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LO SCONTRO A MAROSTICA SULLA PARTITA A SCACCHI TRA GALLETTI E GALLINE.

Per la vita e le opere di Vucetich dobbiamo ringraziare Speziali con il suo libro, così che Marostica non resterà il paesetto della campagna veneta con le solite beghe tra galletti e galline e che vuol fare tutto in casa.

Gli articoli che abbiamo pubblicato sulla “paternità” della Partita a Scacchi hanno suscitato una discussione polemica come fosse nostra intenzione sminuire o mettere in discussione alcuni protagonisti della vicenda.

Allora mettiamo in ordine i fatti. Innanzitutto noi non crediamo che a decretare il successo della Partita sia la veridicità del racconto. Non interessa a nessuno, se non agli studiosi di storia, che i fatti raccontati siano realmente accaduti o totalmente inventati. Quello che interessa è il racconto, lo spettacolo, l’ambiente veneziano-medioevale ricreato.
Probabilmente Vucetich, il vero autore della Partita, a qualche storia del passato si sarà pure ispirato. Ma la Partita è un importante “fatto storico” perché l’autore ha operato una profonda ricerca sui costumi, gli usi, il linguaggio di quell’epoca in cui Marostica era sotto la dominazione veneziana.
Sembra che nel valorizzare l’opera di Vucetich si voglia sminuire il significo storico della Partita e soprattutto il lavoro dei marosticensi promotori dell’evento. Insomma ci sono alcune persone a Marostica che vorrebbero far riferimento ad una leggenda locale ripresa poi da Vucetich, che sarebbe un semplice scrivano. O addirittura che la traccia della Partita sia stata scritta da qualcun altro.
Non è così. La Partita con la sfida agli scacchi per la mano della bella Lionora è una strabiliante invenzione di Vucetich.
Il recente, ottimo libro di Speziali (lo potete trovare alla libreria Andersen) sull’artista lo inquadra con le sue opere complete come esponente della cultura liberty. La Partita è frutto di un suo lavoro geniale.

Ma siamo alla realizzazione finale, quando Vucetich interviene. Perché dietro ci sono i marosticensi che crearono le condizioni essenziali per la Partita.
Prima di tutto il Pozza nel 1923 che pensò ad una Piazza con la scacchiera. Poi ai primi anni del 1950 il gruppo di marosticensi che riprendono l’idea facendo una specie di “briefing “. Alla discussione partecipa Festa imprenditore della Belfe, che essendo una persona di mondo non può che esclamare: “ma conosco un uomo che può concretizzare le nostre idee”. Ed ecco che arriva il Vucetich che propone la sua storia. Tutti collaborano: è un gruppo solidale per Marostica. Ernesto Xausa, assessore alla cultura, si precipita a realizzare la scacchiera gigante sulla Piazza.
Perché si vuol nascondere tutto questo è far passare la Partita come fatto vero? O ci si vergogna che sia una leggenda? La verità della Partita è la eccezionale ricostruzione storica del Veneto sotto Venezia.
Questa è la grande verità che andrebbe ripresa anche conoscendo le vicende di Venezia in quegli anni di massimo splendore.

Sembra che alcune persone siano alla ricerca del più bravo dei marosticensi. Invece nei loro ruoli sono stati tutti molto bravi soprattutto nel capire che occorreva un genio esterno alla cittadina per creare un simile evento.

Noi riteniamo che la vicenda della Partita a Scacchi ci renda orgogliosi di essere marosticensi.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica