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L’IGNOBILE OFFENSIVA DI ZAIA PER CANCELLARE CRISANTI. IL LUPO PERDE IL PELO, MA NON IL VIZIO.

È evidente che Zaia per ragioni politiche (vuole superare il 100% dei voti alle prossime elezioni) debba attribuirsi in toto il merito del positivo intervento a salvaguardia della salute dei Veneti.
Per questo cerca di modificare la storia dando il merito del piano tamponi interamente a Francesca Russo del dipartimento regionale. Ricordiamo che Francesca Russo è una scelta “politica” di Mantoan/Zaia e quindi lei si deve adeguare al Zaia racconto.

Invece senza l’intuizione di Crisanti di essere pronto per i tamponi a tappeto cominciando dai cinesi che rientravano in Italia, tutto sarebbe saltato. L’8 febbraio infatti l’ufficio della Russo/Mantoan blocca l’iniziativa di fare i tamponi ai cinesi. Ma Crisanti si attrezza lo stesso procurandosi subito una montagna di reagenti dall’Imperial College oltre ad una super attrezzatura per la analisi.
È evidente che poi quando se ne avvede la necessità e l’urgenza il progetto ha trovato pronta la Regione. Se Crisanti non si fosse “parato”, il ritardo avrebbe superato il mese e mezzo.
Ora Zaia fa “tenerezza” a Crisanti, che comprende le esigenze politiche che non possono cancellare però i fatti.

I gravi ritardi della Lombardia, senza un personaggio come Crisanti ma con il solo Bertolaso, hanno provocato così tanti morti, difficili da realizzare, che sembra incredibile che Fontana & Company siano ancora lì. Dovrebbero essere già in Siberia.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica