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PARTE IL PROGETTO VOLKSBANK-COMUNE PER L’AREA EX AZZOLIN. DOPO ANNI DI “MENATE” A COMINCIARE DALL’ERA VALERIO ZANFORLIN.

L’avevamo già detto in precedenti scritti. Il problema area ex Azzolin andava risolto. Non si può lasciare un’area in centro storico con relative Mura e torri in completo degrado.
Già nel luglio 2000 (ben 20 anni fa!) Gianfranco Azzolin a nome e per conto dei quattro eredi presentava il progetto redatto dall’ing. Stefano Giunta per la riqualificazione dell’area.

Il progetto prevedeva la “restituzione” del palazzo, con dotazione di un porticato per la configurazione con l’immagine della Città; l’abbattimento di tutti i corpi di fabbrica inutili e la riedificazione della volumetria con una quarantina di “minialloggi per anziani” inseriti nell’ambiente (problema molto sentito a Marostica; disegno da approvare certamente per la favorevole ubicazione per la terza età); la cessione al Comune del parco per uso pubblico e di una fascia di rispetto lungo le mura larga 12 metri ad uso pedonale; la realizzazione di un parcheggio interrato a tre piani, con la concessione di uno in uso alla collettività marosticense con l’ipotesi di uscita sotto le mura per non intasare il traffico urbano; la rinuncia al diritto di “proprietà delle torri C, D, E”, unitamente al contributo di 300 milioni di lire per il loro restauro. Il progetto, sembrava assai favorevole per la Comunità di Marostica; sostenuto da una qualificata minoranza di consiglieri, associazioni, professionisti; reso possibile dalle indicazioni del Piano regolatore Urbanistico per il centro storico, si arena per la mancanza di decisionalità “politico-amministrativa”, con la scusante di tenere in vita “l’esistente”, in gran parte di nessun valore per la Comunità marosticense ed anche frutto di abusivismo edilizio. Soprattutto per l’assenza di una proposta politica alternativa. Di fronte al disinteresse del Sindaco di allora Valerio Zanforlin, gli eredi Azzolin cedono la proprietà alla Banca Popolare di Marostica, allora gestita dall’ing. Sebastiano Petucco. La Banca prevedeva la possibile collocazione della progettata nuova sede nell’ampia area disponibile. Entrata nel discorso di merito dell’operazione la Banca d’Italia, l’istituto di credito cittadino cede, a sua volta, sotto la direzione di Gasparotto, l’acquistato alla Morfeo s.r.l. di Marostica che ha come riferimento Fabio Campagnolo. Quest’ultima propone un nuovo progetto di ristrutturazione, che, però, non è approvato dalla Soprintendenza di Verona. Nella cessione della proprietà la Banca Popolare di Marostica del “furbo” Gasparotto, non aveva chiarito i vincoli urbanistici. Per questa ragione la Morfeo Srl fa causa alla Banca e la vince per cui la proprietà è ora ritornata alla Volksbank, subentrata alla Popolare di Marostica.

Ora abbiamo una delibera della Giunta Comunale che nell’approvazione del comodato d’uso per una porzione immobiliare situata in prossimità di Porta Breganze per permettere l’accesso al cammino di ronda, scrive “potrebbe essere ceduta in proprietà al Comune di Marostica a titolo di beneficio pubblico”. Questo può avvenire in quanto l’intera area ex Azzolin “fa parte dell’intenzione di Volksbank di realizzare un progetto di recupero, riqualificazione e rifunzionalizzazione in concerto con l’Amministrazione Comunale”.

Insomma dopo oltre venti anni di saga casereccia, siamo forse arrivati ad una svolta definitiva con una reale sistemazione e valorizzazione dell’area.

RITENIAMO CHE ANCHE LA CITTADINANZA DEBBA ESSERE INFORMATA DEL PROGETTO ATTRAVERSO UN’ASSEMBLEA PUBBLICA. COSÌ ANCHE VOLKSBANK POTRÀ AVERE UN CONCRETO E REALE RUOLO SOCIALE A MAROSTICA, SUPERANDO L’OPERA PIA – FONDAZIONE DEL TRIO XAUSA, CORTESE E CUMAN, CHE PIÙ CHE PIANGERE FA RIDERE.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica