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BUON 2020 A TUTTI I CITTADINI DI MAROSTICA….SENZA ILLUSIONI…C’È SEMPRE CHIPILO.

L’anno 2019 si è chiuso con una importante sentenza contro il tentativo di impedirci di parlare della politica marosticense ormai omogeneizzata tra maggioranza ed opposizione.
Il Tribunale di Vicenza ha espresso il nostro diritto di esprimere in libertà le nostre opinioni. Certo che il fatto di querelarci è l’esempio del livello a cui è precipitata la politica a Marostica. Si opera con le querele per difendere se stessi con i soldi dei cittadini. Mentre noi l’avvocato c’è lo dobbiamo pagare anche se poi assolti. E operiamo in difesa dei diritti dei marosticensi. Ma non desisteremo. Il futuro ci darà ragione.
Certo che Mozzo come Sindaco si dimostra sempre più inadeguato anche se supportato soprattutto dal “muratore” Scomazzon, che il suo mestiere lo sa fare attivando tutti i lavori pubblici possibili e finora non realizzati. Noi ne chiediamo le dimissioni perché non ha portato il minimo rispetto per la libertà di opinione di un proprio cittadino in palese violazione all’art. 21 della Costituzione Italiana. Un fatto incredibile per un Sindaco, che una volta eletto deve essere Sindaco di tutti i cittadini, non solo della Lega.

Ma è evidente che siamo senza una vera cultura politica. La cosa ancora più ignobile è poi che il tutto è supportato dalla “burocrazia” comunale che dovrebbe invece operare nella massima legalità e trasparenza.

È ovvio che in queste condizioni il tutto procede con iniziative e capacità individuali senza una visione complessiva di un progetto economico, sociale e culturale per Marostica.

Noi ci auguriamo che, una volta tolta di mezzo la vecchia politica, possano emergere dei personaggi capaci e motivati, moralmente ineccepibili, in modo che la città abbia una amministrazione che indubbiamente merita per la sua storia. Noi ci battiamo per questo.

Intanto qui in Messico alla cena di Capodanno con amici conosciamo un certo Costantini con lontane origini da Cortina. E ci racconta una storia fantastica di cui è protagonista. C’è un paesino nello stato di Puebla di 4.000 abitanti discendenti diretti di un gruppo di veneti arrivati a fine ‘800. Parlano Veneto ed hanno mantenuto le loro tradizioni. Erano 500 coloni nel 1882 e fondarono Chipilo. Hanno chiamato “Monte Grappa” la collina sovrastante la cittadina, e dove erano trincerati, dopo la vittoria ottenuta il 25 gennaio 1917 contro i circa 4.000 rivoluzionari di Emiliano Zapata. È gemellata con Segusino dal 1982, cittadina in provincia di Treviso da cui parti’ la maggior parte dei coloni.
Chipilo sarà la metà di un nostro prossimo viaggio. Ci auguriamo di non doversi rifugiare tra gli ancora “veri” veneti.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica