MARCO ALBANO CI PROVA CON UNA QUERELLA FASULLA

MARCO ALBANO SEGRETARIO COMUNALE A MAROSTICA SI STA SPUTTANANDO PROFESSIONALMENTE APPROVANDO UNA QUERELA FASULLA

“Il segretario comunale è un funzionario amministrativo cruciale che assiste il sindaco e garantisce la conformità legale alle azioni amministrative del comune. Ha l’obbligo di segnalare eventuali illegittimità nelle decisioni amministrative, contribuendo a prevenire atti dannosi per l’ente locale”
Invece incredibile, ma vero viene ripresentata sotto forma di causa civile la querela per diffamazione presentata nel 2017 dall’allora sindaco Marica Dalla Valle, essendo la causa penale andata prescritta. E chi la presenta? Marco Albano segretario comunale su indicazione del sindaco Matteo Mozzo.
Ricapitoliamo i fatti. Il comune di Marostica vuol cambiare il gestore del gas. Deve però pagare il costo dell’impianto facendosi dare tutti i soldi dal nuovo gestore tramite gara d’appalto. Italgas valuta l’impianto 4.250.000 euro secondo la legge in vigore e al netto del pagamento del contatore fatto dagli utenti. Il comune di Marostica va incredibilmente a gara con 3.015.976,30 euro, sperando in un futuro e improponibile arbitrato, ed aggiudica l’impianto ad Ascopiave che fa un vero affare. Italgas non molla e chiede il pagamento della cifra dovuta, pari appunto a 4.250.000 euro. Marica Dalla Valle capisce che deve pagare, pena il pignoramento dei beni comunali, e riesce a trattare con Italgas e portare la cifra da pagare a 3.925.976.30 euro. Restano da versare ad Italgas ancora 910.000 euro. Si va in consiglio comunale e Marica Dalla Valle, tramite il tecnico ing. Francesco Donà, afferma che la cifra è dovuta perché la normativa è cambiata e si devono pagare anche i contatori. Non è vero e si tratta di una truffa. La legge non è cambiata e d’altra parte un normale cittadino capisce che non si possono pagare un’alta volta i contatori, già pagati dall’utente. Ora noi abbiamo scritto al riguardo dicendo anche di non capire perché la Dalla Valle abbia coperto l’appalto truccato invece di fare relativa denuncia. E ci ha denunciati per diffamazione.
E’ ovvio che la gara andava fatta a 4.250.00 euro e se andava deserta continuava la gestione precedente senza che il comune dovesse pagare nulla, soprattutto la folle cifra di 910.000 euro.
Questi sono i fatti ed un serio e professionale segretario comunale prima di avventurarsi in querele fasulle dovrebbe documentarsi attentamente.

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QUALE MORALITÀ DI MARCO ALBANO E MATTEO MOZZO?

CON QUALE MORALITA’ MARCO ALBANO SEGRETARIO COMUNALE DI MAROSTICA CI DENUNCIA IN SEDE CIVILE PER L’APPALTO TRUCCATO DEL GAS SPENDENDO 11.937,20 EURO DEI SOLDI DEI CITTADINI?

Su autorizzazione del Sindaco Mozzo del 19/06/25, l’11/08/2025 l’Albano provvede ad impegnare la spesa di 11.937,20 euro del bilancio comunale a favore dello studio legale Furio Grotto di Vicenza per l’azione civile nei nostri confronti di risarcimento danni per diffamazione. A seguire di quando fatto in sede penale dall’allora Sindaco Marica Dalla Valle nel 2017 per il nostro articolo che rivelava l’appalto truccato del gas ed il fatto che la Dalla Valle aveva coperto la faccenda non denunciando il reato.
Noi pensavamo che la storia fosse chiusa con la prescrizione del processo penale, in cui avevamo chiaramente dimostrato che in Comune si era creata una specie di “associazione a delinquere” tra tecnici e politici per coprire l’appalto truccato del gas con un costo per la Comunità di 910.000 euro. Invece no. Il Mozzo con il suo segretario continua nella vicenda. Non certamente per vincere in quanto è palese che c’è stato il trucco. Basta semplicemente considerare che quello è il tipico appalto che va in pari: chi esce riceve i soldi dell’impianto da chi subentra. Ed il Comune non deve tirar fuori un soldo Non serve essere tecnici esperti per capire. E la normativa è molto chiara.
Ma quale è la ragione dell’azione di Mozzo? Semplicemente la vendetta nei nostri confronti. Vuole spennarci con le spese legali. Tanto le sue spese le sostengono i “polli” dei cittadini di Marostica.
Comunque ci auguriamo che verrà il tempo che questi personaggi pagheranno personalmente le loro azioni e non si faranno più pagare dalla Comunità di Marostica.

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LA FIGURA DA PIRLA

IL MATTEO MOZZO DOPO LA PROF. LAURA DINALE VUOL CANCELLARE IL COMITATO DELLA BIBLIOTECA. ANCORA VEROGNOSO SILENZIO DA PARTE DI SANTINI

La prof. Laura Dinale è stata silurata dal Mozzo che la aveva nominata come Presidente del Comitato della Biblioteca su indicazione della Bergamo che aveva apprezzato la prof. come insegnante all’Università degli Adulti. Dal punto di vista professionale un’ottima scelta. Ora il Sindaco ha accusato la sua nominata di essere una infiltrata del PD. Cosa assolutamente falsa data l’orgogliosa indipendenza intellettuale di Laura Dinale. Insomma il Matteo ha fatto la tipica figura del pirla.
Ma ora il suo scopo è quello di cancellare il fastidioso Comitato e per questo continua a sollecitare la formalizzazione delle nostre dimissioni come rappresentante di diritto dei Volontari della Biblioteca. Ma il direttivo dei Volontari ha deciso di respingere le nostre dimissioni e quindi di non formalizzarle.
E a questo punto il Mozzo o meglio il Consiglio Comunale a norma di legge può solo sostituire i dimissionari nominati dalla maggioranza e minoranza e gli altri membri invece restano in carica.
Noi comunque siamo per regolarizzare l’anacronistico regolamento che non permette alcuna azione operativa. Il Comitato una volta nominato dovrebbe restare in carica per il mandato del Sindaco, al quale non deve rispondere ogni momento anche per comperare la carta igienica, ma presentare annualmente un programma indicativo. Il Sindaco nomina all’inizio del mandato il Presidente di cui ha fiducia e se nomina una persona competente ed indipendente è suo merito.
Ma il Matteo è nel mondo del controllo umma umma. E quindi è l’omicidio della Cultura a Marostica.

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MATTEO MOZZO SENZA AUTOREVOLEZZA È TEMUTO DA DON GIUSEPPE

MATTEO MOZZO SENZA AUTOREVOLEZZA. È UN “FINTO” SINDACO, MA È TEMUTO DA DON GIUSEPPE DELLA PARROCCHIA DI SAN ANTONIO”

L’autorevolezza è un equilibrio tra competenza ed umanità, in cui l’ascolto attivo gioca un ruolo fondamentale. Per dirla in maniera semplice: essere autorevoli non significa imporre le proprie volontà, ma guadagnarsi la fiducia ed il rispetto degli altri”.Possiamo dire questo di Matteo Mozzo Sindaco di Marostica? Assolutamente no. Strombazza solo i soldi che è riuscito ad ottenere grazie ai suoi amici leghisti. Ma non li sa neanche utilizzare correttamente. Appalti errati, enormi ritardi, investimenti inutili. Ma quello che è grave è la sua chiusura verso idee non condivise. Addirittura in modo parossistico vede sempre manovre di nemici politici.Però il problema è di come puoi entrare in una condivisione di valori se il tuo livello culturale non te lo permette? Ecco perché il no ai film proposti dal Comitato della Biblioteca in particolare a quello sui rapporti palestinesi ed ebrei. E Marostica si avvicina al degrado culturale. Anche perché nessuno alza la voce per non compromettere i rapporti con il Comune. Vedi la illuminante vicenda del povero don Giuseppe parroco di San Antonio. Una volta era la Chiesa a comandare ed addirittura eleggeva il Sindaco. Oggi non ha il coraggio di un minimo di autonomia, di farsi una risata di superiorità spirituale e non concede l’oratorio per non inimicarsi il Matteo.Ci chiediamo come finirà questa vicenda.Noi saremmo per proiettare i film in Piazza a Marostica.

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SARÀ UNA IPOTESI CREDIBILE A MAROSTICA?

Mara Bizzotto, padrina di Matteo Mozzo, interviene con la sua proposta per un assessore alla Cultura dopo la incresciosa vicenda del suo pupillo delle dimissioni del Comitato della biblioteca. Il personaggio rapprenta un mondo induista legato a schemi di fratellanza ed accoglienza. Sarà garantita la libertà di parola a Marostica previo giuramento di fedeltà al podestà Mozzo

DI MATTEO MOZZO IN QUESTO MOMENTO NON CI FREGA NIENTE

E CI PRENDIAMO LE FERIE PILOTANDO UN GRUPPO FAMILY IN RAJASTHAN: 5 COPPIE E 5 RAGAZZI

L’organizzazione del viaggio in partenza il 5 agosto non è stata complessa. Bisognava mettere bene insieme tutte le informazioni. Prima di tutto i partecipanti hanno aderito alla mia proposta di avere una guida parlante italiano per tutto il viaggio. Il costo ripartito tra i partecipanti è di 63 euro a testa tutto compreso, pari a circa 4-5 euro al giorno. Questa decisione ci evita per ogni tappa di cercare una guida locale con i relativi rischi di capacità. Nel nostro caso la guida ci è procurata dall’agenzia indiana di riferimento di Avventure. Quella per intenderci che ci affitta il bus con autista e che ci ha prenotato gli hotel scelti di comune accordo. Una garanzia di operare in quanto poi porrò nella relazione finale la qualità del servizio offertoci.
Perché le scelte di itinerario, cose da fare e vedere si basano sulle relazioni dei coordinatori dei viaggi precedenti. Che quindi bisogna leggersi attentamente.

Osservatorio di Marostica in viaggio

MATTEO MOZZO CENSURA E QUERELA

TUTTI A PROTESTARE PER IL NO AL CINEFORUM DI MOZZO. NESSUNO PER LE QUERELE INTIMIDATORIE DI MOZZO, PAGATE DAL COMUNE, CONTRO LA LIBERTÀ DI OPINIONE

A me sembra incredibile. Ho ricevuto un sacco di querele intimidatorie da Mozzo. Quindi il comportamento del personaggio era noto.
E le querele sono state tutte archiviate dal tribunale. Da quella incredibile della tangente del gas, andata furbescamente in prescrizione, alle varie sulla libertà di giudizio sulle scelte dell’amministrazione comunale.
Nessun partito, nessuna organizzazione democratica, nessun giornale, nessuna persona mi ha mai espresso pubblicamente solidarietà. Talvolta solo qualche sorrisino come per dire: mona hai ragione ma intanto ti devi pagare l’avvocato. Meglio stare zitti. Poi scoppia la faccenda della censura del cinema, in cui non c’è alcun reato, ma solo un idiota comportamento fascio-leghista di spregio ai cittadini che si impegnano.

Ma d’altra parte sono i cittadini che hanno votato il regime fascio-leghista. O sono stati presi per i fondelli?

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DIMISSIONI SERVITE

LA PROF.SSA LAURA DINALE SI DIMETTE DA PRESIDENTE DEL COMITATO DELLA BIBLIOTECA DI MAROSTICA A SEGUITO DELLA IGNOBILE CENSURA DI MATTEO MOZZO CON L’ASSENSO DELLA “COMBRICCOLA” DELLA GIUNTA FASCIO-LEGHISTA


Riportiamo il verbale della riunione del Comitato. Mai successo in vita mia una situazione del genere, vergognosa e senza alcun rispetto del lavoro delle persone per un significativo progetto culturale

Marostica 28/07/2025 COMITATO BIBLIOTECA CIVICA PIETRO RAGAZZONI. SEDUTA DEL 28 luglio 2025

Alle ore 18.30 di lunedì 28 luglio 2025 il Comitato si riunisce presso la Sala Ragazzi della biblioteca. Sono presenti: • Laura Dinale • Serena Vivian • Francesco Nicolli • Luca Meneghini • Marialuisa Burei • Sofia Marcon (bibliotecaria verbalizzante) • Alessandro Morello • Francesco Bertolin Sono presenti con collegamento online da remoto su piattaforma zoom: • Domenico Bonadio • Marzia Rossi • Laura Primon Sono assenti giustificati: • Angelina Frison • Maurizio Panici. Sono presenti gli invitati: • Daniela Bergamo (con collegamento online tramite zoom) • Ottavio Campagnolo (dalle 19.00) • Giovanni Maroso (dalle 19.00).
È assente giustificato l’esperto invitato: • Gino Cadore. La riunione inizia alle 18.30 con i saluti di Daniela Bergamo, consigliere delegata alla biblioteca, e di Laura Dinale, presidente del Comitato. Viene subito approvato all’unanimità il verbale dell’ultima seduta legalmente valida tenutasi il 21 maggio 2025. Laura Dinale riporta al Comitato la decisione della Giunta di non dare seguito al progetto del Cineforum estivo in biblioteca. Tale decisione è stata comunicata alla presidente con la direttiva 123 del 17 luglio 2025, con la quale viene comunicato che la Giunta Comunale non ritiene dare corso alla iniziativa. Su richiesta del Comitato, la presidente ripercorre il percorso che aveva portato il gruppo, da gennaio 2025, a lavorare al progetto del cineforum: dall’incontro con il Sindaco il 18 marzo al coinvolgimento di esperti quali Gino Cadore per verificare la fattibilità del progetto, i ragazzi volontari dell’università per la scelta dei titoli, la proprietaria de “La pergola” per il rinfresco ecc… Viene riferito che i titoli presentati alla riunione della giunta del 10 luglio erano i seguenti: “No other land” (film documentario diretto, prodotto scritto e montato da un collettivo israelo-palestinese e premiato con l’oscar al miglior documentario ai premi Oscar 2025), “Ida” (film polacco diretto da Pawel Pawlikowski, prodotto con la collaborazione di Vittorio Cecchi Gori, che nel 2015 ha vinto il premio Oscar come miglior film straniero) e, infine, “In the mood for love” (film del 2000 diretto da Wong Kar-wai). La presidente esprime le perplessità che aveva avuto, in prima persona, nel presentare “No other land”, vista l’attualità del tema trattato. In effetti la giunta ha subito dichiarato di non voler presentare nessun film che avesse rilevanza politica in biblioteca e ha chiesto di modificare la programmazione. Prendendo atto di questa indicazione il gruppo di lavoro del cineforum sostituisce “No othet land” con “La notte” di Antonioni, che, pare, potrà essere proiettato gratuitamente rispettando i diritti SIAE. La proposta torna in giunta il 17 luglio, con le seguenti motivazioni scritte dalla Presidente riguardo la scelta dei titoli: “…-il tema proposto è quello della scelta – nella rassegna di film non c’è alcun tema politico – sono tutti film oggetto di studio presso il dipartimento di Letteratura e cinematografia dell’Università degli studi di Padova – i film sono stati scelti dai ragazzi per la loro valenza estetica, tecnica e di contenuti-per quanto riguarda il linguaggio cinematografico usato, ci sono continui rimandi e sviluppi tra i tre titoli-Antonioni è visto come grande maestro e punto di partenza per la cinematografia di alto livello – presenteranno e discuteranno con il pubblico i film un dottore in lettere e una dottoressa magistrale di cinematografia, entrambi laureati all’Università di Padova, che è “nostro” punto di riferimento culturale.” La giunta decide comunque di annullare l’intero progetto. La Presidente conclude il proprio discorso ammettendo che non sono state chiarite le motivazioni che hanno portato la giunta comunale a prendere questa decisione, poiché esse non sono state espresse formalmente nella direttiva. Il Comitato chiede allora a Daniela Bergamo, rappresentante dell’Amministrazione, se sia possibile conoscere le motivazioni di tale scelta. Daniela riferisce di aver contattato il Sindaco dopo aver ricevuto la notizia dell’annullamento dell’iniziativa da Laura Dinale e che, in modo informale, il Sindaco abbia lasciato intendere che la Giunta Comunale avrebbe preferito film più “leggeri, estivi e divertenti”, che non appesantissero il pubblico con riflessioni troppo pesanti, in un momento storico difficile come quello che stiamo vivendo. Serena Vivian chiede se, all’inizio del progetto, a gennaio, fosse stata data qualche indicazione sulla scelta dei titoli: poiché nessuna indicazione era stata data, il Comitato aveva presupposto che la fiducia della giunta fosse posta nella scelta del gruppo stesso. La presidente interviene focalizzando a questo punto quello che a suo parere è il vero problema che si pone al Comitato: la mancanza di fiducia da parte dell’Amministrazione. Questa mancanza di fiducia avrà, secondo la Dinale, conseguenze a più livelli in quanto porterà il Comitato stesso a non potersi più fidare della parola data dall’amministrazione e dalla propria stessa presidente, che dell’amministrazione si era fatta garante. Sulla base di questa sfiducia, la presidente afferma di voler rassegnare le proprie dimissioni da Presidente e da membro del Comitato e, poiché il progetto sfiduciato aveva coinvolto il comitato tutto e sia era posto come un progetto culturale a tutto tondo, Laura chiede agli altri membri di fare altrettanto.
Daniela Bergamo invita il Comitato ad avere pazienza e a valutare attentamente il da farsi, auspicando quanto prima un dialogo con il Sindaco per chiarire la difficile situazione. Tutto il Comitato discute e valuta attentamente la situazione che si è creata e viene presa in seria considerazione, anche dalla stessa presidente, la possibilità di cercare un ultimo dialogo con l’Amministrazione per avere chiarimenti riguardo le loro intenzioni. Tutti i membri del Comitato esprimono chiaramente le loro perplessità, le loro opinioni e i dubbi sulla scelta da compiere e la conversazione si tiene in un clima di ascolto e reciproco confronto. Al termine della riunione, vista l’importanza del tema affrontato, ognuno è chiamato ad esprimersi chiaramente: Laura Dinale, presidente, conferma la propria volontà di rassegnare le dimissioni da presidente e da membro del Comitato, per tutte le ragioni citate in precedenza. Marialuisa Burei, vicepresidente, non rassegnerà le dimissioni e invita il Comitato a cercare un dialogo con l’Amministrazione. Domenico Bonadio, membro del comitato con voto deliberativo, non rassegnerà le dimissioni e, pur perplesso riguardo la situazione che si è venuta a creare, crede sia necessario cercare un dialogo con l’Amministrazione. Luca Meneghini, membro del comitato con voto deliberativo, esprime la volontà di voler rassegnare le proprie dimissioni da membro del comitato, soprattutto visto l’impegno personale che ha speso nell’organizzazione del cinema, facendo parte del gruppo di lavoro per il cineforum. Serena Vivian, membro del comitato con voto deliberativo, con rammarico, esprime la volontà di voler rassegnare le dimissioni da membro del comitato. Francesco Nicolli, membro del comitato con voto deliberativo, con rammarico, esprime la volontà di voler rassegnare le dimissioni da membro del comitato. Maurizio Panici, ultimo membro del comitato con voto deliberativo, è assente. Verrà informato successivamente della riunione svolta e sarà chiamato a sua volta ad esprimere un’opinione in merito. Sono a questo punto chiamati ad esprimersi i membri con voto consultivo: Alessandro Morello, membro con voto consultivo, appoggia quanto espresso dalla presidente ed esprime la propria volontà di voler rassegnare le dimissioni da membro del comitato. Laura Primon, membro con voto consultivo, invita il Comitato ad avere cautela ed esprime la volontà di cercare un dialogo, in ogni caso, con l’amministrazione, in quanto soltanto nel confronto si potrà trovare una strada per risolvere il conflitto e portare avanti nuovi progetti. Marzia Rossi, membro con voto consultivo, condivide quanto detto da Laura Primon. Francesco Bertolin, membro con voto consultivo, appoggia quanto espresso dalla presidente ed esprime la propria volontà di voler rassegnare le dimissioni da membro del comitato: il dialogo è sempre la migliore soluzione, ma in questa specifica situazione non sembra più possibile.
Angelina Frison, membro del comitato con voto consultivo, è assente. Verrà informata della riunione svolta e sarà chiamata a sua volta ad esprimere un’opinione in merito. Al termine della riunione del 28 luglio 2025: 4 membri del comitato con voto deliberativo, cioè la maggioranza, hanno chiaramente espresso la volontà di voler rassegnare le proprie dimissioni. La riunione si conclude annotando che sarà a questo punto facoltà del Sindaco accettare quanto emerso o decidere di agire diversamente.
La riunione si scioglie alle 20.40
A cura dell’Osservatorio Economico Sociale di Marostica