LA MANIPOLAZIONE DELLA STORIA IN CHIAVE NEOFASCISTA

BASTA CON I MARTIRI DELLE FOIBE. È UN MODO NEOFASCISTA PER RICORDARE UNA STRAGE, VENDETTA DEI CRIMINI ITALIANI

Il mio Rotary di Milano era gemellato con un Rotary di Fiume. Indimenticabili le feste di Natale. Sembrava di essere ancora sotto l’Impero Asburgico, come ambientazione. E poi la gita con lo yacht affittato verso l’isola di Krk. Ma anche l’incontro con la presidente del circolo alla casa degli italiani di Fiume. E poi con Avventure nel Mondo il giro della Croazia con anche la visita di uno dei più interessanti musei storici che abbia visto nei miei viaggi, a Zagabria. Quando poi i croati di una certa età venivano a sapere che ero veneto dicevano che Venezia era stata la loro Regina. Ovviamente questa storia è stata distrutta dai fascisti.
E poi recentemente è uscito un libro “Adriatico amarissimo” in cui si descrivono le vicissitudini che esplodono in Istria con il fascismo, il nazismo ed il comunismo.
Quindi sono abbastanza afferrato per parlare delle foibe, il modo con cui i vincitori dopo la fucilazione facevano sparire i nemici. E tutto nasce dal dominio fascista dell’Istria e della Dalmazia che vuole far sparire la lingua slovena e croata, italianizzando tutto e vietandone l’uso. E facendo terra bruciata intorno ai patrioti sloveni e croati, con violente repressioni e campi di concentramento. Ma la situazione precipita con la guerra e con la costituzione del Partito Comunista diretto da Tito, che non segue le indicazioni di Stalin di allearsi con altri partiti per combattere i tedeschi e gli italiani, ma si batte da solo per formare uno stato “socialista” dopo la vittoria. È evidente che le logiche della violenza si inseriscono con sconcertante facilità. E che i vincitori faranno pagare, ciò che hanno prima subito, ai vinti. Con in più il fatto che il nuovo stato si fonda sul comunismo e gli italiani non solo per la maggior parte hanno sostenuto il fascismo, ma costituiscono la locale borghesia, di per sé contraria alla nuova ideologia.
Diciamo che agli italiani è andata anche bene in quanto per la maggior parte hanno potuto scappare, se non convinti che il nuovo regime fosse nei loro ideali, come lo scrittore Fulvio Tomizza che aderì alla nuova repubblica socialista e quindi rimase nella sua casetta in Istria.
Gli italiani vittime civili, una parte dopo essere stati uccisi messi nelle foibe, ammonterebbero a 3.500, quelli ovviamente censiti ufficialmente. Teniamo però presente che nelle foibe sono finiti un bel po’ di soldati nazisti. Certamente non ricordati dalla Germania.
Quindi le foibe non possono essere il modo in cui si esalta patriottismo ed italianità. Sono un triste fatto di vendetta per ciò che hanno sofferto i croati e gli sloveni. Amen e per cortesia piantiamola qui.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica