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BASTA CON QUESTA MAROSTICA IN GRIGIOVERDE SENZA PARLARE ANCHE DELLE CONSEGUENZE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE: la rivoluzione russa, il fascismo ed il nazismo.

Troppo è troppo. Convegni, libri sempre orientati a vedere la prima guerra mondiale in una ottica locale. Per carità anche interessanti, ma la guerra fu un fatto terribile, una situazione che non doveva esserci, una prevaricazione del gruppo di potere al governo dell’Italia che portò morte e distruzione in centinaia di migliaia di famiglie. La via diplomatica per riavere Trento e Trieste era fattibile, ma non fu perseguita tenacemente.La guerra non è stata un fatto eroico per l’Italia, ma un danno immenso, un genocidio di una generazione e un fatto che poi porterà al fascismo ed alla seconda guerra mondiale. Certo le singole persone, per la maggior parte senza sapere le ragioni del perché combattevano, hanno obbedito agli ordini e dal punto di vista militare la disfatta di Caporetto è stata rimediata eroicamente. Ma i generali erano dei sanguinari, uno per tutti il Cadorna, e consideravano la truppa carne da macello. Migliaia furono i fucilati per diserzione. Non c’era libertà di scelta.
Lenin fu trasportato in Russia col famoso treno blindato dalla Svizzera a cura dei tedeschi per far saltare la Russia imperiale e toglierla dalla guerra. E lì con la rivoluzione sovietica inizio’ il più incredibile esperimento sociale dei nostri tempi: l’abolizione del feudalesimo e della proprietà privata. Un sistema completamente antagonista al capitalismo. Con milioni di morti.
Ed infine dalla prima guerra mondiale sorse in Germania il nazismo. Nel paese più progredito culturalmente al mondo prese il potere un gruppo di veri delinquenti che uccidevano per il gusto di uccidere e che fecero partire la seconda guerra mondiale con decine di milioni di morti.
Questi sono anche i vitali argomenti da approfondire soprattutto come messaggio morale alle nuove generazioni. Altrimenti si può comunicare una nostalgia quasi “eroica” di fatti che nella realtà sono stati terribili e portatori di ulteriori disastri.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica