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Autore archivio: admin

CON MARICA DALLA VALLE AL SEMINARIO CUOA AD ALTAVILLA. SOLO COINCIDENZA O ATTESA DEL CADAVERE DI MOZZO?

Dimissioni sindaco di Marostica, Marica dalla Valle, Marostica – fotografo: OP Brand

È evidente che come blog non manchiamo a seminari che possono interessare il territorio di Marostica. La scorsa settimana il Cuoa (la scuola di formazione manageriale di Altavilla Vicentina) ha promosso un incontro sul tema dei musei aziendali. Presenti un consulente esperto nella costruzione dei Musei aziendali, due aziende (Dersut Caffè e Rossimoda) con la loro esperienza e un rappresentante della Regione Veneto, esempio concreto di come naviga nelle nuvole e nell’incompetenza la burocrazia.
E chi c’era a fianco di noi? Marica Dalla Valle indomita ex Sindaco che vuol restare in carriera aspettando probabilmente il cadavere di Mozzo. Intanto ha partecipato, unica consigliera, ad un evento che potrebbe essere significativo per Marostica.Infatti dopo le Accademie che non lo sono, ma in realtà semplici confraternite del caffè, adesso si parla degli scacchi e forse suggeriamo noi degli appalti truccati, sarebbe ora confrontarsi con la storia recente della nostra città.Esiste il Museo della Paglia, esempio dell’economia del passato, ma ci sono nel nostro Territorio i Musei aziendali di Vimar, Poli e Diesel. Dove è l’assessore alla cultura per un progetto di valorizzazione e visita a tali Musei? Pochi ne parlano, ma in realtà è anche la nuova frontiera del turismo per conoscere l’economia attuale del nostro Territorio.
E ci dovremmo mettere anche il Museo della Belfe, azienda che tanto ha dato al nostro territorio, non ultimo il decollo attuale della Partita a Scacchi. Senza la Belfe, il suo gruppo dirigente e i suoi dipendenti, la Partita c’è la saremmo sognata e non ci sarebbe stata. Lo “storico” Giovanni Parise dovrebbe prendere nota.
Ma tornando al discorso della Dalla Valle è proprio un peccato che nella sua discesa politica abbia operato utilizzando le querele per zittire (noi ne abbiamo collezionato tre) invece che risolvere i problemi. Certamente se fosse stata più coerente e meno ambigua avrebbe potuto operare con intelligenza per Marostica. Perché una certa grinta, capacità ed interesse ce li ha.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LE COMPETENZE PER UN CAPACE DIRETTORE DELLA BIBLIOTECA DI MAROSTICA CI SONO IN CINZIA BATTISTELLO

Sarebbe ora di finirla di cercare soluzioni fantasiose e inconcludenti quando le persone ci sono a portata di mano. Tant’è che oggi chi era stata individuata come bibliotecaria pur dipendete di una Coop, se ne è andata, probabilmente non vedendo prospettive, in un ruolo estraneo al personale del Comune.Noi ci siamo guardati il curriculum del direttore della biblioteca di Bassano che sta facendo una ottima attività. Il Dr. Stefano Pagliantini, del 1968, è giornalista e dal 2011 Capo del Servizio della Biblioteca di Bassano. Ha maturato una grossa esperienza relazionale-culturale operando per anni con Opera Estate. Quindi è una persona di relazioni culturali che sono la base per costruire una programmazione culturale operativa.I suoi compiti sono:

  • Coordinamento del Servizio
  • Cura e conservazione del patrimonio storico
  • Progettazione iniziative culturali e di promozione alla lettura
  • Cura della comunicazione del servizio

L’importanza per Marostica di una simile figura è forse maggiore e indispensabile perché manca oggi una qualsiasi professionalità che sia di riferimento per la programmazione culturale nella struttura comunale.
Ora la Battistello, laureata in lettere a Venezia, conosce perfettamente la storia culturale di Marostica ed ha una lunga esperienza di programmazione di attività come Presidente della pro Marostica oltre che del Gruppo Umoristi a Marostica. Come lavoro poi opera nell’ambito della formazione professionale. È la figura professionale ideale per svolgere l’attività di direttore della biblioteca coordinando anche il personale in essere. Ma soprattutto avendo anche svolto l’attività di coordinatrice della Consulta delle associazioni, con la capacità quindi di rafforzare e valorizzare la peculiarità tipica di Marostica, cioè l’associazionismo.
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DONAFLOR, DUE IMPRENDITRICI DELLA CREATIVITÀ

Sonia e Giorgia (madre e figlia) sono due imprenditrici di Thiene che dovrebbero avere una fioreria, ma in realtà non lo è. Oppure i fiori e le piante diventano un modo artistico per la loro creatività. Che in realtà non è proprio loro, ma è una capacità di interpretare le richieste dei clienti con fiori e piante.Quindi non solo composizioni floreali, ma anche vetrine di negozi, ambienti di casa, aziendali, di lavoro, show room. Quindi una creatività allargata utilizzando tutto ciò che la natura offre, anche di esotico come il bao bab, pianta secolare. Ma talvolta pure con i suoni della musica nel loro negozio, per creare quel clima da palcoscenico in cui sembra che fiori e piante parlino tra di loro e con noi.
Insomma un’attività imprenditoriale “strana”, al di fuori della società del bit. Con anche le sue difficoltà di entrare in un progetto creativo, partendo dal silenzio e dall’ascolto poi di una voce dentro se stessi che si amplifica sempre più.Sempre facendo scoprire al proprio cliente valori estetici nascosti con quasi il timore di rivelarli attraverso la bellezza di fiori e piante.
Insomma un negozio di filosofia del bello attraverso la molteplicità di ciò che offre la natura di talvolta complesso e dai mille colori.
Ad ascoltare Sonia e Giorgia si resta a bocca aperta e quasi ci si vergogna di fare attenzione durante la giornata a troppi bit e a pochi sogni floreali.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL SINDACO DI MAROSTICA MOZZO “SCOPA” LA PIAZZA, MA IN REALTÀ SI DOVREBBE DIMETTERE!

Certo non è da tutti i Sindaci “scopare “ (senza malizia!) la piazza. Il fatto di per se stesso è lodevole, ma viene dopo l’essere “davvero” Sindaco.
Noi, dopo oltre un anno dalla sua nomina, ci sentiamo traditi dalle promesse elettorali disattese e attendiamo invano una riunione pubblica con dibattito in cui Mozzo ci racconti:

  1. La situazione reale del bilancio del Comune in modo chiaro e semplice, non alla Colosso.
  2. La verifica delle eventuali responsabilità delle amministrazioni precedenti sulle perdite documentate.
  3. I chiarimenti sulla denuncia per omissioni di atti di ufficio alla precedente amministrazione sul pagamento di 920.000 euro per l’appalto truccato del gas e sulle querele ai cittadini sulla libertà di parola a spese del Comune e quindi con i nostri soldi.
  4. Il ruolo e le responsabilità nelle faccende di cui sopra attribuibili al vice segretario comunale dott. Gabriele Dal Zotto.
  5. Il piano programmatico delle varie attività (cultura, turismo, manutenzione della città, progetti….).

Noi siamo in attesa, intanto ne documentiamo l’attività con i suoi discutibili aspetti, anche se riteniamo che siamo al capolinea senza prospettive e che sia arrivato ormai il momento di pensare alle dimissioni. E la Lega sta facendo una pessima figura con un Sindaco simile.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

BASTA CON QUESTA MAROSTICA IN GRIGIOVERDE SENZA PARLARE ANCHE DELLE CONSEGUENZE DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE: la rivoluzione russa, il fascismo ed il nazismo.

Troppo è troppo. Convegni, libri sempre orientati a vedere la prima guerra mondiale in una ottica locale. Per carità anche interessanti, ma la guerra fu un fatto terribile, una situazione che non doveva esserci, una prevaricazione del gruppo di potere al governo dell’Italia che portò morte e distruzione in centinaia di migliaia di famiglie. La via diplomatica per riavere Trento e Trieste era fattibile, ma non fu perseguita tenacemente.La guerra non è stata un fatto eroico per l’Italia, ma un danno immenso, un genocidio di una generazione e un fatto che poi porterà al fascismo ed alla seconda guerra mondiale. Certo le singole persone, per la maggior parte senza sapere le ragioni del perché combattevano, hanno obbedito agli ordini e dal punto di vista militare la disfatta di Caporetto è stata rimediata eroicamente. Ma i generali erano dei sanguinari, uno per tutti il Cadorna, e consideravano la truppa carne da macello. Migliaia furono i fucilati per diserzione. Non c’era libertà di scelta.
Lenin fu trasportato in Russia col famoso treno blindato dalla Svizzera a cura dei tedeschi per far saltare la Russia imperiale e toglierla dalla guerra. E lì con la rivoluzione sovietica inizio’ il più incredibile esperimento sociale dei nostri tempi: l’abolizione del feudalesimo e della proprietà privata. Un sistema completamente antagonista al capitalismo. Con milioni di morti.
Ed infine dalla prima guerra mondiale sorse in Germania il nazismo. Nel paese più progredito culturalmente al mondo prese il potere un gruppo di veri delinquenti che uccidevano per il gusto di uccidere e che fecero partire la seconda guerra mondiale con decine di milioni di morti.
Questi sono anche i vitali argomenti da approfondire soprattutto come messaggio morale alle nuove generazioni. Altrimenti si può comunicare una nostalgia quasi “eroica” di fatti che nella realtà sono stati terribili e portatori di ulteriori disastri.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

CUMAN, CORTESE E XAUSA SONO RIDICOLI ED ARROGANTI. CHIAMANO “ACCADEMIA” UNA SEMPLICE CONFRATERNITA.

Per autoincensarsi chiamano “Accademia del Caffè “ una semplice Confraternita, cioè una aggregazione di amici. Per poi fregiarsi del titolo di “Accademici”.“Un’Accademia è una Istituzione destinata agli studi più raffinati ed all’approfondimento delle conoscenze di più alto livello”. Il termine Accademia deriva dal greco ed indicava la scuola di filosofia di Platone, fondata nel 387 a.C. ad Atene.Capiamo che nella esaltazione del loro ego si sentano i “Platone” del Caffè e che ciechi non si rendano conto che sono semplicemente ridicoli.
Ma noi non ci facciamo prendere in giro, ne’ assecondiamo per interesse, paura o servilismo delle pure invenzioni che diventano millanteria.L’uso di un corretto linguaggio è sinonimo di Cultura e rispetto delle persone. Non si può prendere in giro la gente con titoli che non esistono o inventarsi un pseudo marketing di fantasia che non porta a niente. E poi per lo scopo “accademico” c’è già il Centro Studi Prospero Alpini, con presidente un docente universitario.
Noi ribadiamo che invece va costituito correttamente un Club del Caffè Prospero Alpini, che può essere diretta emanazione del Centro Studi, senza creare goliardiche confraternite. E poi va costruito un progetto di marketing per aggregare cittadini e turisti attorno alla storia del caffè creando anche un apposito merchandising. Questo ci sembra un modo valido di aggregazione intorno a Prospero Alpini con più pubblico possibile e dare quindi notorietà a Marostica.
Noi crediamo che i Cittadini di Marostica debbano fermare questi soliti personaggi anche ridando voce ed autorevolezza alle istituzioni culturali esistenti, in primis la Biblioteca con le sue molteplici associazioni. Non si può permettere che personaggi ormai culturalmente superati per motivi autoreferenziali usino un linguaggio fasullo per autonominarsi “Accademici”.È con molta ironia che chi scrive può invece definirsi “Accademico” in quanto è stato Docente di Comunicazione Aziendale e Strategia dei Media all’Università degli Studi di Udine, laureando in sette anni, per la maggior parte con tesi di marketing sul posizionamento del prodotto sul mercato, ben 55 studenti. Ad ognuno i propri titoli senza falsità o millanteria, per favore.
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I PARTIGIANI CATTOLICI AMMAZZANO I PARTIGIANI COMUNISTI A MALGA SILVANO (FONTANELLE DI CONCO). PERCHÉ?

Un caso estremo della storia della Resistenza solo da poco chiarito ed oggi anche raccontato nel bel libro di Zorzanello e Fin “Con le armi in pugno, alle origini della Resistenza armata nel Vicentino, settembre 1943 – aprile 1944” presentato in biblioteca a Bassano giovedì scorso, dagli autori e dal Prof. Francesco Tessarolo.
Clocchiatti è un comunista fuggito in Francia e che anche frequenta a Mosca per due anni la scuola di leninismo. Uno quindi politicamente motivato, esperto e deciso.Dopo l’8 settembre 1943 è inviato da Longo del Centro di Milano in Veneto come comandante delle brigate garibaldine per organizzare la lotta armata ritenuta anche indispensabile per impegnare al massimo le truppe tedesche in Italia e aiutare quindi la guerra dell’URSS contro i nazisti, costata milioni di morti.Individua quattro compagni esperti pronti a combattere (Crestani Giuseppe, Pontarollo Tommaso, Roiatti Ferruccio ed un certo Zorzi) da aggregare al gruppo di renitenti/sbandati che si erano riuniti a Fontanelle di Conco.
Nella sostanza il gruppo è formato in maggioranza da cattolici-badogliani con a capo Luigi Nodari un ex carabiniere e appunto quattro comunisti. Clocchiatti individua successivamente in quest’ultimo l’elemento frenante per far partire una vera lotta armata.Deciso ad eliminare ogni impedimento all’azione armata, progetta di togliere di mezzo il Nodari. Ma quest’ultimo viene informato delle intenzioni dei comunisti e procede all’arresto di Zorzi e Pontarollo che però vengono uccisi nella discussione che ne segue. Crestani e Roiatti vengono eliminati al loro rientro in malga da Vaccari e Giovanni Rossi.
Successivamente quattro partigiani cattolico-badogliani vengono catturati e fucilati dai tedeschi a Marostica, tra cui Luigi Nodari e Giovanni Rossi.
Un inizio drammatico della Resistenza nel Vicentino. È un libro da leggere con attenzione per capire le difficoltà per liberare il nostro Paese dal fascismo e dall’occupazione tedesca e quindi cominciare a costruire un’Italia democratica.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

IL BEATO LORENZINO TORNERÀ NELLA TRADIZIONE POPOLARE DI MAROSTICA CONTRO LA DECISIONE BUROCRATICA DELLA CHIESA?

Il libretto di Stefano Zulian, “I Sossa e il Beato Lorenzino” reperibile presso la piccola Libreria Andersen, e la recensione che ne abbiamo fatta hanno avuto un notevole riscontro. Il nostro articolo è stato uno dei più letti dalla nascita del blog.Le vicende sono ora chiarite e tutte documentate. Nel 1485 viene assassinato un bambino a Valrovina. I testimoni indicano come assassini alcuni bassanesi che praticano riti di tipo satanico. Questi si spacciano come ebrei che appartengono agli Askenaziti. Certo è gente molto ricca che esercita l’attività di usuraio. Il delitto viene coperto direttamente dalle autorità di Venezia in quanto sono in corso trattative per un grosso prestito da fare appunto alla Repubblica di Venezia da parte di questi personaggi.Sta di fatto che per tradizione popolare al Lorenzino vengono attribuiti dei miracoli e quindi diviene Beato.Interessante un fatto che emerge nel libretto. Gli Askenaziti che costituiscono la grande maggioranza della popolazione odierna di Israele, non sono diretti discendenti della popolazione fuggita dalla Palestina dopo la sconfitta con i Romani, ma sono discendenti di popolazioni del centro-nord Europa convertite da missionari ebrei alla religione. Infatti fino al 1100 ci fu una grande opera di proselitismo alla religione ebraica da parte appunto dei discendenti fuggiti da Gerusalemme.
E qui ricordo un mio viaggio in Perù. Avevamo affittato una piroga a motore per discendere il fiume Urubamba verso la foresta amazzonica da Machu Pichu. Ad un cero punto al pomeriggio si rompe il motore. Il barcaiolo accosta la piroga a riva e ci dice che potevamo passare la notte in un villaggio nella foresta. Il giorno dopo c’era la possibilità di prendere un’altra barca per tornare indietro. Li siamo ospitati in una capanna messaci a disposizione dagli abitanti. All’entrata del villaggio c’è una tenda da campeggio con due giovani europei. Sono due ragazzi israeliani che ci dicono che gli abitanti del villaggio sono un po’ pazzi. Infatti alla sera assistiamo a canti e balli religiosi chiaramente di gente un po’ invasata. Erano stati convertiti da alcuni missionari israeliani e poi, dopo che i missionari se ne erano andati via, avevano sviluppato la “loro” religione ebraica per cui attendevano l’arrivo del Messia proprio nel villaggio. Naturalmente noi ci siamo adeguati e ci siamo comportati con la massima serietà. Non volevamo correre rischi.
A questo punto ci sembra opportuno che una tradizione popolare così radicata come quella del Beato Lorenzino, a Marostica non vada perduta, anche come simbolo di difesa dei bimbi innocenti. Certo c’è l’accordo politico tra Chiesa ed Israele di non far più parlare della vicenda. Ma dovrebbe essere il Comune che riaccende questa tradizione popolare così sentita e ancora presente a Marostica, appunto come difesa dei minori, infischiandosene di accordi “politici” che non riguardano la gente comune.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA CERIMONIA DI SABATO SCORSO PER PROSPERO ALPINI E’ STATA UNA “BOIATA PAZZESCA” CON I SOLITI NOTI CUMAN, XAUSA E CORTESE

Ma come si fa a promuovere la figura straordinaria di Prospero Alpini con una simile Confraternita chiamata pomposamente “Accademia del Caffè “.Tra l’altro l’intervento della Dr.ssa Illy ha precisato che loro hanno ben 7 sedi dell’Università del Caffè in giro per il mondo, in contatto con la realtà produttiva locale per ottimizzare la qualità del prodotto. A buon intenditore.Il console della Colombia, che lavora a Roma ed abita ad Asolo, ha auspicato un intervento dell’Accademia del Caffè per orientare il mercato internazionale e garantire ai coltivatori condizioni economiche più favorevoli e sicure. Ma non ha capito niente della proclamata Accademia, che non ha alcuna capacità e competenza al riguardo.La cerimonia è stata significativa solo per l’intervento dell’ambasciatrice dell’Etiopia che ha ben illustrato la situazione produttiva ed economica del caffè. Interessante conoscere che una parte del prodotto viene ancora raccolto allo stato naturale “nella foresta”. Inoltre tutto il caffè etiopico è biologico.Il resto della cerimonia è stato la consegna del mantello della Confraternita ai 6 “boss” fondatori tra cui i sempre soliti noti Cuman, Xausa e Cortese. Si sono però vergognosamente dimenticati che la protagonista principale era appunto l’ambasciatrice dell’Etiopia, Paese in cui nacque la pianta del caffè, ma anche il lontano parente dell’Homo Sapiens, Lucy. All’ambasciatrice andava consegnata di diritto la prima mantella, anche perché forse era l’unica veramente Sapiens tra i promotori. Ma tutto era autocelebrativo per i soliti noti. Una persona normale non poteva non pensare che era tutto una specie di favola intesa come “boiata pazzesca”.
Da congratularsi invece con la locale Associazione degli Esercenti. Il buffet era ottimo. Erano anni che in un buffet non cenevamo e trincavamo così bene. Grazie a loro ci siamo tirati su di morale, dopo la pagliacciata dell’autoreferenzialita’.Per promuovere la conoscenza della storia del caffè e Prospero Alpini, andrebbe fondato un Club del Caffè aperto al pubblico (cittadini e turisti) e promosso con le normali leve del marketing.Ma dopo anni di intrallazzi fortemente dubitiamo che Cuman & C. sappiamo qualcosa del Marketing. L’unico degli adepti, che ci ha ascoltato dubbioso, è stato Bucco, presidente della pro Marostica. Forse qualcosa di marketing ne capisce. Gli altri erano tutti gasati a guardarsi allo specchio con mantella e medaglione. Una fiera della vanità. Una ridicola mascherata, che pena.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

TORNA A MAROSTICA L’ETRA PER LA FRAZIONE ORGANICA. MA IL BILANCIO 2018 SEMBRA DI UN CARROZZONE. COME HA VOTATO IL SINDACO?

Il servizio di recupero/smaltimento della frazione organica per Marostica va all’Etra, che ha presentato un’offerta di 0,11 euro al kg +iva.Il contratto stipulato va dal 15/10/2019 al 31/12/2020 con una previsione totale di spesa di 93.522,46 euro.
Ma l’Etra è una società pubblica partecipata del Comune di Marostica con un totale di 70 Comuni della provincia di Vicenza, Treviso e Padova.E cosa ha da dire Mozzo di questa partecipata in cui sono in lotta Lega e PD per il controllo?Il bilancio 2018 è stato un disastro. La società sembra fuori da una attenta e profittevole gestione, come invece lo era nel 2016 è 2017. Cosa è successo?A fronte di ricavi dalle vendite di 146 milioni di euro rispetto a 143 nel 2017 quindi con un +2,1%, i costi di produzione sono esplosi passando da 167 milioni a 178 con un +6,5%.In particolare i costi del personale aumentano del 7,4% e l’acquisto di servizi del 4,5%. Inoltre gli accantonamenti per rischi aumentano di circa 2 milioni.
La conclusione è che l’utile netto crolla da circa 8 milioni nel 2017, ma anche nel 2016, a circa 2 milioni. In percentuale sulle vendite dal 5,4% (in linea con le aziende di settore) al misero 1,5%. Quindi anche ben al di sotto di società analoghe. Questo implica la minor possibilità di investimenti da parte di Etra e rischi di non controllo per il futuro.
Cosa ha da dire il Sindaco Mozzo con il suo assessore alle finanze Colosso?
Osservatorio Economico Sociale di Marostica.