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CHI È IL PADRONE DEL GIORNALE DI VICENZA E TVA? IL BASSANESE ALBERTO LUCA PER CONTO DEGLI INDUSTRIALI.

Alberto Luca è un predestinato. Nel 2007 comincia ad entrare nella galassia Zonin – Banca Popolare di Vicenza come amministratore della Nordest-Merchant spa, poi in B.P. Vi Fondi Sgr spa ed infine in Farbanca spa. Nelle prime due esce nel 2013 in Farbanca nel 2016. Forse qualcosa aveva capito del sistema Zonin. Ed è scappato quasi in tempo.

Nel 2007 fino al 2012 è vice presidente del Cuoa anticipando l’incredibile arrivo di Matteo Marzotto come Presidente (2013-2016). Solo con l’arrivo a Presidente di Federico Visentin (presidente e amministratore delegato di Mevis spa) la Confindustria vicentina risolve il problema del Cuoa, rilanciando la scuola alla grande nell’ambito della formazione manageriale ed utilizzando appieno le università del Triveneto.

Luca però dal 2011 riesce ad infilarsi come responsabile dei media controllati dalla Confindustria: il Gruppo Athesis (il Giornale di Vicenza, l’Arena, Bresciaoggi, Rete Verona, Telearena e Telemantova) e Videomedia (TVA e Telechiara). Di Videomedia diventa Presidente, negli altri è nei consigli di amministrazione.

Al fratello Alessandro ha lasciato il “prestigioso”, si fa per dire, posto di consigliere dell’ “Opera Pia” fondazione Volksbank a Marostica con Roberto Xausa, Giandomenico Cortese e Mariangela Cuman.

Quindi Alberto Luca è l’uomo dei media di Confindustria Vicenza. Ricordiamo che “la configurazione della proprietà dei media, l’imperativo di ricavarne un profitto, l’influenza delle imprese private con le loro schiere di pr, le lobby di interessi particolari e i partiti politici possono tutti quanti produrre potenti distorsioni”.

Se TVA è indubbiamente una rete di successo, supportata anche dalla pubblicità delle aziende aderenti a Confindustria, in un ambiente concorrenziale (vedi Rete Veneta della famiglia Jannacopulos), così non si può dire per il Giornale di Vicenza, praticamente monopolista dell’informazione locale, ma in piena crisi incapace di trovare una formula editoriale in linea con lo sviluppo dell’informazione sui social ed in certe gravi situazioni, come la vicenda della Popolare di Vicenza, artefice di una totale disinformazione a danno dei cittadini.

Attendiamo quindi che Confindustria risolva in modo “liberal” la questione del Giornale di Vicenza, che in pratica sta morendo, al limite con un nuovo “delegato” capace di capire che va ripensata una nuova formula editoriale in linea con lo sviluppo dei “social”, aggredendo l’informazione con opinioni e commenti autorevoli e non stampando notizie già vecchie di giorni visibili sui social e trovando lettori non solo negli anziani che non usano i nuovi media informatici.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica