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VIAGGIANDO IN TEMPI DI VIRUS.

Cosa può oggi fare un capogruppo di Avventure barricato in casa a norma di legge? Viaggiare con la fantasia ricordando le decine e decine di viaggi fatti in giro per il mondo con relativi aneddoti.

Dicembre 1983, primo viaggio con Avventure: Thailandia e Birmania. Il gruppo è diviso in parti uguali tra maschietti e femminucce. Già in aereo alla partenza iniziano gli accoppiamenti. Mi accompagno con la spigliata capogruppo. Trekking nel Nord, poi mare ed infine nell’incredibile paese buddista: la Birmania. Per passare la frontiera senza problemi passiamo sottobanco al doganiere una bottiglia di whisky e poi siamo in un paese avvolto in una sincera religiosità che ti coinvolge completamente. L’aereo per il Nord è un vecchio Fokker che scricchiola tutto. E nel tornare la barca piena di locali e mercanzie si arena in mezzo al fiume.

Dicembre 1984: Cuba. Ci tornerò ben sette volte, anche una settimana per tenere un corso di marketing per dipendenti locali in accordo con l’Associazione Italia – Cuba. Si viaggia via Berlino Est con la compagnia della Repubblica Democratica Tedesca. L’aereo è pieno di donne cubane che tornano dopo aver lavorato nelle fabbriche di abbigliamento dei paesi “socialisti”. Dobbiamo atterrare in Canada sotto la bufera di neve per far benzina. È possibile un cambio “nero” favoloso, 6 pesos per 1 dollaro, invece che il cambio ufficiale 1 a 1 e si possono pagare gli hotel con un veramente bel sconto. Negli anni successivi gli stranieri dovranno pagare tutto in valuta. Dopo tanta musica e giro fantastico dell’isola in pulmini Volkswagen rossi, un gruppo di tedeschi dell’Est in vacanza ci frega l’aereo del ritorno, ma ci danno tre giorni in più gratis in hotel all’Avana in attesa del nuovo volo. Così ho tempo per assistere allo spettacolo del Tropicana. Tanto a Milano c’è bufera di neve.

Agosto 1985: Perù. La capogruppo è una “massaia” shopping oriented senza molta iniziativa. Mi distacco con altri 4. Treno alla sera per Acqua Caliente e Machu Pichu. All’arrivo bagno nella piscina termale. Ci ospita un incredibile e moderno ostello. Visita del sito alla mattina presto quasi da soli prima del treno dei turisti. E poi verso l’Amazzonia in barca sull’Urubamba. Si rompe il motore ed alla sera dormiamo in una capanna di un villaggio di locali convertiti all’ebraismo e che con le loro cerimonie notturne aspettano che proprio in quel villaggio arrivi il Messia. Se fai un accenno di ironia sei finito.

Dicembre 1985: Indonesia. La capo gruppo è di scuola militare: occorre visitare quasi un tempio all’ora. Ci ribelliamo. Il pomeriggio in piscina nel villaggetto che ci ospita, fa bene. Incontro nel gruppo Mary e farò il viaggio con lei. Becchiamo anche i resti di un tifone. Poi alla fine ho appuntamento con la Fujifilm Indonesia per la visita alla locale fabbrica per le pellicole. Avventure in tutti i sensi e business.

Agosto 1986: Cina, Via della Seta. Da pochi anni è partito il “comunismo di mercato”, che non si capisce in quale manuale di marxismo sia stato trovato, con lo slogan “arricchitevi”. I cinesi non aspettavano altro. Di per se’ sono sempre stati intraprendenti. Ma siamo ancora agli inizi. Ci sono in giro tante biciclette, ma tutti pedalano velocemente ed i tempi delle guardie rosse sono un ricordo. Ma le conseguenze si vedono. La signora al desk dell’hotel fa fatica a fare i conti. Il lavoro forzato nei campi ha i suoi effetti “culturali”. Ho la possibilità di vedere la “vecchia” Cina, che sta rapidamente cambiando. L’esercito è quello che costruisce strade, ferrovie e fabbriche. Ha in mano la Cina e ne sta costruendo una nuova. Dicono sempre “comunista”, ma è una cosa mai vista prima.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica