Mai Veneti sono diventati degli idioti?

LA CORTE DEI CONTI BOCCIA IL VENETO: TRA GLI SPRECHI DELLA PEDEMONTANA, I BUCHI DELLE OLIMPIADI, LO SFREGIO DELL’AMBIENTE E I SOLDI ALLA SANITA’ PRIVATA
In principio era lo Zaiastan. Poi arrivò il salviniano Stefani, che, fedele devoto al principio d’inerzia, continuò la strada, accidentata, dal padre. L’analisi del bilancio della Corte dei Conti è impietosa.
E’ la politica del panem et circenses.

Eppure ci avevano detto che i GIOCHI OLIMPICI sarebbero stati a costo zero. La relazione della Corte dei Conti ci ricorda, invece, che la Fondazione Milano Cortina ha perdite per 176 milioni e debiti per 1 miliardo. Infatti nel nostro bilancio 152 milioni rimangono accantonati per far fronte ai debiti dei giochi e non potranno essere usati per i servizi dei veneti. Serviva proprio fare quella pista da bob che è costata 120 milioni di euro? Non si poteva utilizzare la pista di Innsbruck, come aveva suggerito il Comitato olimpico internazionale che invocava la sostenibilità sociale delle opere? E’ stata una follia questa grande opera, per uno sport praticato da 50 persone in Italia e che verrà quasi di sicuro dismessa a breve, visti i costi. Noi lo abbiamo detto per anni, ma Zaia cocciuto la volle. Noi adesso la paghiamo.

La Corte dei conti di ricorda il salasso della PEDEMONTANA, il più grande spreco di denaro pubblico della storia recente. Dovremo regalare 52 milioni al privato nel 2025. Questo, tuttavia, è solo l’inizio, perché quando il canone al privato supererà i 400 milioni l’anno perderemo più di 200 milioni. Soldi delle nostre tasse, soldi nostri, soldi sottratti alla sanità e alla salute dei veneti.

La destra ha trasformato il bellissimo paesaggio Veneto in una colata di cemento. Qui la Corte dei conti è chiarissima: “Le principali problematiche riguardano l’impermeabilizzazione del suolo, la frammentazione del territorio naturale e agricolo…l’efficienza delle reti idriche, la transizione energetica e la riduzione delle emissioni climalteranti”. Bocciati. Ricordo che se in Europa siamo al 4% del suolo consumato, in Italia al 7%, in Veneto quasi al 12%. Questa classe dirigente è totalmente e ottusamente insensibile alla tutela dell’ambiente, perché tutto deve essere sacrificato sull’altare della logica del profitto. Un giorno si accorgeranno che i schei non si mangiano e non ci consentono di respirare.

Uno dei più grandi intellettuali dei due secoli, Edgar Morin, prima di morire ha detto: “L’avventura umana è arrivata a una gigantesca crisi nella quale si gioca il nostro destino. La probabilità è a favore del peggio, ma non è ineluttabile. Anche l’improbabile e l’imprevedibile sono possibili. Sembra che Thanatos debba essere il vincitore. Ma, qualunque cosa accada, la nostra vita può avere senso prendendo le parti di Eros. E l’imperativo ecologico ci offre un’occasione ispirata per riuscirsi”. Questa destra tanatologica ha distrutto l’ambiente. Dobbiamo cambiare strada. L’amore per l’ambiente è l’amore pe la vita, l’amore per le generazioni future.

Infine, la Corte dei conti ci ha ricordato che metà dei fondi per diminuire le liste d’attesa sono finiti al privato. Questo, purtroppo lo sapevamo già. Peggiori in spesa in sanità privata. Urrà!

Grandi opere al posto dei servizi, con debiti che ci priveranno dei servizi anche in futuro. Distruzione dell’ambiente e privatizzazione della sanità. Evviva!

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LA CAGNARA POLITICA DEL TRIBUNALE DI BASSANO

COSA NASCONDE LA GRANDE CAGNARA POLITICA PER RIAPRIRE IL TRIBUNALINO DI BASSANO? ERANO DEFICIENTI QUELLI CHE LO AVEVANO CANCELLATO NEL 2012?

Riportiamo alcuni stralci delle opinioni serie e credibili attorno all’incredibile massiccia manipolazione di politici scatenati, che sta avvenendo attorno al Tribunale di Bassano, e che a gran cassa con Finco & C. chiedono che venga resuscitato

“Operazione di facciata fuori dal tempo e da ogni realtà logica e organizzativa, che rappresenta il totale fallimento della programmazione e una preoccupante mancanza di visione strategica”. Questa la posizione ribadita dai presidenti degli Ordini degli avvocati di Vicenza, Padova e Treviso Alessandro Moscatelli, Francesco Rossi e Diego Casonato, nel corso della manifestazione contro l’apertura del Tribunale a Bassano del Grappa, svoltasi il 3 luglio nel piazzale dell’ingresso di quello vicentino.
Presenti anche il presidente del Tribunale di Vicenza Giuseppe Limitone, il procuratore Giorgio Falcone, magistrati e rappresentanti dell’Associazione nazionale magistrati, personale amministrativo, il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai e una quindicina di sindaci dell’Alto Vicentino e della cintura urbana, oltre a rappresentanti delle istituzioni.
“Aprire una nuova struttura – hanno detto concordemente i tre presidenti – significa penalizzare gli uffici giudiziari esistenti, perché gli organici verranno semplicemente sottratti a Vicenza, Padova, e Treviso. Infatti, per dotare Bassano del Grappa di un organico adeguato, tenuto conto della popolazione trasferita al nuovo circondario, in mancanza di dati disaggregati sui flussi per singolo comune (che non esistono), occorrerebbe sottrarre ai tribunali di Vicenza, Padova e Treviso rispettivamente il 33%, il 9% e il 20% dei magistrati giudicanti e il 29%, 1’11% e il 21% dei requirenti. Accadrà, quindi, che Tribunali già al collasso verranno privati delle pochissime risorse di cui dispongono per far sì che alcune di esse siano destinate al Tribunale di Bassano che, a sua volta, farà fatica a reperire gli organici di cui ha bisogno, perché non è detto che vi siano magistrati e personale amministrativo disponibili a trasferirsi nella nuova sede”.
“L’istituzione di un ottavo tribunale in Veneto – ha concluso Moscatelli, – è un’ipotesi lunare che contribuirà a frammentare ulteriormente il territorio, non favorirà un servizio di maggiore qualità e, tanto meno, porterà a migliorare la qualità delle decisioni. La nostra convinzione è che l’accorpamento e la centralizzazione favoriscano la specializzazione sia degli avvocati sia dei magistrati, contribuendo così a un sistema giudiziario più efficiente e a decisioni di qualità superiore. In tribunali con meno di 30 magistrati, come sarebbe quello di Bassano, non sono possibili né economie di scala né specializzazione”.

Ma riaprire piccole sedi quando già le grandi hanno difficoltà non è la strada giusta per la magistratura associata, che ha più volte anche negli incontri con il governo sottolineato che in questo modo si producono effetti diametralmente opposti in termini di efficienza del sistema giustizia. Argomentazioni ribadite in una nota della giunta esecutiva dell’Anm. Che sottolinea come “riaprire i piccoli tribunali significa adottare logiche di consenso clientelari e danneggiare ancora una volta l’efficienza della giustizia. La decisione del governo di riaprire le sezioni distaccate già soppresse nel 2012, è disarmante”.
“Mentre inquieta l’intenzione di aprire un tribunale – Bassano del Grappa – dinanzi alla cui incomprensibile istituzione gli stessi avvocati di Vicenza avevano chiesto di soprassedere. L’Associazione nazionale magistrati denuncia dunque “l’ennesimo spreco di risorse, che vanifica, come in un surreale gioco dell’oca, tutto lo sforzo profuso dai magistrati per offrire ai cittadini un servizio quanto più possibile efficiente e razionale e soprattutto rapido. Questa scelta rallenterà i tempi della giustizia e danneggerà la fiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

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IL COMUNE DI MAROSTICA SISTEMA L’IMU

IL COMUNE DI MAROSTICA NON HA INCASSATO CORRETTAMENTE L’IMU E HA PERSO SOLDI

Ai primi di giugno riceviamo comunicazione dall’ufficio tributi del Comune di Marostica che per anomalie riscontrate negli anni precedenti non possono inviarci il modello F24 precompilato per il pagamento. E noi chiediamo subito un incontro. Ma mai negli anni precedenti il Comune ci ha inviato l’F24 precompilato, ma è sempre stata cura del nostro commercialista preparare i versamenti. Ora il Comune ci chiede un bel po’ di soldini a conguaglio per gli ultimi 5 anni. Gli anni precedenti sono prescritti. Ma la vicenda delle variazioni catastali risale a circa venti anni fa ed il Comune non ha mai comunicato nulla. Ed il nostro commercialista con sede fuori provincia si è basato su quanto comunicato dall’Agenzia delle Entrate di Vicenza.
Ora è evidente che l’aria “organizzativa” in Comune di Marostica è cambiata ed è in atto una attenta verifica del pagamento IMU dei contribuenti. Certo che per quanto ci riguarda la variazione catastale è avvenuta circa 20 anni fa. Quindi per 20 anni non c’è stata alcuna verifica né tantomeno, soluzione più logica, l’invio in automatico dell’F24 all’utente.
Diciamo che essendo prescritto il pagamento oltre i 5 anni abbiamo recuperato un po’ di soldini per le cause intentate dal Mozzo. Tanto per consolarci dalle ignobili cause “temerarie”.

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LA MANO “SANTA” DELLA LEGA A MAROSTICA

LA MANO “SANTA” DEL CORRETTORE LEGHISTA DEL COMUNE DI MAROSTICA SU WIKIPEDIA: UNA BALLA SUL MUSEO DEGLI SCACCHI E FINALMENTE I PRIMI TRE SINDACI DI MAROSTICA INDICATI NEL 1945 DAL CLN, COMITATO DI LIBERAZIONE NAZIONALE, CON UN PICCOLO ERRORE

La pagina di Marostica di Wikipedia, la famosa enciclopedia on-line “costruita” con la collaborazione degli utenti, è stata recentemente modificata. Chiaramente con la supervisione della Lega di Marostica. E troviamo:
“Marostica (Maròstega in veneto[4][5]) è un comune italiano di 14 101 abitanti[1] della provincia di Vicenza in Veneto.
È nota in tutto il mondo per la partita a scacchi che si svolge con personaggi viventi nella piazza cittadina, ogni due anni (anni pari) nel secondo fine settimana di settembre: è una tradizione avviata nel 1923 e che si vuole ispirata ad un evento del 1454, sebbene non vi siano prove storiche. Per questa storica manifestazione la cittadina vicentina viene anche soprannominata “la città degli scacchi”. A Marostica si trova anche il primo e unico museo degli scacchi d’Italia, il Museo Internazionale degli Scacchi Giovanni Longo”.


Successivamente nel prospetto dei Sindaci:
1945
1945
Luigi Consolaro
Democrazia Cristiana
Sindaco

1945
1945
Domenico Passuello
PSIUP
Sindaco

1945

1945

Giovanni Battista Morello

Sindaco

1946
1950
Giovanni Volpato
Democrazia Cristiana
Sindaco

Nella parte descrittiva è stata inserita la “balla” che a Marostica ci sarebbe il primo e unico museo degli scacchi, ma non è vero perché:
“Il Museo Nazionale degli Scacchi di Mazara del Vallo è il primo e unico museo interamente dedicato al gioco degli scacchi in Italia, fondato nel 2011 su iniziativa dell’appassionato scacchista Nino Profera. Al suo interno accoglie una ricca e curiosa collezione di reperti: scacchiere e pezzi di ogni foggia, orologi da torneo meccanici e digitali, libri antichi e moderni, riviste, oggetti di collezionismo come francobolli e medaglie, oggettistica quotidiana a tema (cravatte, tazzine, penne) e una nutrita libreria visiva e multimediale.
Il museo, con una vocazione fortemente didattica e inclusiva, promuove iniziative per famiglie e bambini, come laboratori, tornei e visite guidate, all’interno di un ambiente dove il gioco diventa strumento di educazione, concentrazione e creatività.”

Quindi siamo ad una presa in giro anche con la intitolazione al fantomatico Giovanni Longo, che ha intortato il Sindaco Mozzo con la sua donazione per autocelebrarsi. Non esiste al mondo che un donatore si intitoli un museo.
La novità nell’aggiornamento dei Sindaci sono i nomi di Domenico Passuello socialista del PSIUP e di mio papà Giovanni Battista Morello. Del Passuello non conosciamo nulla e saremmo grati che qualcuno ne delineasse la figura. Di mio papà so che organizzò e rimase in carica fino alle elezioni del 1946. Non quindi fino al 1945. Era capitano degli alpini e fu internato in campo di concentramento per due anni rifiutando di aderire alla repubblica fantoccio di Mussolini.

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SOLDI A PALATE PER IL “CIMITERO DELLE SCACCHIERE”

ECCO LE CIFRE PAZZESCHE SPESE PER IL “MUSEO DEGLI SCACCHI” DI MAROSTICA, NOTO ANCHE COME “CIMITERO DELLE SCACCHIERE”

  1. Forniture per realizzazione dei percorsi orizzontali, verticali e dei percorsi museali 136.505,00 euro
  2. Lavori da fabbro per la realizzazione di opere in ferro 59.890,00 euro
  3. importo attuazione piani di sicurezza 2.978,19 euro
  4. fornitura e posa teche: lavori da arredatore per la realizzazione di teche per l’esposizione degli scacchi, lavori da vetraio per la realizzazione di vetri per la protezione delle grandi scacchiere esposte, inclusi oneri per la sicurezza (euro 559,78) 106.969,78 euro
  5. lavori da tinteggiatore per la preparazione delle pareti/pedane e la loro tinteggiatura inclusi oneri per la sicurezza (euro 80,00) 14.563,70 euro
  6. lavori da parquettista per la realizzazione di pavimento in parquet della pedana sala di ingresso inclusi oneri per la sicurezza (euro 80,00) 5.525,00 euro
  7. lavori da impresa edile per la modifica della rampa in marmo esterna al castello, lavori di rimozione della rampa esistente nella sala di ingresso e dei serramenti non necessari inclusi oneri per la sicurezza (euro 200,00) 14.300,00 euro
  8. fornitura e posa di tende per l’oscuramento della zona scacchiera gigante inclusi oneri per la sicurezza (euro 40,00) 3.340,00 euro
  9. fornitura e posa televisori inclusi oneri per la sicurezza (euro 40,00) 5.760,00 euro
  10. lavori da elettricista per la realizzazione dell’impianto elettrico, per i corpi illuminanti, televisioni, impianto dati e programmazione inclusi oneri per la sicurezza (euro 494,80) 87.494,80 euro
    11.allestimento/trasloco/assicurazione 20.000,00 euro
  11. accessibilità percorsi: pannelli e targhe informative 24.000,00 euro
  12. accessibilità punto informativo e percorsi (formazione, sito internet, segnaletica) 26.557,38 euro
  13. imprevisti, secondo quanto precisato al comma 2 euro 13.574,24
  14. spese tecniche relative alla progettazione, alle attività preliminari, ivi compreso l’eventuale monitoraggio di parametri necessari ai fini della progettazione ove pertinente, al coordinamento della sicurezza in fase di progettazione, alle conferenze dei servizi, alla direzione lavori e al coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione, all’assistenza giornaliera e contabilità, all’incentivo di cui all’articolo 45 del codice, nella misura corrispondente alle prestazioni che dovranno essere svolte dal personale dipendente, inclusi gli oneri previdenziali euro 25.000,00
  15. Incentivo di cui all’art. 45, comma 3, del D.lgs. 36/2023 3.189,97 euro
  16. Incentivo di cui all’art. 45, comma 5, del D.lgs. 36/2023 797,49 euro
  17. IVA ed eventuali altre imposte (da e1.1 a e1.10) 67.872,35 euro
  18. Iva 22% sui lavori a base d’appalto 43.862,10 euro
  19. Iva 22% su e8 e 18.1 euro 5.500,00
  20. Contributo A.N.A.C. 320,00 euro
    TOTALE 668.000,00 EURO
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CULTURA MAROSTICA CON IL MATTEO MOZZO

MATTEO MOZZO “PONTIFICA” SULLA REALTA’ CULTURALE DI MAROSTICA. MA NON CONOSCE UNA MINCHIA E HA DILEGGIATO A LIVELLO NAZIONALE LA CITTA’ CON LA CENSURA AL CINEFORUM

