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BRUNO MORESCO PERDE E PAGA TUTTE LE CAUSE, ANCHE CON CARLA MORESCO. E IL FAMOSO “TRUST VILLA” AFFONDA IN TRIBUNALE.

Personalmente conosciamo Bruno Moresco di sfuggita. Certo ci venne a far visita a casa una sera, al buio accompagnato da una donna, chiedendoci se eravamo noi a scrivere che aveva la “coda di paglia”. Il tono era minaccioso, ma ci siamo fatti una risata.

A Marostica tutti ne erano terrorizzati perché la vox populi diceva che se cadevi nelle sue querele perdevi e ci rimettevi soldi.

Ma la realtà è ben diversa e ci meraviglia che una persona di una certa cultura, e certamente Moresco conosce le problematiche, vada ad infilarsi in queste situazioni.

Ha appena perso la causa intentata contro F.P., marito e figli, Compagnia delle Mura ed il Comune di Marostica sul diritto di passaggio sul sentiero Valdibotte di uso pubblico da tempo immemore, in modo definitivo, con sentenza della Corte di Appello di Venezia. La Corte non solo ha ribadito quanto già affermato il 23 gennaio del 2013 dal Tribunale di Bassano sull’uso pubblico del sentiero, ma addirittura che il Trust Villa non può intentare la causa per difetto di titolarità. Cioè non è realmente in possesso del bene.
Che pasticcio, che perdita di tempo, che spreco di soldi, che rottura per normali cittadini coinvolti in simili ridicole faccende.

Anche perché Bruno Moresco aveva perso già il ricorso alla causa per la riformulazione dei beni ereditati intentata nel 1984 dalla sorella Carla Moresco per lo scioglimento della comunione ereditaria.

Infatti il Tribunale di Bassano nel 2002 aveva approvato lo scioglimento della comunione dei beni con relativa divisione in base alla consulenza tecnica. Bruno Moresco aveva fatto ricorso alla Corte di Appello di Venezia che, con sentenza del 28/02/2014, non accettava il ricorso individuando anche il fatto che il Trust non è dotato di personalità giuridica e che “viene anche assunto che nella determinazione dei conguagli si sarebbe determinata una lesione di valore di € 100.000 in danno di Giorgio Moresco”. Rilievo che viene fatto dalla Corte “anche se i due condividenti avevano chiesto di mantenere tra loro la comunione” utilizzando il Trust Villa. Giorgio Moresco intanto, muore, suicidandosi, nel 2011. La mamma, Giovanna Pedron, era già deceduta lasciando eredi i figli.

Infine la Corte Suprema di Cassazione a Roma rigettava definitivamente l’ulteriore ricorso di Bruno Moresco il 13 luglio 2016.

Riesce veramente difficile per un normale cittadino capire perché Bruno Moresco crei queste situazioni anche per lui dannose con un immane spreco di soldi per tutta l’attività che i tribunali sono costretti a fare.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica