
LETTORI COME ALESSANDRO BATTAGLIN CI ACCUSANO DI NON FARE INFORMAZIONE REALE, IMPARZIALE CHE INFORMA DAVVERO. QUESTI LETTORI VIVONO IN MONDO FASULLO, INCANTATO E MANIPOLATO O SONO SEMPLICI PROVOCATORI?
Soprattutto chi odia il nostro modo di evidenziare i problemi di Marostica ci accusa di non fare corretta informazione. Ma in realtà prendendo per buona la loro convinzione, non conoscono cosa si intende per informazione. Il dibattito è di estrema attualità soprattutto in America con l’avvento di Trump che ha polarizzato una situazione che è sempre esistita, ma di cui si vuol parlare poco. Due sono i tipi di informazione: quella che riporta i fatti di per sé e quella che dà un commento al fatto, una opinione. Addirittura su un fatto possono essere riportate opinioni diverse. Certamente una notizia non vive di per se stessa. Portiamo l’esempio del nuovo Museo degli Scacchi a Marostica.
Certamente il Battaglin plaude all’iniziativa: finalmente si fa qualcosa. È la logica del fare per fare tipica del Mozzo, senza però pensare il contesto e le motivazioni. Anzi sembra che odi chi pensa, pone dei dubbi. Infatti prima di fare accorerebbe pensare, costruire un progetto di fattibilità, dibattere con altri e poi programmare l’iniziativa, se vengono rispettate certe condizioni che si sono poste precedentemente. Noi subito abbiamo detto che l’idea del Museo delle Scacchiere era un bel bidone di qualcuno che voleva costruirsi un proprio Museo addirittura mettendo il proprio nome. E l’iniziativa era completamente dissociata da quanto stava facendo la Pro Marostica, che faticosamente aveva riscoperto la Partita a scacchi come Opera, anche sentendo l’opinione dei professionisti del Teatro della Scala di Milano. Una strada intelligente per attualizzare la Partita e renderla meno una semplice sfilata di paese.
Invece l’ilare Ylenia Bianchin con il Mozzo ha enfatizzato una raccolta di scacchiere, pur pregevole ma senz’altro non una realtà unica e stratosferica, per farne una mostra che nulla a che vedere con la Partita a Scacchi di personaggi viventi. Il successo della Partita è l’aspetto scenografico non la scacchiera di per sé. Quello che ci gode è il proprietario che vede addirittura intitolato a se stesso il museo. Tra l’altro in uno spazio rubato alle associazioni dei cittadini di Marostica, che sulla vicenda non hanno potuto dire una parola. La logica e la serietà direbbe che prima vengono i marosticensi, poi gli altri.
Anche il Giornale di Vicenza non ha detto nulla. Ha riportato il fatto come cronaca. Ha scritto la notizia che di per sé dice ben poco, quando poteva benissimo organizzare una tavola rotonda sul problema.
Ci sembra di aver chiarito cosa intendiamo per informazione, che non è una cosa banale, ma piuttosto impegnativa ed anche rischiosa per le querele che si possono ricevere dal Sindaco Mozzo, che ha sempre l’avvocato gratis, cioè pagato da noi.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica