LA CORTE DEI CONTI BOCCIA IL VENETO: TRA GLI SPRECHI DELLA PEDEMONTANA, I BUCHI DELLE OLIMPIADI, LO SFREGIO DELL’AMBIENTE E I SOLDI ALLA SANITA’ PRIVATA
In principio era lo Zaiastan. Poi arrivò il salviniano Stefani, che, fedele devoto al principio d’inerzia, continuò la strada, accidentata, dal padre. L’analisi del bilancio della Corte dei Conti è impietosa.
E’ la politica del panem et circenses.
Eppure ci avevano detto che i GIOCHI OLIMPICI sarebbero stati a costo zero. La relazione della Corte dei Conti ci ricorda, invece, che la Fondazione Milano Cortina ha perdite per 176 milioni e debiti per 1 miliardo. Infatti nel nostro bilancio 152 milioni rimangono accantonati per far fronte ai debiti dei giochi e non potranno essere usati per i servizi dei veneti. Serviva proprio fare quella pista da bob che è costata 120 milioni di euro? Non si poteva utilizzare la pista di Innsbruck, come aveva suggerito il Comitato olimpico internazionale che invocava la sostenibilità sociale delle opere? E’ stata una follia questa grande opera, per uno sport praticato da 50 persone in Italia e che verrà quasi di sicuro dismessa a breve, visti i costi. Noi lo abbiamo detto per anni, ma Zaia cocciuto la volle. Noi adesso la paghiamo.
La Corte dei conti di ricorda il salasso della PEDEMONTANA, il più grande spreco di denaro pubblico della storia recente. Dovremo regalare 52 milioni al privato nel 2025. Questo, tuttavia, è solo l’inizio, perché quando il canone al privato supererà i 400 milioni l’anno perderemo più di 200 milioni. Soldi delle nostre tasse, soldi nostri, soldi sottratti alla sanità e alla salute dei veneti.
La destra ha trasformato il bellissimo paesaggio Veneto in una colata di cemento. Qui la Corte dei conti è chiarissima: “Le principali problematiche riguardano l’impermeabilizzazione del suolo, la frammentazione del territorio naturale e agricolo…l’efficienza delle reti idriche, la transizione energetica e la riduzione delle emissioni climalteranti”. Bocciati. Ricordo che se in Europa siamo al 4% del suolo consumato, in Italia al 7%, in Veneto quasi al 12%. Questa classe dirigente è totalmente e ottusamente insensibile alla tutela dell’ambiente, perché tutto deve essere sacrificato sull’altare della logica del profitto. Un giorno si accorgeranno che i schei non si mangiano e non ci consentono di respirare.
Uno dei più grandi intellettuali dei due secoli, Edgar Morin, prima di morire ha detto: “L’avventura umana è arrivata a una gigantesca crisi nella quale si gioca il nostro destino. La probabilità è a favore del peggio, ma non è ineluttabile. Anche l’improbabile e l’imprevedibile sono possibili. Sembra che Thanatos debba essere il vincitore. Ma, qualunque cosa accada, la nostra vita può avere senso prendendo le parti di Eros. E l’imperativo ecologico ci offre un’occasione ispirata per riuscirsi”. Questa destra tanatologica ha distrutto l’ambiente. Dobbiamo cambiare strada. L’amore per l’ambiente è l’amore pe la vita, l’amore per le generazioni future.
Infine, la Corte dei conti ci ha ricordato che metà dei fondi per diminuire le liste d’attesa sono finiti al privato. Questo, purtroppo lo sapevamo già. Peggiori in spesa in sanità privata. Urrà!
Grandi opere al posto dei servizi, con debiti che ci priveranno dei servizi anche in futuro. Distruzione dell’ambiente e privatizzazione della sanità. Evviva!
Osservatorio Economico Sociale di Marostica