MATTEO MOZZO E’ “FASCISTA”?

MATTEO MOZZO CONVERTITO ALLA DEMOCRAZIA ED ALL’ANTIFASCISMO? FORSE QUALCOSA STA CAPENDO…..MA DOVREBBE SUBITO, SCUSANDOSI, RIMBORSARCI I SOLDI DELL’ AVVOCATO PER LE QUERELE “FASCISTE” CONTRO DI NOI

Per capire il livello culturale del Comune di Marostica possiamo fare riferimento alla vicenda di Pietro Dolci, il cui nome appare misteriosamente sul manifesto per la commemorazione del 25 aprile 2026. Noi ci siamo chiesti subito chi fosse facendo anche una ricerca su internet, senza risultato. Poi una lettrice ci risponde dicendo che è il padre di Antonio, ucciso in circostanze misteriose. Chiediamo se ha il cellulare. E prontamente ce lo fornisce. Chiamiamo e dopo un po’ risponde proprio Antonio che ci racconta la vicenda. Ed emozionato parla del suo dramma familiare, che bambino lo ha reso orfano di entrambe i genitori. Ora è mai possibile che il Comune di Marostica con suoi uffici stampa pieni di bla bla bla non colga l’eccezionalità della vicenda? Perché a me è subito venuto il collegamento tra il 26 luglio, giorno dell’uccisone di Pietro Dolci da parte di un maresciallo dei carabinieri fascista e la data del 25 luglio 1943 giorno dell’arresto di Mussolini da parte del re. E Pietro Dolci è uno delle migliaia di operai che sciopera e manifesta la gioia della fine del fascismo, credendo che davvero sia tutto finito. Per questo viene ammazzato. Lui è proprio il protagonista dell’inizio di quella che sarà la Resistenza per la conquista della democrazia in Italia.
Ed alla manifestazione per la posa della misera cornice in alluminio (ma deve assolutamente arrivare una lapide duratura) ci doveva essere il Sindacato, attivato dall’Anpi. Perché Pietro Dolci è il simbolo dalla rivolta degli operai, di chi lavora, contro il fascismo.
Un’occasione persa che rileva ancora una volta come manchi per ignoranza la consapevolezza della Storia e di come abbiamo conquistato la democrazia.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica