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IL CORONA VIRUS IN MESSICO SI CHIAMA SOLO COVID 19. NON SI PUÒ CONFONDERE CON LA BIRRA CORONA, SIMBOLO NAZIONALE.

Con il doppio di abitanti dell’Italia il Messico ha avuto circa 95.000 morti di COVID, mentre l’Italia ne ha ad oggi circa 42.000. Le scuole sono sempre tutte chiuse come tutte le attività pubbliche. I ristoranti possono solo vendere nello stato in cui vivo, Jalisco, da una settimana, solo cibo da asporto durante gli weekend, ma funzionano normalmente durante il giorno feriale.

Alberghi e località turistiche sono aperti. A Cancun la capacità degli hotel è ammessa al momento al 60%, ma con la stagione di punta in arrivo probabilmente sarà ampliata. Gli aerei, pieni di turisti americani che vogliono godersi lo splendido mare di Cancun oltre ad una temperatura invidiabile, arrivano già a 300 al giorno, meno dello scorso anno, ma in crescita. Ultimamente sono chiusi i grandi supermercati durante il weekend.

Quindi ci sono misure fisse e costanti per cercare di mantenere fermo il numero dei contagiati che altrimenti non troverebbero alcuna assistenza ospedaliera. Certo l’assistenza ospedaliera, sopratutto privata, è ben presente a Cancun e viene pubblicizzata. In un’altra località turistica, Puerto Vallarta, tale situazione è critica essendoci saturazione dei posti letto. Ma ovviamente è un posto meno frequentato da un turismo americano, quindi con meno attenzione sanitaria.

Vicino a casa mia l’Hotel Montecarlo, quello con la bella piscina termale all’aperto dove ogni pomeriggio andavo, è chiuso. È stato destinato a chi deve stare in quarantena.

Si può dire che la situazione in Messico è analoga a quella italiana, con una differenza: non ci sono polemiche e tantomeno discussione politiche come in Italia. I fatti sono fatti. Le misure sono quelle suggerite dalle strutture sanitarie avallate dai vari governi locali. Il Messico è uno stato federale e decidono le autorità locali.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica