ECCO IL BILANCIO 2025 DI MAROSTICA….

ENZO COLOSSO ASSESSORE AL BILANCIO A MAROSTICA CI QUERELERA’ ANCHE PER IL “BUCHETTO” DI -96.519,76 EURO NEL BILANCIO 2025? O PER I CREDITI POTENZIALMENTE NON ESIGIBILI PER 1.030.913,66 EURO?

Ecco che è apparso sull’Albo Pretorio il bilancio 2025 del Comune di Marostica approvato dalla Giunta il 09/04/2026. Lo aspettavamo con ansia. E quest’anno invece di un buco di -262.227,04 euro come nel 2024 e negato dal Colosso perché per lui vale la situazione finanziaria, abbiamo un buchetto di -96.519,76 euro. E ciò è dovuto sostanzialmente ad una diminuzione degli oneri straordinari anche a fronte di un aumento degli ammortamenti che passano da 1.939.185,97 euro a 2.128.207,55. E l’incidenza degli ammortamenti sui ricavi del Comune passa da17,1% nel 2024 al 17,6% nel 2025. Ed è questa la voce da porre massima attenzione perché gli ammortamenti indicano la capacità di ripristino dei beni e costituiscono sostanzialmente la liquidità che entra essendo dei costi figurati, senza uscita di cassa. E sono un costo importante nella gestione del Comune come delle imprese.
Sarebbe meglio avere un leggero utile, ma anche così possiamo dare un giudizio positivo del bilancio, in quanto sono state pienamente utilizzate le risorse disponibili per la Comunità. Ma il Colosso dirà che non è vero perché il risultato di amministrazione è di 4.185.894,47 euro. Ma questi sono i soldi che dovrebbero essere spendibili, sottratta la parte accantonata e quella vincolata, non il risultato della gestione con gli ammortamenti. Tra l’altro si evidenzia un alto rischio in quanto il fondo crediti di dubbia esazione al 31/12/2025 è di 1.030.913,66 euro, che potrebbe costituire totalmente od in parte una potenziale perdita.
Speriamo di essere stati chiari, anche con la potenziale spada di Damocle dei crediti potenzialmente inesigibili. C’è domandarsi di chi è la responsabilità e cosa riguardano. L’opposizione al prossimo Consiglio Comunale porrà la questione?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MATTEO MOZZO E’ “FASCISTA”?

MATTEO MOZZO CONVERTITO ALLA DEMOCRAZIA ED ALL’ANTIFASCISMO? FORSE QUALCOSA STA CAPENDO…..MA DOVREBBE SUBITO, SCUSANDOSI, RIMBORSARCI I SOLDI DELL’ AVVOCATO PER LE QUERELE “FASCISTE” CONTRO DI NOI

Per capire il livello culturale del Comune di Marostica possiamo fare riferimento alla vicenda di Pietro Dolci, il cui nome appare misteriosamente sul manifesto per la commemorazione del 25 aprile 2026. Noi ci siamo chiesti subito chi fosse facendo anche una ricerca su internet, senza risultato. Poi una lettrice ci risponde dicendo che è il padre di Antonio, ucciso in circostanze misteriose. Chiediamo se ha il cellulare. E prontamente ce lo fornisce. Chiamiamo e dopo un po’ risponde proprio Antonio che ci racconta la vicenda. Ed emozionato parla del suo dramma familiare, che bambino lo ha reso orfano di entrambe i genitori. Ora è mai possibile che il Comune di Marostica con suoi uffici stampa pieni di bla bla bla non colga l’eccezionalità della vicenda? Perché a me è subito venuto il collegamento tra il 26 luglio, giorno dell’uccisone di Pietro Dolci da parte di un maresciallo dei carabinieri fascista e la data del 25 luglio 1943 giorno dell’arresto di Mussolini da parte del re. E Pietro Dolci è uno delle migliaia di operai che sciopera e manifesta la gioia della fine del fascismo, credendo che davvero sia tutto finito. Per questo viene ammazzato. Lui è proprio il protagonista dell’inizio di quella che sarà la Resistenza per la conquista della democrazia in Italia.
Ed alla manifestazione per la posa della misera cornice in alluminio (ma deve assolutamente arrivare una lapide duratura) ci doveva essere il Sindacato, attivato dall’Anpi. Perché Pietro Dolci è il simbolo dalla rivolta degli operai, di chi lavora, contro il fascismo.
Un’occasione persa che rileva ancora una volta come manchi per ignoranza la consapevolezza della Storia e di come abbiamo conquistato la democrazia.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

Ucciso il 26 luglio 1943, un giorno dopo l’arresto di Mussolini

Pietro Dolci operaio antifascista di Marostica fu ucciso a 37 anni dal fascista maresciallo dei carabinieri Boris alla Autobianchi di Desio il 26 luglio1943, il giorno dopo l’arresto di Mussolini. La moglie disperata si suicido’ buttandosi sotto il treno il 16 agosto.
Il figlio Antonio di 84 anni scoprirà una targa a suo ricordo in via Maggior Morello sabato 25 aprile 2026 alle ore 8.00.
SEMPRE RESISTENZA

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MATTEO MOZZO E’ PER LA PROTEZIONE AMBIENTALE?

MATTEO MOZZO CAMBIA ROTTA? È PER LA NON CEMENTIFICAZIONE DEL TERRITORIO? FORSE, MA È MOLTO DIFFICILE ANCHE SE IERI SERA….

Alla riunione di ieri sera sulle frane nel territorio con relativi interventi della Protezione Civile e del Comune abbiamo anche noi applaudito l’intervento del Sindaco Matteo Mozzo. Puntuale e preciso, sembrava l’esperto di difesa del territorio, l’accusatore delle precedenti amministrazioni che se ne infischiavano di almeno pulire i torrenti ed ha elencato le varie problematiche, i relativi interventi e soprattutto i finanziamenti ottenuti per sistemare le pericolose faccende. Ma la conclusione ci ha lasciato allibiti. Infatti ha affermato che da una logica di intervento dopo gli eventi catastrofici occorre passare ad una logica di prevenzione e di salvaguardia del territorio.
Ma allora comincerà a togliere tutto l’asfalto che ha seminato in questi anni e si dissocerà dallo scempio della Pedemontana dicendo chiaramente che si è trattato di una speculazione finanziaria appoggiata dalle varie categorie imprenditoriali sensibili solo al business?
Il Mozzo è sembrato in buona fede nel rendersi conto di quanto sia importante salvaguardare il territorio e prevenire i disastri ambientali. Ci auguriamo che quanto prima ci sia una delibera della Giunta Mozzo di adesione al locale gruppo ”No alla Cementificazione” di Elisabetta Carron, sentendoci così più sicuri che alle parole seguiranno i fatti.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA DITTATURA DEI FASCIO-LEGHISTI A MAROSTICA

LA GIUNTA MONOLITICA DEL MOZZO A MAROSTICA È IL MOTIVO DEL POTERE DEI FASCIO-LEGHISTI

Di ricostituire il Comitato della Biblioteca manco si pensa il Mozzo. Santini può sbraitare quanto vuole ma lui se ne sbatte. Di avere un assessore alla Cultura o allo Sport manco ci pensa. Tanto il gruppo ristretto della Lega (Mozzo, Scomazzon e Colosso) decide per tutti. E ti devi mangiare tutto perché una cosa è chiara: la compattezza dei consiglieri fascio-leghisti. Non c’è mai dissenso. Va bene tutto. È questa la fondamentale differenza con le precedenti gestioni comunali. Ve la ricordate l’armata Brancaleone della Dalla Valle? Un sacco di capetti ognuno con il proprio pensiero. O la disputa Scettro – Bertazzo che portò al primo commissariamento? Oggi non c’è più nulla di tutto ciò. Domina la più ferrea compattezza, tipo stalinismo. Non traspare alcun dibattito sulle decisioni e domina il fare senza pensare e senza nemmeno far partecipare i cittadini. Dici qualcosa anche sul bilancio contestando le teorie ragioneristiche del Colosso e ti becchi una denuncia per diffamazione con richiesta di 21.000 euro di danni. Ma stiamo scherzando, quando è proprio il Colosso che diffama dicendo che devo tacere perché non ho nessun titolo di studio per poter parlare, anche se sono diplomato alla Scuola di specializzazione in Organizzazione Aziendale dell’Università di Padova con tesi sull’analisi economico-finanziaria di una azienda oltre ad essere revisore contabile, a parte l’esperienza aziendale come amministratore delegato e direttore generale? Ovviamente la querela è pagata dai cittadini, mica dal Colosso.
Ma i nodi di questo decisionismo cieco verranno al pettine perché poi quello che conta è la gestione economica. mica la politica del tric-trac, cioè della semplice gestione finanziaria, cioè dentro un investimento politicamente strombazzato a fronte della copertura con i soldi in bocca.
Ma purtroppo questa è oggi la politica che Marostica offre. Tutti zitti e pronti a seguire gli ordini.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA COMMEDIA DEL COMUNE DI MAROSTICA CONTINUA CON IL BAR ALLA STAZIONE

FABRIZIO BERTACCO SCRIVE A PROPOSITO DELL’ATTIVITA’ DI MOZZO & C. COMINCIANDO DAL BAR DELLA STAZIONE

Il mancato rispetto dei voleri di un defunto potrà essere principio di futuro roseo per il locale ? Le brave persone che si vantano dell’ operazione economica sono le stesse che hanno chiuso il cortile del castello inferiore o sbaglio ? Gli stessi discendenti di Pilato che si lavano le mani nelle compravendite private dei torrioni del castello ? Possibile che avevamo un super ristorante in cima al castello e ora è tutto chiuso o vaneggio ? Incredibile che con tutto l’impegno messo da queste brave persone sia questa la situazione . Manco l’avessero fatto apposta per tornaconto personale.

a cura Osseevatorio Economico Sociale di Marostica

IL GRANDE FALLIMENTO DI MATTEO MOZZO: L’ABBANDONO DEL CONVENTO

Il VERO GRANDE PROGETTO CON I FONDI DEL PNRR NON REALIZZATO DAL MOZZO, INCAPACE DI PENSARE ALLA GRANDE PER MAROSTICA: IL CONVENTO DEI SANTI FABIANO E SEBASTIANO

Il bravo editore Andrea Minchio ci aveva dedicato un documentato articolo nel numero di luglio/agosto 2018 di Bassanonews con anche una conferenza dell’arch. Duccio Dinale, che sull’argomento aveva fatto la sua tesi di laurea. Noi per anni ne abbiamo riprodotto la foto sulla pagina fb.
Il convento ha una suggestiva presenza e domina Borgo Giara. L’idea di un suo restauro è argomento di discussione da decenni. Sarebbe la destinazione ideale di un albergo anche in forma di ostello di qualità come ne abbiamo trovati molti, ultimo quello di Bressanone. Per non parlare della vicina Croazia.

Ma le amministrazioni comunali di Marostica perdono tutte le occasioni. Noi non parliamo di un intervento diretto, ma almeno di una progettazione base per il recupero. È compito del Comune pensare a delle soluzioni delle problematiche locali in discussione perché poi solo così si possono attivare realmente delle possibilità.

Ovviamente i “muratori” Mozzo e Scomazzon sono presi da una serie di iniziative spesso inutili e mancanti di una strategia per Marostica. Ma probabilmente legate a lobby locali.
Se dopo l’articolo e la conferenza fosse partita una seria idea progettuale e risolti i problemi abitativi di chi ancora vi si alloggia, spendendo anche relativamente pochi soldi (basta pensare che per la inutile mensa della scuola di San Luca si sono spesi per il progetto quasi 40.000 euro), oggi forse si potrebbe iniziare il restauro dell’edificio con i soldi del Pnrr.

Una Giunta quella della Lega di Mozzo senza quindi una reale strategia del territorio ed è spiegabile semplicemente perché manca di Cultura. Senza Cultura vera non si va da nessuna parte e men che meno si può governare una cittadina con una Storia come Marostica.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica
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