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UNA VERGOGNA PER BASSANO: NON C’È ALCUN MONUMENTO AD ADOLF E AUGUST WESTEN, I FONDATORI DELLE SMALTERIE.

“In un viaggio tra Ottocento e Novecento, dagli albori dell’industrializzazione alla concorrenza esasperata degli anni Sessanta, si sviluppano le alterne fortune dei Westen, imprenditori mitteleuropei che fecero di Bassano un centro industriale di prima grandezza. La loro fortuna fa leva sulle caratteristiche dell’Impero Austro-ungarico, nel quale non esistevano contrapposizioni nazionalistiche, almeno fino alla Grande Guerra, ma anche su di una tecnologia raffinata, quella per la realizzazione degli smalti, che si poteva però facilmente replicare anche in aree non ancora industrializzate e ricorrendo ad una manodopera non specializzata.
Dietro a queste evidenti doti imprenditoriali, vi era anche una precisa concezione del lavoro, come dimostra un passo dell’intervista di un nipote del fondatore delle Smalterie di Bassano: “Una delegazione in visita allo stabilimento osservava un operaio al lavoro; visto che era proprio bravo, uno dei visitatori gli chiese esplicitamente di poterlo assumere. L’operaio rispose: ‘Vedremo, se ne può parlare’. Dopo mezz’ora, la delegazione entrò nell’ufficio di mio nonno e rimase di stucco quando si ritrovò di fronte la stessa persona che poco prima aveva visto in tuta, intenta a smaltare. Questo non soltanto per dire che a mio nonno piaceva molto mettersi la tuta ed eseguire personalmente le fasi della produzione, ovviamente, quanto per sottolineare come appartenesse ad una generazione in cui il padrone era – e doveva essere – il primo degli operai”.

Alla stretta integrazione tecnologica e commerciale, che caratterizza i rapporti tra le varie industrie fondate dai Westen, si aggiunge anche la straordinaria capacità di individuare materiali e prodotti assolutamente innovativi, dall’acciaio inox alle vasche da bagno, dai contenitori per l’industria casearia ai radiatori in lamiera d’acciaio stampata, e di individuare con facilità aree e mercati potenzialmente favorevoli, in Russia, Polonia, Romania, Italia e Jugoslavia.
Nel secondo dopoguerra, a seguito delle varie nazionalizzazioni operate dai nascenti regimi comunisti dell’Europa Orientale, del vasto impero dei Westen rimane solo la fabbrica di Bassano e, mentre la grande industria chimica tedesca Bayer mette a disposizione di chiunque le materie prime per la smaltatura, il mercato delle stoviglie di acciaio porcellanato, sostituite dalle più valide pentole in alluminio o acciaio inossidabile, declina inesorabilmente.

Le Smalterie di Bassano, che sanno ristrutturarsi solo in parte, perdono le nuove sfide industriali che si susseguono negli anni del boom economico, nella produzione di televisori, frigoriferi e lavatrici; in quest’ultimo decisivo ambito, è emblematico quanto accade nel settore delle lavatrici: i produttori di lavatrici passano dai 5 del 1953 agli oltre 50 del 1960 e si riducono a 18 alla metà degli anni Sessanta, quando la quota di mercato dei primi 6 oltrepassa il 90%.
In una situazione di crescente difficoltà, i Westen riprendono la loro tipica strategia del cercare nuove aree produttive, aprendo nuovi stabilimenti in Sicilia, Spagna, Abruzzo, fino a porre in liquidazione la grande fabbrica bassanese. Nel 1975, dopo cinquant’anni, si chiude così la storia delle Smalterie di Bassano, ma il patrimonio di ingegno e passione, lavoro e coraggio che aveva iniziato mettere radici in via Trozzetti nella tarda primavera del 1925 continua a dare i suoi frutti, confermando così l’auspicio di un piccolo ritaglio di giornale degli anni Trenta: “Bassano del Grappa, sotto l’impulso della potente industria che procurò lavoro e pane ad un grande numero di famiglie, cambiò gradatamente il suo volto. Dalla Smalteria e Metallurgica Veneta, i bassanesi impararono l’arte del fabbricare prodotti industriali, dalla scuola di questa grande industria, ricchi dell’esperienza acquisita fra le sue mura, uscirono uomini intraprendenti che fondarono nuove imprese. Oggi Bassano del Grappa è un operoso e ricco centro industriale. La Smalteria e Metallurgica Veneta è giustamente reputata l’industria pilota che ha mutato la vita della fiorente città”. (A cura del prof. Francesco Tessarolo),

Ma siccome gli ultimi eredi furono brutti e cattivi e liquidarono l’azienda nel 1975, nessun monumento è mai stato eretto ai fondatori delle Smalterie nel 1925, Adolf e August Westen. Una speciale punizione di mandare all’inferno i Westen da parte degli imperanti democristiani.
Eppure sono quelli che portarono l’industria a Bassano come ben riconosce il prof. Tessarolo. E una cultura industriale che ha avuto continuità con l’attuale Baxi, che è fiera di esserne erede. Basta vederne il sito.

Una vergogna per Bassano. Le colpe dei figli non possono ricadere su dei grandi genitori!

Osservatorio Economico Sociale di Bassano