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LA STRATEGIA PER IL COVID – 19 IN MESSICO SEMBRA CORRETTA. CERTO ANCHE CON TANTI MORTI, MA IN PROPORZIONE MENO CHE IN ITALIA.

Molti amici mi scrivono per chiedermi la situazione in Messico. In proporzione alla popolazione i morti sono meno che in Italia, anche se tanti. 150.000 rispetto a 85.461 in Italia con popolazione con 129 milioni di abitanti, che sono più del doppio che in Italia.
Le scuole di tutti i livelli sono chiuse per la mobilità che i traporti creano e sono vietati assembramenti. Tutto il resto funziona con le norme precauzionali: mascherina, controllo della temperatura e gel disinfettante per le mani. Il turismo nelle famose località balneari messicane sta registrando un boom con l’80% della capienza degli alberghi occupata, soprattutto da americani.
Da pochi giorni qui nello stato in cui vivo hanno vietato l’accesso ai supermercati dei ragazzi di meno 15 anni e degli adulti con più di 60 anni. L’idea di segmentare la popolazione in base al rischio non mi sembra malvagia. Ma a dir la verità nessuno controlla.

Il tutto è quindi lasciato alla responsabilità personale. C’è da tener presente anche che una parte della popolazione, la più povera, non può pagare alcuna cura specifica dato che la sanità è privata sul modello americano. Il test molecolare per il COVID costa minimo 40 euro presso una clinica privata.

Quindi lo “stop and go” italiano si è dimostrato più pericoloso di regole costanti in qualche modo mantenute nel tempo. Anche perché i “nostri” sembrano dimenticarsi che si tratta di un virus e che l’unico modo per estirparlo è il modello cinese. Inapplicabile in Europa.
Per questo riteniamo che le regole italiane abbiano imposto sacrifici economici assurdi e che abbiano mancato di coerenza. Soprattutto nella ristorazione e nel turismo.

Risulta evidente che il virus può essere mortale solo per persone con altri problemi di salute o molto anziani. E queste persone devono essere tutelate e assumersi anche loro la responsabilità di tutelarsi al massimo.
Se si prende il virus e si guarisce, sembra che per almeno sei mesi nessun Covid ti rompa le palle. Comunque non sembra una alternativa al vaccino. Dati i rischi di rimetterci la pelle. E da quel che pare e da quel che si vede ci dovremmo vaccinare ogni anno. Come per una grave influenza.

Ovviamente noi esprimiamo una nostra opinione, ma le scene viste questa estate in Italia, in Messico non le abbiamo viste.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica