
DOPO MATTEO MOZZO SULLA VIA DELLA REDENZIONE DEMOCRATICA, ECCO CHE ENZO COLOSSO COMINCIA A RICREDERSI CHE IL CONTO ECONOMICO E LO STATO PATRIMONIALE NON SONO BALLE PER UN COMUNE
Dopo che il Mozzo ha onorato con l’inaugurazione di un primo ricordo, in attesa della lapide definitiva, l’operaio Pietro Dolci ucciso da un carabiniere fascista perché il 26 luglio 1943 festeggiava l’arresto di Mussolini da parte del Re, ecco il Colosso che si accorge che nella gestione di un comune, come in azienda, valgono il conto economico e lo stato patrimoniale. Era ora. Adesso ci attendiamo il ritiro della sua ridicola querela nei nostri confronti per i “buchi” di bilancio. Infatti abbiamo ascoltato attentamente la presentazione economica del 2025 in Consiglio Comunale. Certo prima c’è stato tutto lo sproloquio del “tric trac” finanziario per cui a ogni spesa viene indicata la copertura. Alla fine risulta una disponibilità finanziaria di 1.414.072,83 euro, soldi che si possono spendere ancora. Ma è il risultato finanziario non quello gestionale.
Infatti nel conto economico la perdita è di -96.519,76 euro, rispetto ai -262.227,04 del 2024. Ovviamente entrambe le perdite riducono il patrimonio netto del Comune. E di questo Colosso ancora non parla.
Ora il Colosso afferma però che la normativa cerca di equiparare la contabilità comunale con quella delle aziende, per cui si deve parlare anche del conto economico e dello stato patrimoniale. Ma scopre l’acqua calda perché i soldi sono soldi sia in Comune che in Azienda, ci può essere solo un modo diverso di riclassificarli. Diciamo che ha fatto un passo avanti. Attendiamo la conversione definitiva.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica