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ZAIA HA PREFERITO I FEDELI BUROCRATI DELLA MEDICINA RISPETTO AGLI SCIENZIATI, CACCIANDO CRISANTI. E SONO ARRIVATI I MORTI. TANTI. TROPPI.

Certo che Crisanti non ha padroni ed è un vero scienziato. Anche un po’ ingenuo, quando ha fatto capire che lui proprio di cultura leghista non era. La reazione di Zaia è stata immediata ed ha cercato di sputtanarlo. Intravvedendo in modo paranoico un avversario. Alla fine è diventato proprio un politicante. Eppure, e gliene abbiamo dato atto, subito aveva capito la grave situazione di avere tra i piedi un virus, grazie alla sua laurea in veterinaria. Ma poi ha cavalcato la gloria, la fortuna e la facile vittoria elettorale.
A questo punto non si è più ricordato che i virus vanno perseguiti ed eliminati. Anche se ne è rimasto uno solo, quello ti può fregare.

Imbaldanzito dai risultati della prima ondata, con anche Conte che a fine settembre si gloriava delle lodi per l’Italia provenienti dall’estero, si è per così dire calato le braghe.
Dopo aver eliminato ovviamente il rompiballe di Crisanti. Sarebbe ancora sulla gloria se avesse nominato l’integerrimo e prudente scienziato dell’Università di Padova commissario straordinario in Veneto per la lotta al virus con pieni poteri.

Altro che conferenze stampa pagliacciate, volendo dimostrare competenze che non ha.

Adesso ci sono migliaia di morti in più e famiglie che gridano vendetta. Siamo d’accordo con il prof. Crisanti che ogni vita umana va rispettata e non può entrare in un puro bilancio di interesse economico. Adesso Zaia si arrampica sugli specchi facendo analisi del tubo. Quelli che contano sono i morti e sono troppi. Sparirà’ anche lui assieme al suo amico Fontana, i recordman dei morti in Italia.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica