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Autore archivio: admin

SON TORNATI, SON TORNATI I GEOMETRI ED I RAGIONIERI DEGLI ANNI ‘60 A MAROSTICA. COME LE STREGHE.

Ve li ricordate i geometri che costruivano le casette senza un minimo di stile e i ragionieri che nelle fabbrichette si inventavano mille modi per fare il “nero”? Erano gli anni ‘60 del boom economico per cui bisognava avere quattro mura di casa propria e cominciare a fare schei senza pagare le tasse. Due erano le figure storiche nell’economia: i geometri ed i ragionieri.

I primi pensavano a cementificare senza alcun criterio urbanistico ed entrare in Consiglio Comunale e nelle commissioni edilizia per fare i loro affari. I secondi sentivano l’ondata dei soldi arrivare nelle fabbrichette e cercavano di fottere lo Stato. E in azienda si sentivano i re per poi crepare appena andavano in pensione perché si accorgevano di non essere nessuno e che il loro potere era solo servile. Infatti chi li riveriva più?

Ovviamente erano geometri e ragionieri che, nella maggioranza, della cultura e dell’educazione civica non sapevano che farsene.

A Marostica oggi siamo tornati a quei tempi ed in modo arrogante. Chi realmente comanda sono un geometra ed un ragioniere. Di cultura e laurea in Giunta non c’è l’ombra. E sia ben chiaro non siamo contro chi non ha la sua bella laurea. Diciamo semplicemente che oggi i tempi sono completamente cambiati per cui senza un “degree” adesso non vai da nessuna parte. Men che meno in posti di responsabilità. Perché un laurea non solo da’ competenze, ma apre la mente e offre un metodo di lavoro. Solo la politica oggi ti offre un lavoro senza niente. Con risultati disastrosi. Ma permette di fare le cordate di “amiconi” per essere eletti. Tutti gli altri lavori mica li trovi così.

Il PD è l’unico che in Consiglio Comunale schiera ben due laureati, uno anche con una eccellente esperienza politica-professionale, e dovrebbero fare faville. Ma sono persone ormai spente probabilmente consumate da eterne mediazioni e senza coraggio di battersi a viso aperto per delle convinzioni che dovrebbero avere. Giuste o sbagliate che siano.

Così è la realtà a Marostica che continua a produrre una politica senza senso, competenza e cultura, chiusa ad ogni dibattito per il rischio di dimostrare la propria ignoranza.
Geometri e ragionieri son proprio tornati, come le streghe.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

L’IGNOBILE OFFENSIVA DI ZAIA PER CANCELLARE CRISANTI. IL LUPO PERDE IL PELO, MA NON IL VIZIO.

È evidente che Zaia per ragioni politiche (vuole superare il 100% dei voti alle prossime elezioni) debba attribuirsi in toto il merito del positivo intervento a salvaguardia della salute dei Veneti.
Per questo cerca di modificare la storia dando il merito del piano tamponi interamente a Francesca Russo del dipartimento regionale. Ricordiamo che Francesca Russo è una scelta “politica” di Mantoan/Zaia e quindi lei si deve adeguare al Zaia racconto.

Invece senza l’intuizione di Crisanti di essere pronto per i tamponi a tappeto cominciando dai cinesi che rientravano in Italia, tutto sarebbe saltato. L’8 febbraio infatti l’ufficio della Russo/Mantoan blocca l’iniziativa di fare i tamponi ai cinesi. Ma Crisanti si attrezza lo stesso procurandosi subito una montagna di reagenti dall’Imperial College oltre ad una super attrezzatura per la analisi.
È evidente che poi quando se ne avvede la necessità e l’urgenza il progetto ha trovato pronta la Regione. Se Crisanti non si fosse “parato”, il ritardo avrebbe superato il mese e mezzo.
Ora Zaia fa “tenerezza” a Crisanti, che comprende le esigenze politiche che non possono cancellare però i fatti.

I gravi ritardi della Lombardia, senza un personaggio come Crisanti ma con il solo Bertolaso, hanno provocato così tanti morti, difficili da realizzare, che sembra incredibile che Fontana & Company siano ancora lì. Dovrebbero essere già in Siberia.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA FINE POLITICA DI MATTEO MOZZO, SENZA TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE.

(Scritto pervenutoci da una cittadina di Marostica)

Ha tradito due punti importanti della sua campagna elettorale: Trasparenza e Partecipazione. E ciò fa ancora più male perchè questo disattendere le promesse fatte, non viene dai soliti marpioni della politica, ma da un ragazzo giovane, un bravo ragazzo sempre impegnato anche nel sociale, uno che si è sempre dato da fare. Mi sarei aspettata da lui, passato un primo periodo di “rodaggio” una gestione più moderna, che rompesse le vecchie logiche e che coinvolgesse la comunità in quelle scelte che stavano a cuore alla cittadinanza. Ovvio, dopo aver sentito tutte le voci, il Sindaco, ha il dovere di prendere una decisione e di assumersene la responsabilità e questo, gioco-forza, non può accontentare tutti, questo lo sappiamo. Sinceramente non so, alla scadenza del mandato, quali possano essere le alternative per Marostica, Anche l’opposizione non ha fatto una grande figura, mi è sembrata debole e poco incisiva. Non nutro grande ottimismo per ciò che Marostica sarà in grado di offrire…visto i precedenti molto deludenti, non ultimo due commissariamenti…roba che neppure al Sud si vede.

A cura dell’Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA VERGOGNOSA SVENDITA DELLA PISCINA COMUNALE CONTRO IL VOLERE DEI CITTADINI. MA GLI “AMICONI DI MAROSTICA” SCOMAZZON E COLOSSO HANNO DECISO. MOZZO NON CONTA, È SOLO IL LORO PORTAVOCE.

Riceviamo lettera da un cittadino e pubblichiamo.

Una comunità si costituisce sulla base di “doveri” (quello che io devo) e di “diritti” (quello che io aspetto) condivisi.
Seguo, con vari ruoli, gli eventi di Marostica dal 1953. Rilevo, con dispiacere, che parecchie delle attese cittadine, a tutt’oggi, sono state disattese.
Marostica è l’unico ex-capoluogo di distretto (con giurisdizione che, un tempo, andava dall’Altopiano dei Sette Comuni a Sandrigo) e di collegio elettorale (da Conco a Montegaldella), che, nel secondo dopoguerra, non ha avuto l’evoluzione demografica dei comuni contermini (la popolazione è sempre oscillata attorno ai 12.000 residenti; solo negli ultimi anni ha puntato ai 14.000, raggiunta da Rosà, Cassola, Romano d’Ezzelino, un tempo considerati “borghi” da noi “castellani”).
Marostica non ha una scuola superiore (ce l’hanno Nove e Breganze – abbiamo rifiutato, nel tempo, geometri, liceo linguistico, alberghiero).
I cittadini non dispongono di una palestra civica (quella in funzione è della scuola).
Per volontà politica dirigenziale abbiamo perso l’ospedale (nonostante il referendum cittadino plebiscitario del 1979 e la concomitante proposta di “complementare” all’erigendo di Bassano, voluto dal senatore Pietro Fabris – fra i primi in Italia, noi, ad offrire ai pazienti le camere a 2 letti – struttura ora riutilizzata per il coronavirus).
E l’elenco delle “disavventure” potrebbe continuare…

Venendo alla “piscina”, sono stato uno strenuo sostenitore del servizio e consigliere comunale membro dell’apposita commissione comunale negli anni Ottanta per la sua realizzazione, in un clima cittadino, che vedeva contrapposto l’interesse di pochi per inserire nel Piano Regolatore Generale il centro sportivo “privato” di Marsan (comprendente la piscina) alternativo al progetto pubblico nella zona sportiva “XXV Aprile”. Per fortuna la Regione Veneto, accogliendo il nostro ricorso, stralciò la variante privata dal P.R.G.
Ricordo i viaggi che facemmo nel territorio regionale con il presidente assessore allo sport Giovanni Benacchio – fervido sostenitore del pubblico – per avere idee, progettualità, percorsi.
Ricordo le infuocate riunioni del Consiglio Comunale nel 1982 per l’assunzione del mutuo di un miliardo di lire dal Credito Sportivo e l’avvio di un appalto-concorso per la costruzione dell’atteso edificio.
Ricordo i discorsi inaugurali del 1987, tutti “orgogliosi” di aver dato alla Città la piscina pubblica.
Tutto ciò premesso, lancio un caloroso appello al Sindaco, all’Assessore allo Sport, alla Consulta fra le Associazioni Culturali, alle Associazioni Sportive, al Volontariato, ai Concittadini tutti per conservare il bene comune.
Il “pubblico” garantisce, a condizioni democratiche accessibili, il servizio al cittadino, a tutti i cittadini indistintamente; il “privato” può imporre le sue condizioni di interesse personale.

Cedere la piscina al privato è un colossale errore sociale.

Già abbiamo ristretto – con le concessioni edilizie al privato – la prevista zona sportiva delle Ravenne, che, nell’idea originaria poteva offrire ai Marosticani ed ai contermini campi di calcio, campi di tennis, bocciodromo, palazzetto dello sport, piscina, teatro polivalente; idea tanto più valida ora con la realizzazione in corso della superstrada Pedemontana, che faciliterà gli accessi alla zona.

A cura dell’Osservatorio Economico Sociale di Marostica

PERCHÉ I “POLITICANTI”DI MAROSTICA CI ODIANO E QUERELANO: NON VOGLIONO LA “FAMA” INTERNAZIONALE.

Il nostro blog marosticanotizie è a tutti gli effetti una rivista e quindi gli articoli dedicati ai vari personaggi locali entrano nel loro profilo personale su internet.

Facciamo degli esempi. Apriamo Google e digitiamo Marica Dalla Valle Marostica. Si apre subito la pagina a lei dedicata. Al primo posto troviamo il nostro articolo “Marica Dalla Valle Sindaco da dimenticare o ricordare?” del’11 gennaio 2018. Significa che ancora oggi su Google e’ l’articolo più letto su di lei. Ed evidentemente a livello mondiale, perché Google è accessibile a tutti. Per noi è uno dei migliori e frizzanti articoli pubblicati.

Digitiamo Matteo Mozzo. Due sono gli articoli in ordine di preferenza sulla prima pagina: “Ecco la minacciosa lettera di Matteo Mozzo, Sindaco di Marostica. È mai possibile una roba simile in un vivere democratico?” del 21/03/2019. E “Lettera di minacce del Sindaco di Marostica Matteo Mozzo: la nostra risposta” del 08/03/2019.

Digitiamo Mariangela Cuman. Anche per lei l’onore di due articoli in prima pagina ai primi due posti. “Mariangela Cuman faccia il suo mestiere: Presidente dell’Università degli adulti” del 18/12/2017. Auspicavamo che non sprecasse la sua cultura nell’Opera Pia – Fondazione. E “Mariangela Cuman scende sulla terra dall’Olimpo del Centro Studi Prospero Alpini con la Confraternita del Caffè” del 29/11/2009. Avevamo avuto un colloquio con lei ed avevamo inteso che finalmente stesse partendo una intelligente operazione di marketing per i turisti, in realtà era invece una distribuzione di patacche ai soliti noti.

Digitiamo Lorenzo Bertacco. Anche lui l’onore di due articoli al primo e secondo posto. “Il Corona virus a Marostica c’è da oltre dieci anni! Inizia con il volantino anonimo contro Lorenzo Bertacco” del 13/04/2020” e “Silurati la vice presidente Giovanella Cabion e Lorenzo Bertacco. In Volksbank ora decidono i veri padroni, non le cordate di peones” del 16/04/2020.

Digitiamo Gabriele Dal Zotto. Al secondo e terzo posto troviamo due articoli sempre del blog. “Chi è Gabriele Dal Zotto da 25 anni vice-segretario del Comune di Marostica” del 14/10/2019 e ‘Nuovo ridicolo appalto per il “direttore” della biblioteca di Marostica. Dal Zotto ci riprova dopo il fallimento della prima gara” dell’11/10/2016.

Digitiamo infine per questa prima carrellata Gianni Scettro. Troviamo al secondo posto “Le bugie di Gianni Scettro responsabile con Bertazzo e Bertacco del “biscotto” della piscina e con la Collicelli dell’appalto “truccato” del gas” del 07/01/2018.

E noi che ci impegniamo per la fama internazionale di Marostica con i suoi personaggi viventi, come e di più della Partita a Scacchi, non siamo ancora premiati da alcuna onorificenza della città di Marostica!

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

VALENTINO SCOMAZZON,VICE SINDACO DI MAROSTICA, SI È INFILATO DAL 2011 COME “BOSS” DELL’ATER.

Ma che cosa è l’Ater di Vicenza di cui Scomazzon è Presidente? È l’x Istituto delle case popolari. Gestisce un bel patrimonio con immobilizzazioni per 162 milioni nel 2018. Il valore della produzione è pari a circa 11 milioni di euro con un utile netto di 616mila. Il totale alloggi in locazione è di 4.214 con una morosità intorno al 4%. Andamento gestionale discreto, senz’altro però inferiore all’Ater di Padova.
Ovviamente costruisce, vende ed affitta alloggi popolari. Insomma una immobiliare per le persone a basso reddito. Ogni provincia del Veneto ha un’Ater.
I dipendenti sono 51 con due dirigenti. Il direttore è Ruggero Panozzo. Dal 21 febbraio 2011 troviamo al vertice sempre Scomazzon, che il 24 marzo dello stesso anno diventa pure presidente dell’Ater Veneto, uno strumento di coordinamento regionale. Nel 2012 nel Consiglio di amministrazione dell’Ater di Vicenza ci si era infilato anche il noto assessore alla (s)bilancio di Marostica Enzo Colosso, che poi è uscito. Probabilmente è lì che si sono conosciuti per poi costituire la “coppia” di “foresti” in Giunta per far “tanto bene” a Marostica.
Oggi il Consiglio dell’Ater è composto oltre che dal nostro Valentino, da Gilberto Trevisan (vice) e Ingrid Bianchi. Uno dei due è stato indicato dalla minoranza del Consiglio regionale. Il Consiglio dura in carica con la legislatura, essendo una nomina politica. La remunerazione del presidente è di 37.800€ e per i consiglieri di 12.000 €.
Il “padrino” politico per gli Ater veneti è l’assessore Lanzarin e si capisce tutto.

Certo che per il nostro “solo” geometra Scomazzon è un’ottima opportunità per essere dentro nel mercato immobiliare, non solo provinciale ma anche regionale per gli incarichi che ricopre dal 2011. Ed essere assessore, sempre del mattone, a Marostica serve, al di là del pseudo impegno sociale.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA MISTERIOSA NUOVA FERMATA PER IL BUS A MAROSTICA COSTA 150.000 EURO. UNA PRESA PER I FONDELLI.

Siamo attenti lettori dell’albo pretorio. Così scopriamo che la giunta il 30 aprile ha deliberato lo stanziamento di 150.000 euro per la nuova fermata del bus. Non ci sono indicazioni di località e progetto anche se la delibera rimanda ad allegati che non ci sono.
Leggiamo esattamente. La giunta delibera di:”Realizzare nuova fermata per autocorriere del trasporto pubblico e autobus turistici a Marostica” come redatto dall’Ing. Checchin Alessandro dipendente presso l’Area 3^ LL.PP. E Progettazione.

Continua così l’azione della Giunta Mozzo che se ne infischia di informare e chiedere il parere della gente e che dopo aver ristrutturato spendendo circa 250.000 euro la ex stazioncina FTV, mette in piedi un altro progetto con un ulteriore costo. Noi pensiamo che la misura sia veramente colma.

E Santini sta zitto?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

I “FORESTI” COMANDANO A MAROSTICA. SCOMAZZON DI MASON E COLOSSO DI VILLAVERLA. SIAMO ALLA FRUTTA.

Dopo la botta di Italia Nostra al progetto del nuovo ristorante al Castello Superiore, Valentino Scomazzon stenta a riprendersi, anche se ha fatto intervenire l’esperto di vini Matteo Mozzo all’occasione trasformatosi in “architetto” per giustificare il tutto.
Ma non si poteva discuterne prima in assemblea pubblica invitando vari esperti? Se come afferma Mozzo non esistono particolari vincoli urbanistici per il ristorante in quanto struttura recente, non andava a maggior ragione pensata una soluzione brillante? Magari con un concorso di idee? Invece ci si affida solo all’arch. Furlanetto. Per carità brava dipendente comunale, anche ad emettere fatture aggiuntive come professionista su lavori eseguiti come appunto dipendente comunale!

Il risultato del progetto non ha comunque una soluzione gradevole. Come rilevato da molti cittadini. Ma si sa ormai come viene gestito il Comune, soprattutto grazie ai “foresti”.
Scomazzon, geometra con studio a Mason, è da anni inserito in varie commissioni edilizie (prima a Nove poi a Mason), assessore alla “cementificazione” al primo Sindaco Bertazzo. Oggi di nuovo assessore. Insomma un vero “volontario” all’edilizia. Anche se qualche dubbio di forte interesse personale per la propria attività lo abbiamo. E poi dal 2006 è all’Ater, dove ha conosciuto il Colosso, pure lui in Consiglio di amministrazione per un po’ di tempo. Scomazzon è stato commissario straordinario fino 18/09/2018 e poi Presidente. È anche dal 2011 Presidente dell’Agenzia Regionale delle ATER del Veneto. Sempre restando geometra.

L’Ater di Vicenza ha ricavi nel 2018 per circa 11 milioni di euro con un utile di 616mila. La struttura ha 46 dipendenti di cui due dirigenti. Per il 2018 i compensi e rimborsi spese per il commissario straordinario sono stati 27.200€ e al presidente ed ai due consiglieri di amministrazione 14.585€.

Siamo adesso in attesa della progettazione definitiva del “minareto” – ascensore per accedere al ristorante del Castello Superiore. Suggeriamo all’entrata una degustazione di vini locali.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL MERITO DEL”SALVATAGGIO” DEL VENETO È DELLA SICILIANA DR.SSA FRANCESCA RUSSO E DI ZAIA

Francesca Russo, siciliana e medico igienista, è la responsabile della Direzione Prevenzione sicurezza alimentare e veterinaria della Regione Veneto.
Si legge sul sito della regione: “Competenze: coordinamento ed elaborazione dei sistemi di sorveglianza e prevenzione delle malattie infettive non prevedibili e prevedibili con vaccino”.
Infatti la Dr.ssa Russo il 31 gennaio, secondo le dichiarazioni di Zaia, prima quindi del 21 febbraio quando scoppia il caso a Vo’, presenta il piano “tamponi ed isolamento”. È quindi la “madre” del progetto di salvaguardia contro il corona virus, a cui la sera del 21 febbraio Zaia ordina l’applicazione con tamponi a tappeto a Vo’, contro anche la normativa nazionale. Rischia pure una denuncia per danno erariale. Tra l’altro le macchine per i tamponi c’erano già in ogni provincia, mancavano solo i reagenti sufficienti. Zaia fa mettere anche le tende termiche all’esterno degli ospedali in Veneto e chiude quello di Schiavonia. Il quarto giorno dopo Schiavonia erano stati fatti 6.000 tamponi e ci si accorge del pericolo dei portatori sani.
Il 3 marzo Zaia è chiamato dal prof. Crisanti che ha letto l’esperienza di Vo’, unica secondo lui al mondo, e gli chiede ulteriori 3000 tamponi a fine quarantena per chiudere l’esperienza di Vo’.
Zaia afferma “ho deciso io”. Noi gli crediamo perché Zaia è laureato in veterinaria e quindi decide avendo le competenze e conoscenze per capire la pericolosità dei virus.
Esempio del valore della conoscenza rispetto al ciarlatano politichese e di andare a festeggiare a Milano perché è solo una “semplice” influenza.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ZAIA CAPISCE AL VOLO IL VIROLOGO CRISANTI PERCHÉ LAUREATO IN SCIENZE DELLA PRODUZIONE ANIMALE ALL’UNIVERSITÀ DI UDINE. NON È UN PIRLA DELLA POLITICA.

Ci siamo chiesti perché Luca Zaia abbia reagito immediatamente alla telefonata del virologo Crisanti. Non per simpatia o ragioni politiche, ma perché laureato in Scienze della Produzione Animale presso la Facoltà di Medicina Veterinaria nell’Università di Udine.
Quindi Zaia conosce le malattie degli animali e sa cosa è un virus. Non è un laureato in politichese. Tra Zaia e Crisanti c’era la base di un linguaggio comune. Crisanti non ha dovuto fare al governatore una educazione su cosa è un virus, perché Zaia aveva fatto i suoi bravi esami all’università sulle malattie degli animali e quindi anche sui virus. E ne sapeva la estrema pericolosità. Non occorreva che telefonasse a Salvini.
Ecco un evidente esempio dell’importanza delle competenze. Un dialogo che poteva sembrare difficile con una telefonata si è semplificato attraverso una base culturale
comune.

Adesso sembra che Zaia sia il genio politico che capisce senza alcun tipo di conoscenza specifica.
Zaia invece prende le giuste decisioni perché ha una laurea in veterinaria, come la laurea in medicina per gli animali. Certamente la Lanzarin, assessore alla Sanità, con il diploma di interprete, mai avrebbe compreso la problematica e si sarebbe lasciata influenzare solo da ragioni politiche.

Bravo Zaia che hai utilizzato in eccellente modo le tue conoscenze universitarie. Dovresti però dirlo in modo da non essere scambiato per un mago o peggio ancora un ciarlatano fortunato. Il giusto modo per meritarsi la carriera politica con le competenze.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica