LA CULTURA NEL CESSO CON MATTEO MOZZO

L’ASSESSORE ALLA CULTURA A MAROSTICA È UN FANTASMA SENZA SPECIFICHE COMPETENZE PERO’ CON DIRITTO DI VETO: MATTEO MOZZO. MARIANGELA CUMAN ERA UN ALTRO MONDO

L’ultimo assessore alla cultura era stata la Marialuisa Burei. Poi anni fa, nel 2019, si è dimessa, pare per motivi familiari, e da allora la Cultura se la è tenuta il Sindaco, cioè il Mozzo. Ovviamente solo in una logica di potere perché dal punto di vista culturale non ha alcuna competenza se non in particolare quella di aver partecipato come figurante alla Partita a Scacchi. Un curriculum da far ridere i polli. Ma, per fare un esempio sulla vicenda del Comitato della biblioteca, negli anni passati alla riunione mensile era sempre presente l’assessore alla Cultura, ora il Mozzo come assessore non vi ha mai partecipato. E poi si è permesso di giudicare la scelta del Cineforum bocciandolo e provocando le dimissioni del Comitato. Certo che la faccenda gli è costata la sua fine politica, dato lo sputtanamento anche nazionale. Escluso da una ipotetica candidatura alle prossime regionali, quando sembrava certa una sua candidatura, probabilmente tornerà a fare il venditore di vini. Comunque potrà fare un terzo mandato in base alle modifiche apportate dal decreto pubblicato il 28 marzo 2024. Dato il clima di mancanza di una seria alternativa che l’opposizione non sa esprimere, è molto probabile che il gruppo fascio-leghista resti al potere a Marostica con Mozzo per appunto un terzo mandato.
Ormai Marostica è impelagata in una gestione del pubblico che non evidenzia chiarezza e competenza. Una volta il Sindaco rappresentava una persona che si era messo in luce come cittadino per meriti professionali e sociali. Ora il nostro Sindaco è solo semplicemente un giovane politico “scoperto” dalla Bizzotto, naufragato dall’incapacità di andare a trovare competenze che non ha e senza una reale cultura democratica. Ma dietro ha il gruppo compatto di quelli che ce l’hanno “duro”, ciechi ma fedeli.
Certo che abbiamo avuto anche nel passato come assessore alla Cultura la Mariangela Cuman. Altra storia con un protagonismo forse esagerato, ma tant’è che il comune ebbe il riconoscimento di essere il Comune Veneto della Cultura nei primi anni 2000. Personaggio difficile e troppo egocentrico, ma nulla di paragonabile culturalmente con il Mozzo, capace solo di proporre il concorso premio leone da tastiera d’oro, con noi come vincitore. Un abisso comunque tra il Mozzo e la Cuman.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica