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A BASSANO, “RESISTERE” UNA GRANDE INIZIATIVA CULTURALE DELLA LIBRERIA PALAZZO ROBERTI. MA COME LA METTIAMO COL ROTARY?

L’altra sera siamo stati al dibattito “Innovare per crescere”. Solito pienone di pubblico con interessante dibattito tra i relatori Roger Abravanel, noto manager con il suo ultimo libro “Arstocrazia 2.0. Una nuova élite per salvare l’Italia” e Sebastiano Barisoni, vice direttore esecutivo di Radio24, la radio di Confindustria.
Il tutto verteva sul fatto che la nuova economia può solo nascere con eccellenti università ed una selezione nel privato e nel pubblico che si basi sulla meritocrazia. Temi di una attualità estrema perché il momento in essere non è di crisi momentanea, ma di rivoluzione economica con il web.

E all’incontro hanno partecipato molti amici rotariani. Alla fine con uno di questi abbiamo avuto un’interessante scambio di idee. Avevo iniziato affermando la condivisione dei contenuti del dibattito e citando l’esperienza innovativa nel campo dell’informazione apportata a Marostica con il blog e la pagina fb Marostica senza Censura. Esperienza con un notevole risultato di lettori. Ho continuato dicendo che mi sarei aspettato un riconoscimento da parte della “cultura” marosticense. Non certo l’ostracismo e le querele. La risposta del Socio mi ha convinto della distanza tra teoria e pratica. Era assolutamente contrario al modo in cui facciamo informazione in cui accanto ai fatti si mette il nome e cognome. Particolarmente se le persone citate appartenevano al Club Rotary. Questo per mantenere “l’armonia” tra i rotariani. La mia obiezione era che non avevo mai toccato la “professione” del rotariano (e si diventa rotariani in base ad una eccellenza professionale), ma invece le prese di posizione “politiche”. Ed era un mio diritto esprimere le mie opinioni, che ovviamente non erano condivise. E il caso citato era quello di Roberto Xausa. Nella sua professione di architetto ha senza dubbio ottenuto eccellenti risultati. Ma nella sua attività “politica” va e deve essere criticato pubblicamente. Noi in particolare abbiamo più volte sostenuto che la Fondazione Banca Popolare di Marostica-Volksbank è una Opera Pia come tante, non utile alla comunità, ed è un vantaggio per gli amministratori in termini di parcella e “potere” locale. Infatti se andava fatta una attività innovativa era quella di promozione culturale attraverso borse di studio per studenti universitari. Magari anche con una apposita commissione che seguisse il percorso universitario del borsista. Un’azione che è la garanzia del futuro della Comunità. Per noi è quindi una grande occasione persa con nomi e cognomi dei responsabili.
Ora che ci venga raccomandato un silenzio complice per Club di appartenenza è in netto contrasto con l’essere d’accordo con i contenuti di un dibattito appena ascoltato. È appunto il contrasto tra il dire ed il fare. La solita italiana ambiguità. Il problema della nostra cultura che privilegia il silenzio ed il compromesso invece del dibattito per trovare una soluzione utile e condivisa.

D’altra parte una corretta, e di successo, informazione parte dalla conoscenza dei fatti con nomi e cognomi. Noi su questo non ci muoviamo, anche se ci ha creato e crea difficoltà personali.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica