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MOZZO SCONFITTO. PARTE IN RITARDO IL PROGETTO “SANTINI” PER LA PISCINA. MA IL DANNO ERARIALE È FATTO!

Era una delle tante decisioni assurde del trio Scomazzon, Colosso e Mozzo (in ordine di potere: vero boss, vice e assistente): la vendita della piscina, invece del ristorante del Castello Superiore, per sopperire alla mancanza di soldi nelle casse del Comune.
Ora, non essendoci stato alcun “allocco” a comprare la piscina, si indice la gara per l’affidamento della piscina per 2+1 anni, come subito Santini aveva proposto.
Ma siccome il ragionamento della Lega di Marostica è “semo bravi, gavemo i numeri e comandemo noialtri” alla fine si sono trovati in un vicolo cieco. Perdendo un sacco di tempo.

Ora il tutto risulta incredibile perché usando i dati dei precedenti anni si evidenzia che la piscina ha un conto economico di previsione sostanzialmente positivo. I ricavi annui sono sui 445.000 euro con un utile prima delle imposte di 45.977 euro. Certo che viene previsto un canone “politico” di concessione da pagare al Comune di soli 1.000 euro all’anno. Anche perché adesso occorre riavviare il tutto. Si può dire che per fortuna c’è stato il corona virus che avrebbe fatto comunque chiudere l’impianto.

C’è inoltre da sottolineare, come evidenziato nella valutazione tecnica dell’impianto fatta fare dal Comune, ma probabilmente mai letta da Mozzo & C., che la vera criticità della piscina sono i tre mesi estivi. Fatto noto anche ai “polli” di Marostica da decenni, ma ignorato dai politicanti locali, sempre presi a nascondere buchi di bilancio a cominciare dall’appalto truccato del cambio di gestore del gas con una perdita di 920.000 euro.
Infatti nella relazione fatta su incarico del Comune per la vendita si dice che la piscina esterna “completerebbe le richieste gestionali dell’impianto natatorio, attualmente privo di infrastrutture esterne destinate alle attività sportive in acqua all’aperto. La piscina estiva consentirebbe la gestione programmata di molte attività sportive, didattiche e ludico ricreative che attualmente non si possono fare nei mesi più caldi. La gestione “attiva” dell’impianto sportivo per tutto l’anno anziché 9 mesi, aumenterebbe sistematicamente gli incassi”. “Anche un piccolo specchio di acqua concepito non esclusivamente per il nuoto agonistico garantirebbe continuità lavorativa al gestore e momenti di relax per le famiglie e le fasce di popolazione più debole”.

Tra l’altro il costo della piscina esterna è vicino a quella della nuova fermata del bus, investimento assurdo, inutile ed in una posizione lontana dal centro.

La gestione della piscina della Lega è un ulteriore danno erariale (dopo i 472.000 euro persi dalla pagliacciata del project financing, ovvero pane e soppressa con gli amici, di Bertazzo), dopo la perdita per il ritardo della ristrutturazione del ristorante del Castello ed il buco di bilancio 2019 di ben 581.000 euro coperto fittiziamente con la ridicola rivalutazione delle Mura di 5 milioni, invenzione del rag. Colosso il nostro super esperto contabile della campagna veneta, ormai prossimo a sostituire Gualtieri all’economia in caso di caduta del governo Conte. Ovviamente per la Lega.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica