Per onorare i partigiani comunisti uccisi dai partigiani cattolici, fucilati poi dai nazisti e ricordati nella lapide all’interno del Castello di Marostica. Quando viene tolta? Non si possono commemorare degli assassini. E l’ANPI non si muove?

Seguendo un copione collaudato, ma non per questo vincente, anche alla vigilia del prossimo confronto elettorale i candidati tornano a disquisire di antifascismo e di Resistenza, a fare capolino alle cerimonie partigiane, a stracciarsi le vesti quando i valori che animarono la lotta di Liberazione vengono accantonati o vilipesi.
Li abbiamo visti negli anni scorsi apparire a malga Zonta, a Vallortigara, a Bocchetta Paù per scomparire poi nel nulla.
Mi attendo di incontrarli domenica prossima a malga Silvagno, dove si ricordano quattro partigiani comunisti assassinati a tradimento da giovani cattolici sobillati dai badogliani.
Una vicenda scomoda, tenuta nascosta per più decenni grazie a un’omerta’ condivisa.

a cura Osservatorio Economico Sociale di Marostica

I BRAVI VANNO CONFERMATI, NON ELIMINATI

LE DIMISSIONI DEL COMITATO DELLA BIBLIOTECA DI MAROSTICA VANNO RESPINTE PERCHÉ SONO BRAVI. INVECE QUELLI DEL PD FANNO I POLLI

Il Santini e la Bassetto del PD presentano un ordine del giorno per il Consiglio Comunale di martedì prossimo per ricostituire il Comitato della Biblioteca. Ma non chiedono di respingere le dimissioni con tanto di scuse di tutti perché il Comitato ha dimostrato bravura e la validità del suo programma culturale con il grande successo di cittadini del Cineforum. Chiedono la ricostituzione del Comitato, cioè nuovi componenti accettando le dimissioni dei precedenti. Come se niente fosse successo. Ma non solo. Perdendo pure una incredibile risorsa.
Si fanno anche prendere per i fondelli dal solito Mozzo che non accetta l’ordine del giorno perché presentato 4 giorni lavorativi prima del Consiglio invece dei 5 da regolamento. Il Mozzo conosce poco la Costituzione Italiana in particolare l’art. 21 sulla libertà di opinione, ma i regolamenti li applica in particolare se li può sbattere in faccia agli avversari politici.
Ora noi crediamo che una opposizione seria ai fascio-leghisti di Mozzo debba conoscere ed applicare rigorosamente leggi e regolamenti. Non puoi fare seria opposizione se improvvisi e non ti muovi con forza, conoscenza e tenacia.
Quindi il “vecchio” Comitato va salvato per la capacità di coinvolgimento dei cittadini, l’autorevolezza delle proposte e finalmente per la presenza di faccie nuove di giovani. Ne va di mezzo la serietà di vivere a Marostica. Non siamo e non possiamo essere un Comune di pagliacci.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA CULTURA VINCE CONTRO LE TENEBRE DI MATTEO MOZZO

ECCO IL DISCORSO DELLA PROF. LAURA DINALE, PRESIDENTE DIMISSIONARIA DEL COMITATO DELLA BIBLIOTECA DI MAROSTICA, IN OCCASIONE DELLA PRIMA SERATA DI “CINEMA OLTRE LE MURA” A NOVE.

POVERO MATTEO MOZZO CHE FIGURA DA CIOCCOLATINO, ORMAI EX SINDACO

“Vogliamo ringraziare tutti voi. Innanzitutto don Luigi Schiavo, il parroco di Nove che ci ha generosamente offerto la sala, e il Gruppo Cineforum Idea di Nove con Walter Pigato, che ci ha messo a disposizione la sua pluridecennale esperienza. Un ringraziamento sentito va anche a tutte le realtà che ci hanno sostenuto e hanno reso possibile questo progetto, dimostrando che la cultura non si isola ma crea comunità:

  • Gruppo Cineforum Idea di Nove
  • Euganea Movie Movement
  • ANPI
  • Associazione culturale Ujamaa
  • Tavolo per la Pace Marostica
  • Scout AGESCI Marostica 1
  • Comitato Vivere e Creare per la Pace
  • Insieme per leggere
  • Associazione Futura
  • Associazione Volontari Biblioteca di Marostica
  • Marostica Partecipa –
  • Veneto Barbaro –
  • Villa Angaran San Giuseppe –
  • Uglydogs –
  • Libera contro le mafie –
  • Centro di iniziativa politico-culturale “Romano Carotti” –
  • Comitato genitori Rondò Brenta –
  • La Fucina ai Gorghi –
  • Olimpia in Scena –
  • Bassano per la Palestina.

Mi è piaciuto che qualcuno l’abbia definita una bella “cordata” di sostenitori: siamo legati da un’idea comune, quella della LIBERTA’ DELLA CULTURA.
Ma è doveroso ringraziare anche la stampa, che ci ha dato largo spazio in questi ultimi mesi e che è qui presente anche stasera, per fare il proprio compito, ma credo anche per testimoniare la necessità di tutelare la libertà di espressione.

Un grazie anche a tutti coloro che individualmente ci hanno fatto arrivare il loro appoggio, la loro comprensione e la loro disponibilità alla collaborazione.

E grazie a tutti voi se siamo qui stasera.
Perché voi ci avete permesso di andare OLTRE gli ostacoli; è da voi, infatti, che nasce il titolo della rassegna a cui diamo inizio: “Cinema oltre le mura”.
Perché con i vostri messaggi, le vostre generose offerte di sostegno e di ospitalità, con il vostro entusiasmo e la vostra energia nel sostenerci – con la vostra “fame di cultura” – ci avete fatto sentire che non eravamo i soli a credere fermamente in alcuni valori fondamentali, a credere che, come dice l’art. 21 della nostra Costituzione, tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art.21).
Ci avete fatto capire che non dovevamo rimanere dentro i confini dei nostri inevitabili limiti e che dovevamo continuare: dovevamo andare OLTRE le mura e OLTRE i muri.
Perché, come dice John Donne nella sua XVII Meditazione, nessun uomo è un’isola.
“Cinema oltre le mura” è un titolo che fa eco a due importanti iniziative cinematografiche italiane: “Sguardi oltre le mura”, un festival di cinema gratuito organizzato a Verona e “Cinema alle Mura”, un progetto del Comitato Mura Latine che propone proiezioni gratuite a Roma.
Sono entrambe iniziative caratterizzate dalla gratuità. Anche la nostra rassegna è gratuita, grazie all’intervento di un mecenate (che desidera rimanere anonimo), ma che ha permesso tutto questo, compreso l’aperitivo di apertura augurale in nome della libertà della cultura.
Un segno importante di LIBERALITA’, di larghezza nel donare.
Che cos’è la liberalità oggi? È una virtù antica, aristocratica – se vogliamo, cavalleresca – e sicuramente passata di moda, perché oggi gli sponsor richiedono in cambio pubblicità.
Io credo che la vera liberalità non consista solamente nella larghezza e nella libertà del donare; credo invece che la vera liberalità si manifesti nel momento in cui il dono renda libero chi lo riceve. Il dono che abbiamo ricevuto ci ha resi liberi di promuovere un incontro culturale, che apra un dibattito e inviti tutti a non isolarsi, a non chiudersi, ma a buttarsi nel mare della società e della comunità.
Perché ogni uomo è un pezzo del continente.
Nella storia della cultura occidentale, è proprio nel momento in cui il potere politico ha agito con liberalità nei confronti degli intellettuali e della cultura, quando non li ha voluti né orientare né determinare che l’essere umano ha dato il meglio di sé.
Quando la cultura è stata libera, l’uomo è stato messo al centro dell’attenzione.
Perché ogni uomo è una parte del tutto.
Abbiamo bisogno di un nuovo Umanesimo. Abbiamo bisogno di rinnovare l’interesse per i valori umani, per la cultura e la formazione degli individui.
Le offerte libere e responsabili, che raccoglieremo, saranno consegnate al parroco di Nove, perché aiuti qualche ragazzo o ragazza negli studi.
In questa era digitale, in cui “l’iperconnessione può coincidere con il tempo di maggior solitudine (P. Ginesi- R. Piccinini, Nessun uomo è un’isola, Centro Studi Sereno Regis, 22/06/2021) abbiamo bisogno di rimettere al centro l’uomo e per farlo dobbiamo uscire dalle nostre isole, oltrepassare i confini delle nostre solitudini: dobbiamo andare OLTRE LE MURA e dialogare, confrontarci, aprire il dibattito (come proveremo a fare questa sera).
Perché nessun uomo è un’isola.
Il film che presentiamo questa sera ci invita a ribadire con l’art.11 della Costituzione che noi ripudiamo la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie e ci invita a riflettere sul fatto che:
Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è una parte del continente, una parte del tutto.
Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona per te. (John Donne, Meditazioni, XVII, 1624).
Buona rassegna a tutti!”

Nove, 23 settembre 2025
A cura: Osservatorio Economico Sociale di Marostica

NO ALLA CENSURA DI MATTEO MOZZO

L’APERITIVO DELLA LIBERTA’ DALLA “CULTURA” FASCIO-LEGHISTA DI MATTEO MOZZO, SINDACO PRO-TEMPORE DEL COMUNE DI MAROSTICA, OGGI MARTEDI’ 23 ALLE 20.15 AL CINEMA DI NOVE
Avrebbe dovuto offrirlo il Mozzo come assessore alla Cultura di Marostica al bel gruppo di giovani e meno giovani l’aperitivo per il lavoro svolto per organizzare un cineforum estivo in biblioteca a Marostica. Invece il tutto si è tradotto in un farsesco processo politico per cui la presidente del Comitato della Biblioteca, nominata dal Mozzo, si sarebbe fatta manipolare dai catto-comunisti presenti nel direttivo per programmare dei film troppo impegnati sul tema della vita, che andavano censurati. Per Mozzo tutta pericolosa propaganda da cancellare in vista delle prossime elezioni regionali in cui Il Mozzo sembra essere uno che sarà messo in lista. Il popolo deve restare bue e lasciare ai padrini politici la decisione.
Sembra di essere tornati ai tempi della caccia alle streghe dell’inquisizione. Certo che il Mozzo ha avuto un riscontro nazionale per cui Marostica è diventata la città della Censura prima che degli Scacchi.
Ma a Marostica c’è, per fortuna, chi della faccenda si diverte per cui, come benefattore dell’iniziativa “Cinema oltre le Mura”, offre un bel brindisi a tutti. E prima del film c’è anche della musica di un gruppo musicale di Marostica. Pensiamo che alla fine l’iniziativa si è tradotta in un modo di valorizzazione della libertà di cultura.
Vediamoci tutti quindi in libertà e amicizia, e senza paraocchi, questa sera 23 settembre a Nove per il primo film.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

TUTTO PRESCRITTO. PERCHÉ?

PERCHE’ IL PROCESSO PENALE PER LA TRUFFA DELL’APPALTO DEL GAS A MAROSTICA È STATO PRESCRITTO

Lo avevamo percepito che il processo si avviava alla prescrizione. Tempi troppo lunghi e lo scorso anno un rinvio a marzo per sovraccarico di lavoro da parte del giudice, ci aveva ulteriormente rafforzato il dubbio. Alla ripresa a novembre erano proprio arrivati i tempi della prescrizione. Il giudice però ha lasciato all’avvocato del Comune di Marostica di dire la sua. Solo al momento della difesa, al nostro avvocato è stato comunicato che il processo non c’era più. E comunque abbiamo potuto “ammirare” l’accusa del Comune di Marostica incentrata sul fatto che noi avremmo detto delle “fake news”. Notizie false. Ma come affermare una cosa così ridicola. Di fatto sono stati pagati 910.000 euro quando non si doveva pagare niente. Chi subentrava pagava gli impianti fatti da chi usciva. E la giustificazione portata dalla Dalla Valle tramite il suo perito che la legge era cambiata e quindi si dovevano pagare i 910.000 euro era falsa, in quanto nulla era cambiato e certamente i contatori non dovevano essere pagati un’altra volta in quanto già pagati dall’utente nel momento dell’allacciamento iniziale. Una truffa insomma per giustificare la grossa sottovalutazione iniziale. E forse il giudice voleva ascoltare ancora l’assurdità dell’accusa prima di interrompere l’udienza. Certo però che si è liberato anche di una situazione difficile. Avrebbe dovuto ammettere che in Comune di Marostica si era creata una “specie” di associazione a delinquere tra politici e tecnici per portare avanti un appalto truccato. Diciamo “specie” perché il reato di associazione a delinquere scatta nel momento in cui ci sono più fatti commessi dallo stesso gruppo di persone. In questo caso il fatto è unico.
Comunque tutte queste vicende di querele che abbiamo avuto in questi anni per i nostri articoli di chiarimento dei fatti nella nostra Comunità e a cui abbiamo sempre partecipato in tribunale a fianco del nostro avvocato, ci hanno fatto acquisire una notevole conoscenza dei meccanismi delle udienze e di come vengono formulate le sentenze. Insomma abbiamo fatto quasi un Master giuridico, anche se costoso per difenderci. Cerchiamo insomma di vedere anche un fatto positivo in situazioni veramente vergognose che abbiamo dovuto subire.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

L’ASILO DEI TERREMOTATI A MAROSTICA

L’ASILO DEI TERREMOTATI A MAROSTICA PERCHE’ IL COMUNE NON HA FATTO IL CONTROLLO PERIODICO DELL’EDIFICIO DI PONTE CAMPANA

Certo che la comicità delle dichiarazioni di Matteo Mozzo non hanno limiti. Dichiara infatti che “in poco più di due settimane abbiamo fornito risposte concrete, esaustive che creano il minor disagio ai bambini e famiglie risolvendo problemi di sicurezza”. Non dice, dopo quasi sette anni da Sindaco, se sono state fatte le periodiche verifiche sull’edificio in modo da prevenire le problematiche di sicurezza che poi si sono evidenziate. E non dice neanche i costi imprevisti che si devono sostenere per una simile situazione. Noi pensiamo che in Comune molto sia improvvisato senza una logica e ferrea politica di controllo e programmazione. Ora il Mozzo è stato obbligato a risolvere il problema con le baracche dei terremotati. Noi siamo vissuti a lungo in un condominio a Milano e l’amministratore ogni anno in assemblea informava sullo stato dell’edificio ed in particolare sulla sicurezza. Crediamo che un Sindaco abbia ben più responsabilità nei confronti della cittadinanza di un semplice amministratore di condominio.
Ma se pensiamo anche che il Mozzo tramite il segretario comunale ora ci fa causa civile, dopo che la causa penale è stata prescritta, per diffamazione perché abbiamo affermato che i contatori del gas nell’appalto truccato erano già stati pagati dai cittadini e quindi non andavano pagati un’altra volta ad Italgas per pagare la somma dovuta e incredibilmente ed arbitrariamente non conteggiata nell’appalto. Affermazione fatta anche da Gianni Scettro nell’esprimere il suo voto contrario in Consiglio Comunale a tale doppio e non dovuto pagamento e riportata dalla cronaca del Gazzettino con una intervista dello stesso Scettro. I cittadini sono stati truffati pagando due volte i contatori.
E qui siamo con il Mozzo alla frutta della trasparenza e della gestione democratica del Comune.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

CHI ABBAIA NON MORDE…

LE INCREDIBILI MOTIVAZIONI DELLA DENUNCIA DI MATTEO MOZZO NEI NOSTRI CONFRONTI. INFATTI IL PUBBLICO MINISTERO CI AVEVA ASSOLTI, MA IL MOZZO VUOLE IL PROCESSO PAGATO SEMPRE CON I SOLDI DEI CITTADINI DI MAROSTICA

  1. Articolo del 29.3.2022 dal titolo “Il Mozzo di Marostica ha appena finito il corso accelerato Montessori?”. Nell’articolo si legge: “Non crediamo alle nostre orecchie. Dopo quattro anni il Mozzo Sindaco ha imparato a parlare correttamente ed argomentare. E questa la grande novità dell’ultimo Consiglio Comunale. Noi siamo il più possibile obiettivi e riconosciamo che è stato fatto un grande passo”.
  2. Articolo del 10.12.2022 dal titolo “Campo Marzio: la fine politica di Mozzo, un arrogante ragazzotto, nemico del popolo. Sindaco di Marostica per troppo tempo”. L’articolo poi contiene le seguenti frasi: “un Mozzo che se la rideva della democrazia, imponendo la sua volontà”; “tutto il Consiglio Comunale ha cercato di coprire le responsabilità della truffa del gas, venendo quindi meno il ruolo dell’opposizione. Che è soprattutto di controllo della maggioranza. Ciò implicherebbe lo scioglimento del Consiglio da parte del Prefetto per “combutta” tra maggioranza e minoranza”.
  3. Articolo del 17.12.2022 dal titolo “Per il centro Alzheimer a Marostica 13,5 milioni dal PNRR. Mozzo fa il cameriere, tutto merito di Manuela Lanzarin e Carlo Bramezza”. Nel testo, poi, si afferma che “[i]l Mozzo, come ormai è evidente, non ha la più pallida idea di cosa sia partecipazione e democrazia”.
  4. Articolo dell’1.2.2023 dal titolo “Le “balle” di Mozzo sul Politeama. Ma si rende conto di essere semplicemente ridicolo?”. Nel testo poi si legge: “se il Mozzo fosse una persona seria la prima cosa che doveva dire sono i costi finora sostenuti dalla “menata” del Politeama (…). Tutta l’esaltazione del Mozzo è fuori luogo” e “ma comunque il Mozzo da quel che sappiamo ha un nuovo personaggio per la comunicazione che ha inventato lo slogan un po’ da pirla: “Meno ciacole e più fatti”. Come se le attività non dovessero essere sempre democraticamente discusse. Siamo alla frutta”.
  5. Articolo del 17.4.2023 dal titolo “Adesso tocca a Mozzo sparire dopo la Dalla Valle e Scettro. Ha coperto la truffa del gas. Non è stato chiaro ed onesto, ma solo arrogante e minaccioso”. Nell’articolo, poi, si legge che “Mozzo deve sparire dalla scena politica di Marostica. Non ne è minimamente degno”. Riguardo la questione relativa alla presunta “tangente del gas”, a carico di Morello pende in fase dibattimentale un procedimento penale per diffamazione (che è andato in prescrizione! E quindi non esiste alcun procedimento. N.d.r.).
  6. Articolo del 17.4.2023 dal titolo “Scettro e Costa eliminati dalla politica e Mozzo “ruba” il simbolo di Fratelli d’Italia”. Nell’articolo Mozzo viene deriso per il suo precedente lavoro ed ancora accusato di aver “coperto” la fantomatica “tangente del gas”.
  7. Articolo del 4.5.2023 dal titolo “Lo slogan di Mozzo della campagna elettorale c’è chi promette di fare e chi fa somiglia a quello di Mussolini ‘lavorare e tacere”. Nell’articolo l’indagato lo accusa di aver “voluto deliberare su due provvedimenti a tempo scaduto. Roba di edilizia naturalmente per avere quattro voti in più”. L’autore continua poi: “Gran lavoratore quindi il Mozzo, peccato però che ha scelto il posto sbagliato perché ha poche competenze, rifiuta il dialogo democratico e per finirla si è messo in mano a quei “volponi” di Scomazzon e Colosso che con il supporto dall’esterno di Bucco lo hanno girato e rigirato in questi anni”. L’articolo è accompagnato da un’immagine che ritrae alcune mani alzate nell’atto di fare il c.d. saluto romano.
  8. Articolo dell’8.6.2023 dal titolo “Il Mozzo-Lega si prende tutto in Consiglio Comunale a Marostica al di fuori di ogni comportamento politicamente corretto”. In apertura si legge “C’è solo arroganza di potere”.
  9. Articolo del 21.6.2023 dal titolo “Vivere Marostica e confrontarsi con il mondo. Quando ti vengono a trovare gli americani”. Si legge nel corpo dell’articolo: “mancherebbe [da raccontare] il teatrino della politica locale che adesso vede protagonisti instancabili Mozzo e Santini con i loro adepti leghisti-neofascisti e catto-comunisti”.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

Ed il Mozzo se la gode. Ha il potere di censurare

IL SILENZIO, LA PAURA PORTANO ALL’INDIFFERENZA A MAROSTICA. ED IL MOZZO SE LA GODE E PUO’ CONSIDERARE DEI CODARDI I MAROSTICENSI?
Riportiamo quanto scritto nel comunicato stampa dei membri dimissionari dell’ex Comitato della Biblioteca civica di Marostica

E se guardiamo le firme delle associazioni riportate nel comunicato stampa questa paura non solo ha colpito, come primo personaggio, il don Giuseppe della parrocchia di Sant’Antonio che ha rifiutato l’uso del teatro dell’oratorio parrocchiale, ma parecchie associazioni anche della Consulta della Biblioteca che si sono girate dall’altra parte non firmando il comunicato. Noi ingenuamente credevamo ad una adesione di massa. Ma l’arma degli schei, dei finanziamenti comunali in mano al Mozzo conta più di qualsiasi idealità.
Certo dobbiamo riconoscere maggior valore a chi ci mette la faccia ed anche contribuisce con i propri soldi a rendere gratuita per tutti la proiezione dei film con anche un simpatico aperitivo accompagnato da musica giovanile. Ha il coraggio di dire no ad un metodo politico cieco, triste ed autoritario di governare, simile al fascismo. Si distingue per rendere l’informazione disponibile per tutti. E di discutere apertamente dei contenuti presenti nei film senza false scappatoie.
Dobbiamo riconoscere che a Nove la situazione di libertà è ben differente rispetto a Marostica con un bel Cineforum senza censure ed una parrocchia aperta ad ospitare le iniziative dei cittadini senza i problemi del don Giuseppe.
Noi ci auguriamo che individualmente i marosticensi rifiutino un simile andazzo e vengano tutti con allegria ed impegno sociale all’iniziativa “fuori dalle Mura” degli ex del Comitato della Biblioteca di Marostica.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica