
I PARTIGIANI ERANO DI DUE TIPI: CON O SENZA LICENZA DI UCCIDERE. LE CONCLUSIONI AL CONVEGNO DI BENITO GRAMOLA, COAUTORE DI BASSANO NELLA RESISTENZA, LASCIANO PERPLESSI
Un convegno sulla Resistenza come quello di sabato scorso così pieno di gente non lo avevo mai visto. Gli organizzatori si aspettavano un terzo dei partecipanti. Perché tanta gente? Gianandrea Borsato, Presidente dell’Anpi di Bassano, tutto preso dal non perdere l’incredibile opportunità, ha condotto il convegno in modo impeccabile. E la gente è venuta perché il libro di ben 186 pagine di grande formato scritte più quelle con le fotografie, racconta la storia della Resistenza a Bassano nel dettaglio attraverso i nomi e cognomi e quindi buona parte dei parenti e amici sono venuti ad ascoltare l’impegno di chi ha combattuto contro i nazi-fascisti. È stato come dire c’ero anch’io. Anche perché pochi conoscevano l’esistenza della Brigata Giovane Italia di Valentino Filato per antonomasia brigata dei bassanesi. Filato socialista e laico fondò la brigata partigiana autonoma con dentro comunisti, socialisti e cattolici-democristiani che operava soprattutto in zona Bassano, finora poco conosciuta.
L’intervento di Alessandro Busnardo ha ben sintetizzato il lavoro di ricerca durato 4 anni sempre in collaborazione con Benito Gramola. Uno dei pochi partigiani viventi Carlo Bretzel di 98 anni, nato e vissuto a Marostica fino a vent’anni, è intervenuto commosso raccontando alcuni episodi di alto rischio durante la sua vita e concludendo commosso che mai si sarebbe aspettato che i nipoti dei fascisti andassero al governo anche se sotto la Costituzione Italiana nata dalla Resistenza.
Le conclusioni di Gramola lasciano perplessi. Si fa paladino della Resistenza dei sabotaggi e non dello scontro diretto con i nazi-fascisti, a protezione della popolazione dalle vendette. Ma la guerra è guerra senza se e senza ma, con i suoi rischi. È il paladino dei partigiani cattolici “attendisti” che sopra Fontanelle uccisero a fine ‘43 i quattro partigiani comunisti rei di aver ammazzato una spia e un graduato fascista. Unica cosa censurata e non detta nel libro come se i comunisti si fossero ammazzati da soli. Una mancanza di coraggio e di verità storica.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica