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IL MERITO DEL”SALVATAGGIO” DEL VENETO È DELLA SICILIANA DR.SSA FRANCESCA RUSSO E DI ZAIA

Francesca Russo, siciliana e medico igienista, è la responsabile della Direzione Prevenzione sicurezza alimentare e veterinaria della Regione Veneto.
Si legge sul sito della regione: “Competenze: coordinamento ed elaborazione dei sistemi di sorveglianza e prevenzione delle malattie infettive non prevedibili e prevedibili con vaccino”.
Infatti la Dr.ssa Russo il 31 gennaio, secondo le dichiarazioni di Zaia, prima quindi del 21 febbraio quando scoppia il caso a Vo’, presenta il piano “tamponi ed isolamento”. È quindi la “madre” del progetto di salvaguardia contro il corona virus, a cui la sera del 21 febbraio Zaia ordina l’applicazione con tamponi a tappeto a Vo’, contro anche la normativa nazionale. Rischia pure una denuncia per danno erariale. Tra l’altro le macchine per i tamponi c’erano già in ogni provincia, mancavano solo i reagenti sufficienti. Zaia fa mettere anche le tende termiche all’esterno degli ospedali in Veneto e chiude quello di Schiavonia. Il quarto giorno dopo Schiavonia erano stati fatti 6.000 tamponi e ci si accorge del pericolo dei portatori sani.
Il 3 marzo Zaia è chiamato dal prof. Crisanti che ha letto l’esperienza di Vo’, unica secondo lui al mondo, e gli chiede ulteriori 3000 tamponi a fine quarantena per chiudere l’esperienza di Vo’.
Zaia afferma “ho deciso io”. Noi gli crediamo perché Zaia è laureato in veterinaria e quindi decide avendo le competenze e conoscenze per capire la pericolosità dei virus.
Esempio del valore della conoscenza rispetto al ciarlatano politichese e di andare a festeggiare a Milano perché è solo una “semplice” influenza.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica