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IL SUICIDIO DEL GIORNALE DI VICENZA. INUTILE CRONACA SENZA COMMENTO E NOTIZIE MANIPOLATE.

Nel 1998 le copie vendute dal Giornale di Vicenza erano 44.957 al giorno. Nel mese di maggio 2020, 18.518. Lo stesso mese del 2019, 18.363.
Certo c’è l’edizione on line che porta ad un totale di copie vendute giornalmente a 24.528.
Si tratta di un vero crollo, che dovrebbe portare ad una radicale trasformazione del quotidiano in linea con le esigenze informative delle persone e con il cambiamento del mercato dell’informazione.
Perché il drastico crollo? La semplice cronaca non regge più ed è facilmente reperibile su internet. Conta per un quotidiano la qualità giornalistica dell’informazione.
Oggi la gente vuole commenti ed opinioni sotto varie prospettive e di livello professionale. Non fatti ed interventi pilotati in base alle opportunità o alla pubblicità.

Ma ciò che è veramente incredibile è che la proprietà del Giornale di Vicenza è di quella Associazione Industriali che a parole ogni giorno si straccia le vesti contro chi non vuole modernizzare il Paese. Poi alla fine non sa gestire in modo laico e pluralista ciò che è una delle chiavi per il progresso del Veneto e del Paese: l’informazione pluralistica.

Evidentemente l’Associazione Industriali deve ancora uscire dalle tenebre dell’oscurantismo e della manipolazione.
Ne è stato esempio eclatante la campagna imbonitrice per convincere i cittadini ad acquistare le azioni della Banca Popolare di Vicenza, quando la banca era già in una situazione drammatica.

Per non parlare delle informazioni su Marostica.
Silenzio assoluto su alcuni fatti che in altri paesi sarebbero sulla prima pagina dei giornali locali e sui notiziari televisivi: l’appalto truccato del cambio di gestore del gas con perdita di 920.000 euro, i buchi del bilancio comunale con l’ultima trovata della Giunta leghista di coprire la perdita 2019 di circa 581.000 euro con la comica rivalutazione delle Mura da zero a 5 milioni di euro. E le varie lottizzazioni per gli incarichi senza considerazioni di professionalità. Con risultati di buttar via soldi senza avere concretizzato alcunché.

Insomma il Giornale di Vicenza è una occasione persa per chi si proclama portatore di modernità e trasparenza. Ma il mercato dell’informazione nell’era internet non perdona e se un giornale non più monopolista dell’informazione non serve agli utenti, è destinato a scomparire. Un vero peccato dovuto alla cecità dell’Associazione Industriali. O a cercare fino all’ultimo di far valere gli interessi di un certo gruppo. Ma siamo fiduciosi. Abbiamo vissuto l’esperienza del Cuoa, come ex allievo che chiedeva il ripristino dell’eccellenza della Scuola, sempre sotto la tutela dell’Associazione degli Industriali: dalle stalle alle stelle, quando sono state prese le corrette decisioni.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica