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IL SUPERMERCATO, FORSE INTITOLATO A “LUIGI SCOMAZZON” (EX COOP), IN COSTRUZIONE A BREGANZE ED A MAROSTICA ARRIVA FAMILA.

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Luigi Scomazzon, eterno presidente della Cooperativa dei Consumatori di Marostica con oltre 30 anni nella carica, ha sempre avuto il chiodo del mattone. Non sa fermarsi a riflettere e capire che il mondo cambia. È un po’ come quegli imprenditori che si mettono la corda da soli. E godono.
Per carità finora la Coop funziona bene come supermercato con i dipendenti ben motivati e che si sentono i padroncini. Ma non parliamo di principi cooperativi e tantomeno di strategia per il futuro per valorizzare i fattori differenziali e competitivi per stare sul mercato. Scomazzon è un bravo “bottegaio” che adesso si è fatto fregare da Unicom-Famila-A&O.
Il fattore determinante è stato il gruppo Lega-Pipiesse. Prima il Luigi era riuscito ad intortarsi sempre con la politica al potere e quindi con l’amministrazione comunale. Scettro è ancora presidente del collegio sindacale, Capuzzo è amministratore, la Dalla Valle ex amministratore e Bertazzo ci aveva infilato in Coop il figlio. E Santini benediceva.

Insomma tutta la ex politica di Marostica che contava era con la Coop. Scomazzon dormiva sonni tranquilli e continuava con la sua politica del muratore. Poi arriva il gruppo Valentino Scomazzon, Colosso e Mozzo che bada solo ai schei e che della Coop non gliene frega niente. D’altra parte la Coop interviene nel sociale? Fa mutualità? Fa un marketing etico? Proprio per niente. Ed il Pipiesse (Partito della Partita a Scacchi) ci guadagna, tramite il Comune che si prende in permuta il magazzino ex A&O nel concedere 1.800 metri quadri al nuovo Famila, l’indispensabile deposito per tutto il materiale della Partita, dopo essere stati cacciati dall’area ex Azzolin di proprietà Volksbank.

Da questo punto di vista il trio Xausa, Cuman e Cortese, a libro paga della Volksbank e tutti ex democristiani come anche Luigi Scomazzon, con l’Opera Pia – Fondazione fanno molto di più in termini sociali con i soldi tra l’altro di un SpA come è oggi la Volksbank. Ringraziamo quindi sinceramente i sud tirolesi o altoatesini, come si vogliono chiamare, grandi benefattori per Marostica. Come si dice: “ciapemo finché dura”.

Ora arriva Il Cestaro-Unicom con 1.800 metri quadri di vendita pari alla somma delle superfici delle due sedi Coop a Marostica. E Coop costruisce a Breganze con il già annunciato arrivo di Aliper, altro concorrente agguerrito.

Insomma noi come Osservatorio Economico sociale troviamo questa “saga” migliore di un romanzo. Certo che non si prospetta, a nostro giudizio, un lieto fine per la Coop perché lo spazio commerciale non è in crescita. La gente non fa quattro pasti al giorno. Sarà spietata concorrenza.
La Coop dovrebbe inventare qualche trovata geniale come la nomina a presidente di uno che il marketing operativo ce l’ha nel sangue e combatte. Per salvarsi a qualsiasi costo, salvo però non ricominciare col mattone.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica