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ARRIVA CULTURA MAROSTICA. SOLO UNA PLETORA DI PERSONAGGI PER APPARIRE. L’UNICA CHE SI SALVA ALLA GRANDE È LILIANA CONTIN.

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Contavamo che, a forza di puntuali nostre considerazioni, qualcosa fosse stato recepito e quindi cambiasse il format, il modo di fare la rivista. Invece sono cambiati solo alcuni nomi, ma la rivista resta illeggibile ed inutile.
In pratica ci sono una pletora di “irresponsabili” per mettere il loro nome. Pietro Maestro, il direttore per noi è una persona sconosciuta, ma di sicura fede leghista, data la logica politica imperante.
La redazione di ben sette persone rappresenta un modello di lottizzazione, non certo di competenze. Il Consesso dei garanti non si sa a cosa realmente serva, anche qui composto di ben cinque persone in funzione più di rappresentanza storico-politica che per una formula editoriale di successo.

Facciamo lo sforzo di leggere e commentare alcuni articoli.
Prima di tutto c’è la presentazione del Comitato di gestione della biblioteca. L’articolo è un malloppetto scritto in modo confuso in quanto si vogliono dire troppe cose, tra l’altro non evidenziate per sottotitoli. Ed il titolo “Il Comitato di gestione della biblioteca si presenta” non focalizza nulla e poi diverge dalla maggior parte del contenuto.

A seguire l’articolo su Gianni Rodari riporta alcune filastrocche, ma non c’è alcun riferimento ai suoi libri disponibili in biblioteca o comunque pubblicati. A cosa serve? A gratificare chi lo ha scritto?

Interessante come titolo, scrittura e contenuti l’articolo di Liliana Contin “Ferie pagate: storia di conquista e solidarietà”. Si basa sulla ricerca fatta dall’Università degli Adulti. Gli anni ‘50 e ‘60 permettono a molti cittadini di scoprire le ferie soprattutto al mare. L’Università degli Adulti, non si sa perché, resta un ghetto che vive separato dal contesto culturale cittadino. Almeno finora.

Pure interessante, anche se scritto in modo troppo da cronaca, è l’articolo sul libro sulla Chiesa dei Carmini. Raccontato così però non risalta il valore della Chiesa e del restauro.

L’articolo sulla presentazione dei libri sulla Partita a Scacchi è pura cronaca a imitazione del Giornale di Vicenza fatta dal “volonteroso” Giovanni Parise. Ma dopo tante parole non abbiamo ancora capito come ebbe l’idea della Partita il Prof. Francesco Pozza. Forse il Parise se ne è dimenticato.

L’articolo a seguire sulla visita del segretario di stato del Vaticano Parolin ci ha fatto scompisciare dalle risate. In pratica è una “marchetta” per ricordare che il “super scrittore” Giovanni Parise ha curato un libro su Mons. Nesti, alla cui figura era dovuta la visita di Mons. Parolin.

Quello poi sull’Accademia del Caffè ha dell’incredibile come aspetto programmatico. In realtà è stato fatto per dimostrare quanto sono bravi i Soci fondatori a fondare una simile istituzione e a metterlo in quel posto a tutti gli altri cittadini marosticensi, che evidentemente puzzano troppo per essere ammessi come accademici.

A seguire ci sono delle presentazioni delle singole associazioni di carattere generale senza mettere a fuoco specifico interessi culturali che possono incuriosire i lettori e rendere interessante la rivista. A parte i titoli che non esistono.

Insomma si continua a pubblicare Cultura Marostica senza avere la “Cultura” per fare una rivista decente con le dovute competenze. Noi comunque non molliamo, avendo intravisto un barlume nell’articolo della Contin.
La rivista va fatta da chi sa farla bene, non da chi è abituato ad un bollettino parrocchiale. Non ci sono scappatoie “politiche”.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica