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L’ECONOMIA SECONDO IL “BASSANESE” FEDERICO VISENTIN, PRESIDENTE FEDERMECCANICA E CAPO DELLA MEVIS. NOI CONDIVIDIAMO.

Federico Visentin lo conosciamo bene ed è uno che dice le cose chiare senza schieramenti a priori. E poi agisce di conseguenza.
Lo abbiamo visto all’opera come Presidente del Cuoa, la Scuola veneta di formazione manageriale sorta nel 1957 come idea innovativa per quei tempi di consorzio tra imprese ed università. Era in crisi per mancanza di direzione. Tanto per dire l’ultimo Presidente “inventato” dall’Associazione industriali di Vicenza in era Zonin era Matteo Marzotto, senza esperienza nel settore della formazione, molto “estetico” e disastroso nelle scelte.
Poi nel 2016 è arrivato Federico Visentin, un serio imprenditore senza il “fashion” alle spalle. Era chiaro anche ad un idiota che il Cuoa poteva essere una gallina dalle uova d’oro per la necessità estrema delle aziende di avere una formazione continua. E invece perdeva soldi!
In poco tempo Visentin ha portato in utile la Scuola e valorizzato appieno il knowhow delle università del Triveneto. Senza tanti discorsi ed inutili chiacchiere.

Ora è diventato Presidente della Federmeccanica nazionale. E sostiene due importanti idee:
1. I soldi dello Stato devono essere impiegati a sostenere le imprese valide con le modalità di un fondo di investimento privato. Come fanno gli americani con i grandi fondi privati, finanziati dai fondi pensione (INPS privata americana), che valorizzano imprenditori ed aziende. Lo Stato non regala più niente, ma investe nella propria economia. Perché oggi per restare sul mercato occorrono tanti soldi che difficilmente ha il singolo privato.
2. I laureati italiani scappano all’estero per non ricevere in Italia miseri stipendi. Mio figlio vive a Parigi e i due nipoti in Svizzera. Per Visentin il problema è dovuto al fatto che i margini della maggior parte delle imprese italiane sono più bassi di quelle tedesche o francesi. Perché le aziende italiane operano spesso nella componentistica, non con il prodotto finito. Quindi non ci sono margini per stipendi più elevati. Occorre quindi ripensare il modello produttivo ed, in prima istanza, aumentare la capacità contrattuale delle imprese italiane con i propri clienti esteri.

Il “Visentin pensiero” è chiaro, semplice e pienamente condivisibile, ma di mezzo c’è la politica con stipendi assurdi e senza una reale verifica delle competenze e dei risultati. Ed in primo piano ci sono massaie demagogiche, studenti falliti, odontotecnici…Ed in questo caso abbiamo anche la presa per i fondelli che gli stipendi superano quelli dei politici tedeschi o francesi.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica