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ZAIA È IN AFFANNO. LA STRATEGIA DEL FURBO SEMPLICIOTTO AMICO DI TUTTI NON FUNZIONA SENZA UNA PROSPETTIVA MODERNA, COMPATIBILE E MORALE.

Zaia nella comunicazione social sembra l’artefice delle bellezze del Veneto. Un sacco di spot da lui firmati che mostrano differenti realtà della regione come se Zaia ne fosse sempre il protagonista. È una abile comunicazione avvolgente, come con le conferenze stampa sulla situazione del Covid. Ci mette sempre la faccia come non fosse responsabile di nulla. Sembra quello che corre a metterci una pezza, non il responsabile da giudicare.

Ma attenzione, se poi la realtà comincia ad essere troppo differente da come la si presenta, in un attimo crolla tutto. Certo la Lega con Zaia in questi anni ha creato una rete di interessi economici forti ed i morti della seconda fase sono in buona parte da attribuirsi alle pressioni per mantenere in moto l’economia da parte degli “amici” delle varie associazioni imprenditoriali, senza però una più attenta valutazione dei mezzi ed una diversa strategia. Pensiamo ai test rapidi che hanno aperto grossi buchi nei controlli. La loro validità è del 70% e quindi vanno usati solo in certe condizioni. La campagna contro Crisanti con relativa querela è semplicemente ignobile e dimostra l’asservimento al capo della struttura sanitaria regionale. Non è prevista opinione diversa ne’ tantomeno dissenso. E una prossima indagine di Report su come vengono effettuate le nomine negli ospedali veneti sarebbe quanto mai opportuna.

Eppure forti segnali di fallimenti ci sono. Basta pensare allo spaventoso crac delle banche Popolari venete. O alla situazione incerta e costosissima del Mose. Alla cecità ambientale con l’autostrada Pedemontana, imposta dai grandi capitali bancari a costi fuori di testa. Per non parlare delle Olimpiadi invernali con ulteriore cementificazione delle nostre meravigliose montagne. Gli svizzeri, che avrebbero delle ottime condizioni ambientali, ben si son guardati dal proporsi. A loro interessa la salvaguardia delle loro montagne, bene economico inestimabile e non recuperabile.

Anche dal punto di vista economico il Veneto perde colpi in confronto a regioni vicine come ad esempio l’Emilia Romagna, con una maggiore capacità di innovazione. Basta pensare come si sono involuti i Benetton. Ma sono davvero ancora degli imprenditori? O sono solo dei faccendieri?

Sia ben chiaro. Noi personalmente con Zaia non ce l’abbiamo, anzi il mezzo veterinario abile e furbo ci è anche simpatico. Fa i suoi interessi e sembra di vivere una soap opera un po’ tragica. Ce l’abbiamo con gli elettori Veneti che non comprendono che l’essenza della democrazia sono il confronto, il dibattito e l’alternanza di potere. Questo monoblocco leghista finto modernista e conservatore, con dentro anche la vergogna dei neofascisti, potrà far perdere al Veneto un sacco di opportunità e uccidere il cattolicesimo solidale con gli altri e l’ambiente della nostra regione. E finora la rappresentanza politica cattolica ha tradito la sua storia non rafforzandosi con l’arrivo degli ex social-comunista portatori di valori comuni.
Certo erano apparsi i 5 Stelle, ma sono rimasti in Veneto una banda di settari delle prime origini legati anche da personalismi, incapaci di misurarsi con le competenze necessarie a fare una seria politica sul territorio, dopo aver ottenuto un sacco di voti soprattutto a livello nazionale. Non basta, anche se essenziale, l’onestà. Occorre avere capaci e coraggiosi rappresentanti ed una seria organizzazione.

Insomma la Lega a nostro parere sta conducendo il Veneto in un vicolo cieco al di fuori della vera modernità. Solo per avere i schei tutti e subito con un vero capitalismo predatorio.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica