PAOLO BUCCO DIFENDE LA “TERRA”

PAOLO BUCCO, L’UNICO A FARE UN DISCORSO SENSATO ALLA FESTA DELLE CILIEGE A MAROSTICA

Paolo Bucco è Presidente del Distretto Bassano-Marostica della Coldiretti, e dopo tanti bla bla di Sindaco e politici locali, è l’unico che ha toccato il tema base dell’agricoltura locale. Agricoltura che ha fatto felici tutti quest’anno con una strepitosa raccolta di ciliegie sia come quantità che qualità.
Quasi commosso ha detto che la nostra terra è una terra fertilissima e che prendendola in mano non possiamo che stupirci. Ora questa terra la copriamo di cemento ed ora anche di pannelli fotovoltaici. Una vergogna ed è una cosa a cui dobbiamo porre assolutamente fine per rispettarla. Non ci rendiamo conto della ricchezza che abbiamo.
Un discorso quello di Paolo Bucco di una verità assoluta in un contesto in cui i terreni sono sempre più fragili anche per i cambiamenti climatici in corso.
Chissà se i tanti politici presenti, molti con la loro bella fascia tricolore, faranno un pensiero alle parole del Presidente della Coldiretti e si impegneranno a fermare definitivamente lo scempio paesaggistico di questi anni.
Noi lo ringraziamo e lo applaudiamo.

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LA POLITICA A TAVOLA E L’OMBRA DELL’INCIUCIO A MAROSTICA

LA CENA CON GLI “AVVERSARI” POLITICI A BASSANO. MA A MAROSTICA ESISTE ALMENO UN ASCOLTO?

Siamo rimasti favorevolmente impressionati dall’incontro conviviale tra maggioranza ed opposizione a Bassano. Inteso non come modalità per un inciucio di potere, ma come conoscenza e confronto personale. La realtà locale non può essere vissuta come chiusura nei confronti di chi ha pensieri e proposte differenti. Lo scontro politico può esserci, ma orientato ad un risultato migliore possibile per la Comunità.
L’esperienza di questi anni con la Lega al potere a Marostica è stata di una assoluta chiusura e di decisioni prese a scatola chiusa. Ho la maggioranza e decido senza alcun confronto. Ma può essere anche un atteggiamento di inferiorità culturale: dobbiamo dimostrare che siamo bravi.
Si è anche arrivati a cercare l’unica alleanza tra maggioranza e minoranza solo per coprire la scandalosa vicenda dell’appalto del gas con gravi responsabilità dell’apparato comunale. È stata ed è una alleanza totale per coprire l’appalto truccato in quanto tutti implicati. Noi non ci credevamo attribuendo inizialmente la responsabilità dell’appalto truccato a qualche personaggio specifico. Non sappiamo quale meccanismo si sia messo in moto. Quello che è certo è che la politica con maggioranza e minoranza con in più i vari “tecnici” comunali hanno creato un appalto truccato con una perdita per la Comunità di ben 910.000 euro. È molto probabile che siano andate perdute le regole di una corretta gestione per inventarne una “amichevolmente” pilotata.
Ma il dialogo corretto tra maggioranza ed opposizione esiste se sul tavolo ci sono valori, conoscenze e competenze specifiche e comuni. Certo che a Marostica esiste una contrapposizione di merito, di valori. Anche l’ultima vicenda della scuola elementare in gita a Trieste per toccare con mano la situazione dei migranti, è molto significativa. Mentre il mondo democratico e soprattutto cattolico si mobilitava, il Mozzo è stato muto come un pesce. Incredibile, anche perché fino all’altro giorno era per il metodo Montessori, ma probabilmente manco lo conosce. Il problema è proprio questo. Come ci può essere dialogo se non sono condivisi valori ed informazioni di base?
Francamente l’unica importante azione che condividiamo pienamente è quello di Bucco che con la Partita ha ripreso suggerimenti che da anni dicevamo. Anche se oggi se ne fa merito. Ma sono azioni che entrano in una logica di sopravvivenza. O le fai o muori.

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IL CIMITERO DELLE SCACCHIERE A MAROSTICA

SEMBRA PROPRIO UN CIMITERO DELLE SCACCHIERE, IL NUOVO MUSEO A MAROSTICA DA POCO INAUGURATO CON IL GOTHA DELLA LEGA LOCALE, BIZZOTTO IN TESTA

Dovevamo proprio visitarlo il nuovo museo del Mozzo, costato circa 700.000 euro. E ci stiamo stati domenica pomeriggio. I visitatori erano quattro gatti, di cui una coppia spagnola. È evidente che si tratta di una autocelebrazione del furbo donatore, l’ormai famoso Giovanni Longo entrato nel Guinness dei primati in quanto è riuscito a farsi intestare il museo, intortando il gruppo leghista locale con la sua collezione, gruppo al momento che vuole essere massima, purtroppo, espressione culturale di Marostica e che del mondo non conosce nulla. Noi invece il mondo lo abbiamo girato (oltre 150 paesi visitati) e non abbiamo memoria di una simile ridicola situazione. Il museo generalmente ha il suo nome e nel caso di donazioni viene posta una targa di ringraziamento al donatore. Non certo viene intestato il museo.
Ma siamo a Marostica per cui alla Lega locale tutto è permesso. Anche buttar fuori le associazioni senza preavviso dallo spazio a loro dedicato per iniziative varie con dialogo tra i cittadini ed i visitatori di Marostica, e metterci un fantomatico museo degli scacchi perché a Marostica c’è la Partita.
E chi lo va a vedere? È una esposizione luminosa di oggetti ed è come essere in un cimitero monumentale. È triste ed inanimato.
Tra l’altro gli scacchi nella Partita sono una scusa per raccontare una storia e far vedere la vita della Venezia del ‘500. Non certo per raccontare la storia degli scacchi o ancora peggio delle scacchiere.
Di fatto si tratta di un incredibile abbaglio e di una comunicazione errata in quanto Marostica non è la città degli scacchi, ma della Partita a Scacchi con pedine viventi con un’Opera scritta dal famoso artista Mirko Vucetich a cui senza dubbio sarebbe stato opportuno dedicare un museo, molto più interessante delle scacchiere. Vucetich tra l’altro è stato un grande protagonista dell’arte del ‘900.

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IL MOZZO “SPOSA” LA DALLA VALLE

MATTEO MOZZO “SPOSA” IL CONSENSO ALLA TRUFFA DELL’APPALTO DEL GAS FATTA DA MARICA DALLA VALLE IN COMBUTTA COL CONSULENTE TECNICO ING. FRANCESCO DONA’ E L’ ARCH. ROBERTA COLLICELLI, RESP. TECNICO DEL COMUNE DI MAROSTICA
Parliamoci chiaro. La somma di 910.000 euro pagata dal Comune non doveva essere pagata. Perché era già stata detratta da Italgas dalla prima richiesta di 5,367 milioni in quanto gli allacciamenti (in pratica soprattutto il contatore) erano già stati già pagati dall’utente e non potevano quindi essere considerati patrimonio di Italgas.
Il Comune dalla cifra finale netta di 4,250 milioni valutata da Italgas detrae addirittura un’altra volta gli allacciamenti con lo scopo di arrivare ad una valutazione di 3,015 milioni. Una truffa. Ma una ulteriore truffa avviene quando volendo Italgas i suoi soldi il Comune arriva ad un compromesso pagando 910.000 con appunto l’ulteriore truffa, per farsi dare i soldi dal Consiglio Comunale, della coppia Ing. Francesco Dona’ e Marica Dalla Valla di motivare la richiesta dicendo che la legge è cambiata per cui gli allacciamenti vanno pagati a Italgas. Ma la legge non è cambiata e l’utente li ha già pagati!
E la legge cosa dice? Noi siamo andati a prenderci il manuale dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas. E leggiamo:
“In realtà la mancata deduzione di questi costi (di allacciamento n.d.r.) avrebbe costituito un arricchimento senza causa ai sensi dell’art. 2041 c.c. (in tal senso depongono del resto la sentenza del Consiglio di Stato n. 4905/2003 e la delibera dell’Antitrust del 14 dicembre 2011, seppure con riferimento agli allacciamenti d’utenza realizzati dal gestore con il parziale contributo del privato). Sul punto è poi intervenuto il legislatore a fugare ogni dubbio. Infatti il D.L. 23 dicembre 2013, n. 145 (convertito con legge 9/2014) con la previsione del comma 16 dell’art.1, è andato a modificare l’art.15 comma 5 del Decreto Letta, specificando che “in ogni caso dal rimborso (….) sono detratti i contributi privati relativi ai cespiti di località, valutati secondo la metodologia della regolazione tariffaria vigente”. Orbene la dizione “ogni caso” è senz’altro da interpretare nel senso che i contributi privati andranno decurtati dal valore di rimborso, a prescindere dalle modalità concrete con cui questo verrà calcolato.”
È evidente che il Mozzo, dopo aver continuato con pervicacia ed evidentemente per cieca vendetta la querela di diffamazione contro di noi della Dalla Valle, essendo tale iniziativa andata prescritta, si lancia sul piano “civile” chiedendoci i danni. Il tutto per continuare a farci tirar fuori soldi mentre per lui pagano i cittadini.
Ma si stanno avvicinando i tempi in cui il Comune di Marostica ci pagherà l’ingiustizia da noi subita.

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SI RIDE CON MATTEO MOZZO, SINDACO DI MAROSTICA

IL SINDACO DI MAROSTICA MATTEO MOZZO FA PROPRIO RIDERE. CI CHIEDE 35.247 EURO PER L’APPALTO TRUCCATO DEL CAMBIO DEL GESTORE DEL GAS
I fatti sono questi:
· Il Comune di Marostica indice una gara per cambiare il gestore del gas. La gara dovrebbe andare in pari senza costi per il Comune, che ha una specie di ruolo garante-arbitrale, in quanto chi subentra paga l’impianto a chi esce.
· Italgas che gestisce l’impianto deve essere pagata per il valore dell’impianto valutato in un primo momento 5,367 milioni di euro.
· Il valore viene poi ridotto perché nella valutazione non possono essere inseriti gli allacciamenti (in pratica soprattutto il contatore) pagati direttamente dall’utente. Quindi il valore scende a 4,250 milioni.
· Il Comune invece valuta l’impianto 3,015 milioni sottraendo in modo arbitrario una seconda volta gli allacciamenti.
· Il Comune va a gara con 3,015 milioni, assumendosi tutti i rischi in quanto avrebbe dovuto andare a gara con 4,250. In caso di asta deserta tutto sarebbe continuato come prima senza alcun rischio di esborsi. Ascopiave si aggiudica l’appalto e paga Italgas per 3,015 milioni.
· Italgas pretende però di essere pagata 4,250 milioni.
· Precipitosamente, pena il sequestro del conto bancario presso la Banca d’Italia, il Comune tratta e paga a Italgas a conguaglio 910.000 euro e chiude la vicenda.
· Per ottenere l’assenso del Consiglio Comunale al pagamento il Sindaco tramite il perito afferma che la legge è cambiata e che occorre pagare nuovamente gli allacciamenti. Tale dichiarazione è completamente falsa. La normativa logicamente afferma e ribadisce più volte che gli allacciamenti non devono essere pagati. È anche logico perché sono già stati pagati dall’utente finale nel momento iniziale e si creerebbe un illecito arricchimento se pagati un’altra volta.
E noi raccontando e provando questa storia avremmo diffamato il Comune? Noi abbiamo semplicemente informato i cittadini. La querela in sede civile, dopo che è andata in prescrizione in sede penale, è una ulteriore vergogna e tra l’altro le spese processuali del Comune non sono pagate dal Sindaco, ma dai cittadini. Chi ci ha guadagnato nella faccenda?

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LA PORCHETTA DELLA COOP CONSUMATORI FA IL BILANCIO?

E DOPO L’ASSEMBLEA DI BILANCIO ALLA COOP SI PUO’ MANGIARE LA PORCHETTA CON PIU’ TRANQUILLITA’ PERCHE’ CONSOLARO COMUNICA LA SVOLTA

Abbiamo sempre detto che dopo la Popolare di Marostica, la nostra cittadina non può perdere la Cooperativa dei Consumatori con oltre 12.000 soci. Certo che il Bucco & Mozzo, non hanno guardato in faccia nessuno quando hanno fatto l’accordo con Famila e avuto in permuta l’ex sede A&O in cambio di poter fare il mega supermercato. I “camerati” d’altra parte non hanno una cultura sociale. A loro interessano solo i schei.
Ovviamente il nuovo Famila ha messo in crisi la Coop che si è trovata sguarnita di una strategia per parare il colpo avendo fatto anche un investimento a Breganze quasi totalmente a debito. Il Luigi Scomazzon, l’allora Presidente della Coop, viveva beatamente nel 1800 convinto che il mondo non cambiasse. E intanto intorno i supermercati di varie tipologie crescevano come funghi.
Però la Coop dopo tre anni critici, nel 2025 presenta un bilancio con una perdita limitata a 121.420 euro rispetto ai 387.764 del 2024. È in atto quindi una riorganizzazione che pensiamo garantirà il futuro sviluppo della Coop. Finalmente il Consolaro ha capito che deve valorizzare le caratteristiche specifiche della Cooperativa. Occorre veramente puntare sulla mutualità e solidarietà che garantiscano ai Soci condizioni di vita che vadano oltre la convenienza della scatoletta. Insomma sviluppare nel concreto il senso sociale di appartenenza alla Coop che certo gli altri non hanno, orientati al profitto personale.
È quindi il momento per i cittadini di Marostica e Breganze di rafforzare ulteriormente il ruolo della Coop non solo come clienti, ma anche partecipando direttamente alla gestione.

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L’ETRA E’ SANA SENZA BILANCIO?

L’INCREDIBILE COMUNICATO STAMPA DELL’ETRA. COSA NASCONDE? NON RIPORTA ALCUN DATO DEL BILANCIO 2025. FLAVIO FRASSON, PRESIDENTE, CI RISPONDA
L’articolo “Etra, investiti quasi 95 milioni, Società sana e in crescita” era apparso domenica scorsa sul Corriere. Ma il comunicato stampa della società, a parte gli investimenti, non riporta alcun dato di bilancio: fatturato, utile, ecc.
E soprattutto i dati che la società, come affermato, è sana ed in crescita.
A questo punto siamo andati a cercare il bilancio 2025 nel sito aziendale: non è ancora stato pubblicato. Quindi il bilancio non è stato allegato al comunicato stampa e nemmeno posto sul sito aziendale. È evidente che non si può fare un comunicato stampa del genere senza alcun dato che certifichi le affermazioni. In una azienda è inammissibile fare affermazioni “politiche” generiche, perché si creano subito dei sospetti. Qual è la vera situazione economico-finanziaria dell’Etra?
Aspettiamo che la “seria” azienda Etra pubblichi il bilanci 2025 a dimostrazione di quanto affermato nel comunicato stampa.

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ED ENZO COLOSSO SI STA RICREDENDO?

DOPO MATTEO MOZZO SULLA VIA DELLA REDENZIONE DEMOCRATICA, ECCO CHE ENZO COLOSSO COMINCIA A RICREDERSI CHE IL CONTO ECONOMICO E LO STATO PATRIMONIALE NON SONO BALLE PER UN COMUNE

Dopo che il Mozzo ha onorato con l’inaugurazione di un primo ricordo, in attesa della lapide definitiva, l’operaio Pietro Dolci ucciso da un carabiniere fascista perché il 26 luglio 1943 festeggiava l’arresto di Mussolini da parte del Re, ecco il Colosso che si accorge che nella gestione di un comune, come in azienda, valgono il conto economico e lo stato patrimoniale. Era ora. Adesso ci attendiamo il ritiro della sua ridicola querela nei nostri confronti per i “buchi” di bilancio. Infatti abbiamo ascoltato attentamente la presentazione economica del 2025 in Consiglio Comunale. Certo prima c’è stato tutto lo sproloquio del “tric trac” finanziario per cui a ogni spesa viene indicata la copertura. Alla fine risulta una disponibilità finanziaria di 1.414.072,83 euro, soldi che si possono spendere ancora. Ma è il risultato finanziario non quello gestionale.
Infatti nel conto economico la perdita è di -96.519,76 euro, rispetto ai -262.227,04 del 2024. Ovviamente entrambe le perdite riducono il patrimonio netto del Comune. E di questo Colosso ancora non parla.
Ora il Colosso afferma però che la normativa cerca di equiparare la contabilità comunale con quella delle aziende, per cui si deve parlare anche del conto economico e dello stato patrimoniale. Ma scopre l’acqua calda perché i soldi sono soldi sia in Comune che in Azienda, ci può essere solo un modo diverso di riclassificarli. Diciamo che ha fatto un passo avanti. Attendiamo la conversione definitiva.

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IL COMUNE DI MAROSTICA E’ RICCO? OPPURE….

IL COMUNE DI MAROSTICA È RICCO? QUALE È IL SUO PATRIMONIO? COME PUO’ ESSERE GESTITO? E NE È CAPACE?

In Consiglio Comunale si parla solo del risultato di gestione annuale. Che è semplicemente la cassa disponibile. A fine 2025 la parte disponibile risulta essere 1.414.972,83 euro. Parliamo sempre di liquidità. Pesano gli accantonamenti per 1.977.185,34 di cui circa il 50% per crediti di dubbia riscossione, che riducono drasticamente la parte disponibile.
Però in termini gestionale conta l’utile o la perdita, tenendo conto di tutti i costi del periodo, compresi gli ammortamenti. Nel 2025 la perdita è di -96.516,79 euro ridotta rispetto ai -262,227,04 del 2024. Queste perdite portate nello stato patrimoniale riducono il patrimonio netto del Comune di Marostica.
La ricchezza a bilancio cioè il patrimonio netto del Comune, senza eventuali rettifiche, ammonta a 78.513.343,93 euro al 31 dicembre 2025. Un bel gruzzoletto, di cui però 51 milioni sono indisponibili perché beni demaniali, patrimoniali e culturali.
Il totale immobilizzazioni è pari a circa 83 milioni, molto vicino ai 79 milioni del patrimonio che sono i soldi che dovrebbero finanziare gli investimenti in equilibrio finanziario. Cioè tanto capitale e pari valore delle immobilizzazioni. Escludendo i finanziamenti a lungo termine.
Insomma una riflessione andrebbe fatta per valorizzare al massimo il patrimonio comunale. Cosa di difficile attuazione per il giudizio negativo che diamo delle persone che gestiscono sia tecnicamente che politicamente oggi il Comune di Marostica. Mancano di una reale cultura di gestione economica. Il caso incredibile è l’incapacità di aver operato con il PNRR per il restauro del Convento, ma solo per ponticelli e sale riunioni. Una occasione, dati i venti critici che tirano, irripetibile.

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