunisti. Clocchiatti individua successivamente in quest’ultimo l’elemento frenante per far partire una vera lotta armata.Deciso ad eliminare ogni impedimento all’azione armata, progetta di togliere di mezzo il Nodari. Ma quest’ultimo viene informato delle intenzioni dei comunisti e procede all’arresto di Zorzi e Pontarollo che però vengono uccisi nella discussione che ne segue. Crestani e Roiatti vengono eliminati al loro rientro in malga da Vaccari e Giovanni Rossi.
Successivamente quattro partigiani cattolico-badogliani vengono catturati e fucilati dai tedeschi a Marostica, tra cui Luigi Nodari e Giovanni Rossi.
Un inizio drammatico della Resistenza nel Vicentino. È un libro da leggere con attenzione per capire le difficoltà per liberare il nostro Paese dal fascismo e dall’occupazione tedesca e quindi cominciare a costruire un’Italia democratica.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica