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IL 21 GENNAIO 2021 IN TRIBUNALE: CAUSA ROBERTO ASTUNI PER LA SUA “LAUREA”. MA IL DOCUMENTO È VERO? NON VI È NEMMENO STAMPATA LA LOCALITÀ. È UN TENTATIVO DI UNA PRESA PER IL C…..DELLA GIUSTIZIA!

La vicenda inizia nel 2016 quando vengo invitato dall’Associazione Territori del Brenta a partecipare ai lavori per costruire un progetto di marketing territoriale per Bassano e dintorni. Componenti del direttivo dell’associazione sono Cunico (grafico), Astuni (ragioniere) e Vallotto (architetto).La prima giornata mi entusiasma perché sembra che l’impostazione sia corretta. Infatti viene fatto un brain storming (ognuno può dire i più significativi momenti turistici della zona) tra i partecipanti con la supervisione di due docenti di marketing dall’Università di Padova.Immagino che la seconda giornata riassuma i risultati per impostare poi una ricerca di mercato, base per un progetto di marketing territoriale.Invece cominciano una serie di conferenze in varie località con i più disparati personaggi della Regione, di uffici turistici del Triveneto o di iniziative turistiche con anche alcune serate conviviali a cui mi rifiuto di partecipare. Ho sufficienti alimenti da mangiare a casa. Non si discute nemmeno che il brand non può essere Territori del Brenta che non dice nulla, ma qualcosa collegato a Bassano, come anche suggerito dall’imprenditore Renzo Rosso. Insomma sembra che ci sia un regista occulto che vuole imporre tutto indipendentemente dalla reale sostenibilità di marketing.Pongo questi problemi sui vari social locali, sulla mia pagina Facebook ed in particolare sul blog www.marosticanotizie.it il 29 settembre 2016 con l’articolo “La “menata” delle riunioni di marketing territoriale “.Cunico, Astuni e Vallotto si scatenano contro di me. In particolare Astuni assume un atteggiamento particolarmente offensivo. Il brand Territori del Brenta non si può discutere. Riaffermo questo concetto il 18 giugno 2017 con l’articolo “Cunico e Vallotto hanno un chiodo in testa: assente assessore al turismo Marostica”, anticipandolo nella mia pagina Facebook alla sera del 17 giugno.Questo fatto scatena Astuni al pomeriggio del 18 giugno che pesantemente mi offende e mette anche in dubbio il mio curriculum professionale e la mia docenza universitaria.Sono laureato in Chimica Industriale ed ho un Diploma in Organizzazione Aziendale (Cuoa). Sono stato amministratore delegato di Fujifilm Italia, direttore generale di Exhibo SpA, distributore esclusivo per l’Italia tra l’altro di Sennheiser, e docente di Comunicazione Aziendale e Strategia e Pianificazione dei Media all’Università di Udine con 55 tesi di marketing in particolare sul posizionamento del prodotto/servizio sul mercato in sette anni di docenza. Il marketing è una mia specifica competenza professionale. Ed ovviamente non gradisco essere offeso in questa mia professionalità, senza entrare con competenza nelle problematiche da discutere.A questo punto, non conoscendo Astuni se non come titolare di un albergo-ristorante, non faccio querela, ma desidero capire la figura professionale di Astuni guardando su LinkedIn, il sito che riporta i curriculum professionali.Nella sua pagina LinkedIn si qualifica laureato presso United States Open University in Business, Mangement, Marketing and Related Support Services 1996-2004.Conosco il sistema universitario americano avendo studiato inglese per due estati all’università di Bridgeport nel Connecticut e in un college a Berkeley in California. Tutte le università americane sono rigorosamente classificate in base al loro grado di difficoltà e si trovano su internet, oltre che su specifiche pubblicazioni.La United States Open University da una ricerca su Google non esiste. La schermata che appare su internet con quel nome è vuota. Riporta solo il nome ed un indirizzo nello stato del Delaware in cui nella foto da Google c’è la sede/magazzino della Wells Fargo Guard Service. Sulla schermata furbescamente viene riportato un link di collegamento alla famosa università inglese on line Open University.Il 20 giugno 2017 pubblico l’articolo: “La laurea fasulla….di Roberto Astuni”.La discussione poteva finire lì con una risata generale ed il riconoscimento da parte di Astuni dell’errore o che aveva semplicemente scherzato.Astuni invece si scatena offendendo ulteriormente (“hai pisciato fuori dal vaso”), con minacce di querela e avvalorando l’esistenza dell’Università. Esibisce un certificato palesemente falso in quanto non riporta stampata nemmeno la sede dell’Università. Solo nel timbro si legge Honolulu nelle Hawaii. Astuni confonde le carte esibendo una richiesta al Consolato onorario per l’autentificazione dell’attestato. Dal Consolato in realtà non c’è alcuna risposta per il riconoscimento della laurea. E le ragioni sono ovvie: l’Università non esiste.A questo punto il 24 giugno scrivo un altro articolo “Lettera aperta al presidente della Confcommercio mandamentale di Bassano del Grappa Paolo Lunardi” in quanto Astuni è Presidente della locale Associazione degli Albergatori e deve attenersi al Codice etico e non esibire false lauree.Intanto continuo ad esaminare su internet la figura di Astuni. Scopro un articolo del Piccolo di Trieste del 27 novembre 2016 in cui Roberto Astuni è condannato a 4 anni e sei mesi per bancarotta fraudolenta.Il 1* luglio 2017 pubblico sempre sul blog “Roberto Astuni condannato a 4 anni e 6 mesi per bancarotta fraudolenta”.Il 3 luglio 2017 pubblico un altro articolo “Rispetto delle regole: il caso Astuni è più grave, ma è uno dei tanti”.Astuni a questo punto è costretto a dimettersi da Presidente degli albergatori in base al codice etico di Confcommercio, che conosco molto bene essendo stato vice Presidente dell’Andec (Associazione Nazionale Distributori Elettronica di Consumo). Tra l’altro Astuni era anche da anni incompatibile a qualsiasi carica associativa in Confcommercio avendo un processo penale in corso. Ovviamente della faccenda ha taciuto e si è candidato lo stesso.
Pubblico il 10 luglio l’articolo “Finito il trio Astuni, Cunico e Vallotto. Adesso Mattesco (Assessore al turismo di Marostica), uno che ci credeva, cosa farà per il turismo?”Infine esaminando il finanziamento regionale al progetto di Territori del Brenta pubblico il 13 luglio prendendo spunto e fotografia dal mitico Fantozzi “Cunico anche a Fuerteventura con i nostri soldi! È sempre più una “cagata pazzesca”.

Il 3 agosto 2017 Astuni presenta querela per l’articolo riguardante la laurea falsa, sostenendo appunto di essere laureato.
Cunico, come Presidente del direttivo di Territori del Brenta con quindi anche a nome di Astuni e Vallotto, il 7 settembre 2017 mi denuncia.
Non solo, minaccia anche tutti i social locali che hanno ripreso l’articolo della “cagata pazzesca” e si sono scatenati con foto che sovrappongono le spiagge di Fuerteventura con quelle del Brenta. Alcuni chiudono per timori. Un vero violento attacco alla libertà di informazione ed opinione.
Mi sembra evidente il tentativo di querele intimidatorie e vendicative per le rivelazioni fatte.Il Giudice dott. Matteo Mantovani con sentenza del 15 ottobre 2018 archivia il procedimento nei miei confronti intentato da Cunico, come presidente di Territori del Brenta, in quanto “La vicenda, in sintesi, non è passabile di alcun ulteriore sviluppo in dibattimento, stante il fatto che il Morello si è limitato a porre dubbi ed a introdurre allusioni suggestive relative ad una operazione che, a suo giudizio, presentava contorni poco limpidi, ma ciò facendo senza alterare l’oggettività dei fatti presupposti, ovvero ancora trascendendo da limiti di continenza nell’espressione delle proprie considerazioni critiche sull’operato altri”.

Appuntamento il 21 gennaio per un altro capitolo di una saga, incredibile per un normale cittadino che deve addirittura “difendersi” dalla palese verità. E tirar fuori i soldi per l’avvocato. Oltre a dover rientrare dal Messico col Covid che ci insegue per una “monata” di carta.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica