IL MOZZO “SPOSA” LA DALLA VALLE

MATTEO MOZZO “SPOSA” IL CONSENSO ALLA TRUFFA DELL’APPALTO DEL GAS FATTA DA MARICA DALLA VALLE IN COMBUTTA COL CONSULENTE TECNICO ING. FRANCESCO DONA’ E L’ ARCH. ROBERTA COLLICELLI, RESP. TECNICO DEL COMUNE DI MAROSTICA
Parliamoci chiaro. La somma di 910.000 euro pagata dal Comune non doveva essere pagata. Perché era già stata detratta da Italgas dalla prima richiesta di 5,367 milioni in quanto gli allacciamenti (in pratica soprattutto il contatore) erano già stati già pagati dall’utente e non potevano quindi essere considerati patrimonio di Italgas.
Il Comune dalla cifra finale netta di 4,250 milioni valutata da Italgas detrae addirittura un’altra volta gli allacciamenti con lo scopo di arrivare ad una valutazione di 3,015 milioni. Una truffa. Ma una ulteriore truffa avviene quando volendo Italgas i suoi soldi il Comune arriva ad un compromesso pagando 910.000 con appunto l’ulteriore truffa, per farsi dare i soldi dal Consiglio Comunale, della coppia Ing. Francesco Dona’ e Marica Dalla Valla di motivare la richiesta dicendo che la legge è cambiata per cui gli allacciamenti vanno pagati a Italgas. Ma la legge non è cambiata e l’utente li ha già pagati!
E la legge cosa dice? Noi siamo andati a prenderci il manuale dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) per l’affidamento del servizio di distribuzione del gas. E leggiamo:
“In realtà la mancata deduzione di questi costi (di allacciamento n.d.r.) avrebbe costituito un arricchimento senza causa ai sensi dell’art. 2041 c.c. (in tal senso depongono del resto la sentenza del Consiglio di Stato n. 4905/2003 e la delibera dell’Antitrust del 14 dicembre 2011, seppure con riferimento agli allacciamenti d’utenza realizzati dal gestore con il parziale contributo del privato). Sul punto è poi intervenuto il legislatore a fugare ogni dubbio. Infatti il D.L. 23 dicembre 2013, n. 145 (convertito con legge 9/2014) con la previsione del comma 16 dell’art.1, è andato a modificare l’art.15 comma 5 del Decreto Letta, specificando che “in ogni caso dal rimborso (….) sono detratti i contributi privati relativi ai cespiti di località, valutati secondo la metodologia della regolazione tariffaria vigente”. Orbene la dizione “ogni caso” è senz’altro da interpretare nel senso che i contributi privati andranno decurtati dal valore di rimborso, a prescindere dalle modalità concrete con cui questo verrà calcolato.”
È evidente che il Mozzo, dopo aver continuato con pervicacia ed evidentemente per cieca vendetta la querela di diffamazione contro di noi della Dalla Valle, essendo tale iniziativa andata prescritta, si lancia sul piano “civile” chiedendoci i danni. Il tutto per continuare a farci tirar fuori soldi mentre per lui pagano i cittadini.
Ma si stanno avvicinando i tempi in cui il Comune di Marostica ci pagherà l’ingiustizia da noi subita.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica