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PERCHE’ LA “CAMICIA NERA” MOZZO NON QUERELA SANTINI?

Nei nostri confronti Mozzo non ha avuto pietà nel definirci con la delibera di Giunta del 23 maggio 2019 “condannato seriale” invece di “assolto seriale”. Come anche di fatto sarà ulteriormente dimostrato successivamente. E ‘ evidente il lapsus. Ma non per niente il nostro “amato” Sindaco piace indossare spesso la camicia nera. Non sappiamo se Mozzo abbia una cultura storica, ma ci pare evidente il richiamo ai tempi che furono. E chi nel tempo passato indossava la camicia nera di “lapsus” ne fece parecchi.

Allora ci chiediamo perché in linea con la politica adottata Mozzo non querela Santini, tanto paga sempre cucù, per le gravi affermazioni che fa nei confronti della Giunta nel recente articolo sul Giornale di Vicenza a proposito delle modalità di restauro del Castello Superiore. “La Giunta deve capire che i cittadini devono essere i loro alleati, non i loro nemici”.

In pratica Santini, anche con l’iniziativa di indire un referendum per il mantenimento della storica fermata del bus con la raccolta di oltre mille firme, accusa palesemente Mozzo di colpo di stato. In pratica non c’è alcuna applicazione del programma elettorale, un vero tradimento. L’amministrazione non dialoga con i cittadini, ma tutto è in mano al duo di “amiconi” Scomazzon-Colosso. Che fanno e disfano a loro piacimento, nascondono i dati dei bilanci passati, e poi si inventano un nuovo tipo di democrazia leghista. “Go i voti in Consiglio e comando mi”. Anni di storia e dibattiti democratici per trovare la migliore soluzione buttati nel cesso.

E Mozzo perché non querela Santini che vorrebbe non permettergli, una volta appunto eletto, di fare quel cavolo che gli pare? Anche far vedere il cinema questa estate in automobile così si può pomiciare meglio? È uno dei misteri dell’attuale politica marosticense.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica