
ECCO IL DISCORSO DELLA PROF. LAURA DINALE, PRESIDENTE DIMISSIONARIA DEL COMITATO DELLA BIBLIOTECA DI MAROSTICA, IN OCCASIONE DELLA PRIMA SERATA DI “CINEMA OLTRE LE MURA” A NOVE.
POVERO MATTEO MOZZO CHE FIGURA DA CIOCCOLATINO, ORMAI EX SINDACO
“Vogliamo ringraziare tutti voi. Innanzitutto don Luigi Schiavo, il parroco di Nove che ci ha generosamente offerto la sala, e il Gruppo Cineforum Idea di Nove con Walter Pigato, che ci ha messo a disposizione la sua pluridecennale esperienza. Un ringraziamento sentito va anche a tutte le realtà che ci hanno sostenuto e hanno reso possibile questo progetto, dimostrando che la cultura non si isola ma crea comunità:
- Gruppo Cineforum Idea di Nove
- Euganea Movie Movement
- ANPI
- Associazione culturale Ujamaa
- Tavolo per la Pace Marostica
- Scout AGESCI Marostica 1
- Comitato Vivere e Creare per la Pace
- Insieme per leggere
- Associazione Futura
- Associazione Volontari Biblioteca di Marostica
- Marostica Partecipa –
- Veneto Barbaro –
- Villa Angaran San Giuseppe –
- Uglydogs –
- Libera contro le mafie –
- Centro di iniziativa politico-culturale “Romano Carotti” –
- Comitato genitori Rondò Brenta –
- La Fucina ai Gorghi –
- Olimpia in Scena –
- Bassano per la Palestina.
Mi è piaciuto che qualcuno l’abbia definita una bella “cordata” di sostenitori: siamo legati da un’idea comune, quella della LIBERTA’ DELLA CULTURA.
Ma è doveroso ringraziare anche la stampa, che ci ha dato largo spazio in questi ultimi mesi e che è qui presente anche stasera, per fare il proprio compito, ma credo anche per testimoniare la necessità di tutelare la libertà di espressione.
Un grazie anche a tutti coloro che individualmente ci hanno fatto arrivare il loro appoggio, la loro comprensione e la loro disponibilità alla collaborazione.
E grazie a tutti voi se siamo qui stasera.
Perché voi ci avete permesso di andare OLTRE gli ostacoli; è da voi, infatti, che nasce il titolo della rassegna a cui diamo inizio: “Cinema oltre le mura”.
Perché con i vostri messaggi, le vostre generose offerte di sostegno e di ospitalità, con il vostro entusiasmo e la vostra energia nel sostenerci – con la vostra “fame di cultura” – ci avete fatto sentire che non eravamo i soli a credere fermamente in alcuni valori fondamentali, a credere che, come dice l’art. 21 della nostra Costituzione, tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione (art.21).
Ci avete fatto capire che non dovevamo rimanere dentro i confini dei nostri inevitabili limiti e che dovevamo continuare: dovevamo andare OLTRE le mura e OLTRE i muri.
Perché, come dice John Donne nella sua XVII Meditazione, nessun uomo è un’isola.
“Cinema oltre le mura” è un titolo che fa eco a due importanti iniziative cinematografiche italiane: “Sguardi oltre le mura”, un festival di cinema gratuito organizzato a Verona e “Cinema alle Mura”, un progetto del Comitato Mura Latine che propone proiezioni gratuite a Roma.
Sono entrambe iniziative caratterizzate dalla gratuità. Anche la nostra rassegna è gratuita, grazie all’intervento di un mecenate (che desidera rimanere anonimo), ma che ha permesso tutto questo, compreso l’aperitivo di apertura augurale in nome della libertà della cultura.
Un segno importante di LIBERALITA’, di larghezza nel donare.
Che cos’è la liberalità oggi? È una virtù antica, aristocratica – se vogliamo, cavalleresca – e sicuramente passata di moda, perché oggi gli sponsor richiedono in cambio pubblicità.
Io credo che la vera liberalità non consista solamente nella larghezza e nella libertà del donare; credo invece che la vera liberalità si manifesti nel momento in cui il dono renda libero chi lo riceve. Il dono che abbiamo ricevuto ci ha resi liberi di promuovere un incontro culturale, che apra un dibattito e inviti tutti a non isolarsi, a non chiudersi, ma a buttarsi nel mare della società e della comunità.
Perché ogni uomo è un pezzo del continente.
Nella storia della cultura occidentale, è proprio nel momento in cui il potere politico ha agito con liberalità nei confronti degli intellettuali e della cultura, quando non li ha voluti né orientare né determinare che l’essere umano ha dato il meglio di sé.
Quando la cultura è stata libera, l’uomo è stato messo al centro dell’attenzione.
Perché ogni uomo è una parte del tutto.
Abbiamo bisogno di un nuovo Umanesimo. Abbiamo bisogno di rinnovare l’interesse per i valori umani, per la cultura e la formazione degli individui.
Le offerte libere e responsabili, che raccoglieremo, saranno consegnate al parroco di Nove, perché aiuti qualche ragazzo o ragazza negli studi.
In questa era digitale, in cui “l’iperconnessione può coincidere con il tempo di maggior solitudine (P. Ginesi- R. Piccinini, Nessun uomo è un’isola, Centro Studi Sereno Regis, 22/06/2021) abbiamo bisogno di rimettere al centro l’uomo e per farlo dobbiamo uscire dalle nostre isole, oltrepassare i confini delle nostre solitudini: dobbiamo andare OLTRE LE MURA e dialogare, confrontarci, aprire il dibattito (come proveremo a fare questa sera).
Perché nessun uomo è un’isola.
Il film che presentiamo questa sera ci invita a ribadire con l’art.11 della Costituzione che noi ripudiamo la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie e ci invita a riflettere sul fatto che:
Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è una parte del continente, una parte del tutto.
Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa.
La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona per te. (John Donne, Meditazioni, XVII, 1624).
Buona rassegna a tutti!”
Nove, 23 settembre 2025
A cura: Osservatorio Economico Sociale di Marostica