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CONVEGNO SULLA “CULTURA” A MAROSTICA. LA TEORIA C’È MA LA PRATICA NON ANCORA. E MATTEO MOZZO SE NE VA SUL PIÙ BELLO, MA POI TORNA. FORSE QUALCOSA STA COMINCIANDO A CAPIRE.

Una lettrice scrive:”… Interessante incontro, soprattutto l’intervento della Dott.ssa Zocche; un pò meno quello del Prof. Guderzo. A parte le belle parole, assolutamente condivisibili, non ho capito quali potranno essere i progetti futuri per la biblioteca di Marostica…chi vivrà vedrà …..a me è venuto da ridere quando ha parlato di digitalizzazione…da noi hanno tolto pure il povero autoprestito tanto comodo…..però dai sperem! “

L’incontro di venerdì scorso non è comunque da buttar via. È stata una prima riflessione sull’attività della Biblioteca. Organizzato dalla coppia Burei-Panici. Quest’ultimo quando parla vede però solo l’attività teatrale. E ci chiediamo cosa stia a fare come Presidente della Biblioteca se continua con i soliti discorsi e non cambia marcia.
Il vero intervento interessante è stato quello di Lidia Zocche, coordinatrice delle biblioteche vicentine, che ha presentato il ruolo che dovrebbe avere una biblioteca: aggregazione sociale con forte apertura a chi ancora non la frequenta, in sostanza una funzione di educazione popolare e non elitaria per la solita gente.
Noi lo abbiamo sostenuto sempre anche lasciando libertà di dialogo e commento tra i frequentanti-lettori. Che non vanno zittiti, come sempre è avvenuto. Non si deve affatto leggere e stare in silenzio.
E poi che senso ha fare della biblioteca una lottizzazione politica senza tener conto di competenze e pluralismo culturale? La cultura non si produce solo con il tradizione prestito dei libri.
Noi oltre quattro anni fa proponemmo alla Biblioteca il blog marosticanotizie come espressione di discussione dei frequentatori della biblioteca. Ovviamente la proposta fu bocciato perché era vietato esprimere opinioni diverse dal catto-comunismo al potere, non diverso dal leghismo di adesso. L’allora comitato della biblioteca se ne infischiava dell’art. 21 della Costituzione e neanche riteneva che la vera cultura ha come base il pluralismo di idee. Eppure c’erano docenti che lo insegnavano a scuola.

E poi pensiamo al crollo del lettori dei giornali. Hanno perso in questi anni oltre il 50% di copie. Per non parlare del Giornale di Vicenza, quasi sparito. E poi osserviamo al bar chi lo legge. Non certamente i minori di 60 anni!
Internet oggi è il vero quotidiano e la biblioteca deve insegnare l’uso di un tale strumento.
E poi la “scrittura”. Chi fino a pochi anni fa scriveva al massimo una lettera all’anno, oggi è uno scatenato “leone da tastiera” pronto anche a evidenziare le sue frustrazioni e la sua repressione psicologica sui vari social. Finalmente può anche “insultare” e diffamare chi gli sta sulle palle. Soprattutto se è più bravo di lui.
Ma quali dovrebbero essere le regole per scrivere su internet? Come può essere espressa la propria libertà di parola?
In un campo di così estrema attualità la biblioteca deve svolgere un ruolo informativo ed educativo.
Per non parlare della “cultura scientifica”. Di cui non si è minimamente accennato, sembrando che la cultura sia solo quella dell’arte e dei romanzi. Conoscenza della cultura scientifica anche per evitare la diffusione di incredibili “pirlate” in un mondo in cui ancora pochi conoscono la formula di Einstein, con anche i suoi terribili risvolti: l’energia è pari alla massa per il quadrato della velocità della luce. Boom!

Osservatorio Economico Sociale di Marostica