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A BASSANO SPARITI I 5STELLE CON UN CONSIGLIERE INESISTENTE. A MAROSTICA SILENZIO. UN PARLAMENTARE ASSENTE, LA GUIDOLIN, ED UN ALTRO ERETICO, LA CUNIAL.

Bassano e Marostica sono gli esempi più evidenti del perché a livello locale e regionale i grillini siano spariti. E se continuano a considerare la politica solo a livello nazionale avranno seri problemi nel futuro.
Noi siamo sempre molto interessati a fenomeni politici e sociali che portino salutari cambiamenti e rinnovo della politica. E non siamo orgogliosamente legati ad alcuna posizione precostituita. Ci riteniamo dei liberi pensatori.

A Marostica è morto un M5S che nelle comunali del 2013 aveva preso oltre il 16% e avrebbe preso di più se avesse avuto un candidato credibile. Ma il gruppo era dominato da due personaggi manipolatori senza arte né parte. E l’uno vale uno ha dimostrato i suoi limiti se non hai dietro nulla e ti mancano le competenze. Poi a maggior ragione se in pietose condizioni culturali non cerchi competenze, sei finito. Come un po’ sta accadendo a Mozzo che si avvale di una sola vera competenza: il “muratore” Valentino Scomazzon. Come se riparare i buchi delle strade fosse la vera politica. Però per questa competenza di lavori “edili” evidentemente ci siamo. Attendiamo però i reali risultati perché il tutto è in corso di opera.

A Bassano il M5S sopravvive con un consigliere che è come non esistesse (non ne ricordiamo nemmeno più più il nome) e che non ha mai fatto sentire la sua voce sulle varie problematiche. Solo qualcosa per le case di riposo per far piacere alla Guidolin che ci lavorava.
La senatrice e la deputata certamente non “animano” la vita politica locale anche se i loro elettori sono bassanesi. C’è in atto un vero tradimento.

Per le regionali il M5S ha candidato la vecchia guardia sopravvissuta dalle prime elezioni. Altro che ripartire con le competenze e personaggi emergenti, come fece Di Maio nelle ultime politiche con grande successo. D’altra parte l’ormai ex consigliere regionale Berti, che avrebbe dovuto fare questo, neanche si è ripresentato, avendo capito di aver fallito nel dare sostanza ad una base elettorale che indubbiamente ci sarebbe. Forse è tornato a fare il maestro di sci.

Insomma la Lega avanza come un panzer utilizzando tutti i mezzi che ci sono social e non come gruppo praticamente affaristico-politico, mentre i grillini sembrano arrivati in dirittura finale come politica locale. Certo hanno messo sul piatto a livello politico nazionale personaggi nuovi (e Conte ne è un esempio eclatante) che si sono dimostrati in grado di competere con il PD e di impostare una nuova politica. Che si può anche non condividere, ma certamente c’è ed è molto chiara. Noi che un po’ abbiamo studiato la potremmo definire senz’altro profondamente keynesiana, cioè favorevole ad uno Stato interventista nell’economia. Dopo decenni di oscurità succede per la prima volta che ci sia un governo con una “politica”. Ma si può sopravvivere solo di politica nazionale, senza far crescere forze locali un domani in grado di muoversi anche a livello nazionale?

Un grande quesito per il futuro.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica