marostica notizie

BLOCCATO DA FB PER 24 ORE. LA CODA DI PAGLIA DEI “LIBERAL” AMERICANI PER IL VIETNAM E LE REGOLE DELLE SOCIETÀ PRIVATE?

Lo scorso anno avevo fatto una battuta su fb quando i morti negli Usa per il COVID 19 stavano arrivando a 60.000, dicendo che era una bella gara a raggiungere il totale dei morti americani in Vietnam. La battuta era orientata a deplorare l’atteggiamento indifferente di Trump al problema. Come la guerra in Vietnam, una macchia nella storia degli Usa. Nel 1945 Ho Chi Minh aveva vinto ricevendo anche il potere di governare il Vietnam dall’imperatore Bao Dai, che poi aveva tradito e si era venduto ai francesi/americani. Che avevano successivamente boicottato nel 1956 le elezioni stabilite dagli accordi di Ginevra. Americani che poi avevano addirittura creato un finto incidente navale per bombardare il Vietnam del Nord.

Il Presidente americano che cercò di rimediare alla faccenda fu Clinton, che da studente riuscì fortunosamente a non essere arruolato come anche Trump, e che negli anni ‘9O apri’ a massicci investimenti aiutando l’economia del Vietnam, che aveva appena adottato il sistema economico cinese, a rinascere da condizioni disastrose.
Ma la sensibilità degli americani, e di fb, sul problema resta alta. Una guerra inutile con tanti morti inutili.

Comunque la mia battuta fu cancellata e fui ammonito come “incitamento all’odio”.

L’altro giorno sulla sospensione di Trump dai social feci la battuta, in risposta a chi si scandalizzava delle censure, che in fin dei conti fb è una società privata con una sua linea editoriale e che quindi può buttare fuori chi vuole, se ritiene che siano violate le sue regole. Probabilmente qui ho toccato un tasto delicato appunto sulle regole e sono stato tacciato di “molestie e bullismo”.

Dopo l’ammonizione ho ricevuto la sospensione per 24 ore, avendo avuto due ammonimenti.

La gestione dei social in genere è evidentemente un grosso problema anche perché per gli americani vale il primo emendamento della Costituzione:

“Il Congresso non potrà emanare leggi per il riconoscimento di una religione o per proibirne il libero culto, o per limitare la libertà di parola o di stampa o il diritto dei cittadini di riunirsi in forma pacifica e d’inviare petizioni al governo per la riparazione dei torti subiti”.

È una legge che in assoluto garantisce la massima libertà di parola senza possibilità di censura, dando la responsabilità a chi scrive. E i gestori dei social che si presentano aperti a tutti non potrebbero censurare niente se non attraverso una modifica legislativa. E forse ci dovrebbe essere un garante pubblico esterno alla proprietà. La questione è apertissima.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica