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LA PAGINA DEL GDV E IL SERVIZIO DI TVA PER IL “BADRONE” RESPONSABILE MEDIA CONFINDUSTRIA, NEL CDA DEL GIORNALE DI VICENZA E PRESIDENTE TVA: ALBERTO LUCA.

Una intera pagina del Giornale di Vicenza dedicata alle iniziative di Ca’ Erizzo di proprietà della famiglia Luca oltre il servizio su TVA. Iniziative di per se’ da plaudire con degli interrogativi.
Intanto si tratta di azione di un mecenate? di un illuminato? di un interessato? di un democristiano? o di un rotariano?
Crediamo un mix di tutto. Certamente è lodevole ed interessante che la famiglia Luca abbia aperto Ca’ Erizzo ai cittadini soprattutto con l’iniziativa del Museo di Hemingway. Per quanto riguarda il museo degli animali impagliati o meglio imbalsamati spacciandolo per un Museo Naturalistico dobbiamo stendere un velo pietoso. È proprio una presa per i fondelli culturale. In attesa che il Comune si faccia carico, per aspirazione della famiglia Luca, di un simile Museo. Ci auguriamo che i Sindaci di Bassano non si facciano “convincere” di una simile sciocchezza. Fare un Museo del genere. che è esaltazione della strage degli animali, è contro un minimo di buon senso. Se poi si vuol fare un Museo che esalti le doti di cacciatore di Renato Luca, ognuno nella propria proprietà è libero di fare ciò che vuole. Ma lasciamo perdere il Comune e non crediamo che i cittadini siano così allocchì da credere a simili panzanate.

Per quanto riguarda la mostra convegno sulla lettura senza dubbio è una iniziativa da apprezzare. Ma anche qui il “controllo” culturale è massimo con la regia del solito “moderato” e finto neutrale Giandomenico Cortese. Abbiamo rilevato un dibattito a senso unico come commentato in un nostro precedente articolo. Ma c’è di più. TVA ci aveva intervistati, con grande interesse del giornalista per la nostra associazione tra scrittura e lettura. Ovviamente poi nel servizio è stato tutto censurato perché fuori dalla “predica” dei vari relatori. Non apparteniamo al clan della “verità” da propinare ai cittadini.

Insomma il tutto è una ulteriore dimostrazione che senza i social tutta l’informazione è controllata e pilotata. A Marostica poi senza il nostro blog ci sarebbe un silenzio tombale, solo comunicati stampa ed interviste dei soliti noti, che però ora sono in “mutande”.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica