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Autore archivio: admin

A BASSANO, “RESISTERE” UNA GRANDE INIZIATIVA CULTURALE DELLA LIBRERIA PALAZZO ROBERTI. MA COME LA METTIAMO COL ROTARY?

L’altra sera siamo stati al dibattito “Innovare per crescere”. Solito pienone di pubblico con interessante dibattito tra i relatori Roger Abravanel, noto manager con il suo ultimo libro “Arstocrazia 2.0. Una nuova élite per salvare l’Italia” e Sebastiano Barisoni, vice direttore esecutivo di Radio24, la radio di Confindustria.
Il tutto verteva sul fatto che la nuova economia può solo nascere con eccellenti università ed una selezione nel privato e nel pubblico che si basi sulla meritocrazia. Temi di una attualità estrema perché il momento in essere non è di crisi momentanea, ma di rivoluzione economica con il web.

E all’incontro hanno partecipato molti amici rotariani. Alla fine con uno di questi abbiamo avuto un’interessante scambio di idee. Avevo iniziato affermando la condivisione dei contenuti del dibattito e citando l’esperienza innovativa nel campo dell’informazione apportata a Marostica con il blog e la pagina fb Marostica senza Censura. Esperienza con un notevole risultato di lettori. Ho continuato dicendo che mi sarei aspettato un riconoscimento da parte della “cultura” marosticense. Non certo l’ostracismo e le querele. La risposta del Socio mi ha convinto della distanza tra teoria e pratica. Era assolutamente contrario al modo in cui facciamo informazione in cui accanto ai fatti si mette il nome e cognome. Particolarmente se le persone citate appartenevano al Club Rotary. Questo per mantenere “l’armonia” tra i rotariani. La mia obiezione era che non avevo mai toccato la “professione” del rotariano (e si diventa rotariani in base ad una eccellenza professionale), ma invece le prese di posizione “politiche”. Ed era un mio diritto esprimere le mie opinioni, che ovviamente non erano condivise. E il caso citato era quello di Roberto Xausa. Nella sua professione di architetto ha senza dubbio ottenuto eccellenti risultati. Ma nella sua attività “politica” va e deve essere criticato pubblicamente. Noi in particolare abbiamo più volte sostenuto che la Fondazione Banca Popolare di Marostica-Volksbank è una Opera Pia come tante, non utile alla comunità, ed è un vantaggio per gli amministratori in termini di parcella e “potere” locale. Infatti se andava fatta una attività innovativa era quella di promozione culturale attraverso borse di studio per studenti universitari. Magari anche con una apposita commissione che seguisse il percorso universitario del borsista. Un’azione che è la garanzia del futuro della Comunità. Per noi è quindi una grande occasione persa con nomi e cognomi dei responsabili.
Ora che ci venga raccomandato un silenzio complice per Club di appartenenza è in netto contrasto con l’essere d’accordo con i contenuti di un dibattito appena ascoltato. È appunto il contrasto tra il dire ed il fare. La solita italiana ambiguità. Il problema della nostra cultura che privilegia il silenzio ed il compromesso invece del dibattito per trovare una soluzione utile e condivisa.

D’altra parte una corretta, e di successo, informazione parte dalla conoscenza dei fatti con nomi e cognomi. Noi su questo non ci muoviamo, anche se ci ha creato e crea difficoltà personali.

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CHIARA LUISETTO, NOTA POLITICA MA INUTILE PASSACARTE DELL’OGD TERRE VICENTINE. MA CHE C’ENTRANO BASSANO E MAROSTICA CON VICENZA?

Le Organizzazioni di Gestione della Destinazione (O.G.D.) sono gli organismi costituiti a livello territoriale ai sensi dell’art. 9 della l.r. n. 11/2013 da soggetti pubblici e privati per la gestione integrata delle destinazioni turistiche del Veneto e la realizzazione unitaria delle funzioni di informazione, accoglienza turistica, promozione
e commercializzazione dell’offerta turistica di ciascuna destinazione. Ora troviamo Bassano e Marostica aggregate a Vicenza, quando dovrebbero essere aggregate a Pedemontana Veneta e Colli con appunto tutti i comuni del nord vicentino.
C’è anche il fatto che il progetto presentato nel 2016 a firma Chiara Luisetto per Terre Vicentine, come consigliere delegato della Provincia, ed elaborato da Vicenzae’, è semplicemente ridicolo, mentre il progetto per Pedemontana Veneta e Colli firmato dall’Università di Venezia Ca’ Foscari è ben fatto ed include ovviamente Bassano e Marostica. Naturalmente progetto rimasto finora lettera morta, non operativo, in attesa di spiluccare altri soldi dalla Regione con la solita politica del carciofo.

Infatti mentre il progetto presentato dalla Luisetto è semplicemente un elenco di offerte turistiche, quello di Pedemontana Veneta entra nel merito utilizzando i dati di PaesiOnLine.it, secondo portale di informazione turistica in Italia, Booking e Tripadvisor, siti di prenotazioni alberghiere che anche raccolgono il parere dei clienti, informazione indispensabile per un progetto di marketing turistico.

È evidente che nel campo turistico in regione Veneto regna la confusione più totale con impostazione di progetti tra di loro contrastanti, invece di avere uno schema unico, e finanziamenti a pioggia dissociati da una logica operativa. Ne è stato esempio in zona la fantomatica attività di Territori del Brenta.

Ma cosa dice l’analisi dell’Università di Venezia che riteniamo ancora attuale?
In pratica oltre ad affrontare l’offerta turistica analizza la situazione dei flussi turistici. Pedemontana nel 2014 rappresenta il 4,7% degli arrivi in Veneto con una presenza media di 2,4 notti rispetto a 3,8 per il Veneto. Gli arrivi rispetto all’anno precedente sono però cresciuti del 5,7% rispetto ad un 1,74% della regione.
I turisti sono per il 56,6% dall’Italia, per il 33,7% dall’Europa e per il 9,7% dai Paesi extra-europei. Il 79,3% utilizza gli alberghi.

La Pedemontana è consigliata in ordine di preferenza per la gastronomia, una vacanza a contatto con la natura e per la cultura e l’arte.
Le località più popolari in ordine espresso sono Bassano, Asolo, Vittorio Veneto e Marostica. Quelle più apprezzate sono in ordine Arqua’ Petrarca, Bassano, Asolo, Vittorio Veneto e Marostica.
Le tabelle allegate riportano poi le motivazioni per una visita con anche la prima attrazione.
Infine abbiamo il giudizio sulle strutture ricettive.

La sintesi finale del rapporto si articola in punti di forza e debolezza. È evidente che non esiste una identità turistica Pedemontana e che il nome è, per ora, associato all’autostrada. Quindi non c’è un posizionamento di zona, se non quello di singole località.
Il territorio collinare diventa però veicolo identificativo riconoscibile all’interno dell’offerta turistica del Veneto.
Il territorio inoltre presenta un patrimonio architettonico e storico ricco e diversificato con la presenza di capolavori riconosciuti internazionalmente. Punto forte è poi la presenza di prodotti enogastronomici d’eccellenza.
Infine sono presenti numerosi percorsi di cicloturismo e soft trekking collegati anche con i grandi circuiti internazionali.

Chiara Luisetto ti invitiamo a sorridere di meno, a lavorare molto più seriamente ed a non firmare documenti se non hai le giuste competenze per valutarli. E muoviti per dare la giusta collocazione di Bassano e Marostica nella Pedemontana Veneta e Colli in accordo con i Sindaci “dormienti” Pavan e Mozzo.

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TURISMO E MARKETING, DOPO IL FUNERALE DI TERRITORI DEL BRENTA. NUOVE OPPORTUNITÀ PER BASSANO, MAROSTICA, ECC.?

Quando il venditore di pubblicità sulle tv di Berlusconi mi veniva a trovare per convincermi a fare pubblicità, aveva con se’ numeri, dati, statistiche. Mi presentava il target dei consumatori delle pellicole Fujifilm e poi il profilo degli ascoltatori delle trasmissioni dove suggeriva di mettere pubblicità. Evidentemente target e profilo dovevano coincidere. Le tv commerciali hanno avuto successo perché facevano marketing, mentre la Rai dormiva.

Il marketing non supportato da numeri è solo tante chiacchiere come in questi anni hanno fatto quelli di Territori del Brenta, ben ammanicati con alcuni politici locali, sprecando, per non dire altro, una bella quantità di soldi pubblici. E vendendo tanto fumo. Usando anche un linguaggio dei finti competenti, che fa ridere quelli veri.

Quando ci avevano invitati all’inizio della storia, sembravano partiti con il piede giusto. Si era fatto un brain storming con una trentina di “esperti” per conoscere quali erano gli interessi turistici della zona. Inizio di un piano di marketing. A seguire andava elaborato un questionario da sottoporre ad un campione di “turisti”. Per definire appunto target attuale ed interessi. Invece poi tutto è finito in “soppressa e fasoi” con incontri anche culinari, show pseudo politici di vari personaggi e gite “culturali” per gli eletti. Insomma una farsa che nulla ha a che vedere con il marketing, che ripetiamo è interpretazione di numeri.
Alle nostre osservazioni ci hanno perfino querelato, perdendo la causa e pure ridicolizzati dal Giudice che ha pure trovato “divertenti” le nostre considerazioni, in linea con l’art. 21 della Costituzione Italiana.

Ora Territori del Brenta è, come d’altra parte prevedibile, arrivata al capolinea con i suoi personaggi, che sembrerebbero esperti di marketing perché alcuni gestiscono Hotel, ma probabilmente non si sono mai mossi da dietro la cassa del banco. Infatti la loro proposta di progetto di marketing turistico è stata sonoramente bocciata da tutti. Senza possibilità di appello. E si sentono traditi. Ma era chiaro: di pratico fino ad ora non hanno presentato nulla dimostrando totale assenza di competenze.

Ora c’è l’intervento pubblico che sembrerebbe voler prendere in mano le redini. E qui occorre trovare appunto le competenze giuste per impostare e realizzare il progetto che indubbiamente deve essere di area. E capofila-promotore giustamente deve essere Bassano. Ma la politica sarà in grado di farlo? Eppure sembrerebbe piuttosto banale con le opportunità turistiche che il comprensorio offre. E con i soldi della Regione disponibili. Insomma sembrerebbe che due più due dovrebbe fare quattro. Ma ci si vuole ancora sparare sui cosiddetti, buttando i “schei” dei cittadini in operazioni fasulle? La politica è imprevedibile. Ma noi speriamo proprio di no.

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NUOVO GIARDINO SPARGI CENERI AL CIMITERO DI MAROSTICA.

‘It’s showtime!’

La Cooperativa Beta di Bussolengo (VR), che gestisce il cimitero, ha presentato il progetto di ampliamento del cimitero di Marostica con la realizzazione del giardino spargi ceneri.
La Giunta comunale all’unanimità ha approvato la spesa di 47.000 euro.
Avremo quindi un bel giardino dove ricchi e povere staranno insieme tornando polvere dopo una vita più o meno godereccia. Almeno è l’augurio.

Ovviamente alla delibera ha dato il visto di conformità a leggi, statuto e regolamenti il Vice Segretario comunale Dal Zotto Gabriele che ha partecipato alla seduta di Giunta.

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E VADO IN BOLIVIA IN MEZZO ALL’IMMONDEZZA DI LA PAZ. MA LA STRADA È LUNGA PERCHÉ VIVIAMO NEL “PIANETA DEI RIFIUTI”.

18 mesi di lavoro, per un ricercatore universitario laureato in ingegneria dell’Ambiente, in Bolivia a La Paz, con borsa di studio patrocinata dal Rotary Castelli (Bassano – Marostica), non sono pochi per capire in che abisso la nostra Terra sta precipitando invasa dai rifiuti, soprattutto in Paesi che non riciclano nulla. Solo grandi discariche. Tutto è ormai inquinato: l’aria che respiriamo e la terra su cui camminiamo. In Italia si cerca di mascherare il problema (avete mai sentito parlare seriamente Zaia del problema ambientale?), ma in Paesi in cui non ci sono leggi rigorose per la difesa del suolo e dell’aria, l’inquinamento è spesso di una evidenza sconcertante. Immondizia dappertutto, nessuna raccolta differenziata, laghi e fiumi inquinati. Odori nauseabondi. Anche città abbandonate come Flint nel Michigan (Stati Uniti) avvelenata dal piombo delle industrie automobilistiche.

E l’ing. Navarro Ferronato ha toccato con mano come i rifiuti non sono un problema di un singolo paese, ma una realtà che coinvolge l’intero pianeta. E occorre intervenire drasticamente. E non ci si può fermare con una visione locale. Perché i rifiuti inquinano tutto pianeta. Di qui il libro del ricercatore dal titolo “Il Pianeta dei Rifiuti”. Ed è stato interessante l’apporto personale di due Soci del Club Rotary Castelli, Bruno Bertacco,architetto proponente della pubblicazione e Francesco Fontana, imprenditore e componente della Commissione Economia Circolare dello Strategic Advisory Body on Environment (SABE).

Certo che “il ventesimo secolo si è caratterizzato per essere stato un periodo di sorprendenti scoperte, di grandi avvenimenti e rivoluzioni scientifiche. La vita umana ha subito cambiamenti radicali. Si è passati dal periodo post-bellico, al primo allunaggio della storia, fino alle telecomunicazioni intelligenti ed al computer. Una miriade di cambiamenti. Insieme alle nuove prospettive di sviluppo, il ventesimo secolo ha anche visto l’insorgere di una quantità rilevante di problemi sociali, economici ed ambientali, sconosciuti alle precedenti generazioni. Uno di questi è la produzione di rifiuti”. Lo sviluppo di nuovi materiali quali le plastiche, la gomma e gli acciai, divenuti di uso quotidiano “hanno permesso di costruire prodotti molto più complessi, i quali hanno consentito di migliorare lo stile ed il tenore di vita delle persone, tanto nelle nostre case, quanto nelle industrie, negli ospedali, nel campo dell’istruzione e della conservazione dei cibi. Ciò nonostante, nel momento in cui i prodotti esauriscono la loro funzione ed utilità, essi diventano materiale di scarto.”
Inoltre “siamo sempre più incentivati a consumare beni usa e getta, con una vita utile anche inferiore al minuto. Basta pensare al semplice sacchetto del pane, al tovagliolo di carta, al filo interdentale, all’involucro delle merendine, alla confezione del nuovo telefono…Tutto diviene scarto in un lasso di tempo breve”.
“Di qui nasce la definizione di sostenibilità e la necessità di introdurre azioni e principi volti allo sviluppo “sostenibile”, inteso come la continua crescita dell’essere umano rispettando le generazioni future, le quali devono avere le stesse possibilità delle generazioni presenti, in termini di qualità dell’ambiente, disponibilità di risorse e crescita economica.”

Ultima considerazione. Il libro di Ferronato mi riporta agli anni universitari del ‘68 quando come studenti di Chimica fummo promotori di un corso sulle conseguenze medico ambientali delle sostanze chimiche, che noi “allegramente” sperimentavamo, e promotori di un laboratorio sulla nocività ambientale. Il Corso era tenuto da un docente di Medicina del Lavoro. E sono passati tanti anni ed un serio approccio ambientale ancora non c’è.

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TUTTI A RINGRAZIARSI VICENDEVOLMENTE: MA CHI SE NE FREGA! È STATO COMUNQUE UN BEL CONVEGNO PERÒ NON PROMOSSO IN MODO ADEGUATO.

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La ripresa dell’attività della Consulta fra le Associazioni della Biblioteca è partita con un ricco programma che va da giugno a dicembre. Noi abbiamo partecipato alla Passeggiata d’autore ed al convegno per gli anniversari di Dante Alighieri e Mario Rigoni Stern.
Tutte iniziative pregevoli ed interessanti. Era ora. Evidentemente sembrano oggi tutti d’amore e d’accordo. Sono finiti battibecchi e polemiche? Si è sulla strada finalmente del fare con competenza? Ci sono vecchie aquile e nuovi aquilotti. Politici e non. E infatti quelli che prendevano la parola ringraziavano tutti gli altri. Sembrava il congresso dell’internazionale comunista. Mancava il bacio sulla bocca tra i relatori. Crediamo vietato a causa del Covid.
Diciamo che la faccenda dei ringraziamenti è un po’ ridicola. Dovrebbe essere chi coordina l’iniziativa che ringrazia chi ha lavorato. E poi si passa ai relatori.

Quello che è mancato veramente è un nuovo pubblico. In pratica erano presenti i soliti noti. E qui andrebbe fatta una considerazione che ci riguarda professionalmente. L’iniziativa non ha avuto una adeguata comunicazione. Questa è una grave carenza del Comune che ha un ufficio Cultura non all’altezza e certamente non preparato all’uso anche delle nuove forme di comunicazione.

Per quel che ci riguarda non siamo stati minimamente coinvolti, anche perché non essendoci a Marostica la cultura del dibattito ed il rispetto delle diverse opinioni siamo considerati dal “potere”, vecchio e nuovo, vero fumo negli occhi, invece che una importante realtà di comunicazione a Marostica da coinvolgere ed utilizzare.

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MA CHE COSA È LA RESILIENZA PER LE PERSONE? PRENDENDO DANTE COME ESEMPIO, LA COMPRENDEREMO.

Sabato 5 giugno presso il Palazzo dell’Opificio di Marostica si è svolto un incontro dei gruppi della Consulta per ricordare e celebrare il nostro sommo poeta Dante di cui ricorrono i 700 anni dalla morte e Mario Rigoni Stern di cui ricorre il centenario.
Tra gli interventi riportiamo per la sua attualità quello di Ornella Minuzzo, Presidente del gruppo Psicologi, intitolato: Dante Sommo Poeta di Resilienza e Speranza.
Il termine resilienza viene utilizzato in settori ed ambiti differenti. Difatti si parla di resilienza in:• Biologia: il termine viene utilizzato per indicare la capacità di organismi viventi di autoripararsi dopo aver subito un danno.• Ecologia: con il concetto di resilienza si vuole indicare la capacità di un sistema ecologico di ritornare allo stato iniziale dopo aver subito modificazioni o perturbazioni.• Informatica: la resilienza indica la capacità di un sistema di adattarsi alle condizioni d’uso e di resistere all’usura in maniera tale da consentire la continuità nei servizi erogati.• Tecnologia dei materiali: la resilienza indica la capacità posseduta da un determinato materiale di resistere alla rottura dinamica, determinata con una apposita prova d’urto.• Sociologia: in campo sociologico,il concetto di resilienza è riferito alla comunità. Nel dettaglio si parla di comunità resilienti per indicare quelle comunità che, in conseguenza ad eventi traumatici (ad esempio catastrofi naturali, attentati, guerre, sopravvivono trovando le forze e le risorse non solo per riprendersi, ma anche per iniziare una nuova crescita.
Ricordo anche Il Recovery Plan: Piano nazionale ripresa e resilienza di Draghi.
Quelli sopra citati sono solo alcuni degli ambiti nei quali viene utilizzato il concetto di resilienza. Come si può notare la resilienza viene comunque intesa come la capacità di reagire ed affrontare una perturbazione o situazione negativa, a seconda dei casi , per poi ritornare allo stato iniziale antecedente la stessa o, addirittura, per raggiungere uno stato migliore di quello di partenza.
In psicologia la resilienza può definirsi come la capacità di affrontare, resistere e riorganizzare in maniera positiva la propria vita dopo aver subito eventi particolarmente negativi e traumatici. La resilienza non deve essere confusa con la resistenza, ossia con la capacità di una persona di resistere – quindi di opporsi, non di adattarsi – a particolari fattori, pur sempre di natura negativa o comunque in grado di perturbare le condizioni di normalità. Gli individui resilienti sono coloro che – di fronte a difficoltà ed eventi traumatici – non si arrendono, ma al contrario, trovano la forza di andare avanti e sono addirittura capaci di trasformare l’evento negativo subito in fonte di apprendimento che consente loro di acquisire competenze utili per migliorare la propria vita. I meccanismi di resilienza sono presenti in ciascun essere umano e possono essere messi in atto da chiunque, anche se possono essere influenzati da diversi fattori esterni (relazioni e contesto sociale) evolvendo e sviluppandosi nell’arco della vita della persona. Per mettere in atto la resilienza è, pertanto, necessario cambiare la concezione di se stessi, degli altri e del mondo. Ciò non significa assumere un atteggiamento  ingenuamente ottimistico, ma mettere in atto un comportamento realistico che permetta di adattarsi alla realtà in maniera consapevole. 
Tale adattamento dovrebbe essere effettuato in modo da considerare gli eventi negativi e traumatici come opportunità da sfruttare e da cui trarre utili spunti per la propria crescita e per migliorare la propria vita e non come minacce sotto le quali soccombere. Il sommo poeta Dante sappiamo che ha avuto una vita difficile e travagliata, ma ha saputo applicare questa capacità.

Dante non fu solo un grande letterato, ma anche un politico che rivesti’ a Firenze cariche prestigiose. Fu nel Consiglio del popolo (1295) ed in quello dei Dieci (1296) e ambasciatore per la sua città. Tuttavia l’attività politica diventò il suo più grande cruccio. Nel 1302 una sentenza lo condannò all’esilio, alla confisca dei beni e anche all’esecuzione capitale nel caso fosse ritornato a Firenze. Appartenente al partito dei guelfi bianchi, egli fu vittima di giochi politici all’epoca molto frequenti e fu costretto ad abbandonare la sua amata città natale, ormai governata dai guelfi neri. 
Fu durante il difficile esilio che compose la sua opera più grande, la Commedia. Dante non potrà più vedere la città amata, la casa, la famiglia, gli amici. Proverà l’asprezza di dover chiedere asilo e sostegno economico. Vagherà di città in città, di corte in corte, mangiando il pane salato tipico di quelle terre. La difficile situazione di Dante in esilio sarà inoltre aggravata, da una compagnia, con cui il poeta si troverà ad agire quella dei fuoriusciti,  che definì malvagia. Ma lontano dalla sua patria scriverà molto e comporrà la sua grande opera: la Divina Commedia, poema allegorico-didascalico che rappresenta un modello letterario fondamentale per la nostra lingua. L’opera ebbe subito uno straordinario successo e contribuì in maniera determinante al processo di consolidamento del dialetto toscano come lingua italiana. In questa opera, insieme ai simbolismi ed insegnamenti morali, si prese anche qualche vendetta. Egli consapevole del successo che non avrebbe potuto mancare (infatti continuiamo a leggerla dopo 700 anni) infila tra i versi più alti delle frecciate, o invettive, contro i suoi nemici, che sistemerà quasi tutti all’inferno. Morì a Ravenna nel 1321 senza rivedere mai più Firenze.
Dante è anche esempio di speranza, una virtù di cui necessita tutto il genere umano, soprattutto in questo periodo. Ad essa il Poeta dedica il XXV canto del Paradiso, affermando che “Speme è un attender certo “. Dall’esilio terreno alla patria celeste, la Divina Commedia è tutta un anelito di speranza. Inizialmente e’ l’angosciante desiderio di Dante di uscire dalla “selva oscura” (Inf. I,1) in cui si era smarrito; poi, la forte tensione per raggiungere il colle della “divina foresta” (Purg. XXVII, 2); infine il doloroso distacco da Virgilio e la comparsa di Beatrice, la consolante certezza di essere entrato nel regno “che solo amore e luce ha per confine” (Par. XXVII, 53,54). Dall’umana necessità di sperare – bene supremo che i dannati dell’Inferno hanno definitivamente perduto (Inf. III, 9) – si passa dunque, procedendo nell’ascesa, alla speranza come virtù teologale, che si affianca alle due sorelle maggiori , la fede e la carità, per camminare insieme verso Dio. Questo canto, assieme al precedente ed al seguente, costituisce una specie di “esame” di Dante sulle tre virtù teologali: dopo una preghiera iniziale di Beatrice, egli viene interrogato rispettivamente da San Pietro sulla Fede, da San Giacomo Maggiore sulla Speranza e da San Giovanni sulla Carità.
Lo stesso papa Francesco, nel messaggio del maggio 2015, definisce l’Alighieri “profeta di speranza” e ci ricorda che“ Egli ci invita ancora una volta a ritrovare il senso perduto o offuscato del nostro percorso umano e a sperare di rivedere l’orizzonte luminoso in cui brilla in pienezza la dignità della persona umana “.
a cura Osservatorio Economico Sociale di Marostica

L’ARROGANZA DELLA POLIZIA MUNICIPALE DI MAROSTICA. I CITTADINI, CHE LI STIPENDIANO, VANNO RISPETTATI NON TRATTATI DA DELINQUENTI.

Devo comprarmi due cose al Conad. Metto la freccetta per curvare e di fronte arriva la macchina della polizia municipale. Appare dal finestrino la paletta rossa dello stop. È proprio per me. Mi viene indicato di parcheggiare a lato. Mi fermo scendo un po’ confuso perché mi sembra di essermi comportato bene. Scendono due vigili, un uomo ed una donna. Subito chiedo preoccupato: “che cosa ho fatto?”. Mi si risponde in modo deciso ed abbastanza minaccioso, come avessero fermato un pericoloso criminale: “ Glielo diciamo dopo. Intanto ci dia patente, libretto di circolazione e assicurazione”. Ma già lo sapevano. Mi avevano fermato perché dalla targa avevano verificato che non avevo effettuato la revisione biennale dell’auto. Me lo dicono dopo un bel po’, dopo aver controllato i documenti.
Ma che atteggiamento è? Non potevano dirlo subito. Veramente qui siamo fuori di testa senza alcun rispetto per il cittadino. Tra l’altro dimostro che avevo appena portato la macchina in officina per il controllo annuale. Nel passato erano loro che mi facevano fare il tagliando di revisione. Questa volta si erano dimenticati.

Vogliamo ricordare alla polizia municipale che sono dei nostri dipendenti e che al di là di questo fatto tutt’altro che marginale, il loro atteggiamento nei confronti dei cittadini deve essere sempre chiaro ed cortese. E se un cittadino fa una domanda a questa deve essere data subito la corretta risposta, conoscendola. Le furbate misteriose se le tengano per i telefilm americani. Il finale comunque è una multa di 121,10 euro (praticamente il doppio del costo della revisione!) da pagare entro 5 giorni alle casse del Comune, a firma Testolin – Ducone, se abbiamo letto correttamente i nomi. Il risvolto positivo è che non avere la revisione dell’auto rende non valida l’assicurazione con tutti i rischi connessi. Quindi un’azione di controllo da parte dei vigili è utile anche per il cittadino, se fatta con le dovute maniere.

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LA LEGA DI MAROSTICA CONTINUA CON LE QUERELE. DOPO MATTEO MOZZO, VALENTINO SCOMAZZON, ENZO COLOSSO È L’ORA DI SIMONE BUCCO.

È il vero programma della Lega di Marostica: zittire chi ironicamente esprime il proprio pensiero. Nessun dibattito e nessun chiarimento. Subito querela. E non importa se il Pubblico Ministero archivia la faccenda. C’è subito opposizione per andare davanti al Giudice. Così evidentemente il Morello impara che la prossima volta deve stare zitto se non vuole sborsare quattrini per pagarsi l’avvocato. Tanto per gli altri paga cucù.

I primi avevano querelato sulle nostre considerazioni sul “buco” di bilancio, il secondo perché avevamo segnalato il fatto che la Pro Marostica non voleva rimborsare i biglietti della Partita a degli anziani canadesi. Dai Pubblici Ministero le denunce erano state archiviate in rispetto all’art.21 della Costituzione Italiana.
Evidente che quelli della Lega sono al potere solo per comandare. Nessuna assemblea pubblica, nessun dibattito sul bilancio, nessuna presentazione/programma della Pro Marostica. Vogliono decidere loro anche se ormai sono migliaia i cittadini che hanno firmato per il mantenimento della fermata del bus alla vecchia stazione. Adesso raccontano la favola che è impossibile tornare indietro. Credono che i cittadini di Marostica siano degli stupidi.

Certo mica possiamo usare un linguaggio non comprensibile e ci facciamo anche dell’ironia. Cose evidentemente non gradite agli adepti della Lega a Marostica. Di per se’ personaggi che badano seriamente alla praticità del problema solo con la querela. Nuovo appuntamento al tribunale quindi per l’1 luglio 2021 con Simone Bucco a seguire a metà luglio la querela assurda di Astuni, l’ex presidente degli albergatori di Bassano dimessosi a causa della vicenda penale di bancarotta fraudolenta, per la sua laurea americana falsa emessa da una università che non esiste. Siamo al ridicolo dell’utilizzo dei tribunali per questioni assolutamente irrilevanti per la giustizia.
Ci dovrebbe essere comunque nella sala delle udienze anche l’aria “condizionata”. Per fortuna perché le previsioni sono di un caldo micidiale.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL “SISTEMA SUSIO” DETERMINA IL GIUDIZIO SULLE PRESTAZIONI DEI DIPENDENTI DEL COMUNE DI MAROSTICA. MA I CITTADINI RESTANO ESCLUSI. NON C’È QUINDI VERA VALUTAZIONE.

Ecco i risultati della valutazione dei responsabili e dipendenti per il 2020. Viene usato il sistema Susio e per approfondimenti vedere: www.sistemasusio.it. Non esistono prestazioni valutate eccellenti, ma la maggior parte è classificata come buono. Riportiamo le tabelle significative che se lette con un minimo di attenzione ci danno un quadro significativo delle problematiche della gestione dell’attività comunale. Quello che manca è la valutazione dei cittadini sui singoli servizi. Cioè la famosa “customer satisfaction”, o in italiano la soddisfazione del cliente, in questo caso utente. Come si può vedere l’area critica è quella economico finanziaria con ben tre personaggi che girano in un anno, per arrivare alla fine a Silvia Fabris, diplomata in Lingue e laureata in Comunicazione, ma con lunga esperienza al Comune di Mason, dove probabilmente ha “praticato” a lungo Valentino Scomazzon. La formazione è quindi per una contabilità linguistico-comunicazionale. L’altra area critica è quella del Lavori Pubblici con la recente “fuga” dell’ing. Tollardo.

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