Ecco apparire il nuovo numero del semestrale CULTURA MAROSTICA reperibile sul sito del Comune e non poteva mancare l’introduzione del Mozzo.
Il Sindaco pro-tempore parte sul fatto che finalmente si è conclusa la vicenda del Politeama con la sua inaugurazione dopo decenni di attesa dalla posa della prima pietra da parte dell’allora Sindaco Bertazzo. Ovviamente niente da dire: era ora. Marostica sfigurava completamente rispetto alle altre cittadine non avendo un teatro.
Ma sull’esaltazione per il fantomatico Museo degli Scacchi, costato un occhio della testa, vien proprio da ridere. È una realtà avulsa dalla città e dedicata ad un furbo lombardo venditore di sé stesso che aveva le scacchiere in casa e cercava dove rifilarle. Non è stata fatta alcuna consultazione a parte i soliti leghisti locali e le vere associazioni culturali sono state spedite, senza essere consultate, al Castello Superiore per cambiar aria, e forse per non rompere i coglioni, col risultato del crollo di visitatori rispetto alla situazione precedente. Per una decisione del genere normalmente si crea un gruppo di lavoro. Invece tutto è stato deciso dalla fantomatica Lega di Marostica con la maggioranza di geometri.
Poi lo scritto del Mozzo va sul religioso, ricordando gli 800 anni dalla morte di Francesco d’Assisi ed il centenario della Parrocchia di Sant’Antonio Abate. Non mancano infine i ringraziamenti a quanti operano nelle attività culturali a Marostica. Peccato che il Mozzo si sia dimenticato della Prof. Laura Dinale, fatta fuori da Presidente del Comitato della Biblioteca, farneticando che erano arrivati i comunisti, quando invece era stata attualizzata la cultura di oggi con un eccellente cineforum, e basta vedere il grande successo avuto con le proiezioni a Nove, guardando anche la vita dei Palestinesi, espulsi dalla loro terra dai nuovi illegali conquistatori, i coloni ebrei.
Ovviamente anche noi siamo fuori dalla cultura del Mozzo anche se rappresentiamo un interessante uso dei social con 3.800 iscritti e ad oggi 2.000 lettori giornalieri. Non per niente abbiamo insegnato Comunicazione all’Università di Udine. L’unica azione contro di noi non sono stati il dibattito e la replica, ma le querele. Il che è tutto dire. Insomma proprio da vergognarsi.

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QUANDO E’ ASSOCIAZIONE A DELINQUERE?

ASSOCIAZIONE A DELINQUERE TRA POLITICI E TECNICI PER L’APPALTO TRUCCATO DEL GAS A MAROSTICA?

“Giornali e TV parlano spesso di associazione a delinquere ed erroneamente si pensa che questa si configuri solo all’interno di gruppi malavitosi, mafiosi e di criminalità organizzata. In realtà l’associazione a delinquere è un reato comune, il che significa che chiunque può esserne il soggetto attivo, associandosi con tre o più individui per commettere reati. Anche un gruppo di persone incensurate può, quindi, dar vita ad un’associazione a delinquere.
A che questa si configuri, però, occorrono dei requisiti essenziali:
· Pluralità di persone: gli individui del gruppo devono necessariamente essere tre o più. Due persone che si organizzano per commettere un reato non sono un’associazione a delinquere.
· Un numero indeterminato di delitti: a che si configuri questo specifico reato, i delitti commessi dal gruppo formatosi devono essere molteplici.
· Stabilità del vincolo associativo: l’unione del gruppo deve perdurare ben oltre il primo delitto. L’accordo associativo deve essere stabile e volto a commettere più delitti.
L’elemento soggettivo è il dolo specifico, la volontà cioè di far parte del gruppo al fine di commettere atti illeciti. Il bene giuridico tutelato è l’ordine pubblico che, a prescindere dalla reale esecuzione dei reati, viene messo in pericolo già con la sola esistenza di un’associazione a delinquere”.

Il dubbio sinceramente ci era sorto leggendo due delibere del Consiglio Comunale. La prima del 29/11/2009 con Sindaco Gianni Scettro in cui si approvava la arbitraria valorizzazione dell’impianto del gas da indennizzare a Italgas in 3.015.976,30 euro invece dei 4.250.000 richiesti giustamente da Italgas. Gli unici astenuti sono Bertacco, Maroso, Zampese. Zanforlin e Marchiorato. La seconda del 14/11/2013 con Sindaco Marica Dalla Valle che approva l’ulteriore pagamento di 910.000 euro ad Italgas per chiudere la vicenda, pagamento che viene giustificato in Consiglio Comunale con la falsa dichiarazione che la normativa è cambiata. Non è vero in quanto le norme ribadiscono che l’allacciamento finale già pagato dall’utente non può essere ulteriormente pagato in quanto costituirebbe un illecito arricchimento.
Ovviamente c’è una combutta tra alcuni tecnici comunali, perito, Sindaco e la maggioranza dei politici, alcuni riteniamo abbindolati dal fumoso “tecnicismo”. Ovviamente al gruppo si sono aggiunti da alcuni anni e con sete di vendetta recentemente con la denuncia “civile” anche Matteo Mozzo con la sua Giunta per cercare di coprire ancora una volta la faccenda e addirittura chiedendoci i danni.
Ma pur essendoci un gruppo che delinque, non si può considerare una associazione a delinquere perché come si legge sopra il fatto è unico. L’associazione a delinquere scatta con più fatti.

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“L’AMMORTAMENTO” QUERELA DI ENZO COLOSSO

L’ASSESSORE AL BILANCIO DI MAROSTICA ENZO COLOSSO CI DENUNCIA PER L’ “AMMORTAMENTO” CHE CREA IL BUCO DI BILANCIO. PROCESSO A SETTEMBRE

“L’ammortamento è un procedimento contabile che permette di distribuire il costo di beni durevoli (immobilizzazioni) su più esercizi, in conformità con il principio di competenza economica. Questo principio stabilisce che i costi devono essere imputati al conto economico nel periodo in cui i relativi benefici economici vengono realizzati”.
La perdita economica di esercizio nel 2022 del Comune di Marostica è di -264.572,81 euro. Il bilancio è approvato il 27/04/2023 poco prima delle elezioni con l’assenza di tutti i consiglieri comunali di minoranza. Quindi senza alcun dibattito.
Ora la perdita economica è un buco di bilancio, anche se il Colosso non lo vuole ammettere e ci denuncia, perché dice che ci sono 887.854 euro in cassa da spendere. Il che appunto non dice nulla della gestione. È solo una questione di liquidità.
Il conto economico infatti tiene conto di tutti i costi, anche degli ammortamenti. E facendo una analisi attenta degli ammortamenti, cosa che il Colosso è ben lungi dal fare, nel 2022 l’incidenza degli ammortamenti è pari al 15,4% sul totale dei componenti positivi della gestione. Il che significa che nel caso di investimenti non utilizzati o non producenti reddito si crea un costo che il Comune sostiene senza alcun beneficio. Anzi c’è il rischio, aumentando gli ammortamenti, di creare un sempre maggior buco di bilancio, perché ripetiamo gli ammortamenti sono un costo.
Insomma la politica degli investimenti non può essere un generico slogan elettorale come Il Mozzo ha fatto in questi ultimi anni, altrimenti ci troviamo come esempi una follia di 700.000 euro spesi per il cimitero delle scacchiere, 450.000 euro per una mensa a San Luca per una scuola che chiuderà, 250.000 euro per una fermata del bus priva di servizi, adatta per cucinarsi d’estate e fuori mano, oltre 1.000.000 euro per il Castello superiore da anni inutilizzato e mai messo a frutto come era prima della ristrutturazione, ecc. Da aggiungere poi i costi vivi per la manutenzione degli investimenti. L’unico investimento chiuso positivamente dopo decenni dall’avvio è il Politeama, come è stato fatto cogliendo l’opportunità di un finanziamento specifico.
Noi comunque continuiamo la nostra battaglia di informazione e di opinione professionale in modo che tutti i cittadini prendano coscienza che la delega politica non può essere in bianco e senza un rigoroso controllo di ciò che viene fatto. E le querele, dato il sistema di privilegio che hanno i politici con cariche istituzionali di farsele pagare dai cittadini, sono un’arma di ricatto totalmente antidemocratica per far zittire i cittadini che pensano con la propria testa. Ma noi non molleremo mai e arriverà il momento che il Comune di Marostica ci rimborserà, con gli interessi, tutti i soldi da noi spesi.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

FACEBOOK CI ONORA, IL MOZZO CI DENUNCIA

FACEBOOK RICONOSCE IL NOSTRO LAVORO E VENIAMO PREMIATI CON UN PAGAMENTO MENSILE ALLA FACCIA DEL SINDACO MOZZO CHE CI QUERELA!

Evidentemente la nostra pagina fb è attentamente monitorata da Facebook che più volte si è congratulato per i nostri risultati e spronati a proseguire. Tra l’altro non ha mai avuto nulla da ridire sull’uso del linguaggio da noi adoperato, preso dalla nostra esperienza di comunicazione aziendale. Ora, e non lo sapevamo, a sua discrezione ci premia con un compenso liquidato mensilmente, crediamo associato al numero di lettori che la nostra pagina fb procura.
A noi va benissimo qualsiasi sia la cifra dato che l’avvocato per le querele comunque ce lo dobbiamo pagare noi, mentre quello del Mozzo lo pagano i cittadini di Marostica senza mai protestare: per l’ultima causa civile contro di noi sono stati stanziati dalla Giunta di Marostica ben 12.000 euro. Una follia!

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