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IL PROGETTO DELLA PISCINA PENSATO DALLA GIUNTA DI MAROSTICA NON È CREDIBILE E TUTTO ANDRÀ A FARSI “FOTTERE” SE SI CONTINUA IN QUESTO MODO.

Nessuno si è presentato all’asta per aggiudicarsi la proprietà della piscina comunale. Ed era ovviamente prevedibile. Per cui l’amministrazione comunale ha perso solo tempo.

A questo punto la giunta ha deciso di non procedere alla secondo fase dell’asta con ribasso del 15%. Ma in realtà, regnando confusione, non è proprio così. Vediamo perché.
Il Comune indirà una nuova gara per la riapertura dell’impianto entro il 1* settembre per la gestione “per tre anni complessivi in funzione dell’obiettivo di avviare un progetto di valorizzazione, alternativo alla vendita, che preveda un piano di investimento e sviluppo attraverso uno degli strumenti di partenariato pubblico-privato”.

Il Comune prevede che i ricavi per tre anni possano essere 1.465.000 euro.
Il canone di affitto richiesto è di 1.000 euro al mese a partire dal 1.1.2021.
Viene prevista nel bando “una clausola di attivazione di un processo di valorizzazione dell’impianto che, attraverso uno strumento di partenariato pubblico-privato o la cessione, possa determinarne il rilancio a lungo termine; a tal fine il gestore dovrà formulare, entro la scadenza del primo anno di gestione, un progetto di partenariato pubblico-privato (non vincolante per il Comune) o, in alternativa depositare una offerta di acquisto di proprietà, al prezzo base d’asta…..ribassato del 15%……In tale ultimo caso l’efficacia della cessione avrà decorrenza dal termine del secondo anno di concessione”.

Risulta evidente che in Giunta regna una grande confusione. Non sanno che pesci pigliare. La piscina è una attività sociale che deve avere le condizioni per il migliore funzionamento. Sempre.
Prima domanda: sono stati fatti i conti per il funzionamento ottimale in termini di costi e ricavi?
Seconda domanda: Quali investimenti occorre fare subito da parte del Comune per riattivare la piscina?
Terza domanda: La piscina per funzionare bene deve avere una piscina esterna. Il Comune prevede di realizzarla, indipendentemente dall’esito dell’asta?

A nostro parere la piscina deve costituire un investimento ottimale del Comune ed il gestore deve fare bene il suo mestiere. Poi avendo un bene funzionante si possono anche trovare forme di partenariato di cui noi non conosciamo la modalità che può assumere. Però siamo piuttosto scettici dato il colossale pasticcio della precedente gestione con gli amici degli amici (Bertacco, Bertazzo, Scettro) pagato dai cittadini alla fine con 472.000 euro con il solo guadagno dei privati.
E facciamo due conti ipotizzando che il Comune pretenda un minimo di redditività sul capitale, diciamo del 3%.
Oggi a bocce ferme il capitale è di circa 1milione. Quindi la redditività dovrebbe essere di 30.000€ all’anno. I ricavi previsti sono di 500.000€ all’anno. Restano al gestore 470.00O euro. Ora bisogna vedere i costi di gestione ottimale che non sappiamo.
È da dire che invece il Comune si “accontenta” per ora di 12.000 euro all’anno.

Se vediamo una struttura sistemata con anche piscina esterna il valore dell’investimento dovrebbe essere al massimo di circa 2milioni con una ipotesi di redditività minima da ottenere di 60.000 euro all’anno. Questa strategia permetterebbe di offrire una struttura adeguata alle richieste degli utenti. È evidente che poi ci sono tutte quelle attività di servizio che si possono fare con una piscina strutturalmente completa (gruppi sportivi, scuole, nuoto per bimbi, anziani, eventi, aperture serali, feste, gare, ecc.)
Quello che deve essere certo è che la strategia deve essere chiara, altrimenti come già fatto in precedenza si buttano via soldi. E se non c’è nessuno in Comune capace di fare un progetto credibile e di seguire il gestore, si paghi un consulente per il Comune.
E sappiamo che “ironicamente” c’è un consulente di marketing in Comune pagato 25.000€ che queste cose dovrebbe saperle fare, non solo la pagliacciata del concorso con gli scontrini.

Quindi per essere chiari occorre che il Comune renda funzionale al massimo la piscina per rendere possibile anche tutte quelle attività sociali e di animazione che sono il fulcro del successo di piscine ben gestite. E rendere appetibile ad un gestore l’attività. Di carità, come crede di ottenere il Comune, non si vive e nessuno è disposto a farla.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica