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SPOSARSI IN MESSICO, CON IL VIRUS ED I MARIACHI, CON UNA “RAGAZZA” CONOSCIUTA TANTI ANNI FA A PUERTO ESCONDIDO….QUELLO DEL FILM.

Avevo conosciuto a Londra nel novembre 1988 frequentando un corso di inglese una ragazza svizzera che aveva le sorelle con casa a Cuernavaca in Messico. E mi aveva invitato a passare il Natale da loro. Tra l’altro combinavo anche con il lavoro perché avrei visitato il distributore della Fujifilm in Messico per vedere cosa avevano organizzato nel passato Campionato del Mondo di calcio (1986). In Italia ci sarebbe stato nel 1990 e avrei fatto parte dell’organizzazione.
Ma arrivato in Messico mi sono sentito troppo prigioniero delle “fanciulle” svizzere per cui me ne sono scappato al sud prendendo il primo bus. Verso Oxaca, per intendersi. Visitati alcuni importanti siti archeologici, avevo voglia di mare e me ne sono andato verso Puerto Escondido.
Trovato l’hotel mi stavo guardando il tramonto sulla terrazza di accesso, quando in fondo alla scalinata apparvero tre fanciulle con enormi valige. Non potevo non aiutare e così ho conosciuto due messicane ed una italiana. A Puerto Escondido ovviamente sole e mare con loro. Di una messicana rimasi amico ed andai a trovarla a gennaio del 1990, rientrando da un soggiorno a Cuba. Tra l’altro lavorava come segretaria del direttore nella grande fabbrica di pellicole Kodak a Guadalajara. E andai anche a trovarla al lavoro e mi presento’ il suo capo.
L’estate prima era venuta a Firenze per studiare l’italiano e organizzai per lei una festa con amici a casa mia. Veramente simpatica, ma forse troppo giovane per me per pensare a qualcosa d’altro.

Poi ci siamo persi per strada, ognuno con la sua vita, con solo una cartolina ogni tanto. Lei si fece viva anni fa con un viaggio in Italia per assistere con i parenti messicani all’’ordinazione come sacerdote in Vaticano di un suo cugino. E mi venne a trovare a Marostica. Andava poi in Germania a trovare una coppia di amici.

Adesso ci sposiamo in Messico con la musica ed il canto dei Mariachi in un ristorante a nostra disposizione e con il giudice locale che arriva appositamente per la cerimonia.
Ho già comprato gli anelli “messicani”: oro bianco liscio per l’uomo, con diamantini per la donna. All’interno dell’anello la donna riporta il nome del marito e viceversa per l’uomo. Tutto secondo tradizione con l’aggiunta dell’indispensabile certificato medico attestante l’esame del sangue negativo per sifilide ed HIV, non richiesto in Italia. Ma siamo in Messico.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica