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PER IVANO TOLETTINI DEL “FAMOSO” GIORNALE DI VICENZA LA VENDITA DELLA POPOLARE DI MAROSTICA FU UN MISFATTO. CON GASPAROTTO DIRETTORE GENERALE C’ERA UN FUTURO “ROSA”, NON LA DISPERAZIONE

L’abbiamo postato giorni fa su Marostica senza Censuro l’articolo del Giornale di Vicenza in cui si comunica la conferma della Cassazione della sanzione contro la società di revisione sulla verifica del bilancio 2011. Gli amministratori della Popolare di Marostica sono usciti dalla vicenda con la prescrizione. Non certamente assolti.

Ma il giornalista del Giornale di Vicenza Ivano Tolettini, quello che anche fino all’ultimo incitava a comperare le azioni della Popolare di Vicenza, è pronto a cogliere l’opportunità della triste vicenda dell’acquisto della Banca di Treviso con la rivelazione, non si capisce da quale documentazione, che oggi gli sportelli di Treviso sono i più redditivi della Volksbank. “E lo stesso si può dire dell’ex Banca Popolare di Marostica per la rigorosa politica dei crediti deteriorati”, fatta dall’allora direttore generale Gasparotto. Ma il Tolettini sa leggere un bilancio? La Popolare di Marostica stava fallendo perché aveva il Texas Ratio vicino al 150%. Cioè i crediti deteriorati superavano il capitale del 50%!

Ma la conclusione dell’articolo è di una comicità unica: “Egli (Gasparotto, ex direttore generale) aveva fatto crescere BpM a livelli ragguardevoli, ma a fine 2014 fu estromesso perché contrario alla fusione, col pretesto di accuse false per le quali si è tolto ampia soddisfazione. Sul piano penale e civile”. Bel giornalismo questo di evocare soddisfazioni che non esistono. Dei milioni di danni richiesti, Gasparotto ha preso solo l’indennità di licenziamento, come suo diritto. Per il resto picche!
Altre cause sono state lasciate perdere in quanto i soci di Marostica dovevano solo brindare per la super valutazione della loro quota nell’acquisizione di BpM in Volksabank. Certamente non merito di Gasparotto che voleva andare verso l’abisso.

Questa strategia comunicativa del Giornale di Vicenza di totale manipolazione dei fatti per l’interesse dei soliti personaggi, è la causa principale della sua agonia con la perdita di migliaia di copie e lettori , che non sono degli allocchi, e che lo porterà a breve, continuando su questa strada, alla sparizione. Un giornale vende se è credibile, informa e difende i suoi lettori. E poi in epoca internet/social non si può più manipolare a senso unico. Non si è più monopolisti dell’informazione.
Quando l’Associazione Industriali di Vicenza, proprietaria del giornale, interviene cambiando linea editoriale e dando credibilità all’informazione? Si continua a predicare bene, ma a razzolare male, non capendo che una linea editoriale “liberal” e ricca di opinioni e commenti, può ridare slancio alla testata.

Alberto Luca, responsabile media degli Industriali, svegliati! Chiudi il giornale o ridagli un minimo di dignità. Lo sputtanamento ha dei limiti.
C’è spazio appunto per una informazione credibile e “liberal”.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica