GLI ALLOCCHI DELLA PEDEMONTANA

IL FALLIMENTO DEL MARKETING DELLA PEDEMONTANA CON UN BUCO DELLA MADONNA. ED I RESPONSABILI SONO ANCORA IN POLITICA O NELLE ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI

Il via alla Pedemontana fu dato da Galan e Zaia ha continuato nella scelta facendone una bandiera politica “vincente”. Oggi ci troviamo con un investimento bidone che ha un deficit di oltre 50 milioni all’anno. Gli unici che si arricchiscono sono i costruttori che vedono remunerati i loro soldi all’8% annuo. Ed era stato strombazzato dalla politica come una “innovativa” partnership pubblico/privato con quindi rischio ripartito. Invece è una pagliacciata per una ragione molto semplice: il target errato per cui gli utilizzatori sono 20.000 al giorno invece dei previsti 30.000, numeri ormai stabilizzati. E tutto il sistema economico ha sostenuto una simile operazione in primis la Confindustria per poi liberarsi delle perdite scaricandole sul pubblico e cioè i cittadini. Per carità si può anche sbagliare, ma è di obbligo pagarne le conseguenze.
È evidente che la Regione Veneto per far quadrare i conti deve oggi tagliare importanti investimenti e sembra che non ci sia all’orizzonte altra soluzione se non la furbata di scaricare, da bravi leghisti, i costi a Roma. Riconsiderare il contratto con i privati è una barzelletta. Perché dovrebbero perdere una remunerazione garantita all’8%? Non abbiamo a che fare con degli allocchi. Gli allocchi sono tutti i cittadini veneti che pagano 50 milioni per i 20.000 automobilisti che utilizzano ogni giorno la Pedemontana.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica