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Autore archivio: admin

LE FREGNACCE DI XAUSA E CORTESE PER METTERSI SEMPRE IN MOSTRA CON I SOLDI DELL’OPERA PIA-VOLKSBANK. ANCHE PROMUOVENDO UNA RICERCA FATTA CON I PIEDI.

Ora Xausa e Cortese suonano la grancassa con una ricerca nel Bassanese sulle conseguenze sociali del Corona virus sempre a spese dell’Opera Pia-Fondazione Volksbank, i cui risultati sono stati pubblicati sul Corriere Veneto.

Qualsiasi ricerca sulle opinioni delle persone è fatta costruendo un “campione” che riproduca l’universo della popolazione in esame. Poi la dimensione del campione farà in modo di avere il minor errore possibile.
Ora il cosiddetto campione di Xausa e Cortese è composto di 379 persone tra i 19 e 65 anni, 31 tra i 65-74 anni e 45 oltre i 75 per un totale di 455 persone.
Il nostro bravo manuale di Ricerche di Marketing ci dice che un campione di quella dimensione ha un errore del 5-6%.
Ma è un campione quello di Xausa-Cortese? Nella ricerca si parla di ricerca fatta nella Pedemontana, senza specificare i comuni. Ritenendo la composizione demografica di Bassano simile a quella della Pedemontana, abbiamo che le persone della popolazione in esame, che escludono i giovani sotto i 18 anni, tra i 19-64 anni sono il 74%. mentre il “campione” ha l’83%. Anche per la fascia di età tra i 65-74 anni il “campione” ha il 7% mentre la popolazione è il 15%.
Inoltre la segmentazione è alquanto strana non considerando una divisione per fasce di età di almeno dieci anni e la % tra uomini e donne è errata in quanto appunto il cosiddetto campione ha 61% donne e 39% uomini, mentre Bassano ha 53% donne e 47% uomini.

I risultati della ricerca quindi sono non veritieri e rappresentano a questo punto solo una opinione di Xausa e Cortese, che non hanno evidentemente una conoscenza della statistica e che forse devono ancora capire il significato di “campione”.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

A 1.000 EURO AL MESE LA PISCINA COMUNALE DI MAROSTICA VA IN GESTIONE AI TRENTINI DELLA RARI NANTES VALSUGANA.

Sembra che arrivi un serio operatore nella gestione della piscina comunale: la Rari Nantes Valsugana, prima nella gara di appalto appena chiusa. Già gestisce le piscine di Pergine Valsugana, Levico Terme, Borgo Valsugana, Roncegno e Castel Ivano.

Non è certo un operatore che agisce nella logica di comprare piscine, ma sembrerebbe un ottimo gestore. A questo punto sarebbe da prendere in mano la relazione tecnica commissionata dal Comune, esaminarla con il nuovo gestore e veramente rendere la nostra piscina uno struttura ottimale e quindi un eccellente servizio per il cittadino. Anche ipotizzando la costruzione di una piscina esterna per l’estate, come auspicato nella relazione tecnica per avere una attività “estiva” ancora mancante, con anche un aumento di fatturato.
Sarà in grado questa Giunta di risolvere il problema dopo aver perso un sacco di tempo con il tentativo di vendita? Un tentativo semplicistico, se non furbesco con le modalità di segretezza con cui è stato condotto e poi miseramente fallito.

È fuori di testa pensare di vendere la piscina comunale che è un bene che deve restare della Comunità a disposizione dei cittadini. Va gestita bene, lasciando alle spalle le ere “manageriali” collegate al famoso e ridicolo project financing di Bertazzo & C.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

È RICONFERMATO NICOLA MINELLI COME MANAGER DEL DISTRETTO COMMERCIO DI MAROSTICA. È STATO L’UNICO CANDIDATO! MA DOVE È, DOPO DUE ANNI, UN PROGETTO DI MARKETING?

La Regione Veneto ha finanziato per 250.000 euro il Comune di Marostica per progetti finalizzati allo sviluppo del sistema commerciale. Tali finanziamenti vengono erogati a completamento dei progetti. C’è tempo fino all’11 novembre 2021, con possibilità di proroga di sei mesi per realizzare i progetti finanziati.

Ora apprendiamo che è stato rinnovato per altri due anni e per complessivi 48.000 euro l’incarico di manager del distretto a Nicola Minelli. Ed alla gara per la scelta del manager è stato l’unico candidato. Perché? Non è stata fatta una gara utilizzando magari delle società di consulenza? Ed il giudizio dell’attività di questi due anni è positivo?
Da parte nostra non abbiamo visto ancora alcuna presentazione di un progetto di marketing. Solo alcune sporadiche iniziative. Discutibili.

Nicola Minelli è pure manager di distretto del commercio a Schio e soprattutto consulente senior di Iscom group di Bologna, società che opera da anni nella consulenza e negli studi sul territorio in particolare nella formulazione di progetti di marketing territoriale e turistico.

Con 250.000 euro si può fare un bel progetto, ma occorrono le giuste competenze. Stiamo aspettando.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

PER VOLKSBANK UN MISERO 6 MILIONI DI UTILE NEL PRIMO SEMESTRE 2020, MA CONTRO UNA PERDITA DI 106 MILIONI LO SCORSO ANNO. IL PROBLEMA È LA QUALITÀ DEL CREDITO.

Che dire? Certo lo scorso anno Volksbank aveva dovuto mettere a perdita un avviamento di 99,6 milioni più una rettifica per crediti deteriorati di 57 milioni. Nel primo semestre 2020 rettifiche per l’avviamento non ce ne sono state e le rettifiche sui crediti sono quasi la metà pari a 30,5 milioni.

Il margine di intermediazione, cioè i veri ricavi di una banca, passa da 127 milioni a 130,9. Quindi con l’aumento di 4 milioni. Una situazione sostanzialmente stabile. Ora anche mantenendo i costi come lo scorso anno e sottratti ai ricavi, si ha un utile lordo di 8,9 milioni. Questa è oggi la situazione della Volksbank.

È quindi un bilancio che non riserva particolari sorprese ed evidenzia una bassa redditività sul capitale netto pari a circa l’1%, quando dovrebbe essere ben superiore, arrivando anche al 10%.

Ci siamo resi conto dall’esame del bilancio di questi ultimi anni, e dal confronto con altre banche, che il problema di Volksbank è la qualità e la remunerazione del credito, situazione che ha portato a continue perdite e criticità nell’utile.

Ora abbiamo un nuovo consiglio di amministrazione ed un nuovo direttore generale. Vedremo se e come migliorerà la situazione dopo anni veramente ballerini, con l’apporto non certo positivo anche di amministratori marosticensi eletti con i soliti parametri “politici” e non certamente di merito e professionali, ora per fortuna rimandati a casa.

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VERONA BOCCIA SEMPRE LA DISCESA ESTERNA DI PORTA BREGANZE. RAGGIUNTO L’ACCORDO CON IL PRIVATO PER LA SCALA INTERNA, SECONDO SCOMAZZON. LA SAGA SARÀ FINITA?

Le soluzioni per la salita/discesa del cammino di ronda da Porta Breganze sono
due. Una scala esterna sul Parcheggio Rimembranza o l’utilizzazione interna dell’edificio finto gotico merlato immediatamente all’interno della Porta facente del complesso ex Azzolin,ora di proprietà Volksbank.

Non si conoscono le intenzioni di Volksbank sull’intera area che andrebbe ristrutturata e valorizzata. Basta pensare che ci sono due torri restaurate con soldi pubblici che versano in grave stato di abbandono e deperimento. La terza torre è ingabbiata e non collassa in quanto è tenuta in piedi dalla soletta della vecchia fornace della ceramica Le Torri.

Ma Volksbank sembra, per intanto, aver dato l’ok per l’intervento per la costruzione interna della scala per accedere al cammino di ronda. Il problema con la Sovrintendenza di Verona sembrerebbe quindi risolto, dopo anni di bocciatura dei progetti di ristrutturazione della Porta con relativa scala esterna.

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IL SOLITO PROTAGONISMO ARROGANTE DI ROBERTO XAUSA. PER LUI SIAMO “SAPUTELLI”.

Nel dibattito su Marostica senza Censura sulla bocciatura del Sindaco di Roma per una ipotesi di un museo a Roma sul fascismo avevamo osservato: “perché la Germania non fa un museo sul nazismo?”.
A questo interrogativo ci risponde Xausa: “non voglio fare la parte del saputello con chi ha visitato oltre 150 Paesi del Mondo, ma ho avuto l’opportunità di visitare il Museo del Nazismo a Norimberga…. tutta la storia dall’inizio alla fine. Potrei tuttavia eccepire che la sezione dedicata all’Olocausto è decisamente insufficiente. Per fortuna la Città di Berlino ha colmato la lacuna con lo straordinario Museo progettato da Libeskind”.

È chiaro il tentativo di Xausa di usare il termine in senso spregiativo di “saputello” indirettamente nei nostri confronti per l’invidia di non aver visitato oltre 150 Paesi e non poter avere del mondo una visione piuttosto ampia.
Osserviamo però che il museo citato da Xausa si chiama “Centro di documentazione dell’area raduno del Partito Nazionalsocialista”. Ed il museo possiede una collezione permanente denominata “Fascino e terrore” ed approfondisce le cause, le connessioni e le conseguenze della tirannia nazionalsocialista nella società tedesca dell’epoca. In pratica attraverso la storia dei congressi del Partito Nazionalsocialista si illustra come la propaganda nazista manipolava la gente. Quindi il museo svolge una funzione “didattica” sul pericolo dell’ideologia del nazismo, tant’è che è molto visitato dalle scuole. E non è il Museo del Nazismo, nel senso dei fatti pratici dei delitti e dello sterminio.
Per quel che ci riguarda non siamo mai stati a Norimberga ed a Berlino solo per motivi di lavoro.
Anche il museo citato da Xausa a Berlino non è una novità, ma la ricostruzione del Museo ebraico di Berlino chiuso da Hitler nel 1938, ovviamente riaggiornato con le terribili vicende del nazismo.

Quindi per capire di quali aspetti la Germania affronta sul nazismo oggi basta andare su Wikipedia, l’enciclopedia “saputella”. E sono affrontati solo alcuni aspetti guardando soprattutto le cause, perché per il resto è meglio dimenticare. O basta leggere i numerosi libri al riguardo, ma non proprio fare dei musei.

Dobbiamo anche riconoscere ai tedeschi una lettura non ipocrita della loro recente storia. Visitando il Museo della Guerra a Tokyo invece abbiamo notato che i giapponesi ipocritamente giustificano anche oggi in qualche modo la loro guerra. Infatti il Giappone è visto come quasi il “liberatore” dell’Asia dal colonialismo europeo ed americano. Peccato che si siano subito dimenticati la “mission”, dimostrandosi peggiori dei colonialisti occidentali.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MOZZO DALLE STELLE ALLE STALLE CON LA MOZIONE PRO RITORNO DELLA PALA DI SANT’ANNA DI JACOPO DA BASSANO AL MUSEO DI BASSANO?

Sembrava che finalmente il Mozzo resuscitasse prendendo la parola nell’ultimo Consiglio Comunale con la presentazione di una “sua” mozione di appello per il ritorno della pala di Sant’Anna al Museo di Bassano. Era la parte finale di un noioso Consiglio Comunale dopo che il ragioniere “padano” Colosso aveva comunicato tutte le rettifiche dei conti (senza accennare ad eventuali prossimi buchi di bilancio) e il “muratore” Scomazzon si era messo in gara per i lavori vari fatti, soprattutto stradali, con il suo predecessore Capuzzo, che reagiva rivendicando il primato.

Non credevamo però alle nostre orecchie per quello che leggeva il Mozzo: richiesta della convenzione di Faro che introduce il concetto di “eredità del patrimonio culturale”. Cioè che la Pala di Sant’Anna da 64 anni a Bassano ormai fa parte della Storia culturale Bassanese indipendentemente dalla proprietà della Galleria dell’Accademia. Mai avevamo sentito il Mozzo parlare ad un simile livello.

Evidentemente tutti d’accordo in Consiglio Comunale, con dei distinguo. La Dalla Valle sottolinea la situazione imbarazzante dell’amministrazione comunale di Bassano, che non ha difeso il mantenimento della Pala in città. E propone di mettere la cultura al centro del rilancio del territorio. Sull’argomento Scettro chiede chiarimenti sul comportamento del Sindaco Pavan.
Santini, d’accordo sulla mozione, sottolinea però che di Cultura a Marostica non si parla più. L’unica che presenta una strana argomentazione è la Costa che afferma che alla Galleria dell’Accademia l’opera è più fruibile al pubblico che nel Museo di Bassano. Quindi vota la mozione, ma è perplessa. Forse non si rende conto che a Venezia quell’opera non avrà mai la valorizzazione che potrebbe avere a Bassano essendo uno dei tanti quadri famosi presenti. Magari se la maggior parte dei quadri di Jacopo fossero a Bassano! E questo attraverso il prestito temporaneo a rotazione potrebbe essere un vero programma di attività del Museo.

Ne è esempio a Possagno la Gipsoteca del Canova con oltre 50.000 visitatori all’anno. Ed è specifica sul Canova.

Successivamente il Mozzo spiega che la mozione è la fotocopia di quella approvata o in corso di approvazione dai Comuni del Bassanese. Non è quindi farina del suo sacco. È solo un adeguarsi agli altri. Ci eravamo illusi. Dalle stelle alle stalle.
A quando un vero assessore alla Cultura a Marostica?

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CHI È VERAMENTE MARA BIZZOTTO, LA MADRINA POLITICA DI MATTEO MOZZO. LA “MANDRAKE” DEL PARLAMENTO EUROPEO?

C’è lo siamo chiesti spesso: ma chi è questa Mara Bizzotto che sembra la “Mandrake” del Parlamento Europeo con una super attività e ben tre mandati? È fumo profumato o c’è dell’arrosto?

Nasce nel 1972, quindi ha 48 anni, ed ha un diploma di scuola superiore. Non si sa quale. Come professione mette, nelle striminzite informazioni che abbiamo reperito, funzionario pubblico. Cioè in pratica non ha mai seriamente lavorato. Infatti è da una vita in politica.
Comincia con la Lega nel 1994 ed è subito consigliere comunale a Rosa’. Poi passa in Provincia come assessore. Nel 2000 approda in Consiglio Regionale Veneto. Ma il salto lo fa nel 2009 quando viene eletta nel Parlamento Europeo. Nel sito del Parlamento non risulta disponibile alcun curriculum.
Di significativa notizia abbiamo trovato il viaggio di nozze in Nuova Zelanda ed Isole Cook nel 2011.
In Europa è membro della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale e fa parte della delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti.

Diciamo che la Bizzotto nella sua carriera politica non ha mai ricoperto un ruolo di amministratore pubblico di rilievo, come ad esempio Sindaco o Assessore regionale. E d’altra parte non ha una specifica formazione professionale se non quella “politica”.

Ma come fa a risultare tra i più attivi parlamentari europei? C’è una specie di abile furbata di comunicazione.
Il parlamentare europeo svolge la sua attività normale attraverso:
⁃ Contributi alla discussione in aula
⁃ Dichiarazioni di voto scritte
⁃ Interrogazioni con risposta scritta
⁃ Proposte di risoluzioni individuali

Ora le interrogazioni e le proposte da un punto di vista pratico non producono nulla, ma servono solo al punteggio individuale per essere classificati più “operativi” possibile. In realtà per il Parlamento sono un costo in quanto poi devono seguire un iter burocratico. Dovrebbero quindi essere veramente significative.

Ma per la Bizzotto sono importanti per diventare uno dei primi europarlamentari italiani per punteggio, senza però firmare una direttiva od un regolamento. Quindi solo quantità, per evidenziarsi, ma non qualità.
È una furba strategia di comunicazione per restare eternamente in politica e poi intervenire in zona Bassanese con il lancio di suoi candidati con la nomea di essere uno dei più attivi europarlamentari. È stato madrina con Finco e ora con Mozzo. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, basta appunto vedere anche il curriculum dei suoi protetti. Che poi replicano il suo comportamento. Vedi Finco con la Pavan.

Ma vogliamo concludere con le ultime iniziative della Bizzotto in Europa come degli esempi per chiarire meglio.

CONTRIBUTI ALLE DISCUSSIONI IN AULA
08/07 Discussione sulla presenza del programma di attività della Presidenza Tedesca.
16/06 la Cina comunista come l’impero del male del terzo millennio.

DICHIARAZIONI DI VOTO SCRITTE
10/07 Orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione.
Seguono nello stesso giorno altre 11 dichiarazioni scritte di voto.

PROPOSTE DI RISOLUZIONE INDIVIDUALI
14/07 …sulla tutela del patrimonio culturale e religioso di Hagia Sophia in Turchia

INTERROGAZIONI CON RISPOSTA SCRITTA
09/07 Valutazione da contagio Coronavirus
Lo stesso giorno vengono presentate altre due interrogazioni scritte.

Insomma l’attività della Bizzotto sembra una specie di “social” utilizzando il Parlamento per apparire appunto come la “Mandrake” europea. Ma in realtà conta veramente qualcosa ed ha autorevolezza o è solo un bel gioco ottimamente retribuito?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

Il CENTRO COMMERCIALE “LA PIAZZA DI MAROSTICA” con tutti i servizi: Comune, Posta, banca, biblioteca, fermata bus, parcheggio, ecc…tanti prodotti ed offerte. CI ANDREI SUBITO!

Non ci occorre molta fantasia per capire che la Piazza di Marostica può essere una ottima opportunità commerciale. Ha tutti i servizi oltre a ristoranti, pizzerie, pasticcerie, bar..una ampia scelta.
Come l’intelligente imprenditore di DuePunti Eventi che ha scoperto l’unicità della Piazza di Marostica come ottimale anfiteatro storico per eventi musicali, così la Piazza può essere un incredibile Centro Commerciale. E DuePunti Eventi ha fatto un sacco di soldi e avendo anche via libera dal Comune e dalla Pro Marostica.

Certo occorre una aggregazione di comunicazione dei vari negozi presenti anche attraverso un portale che illustri tutte le opportunità di acquisto con le relative offerte. L’unica realtà che fa comunicazione sui social ed abbastanza visibile è la Casa del Caffè di Maurizio Vedovello. Ma quando si maschera con il medaglione fa ridere.
E per stare con i tempi ci dovrebbe essere un portale per le vendite on line e la consegna dei prodotti a domicilio.
Mantenere una offerta commerciale in Piazza completamente disaggregata e senza alcuna comunicazione di prodotti in vendita e promozioni, vuol dire avere i giorni contati o comunque avviarsi alla marginalità. Ed ora arriva anche Famila! Ed i grandi gruppi sono già anche on line.
Il marchio “La Piazza di Marostica” può avere una immediata notorietà. Certo non è semplice costruire un portale abilitato alla vendita on line a cui partecipano più soggetti. Ma oggi tutto si può risolvere anche a costi contenuti. Il nostro blog informativo ne è un esempio.

Marostica in centro ha negozi alimentari di tutti i livelli, anche di alta gamma. Così pure nell’abbigliamento. Il tutto dovrebbe essere valorizzato al massimo.
Per non dire dei servizi tra cui il Comune e la Posta. Il tutto ben servito da parcheggi intorno alle Mura e da un auspicato ritorno della fermata del bus.

E chi scrive ha una notevole esperienza di marketing e ha girato il mondo (oltre 150 Paesi visitati). Marostica non può perdere occasioni di lavoro e crescita commerciale per colpa di quattro gatti ignoranti che in questi anni non hanno fatto che pensare da “limitati” ragionieri o geometri e hanno anche portato danni erariali non di poco conto o al massimo fare delle iniziative occasionali, senza alcuna visione strategica.

Ecco una ricerca di mercato che dovrebbe finanziare l’Opera Pia-Fondazione, facendo anche i veri interessi di Volksbank, senza dubbio aperta a sviluppare nuove modalità di business.

L’alternativa sarebbe quella fornire di fisarmonica e tamburo l’Accademia del Caffè della Cuman per la raccolta delle offerte per la Piazza dai turisti, al sabato ed alla domenica. Una specie di esercito della salvezza.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

ADESSO ALTRI 52.000 EURO PER I GIARDINI DI PORTA BASSANO DOPO I 150.000 EURO PER L’INUTILE FERMATA BUS. E NIENTE PER LA PISCINA ESTERNA O IL POLITEAMA.

Non c’è assolutamente alcuna logica. Un principio fondamentale quando si fanno degli investimenti pubblici, e non solo, è di completarli sempre quanto prima. E di farli funzionare nell’interesse dei cittadini.

La piscina è rimasta incompiuta, e lo dice una recente perizia tecnica commissionata dal Comune, in quanto non è stata realizzata la piscina esterna che garantirebbe continuità e ulteriore redditività di gestione e accesso a tutti i cittadini, soprattutto per quelli obbligati a restare a casa, durante la stagione estiva.
Si pensa di venderla e “sbolognare” il problema della gestione ad un privato. Ed invece di fare la piscina esterna si inventa la necessità di una fermata dei bus per 150.000 euro. Tra l’altro in una posizione scomoda e lontana dal centro.

Adesso si stanziano, con una recente delibera, 52.000 euro per i nuovi giardini a Porta Bassano. Un intervento assolutamente non urgente. O da fare con un bilancio senza buchi.

A quando invece la chiusura dei lavori del Politeama fermi da oltre dieci anni?

Sembra veramente uno spreco di denaro pubblico. A meno che non sia tutto un modo per mascherare la reale situazione di bilancio, come già fatto per coprire la perdita di 581.000 euro del 2019 rivalutando in modo ridicolo il valore delle Mura da zero a 5 milioni. Ma i soldi in cassa non possono essere sostituiti dai sassi.
Cioè in pratica si investe in “lustrini” invece che nelle reali necessità della Comunità come la piscina ed il cinema/teatro.

Insomma sono investimenti solo per tener in piedi la “carretta” comunale?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica