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LE COOP “ROSSE” SONO SEMPRE IN ROSSO, ANCHE SE CON PERDITE DIMEZZATE RISPETTO ALL’ANNO PRECEDENTE. COOP MAROSTICA INVECE TACE, NON PUBBLICA IL BILANCIO. BASTA FAR DUE PAROLE CON LUIGI SCOMAZZON.

Della Cooperativa Consumatori di Marostica, che di rosso ha solo il marchio come la Coca Cola essendo di derivazione bianco CISL, non sappiamo nulla del bilancio 2019, se non quanto riportato nel sito con il raggiungimento di un fatturato di circa 25 milioni nel 2019.
E non abbiamo ricevuto alcun invito per l’assemblea di bilancio, pur essendo Soci. Ma immaginiamo che sia la replica dei bilanci precedenti.

Invece ovviamente per trasparenza di comunicazione, cosa che non avviene appunto per la Coop Consumatori che non mette sul proprio sito il bilancio, la Coop Alleanza 3.0, cui fa riferimento Coop Marostica per gli acquisti e il marketing (in pratica è un punto vendita decentrato, gestito in autonomia, una specie di franchising, della grande Coop non svolgendo altra attività), su internet pubblica tutto.

Dopo un 2018 disastroso con una perdita colossale di 306.141.000 euro, nel 2019 presenta una perdita quasi dimezzata pari a 178.304.000 euro su un fatturato di 4,042 miliardi in diminuzione del 2,7% rispetto all’anno precedente. Realmente una montagna di soldi persi in due anni.
Nemmeno i ricavi finanziari, grazie ad un prestito sociale che ammonta all’incredibile cifra di 3,1 miliardi di euro, che rendono intorno ai 100 milioni, riescono a coprire la perdita della gestione.
È da notare che le altre catene di distribuzioni (es. Esselunga, Conad, Famila) presentano risultati sia di fatturato che di redditività molto positivi. La crisi ha toccato in Italia la grande distribuzione estera particolarmente francese, guarda caso il modello che le grandi Coop avevano seguito. Infatti gli ipermercati sono andati in crisi, mentre il supermercato di vicinato si è dimostrato la formula vincente.
Tra l’altro l’ipermercato va contro i principi cooperativi in quanto non gestibile dai soci che vi fanno riferimento, date le dimensioni. Lo sviluppo Coop è avvenuto in questi anni in una logica verticistica e manageriale, rendendo i Soci dei semplici burattini.
Insomma i “compagni” sono in piena ristrutturazione dopo anni di vera e propria megalomania e si stanno curando le ferite, rivedendo la politica dei prodotti e razionalizzando le miriadi di partecipazioni. Il mercato non perdona.
Ma Coop Alleanza 3.0 è ancora una corazzata con un patrimonio di 1,9 miliardi di euro. Tra l’altro partecipa al capitale di Unipol assicurazioni con il 22,148%.

Il modellino Coop Consumatori di Marostica con l’aggancio a Coop Alleanza 3.0, l’arrivo di altri concorrenti, l’inopportuno investimento di un altro punto vendita di proprietà a Breganze, l’assenza di una vera politica cooperativa, quanto durerà? Sopravviverà ai Soci “antichi” che ancora oggi probabilmente per il 50% comprano alla Coop senza confronti di prezzi e qualità con altri punti vendita?
Noi crediamo che le situazioni di mercato non giochino in favore di Coop Marostica. Ancora oggi una bella realtà aziendale, poco cooperativa, e con un futuro incerto. Rimpiangiamo una opportunità eccezionale per Marostica che si muove senza un piano marketing cooperativo, verso non si sa dove. L’unico punto di favore è che è un supermercato di vicinanza. Può sopravvivere finché la concorrenza non se la mangerà.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica