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Autore archivio: admin

CONVEGNI INUTILI SE POI MANCANO LE DECISIONI E GLI AVVOCATI GIUSTI

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Oltre anno fa si è svolto un interessante convegno “Marostica centro storico di interesse pubblico” promosso dall’Amministrazione Comunale. E’ stato finalmente chiarito con l’intervento del direttore generale dei Beni Culturali e Paesaggistici del Veneto e dalla documentazione citata dal prof. Mario Scuro che mura e torri sono di proprietà demaniale e prese in consegna dal 1910 dal Comune di Marostica “per la vigilanza e la custodia della loro conservazione”. Le torri nel tempo sono state occupate da alcuni abitanti nel disinteresse generale della comunità, allora estranea ad una valorizzazione storico-monumentale. Ma essendo proprietà dello Stato non possono essere soggette ad usucapione (diritto di proprietà dopo 20 anni di possesso) e quindi sono ancora oggi proprietà statale.

A questo punto dato il processo di restauro in essere (circa 10 milioni di euro) ed il valore turistico assunto da Marostica, una delle poche città murate rimasta intatta, è richiesto un intervento deciso dell’Amministrazione Comunale. Ma il Comune cosa fa? Tergiversa ed affida al prof. Scuro una nuova ricerca.

Ma un “proprietario” qualsiasi o come nel caso del Comune di Marostica che ha in gestione dallo Stato mura e torri, cosa dovrebbe fare? La prassi normale è quella di rivolgersi ad un avvocato per chiarire la situazione con coloro che occupano abusivamente le torri formalizzando un contratto o decidendo altro uso delle torri pensando allo sviluppo turistico. Un Sindaco competente deve però scegliere un avvocato possibilmente di Milano, perché mai un avvocato locale si impegnerà positivamente in una causa contro persone che possono mettere a rischio la sua possibilità di lavorare a Marostica e dintorni nel futuro. Ma la gestione pubblica non vuole decidere ed ha paura ad assumersi le responsabilità della gestione dei beni della comunità e quindi tergiversa con nuova pseudo ricerca sulla “proprietà” delle torri per rinviare nei secoli futuri ogni decisione e così i marosticensi pagano anche convegni che poi non danno seguito a fatti concreti.

CHI SONO GLI AMMINISTRATORI “FARLOCCHI” DELLA COOPERATIVA DEI CONSUMATORI DI MAROSTICA?

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L’assemblea di nomina degli amministratori della Cooperativa dei Consumatori di Marostica si è svolta in modo totalmente irregolare e si è impedita la presentazione e discussione del programma da parte dei candidati. La lista Scomazzon/Bertazzo si era già eletta fuori dall’assemblea e quindi non serviva discutere. Per questo gli amministratori sono “farlocchi”. Vediamo chi sono i vari personaggi:

Scomazzon Luigi: da ventiquattro anni presidente, si è rieletto con un altro mandato triennale. Pensionato ex sindacalista della ex Belfe, batte Kim Jong–il, il Caro Leader della Corea del Nord, per durata del mandato.

Consolaro Pierluigi: eterno vice presidente, ex Banca Popolare di Marostica salvato dalla Volksbank. Non è noto il suo curriculum.

Capuzzo Antonio: laureato in legge, assessore al lavori pubblici, ex Popolare di Marostica salvato dalla Volksbank. E’ al terzo mandato come amministratore.

Bertazzo Luca: si è fatto eleggere dal papà Alcide, noto ex sindaco cementificatore della ex stupenda Marostica e instancabile costruttore delle trame politiche della città. Peccato che non si sia accorto che la ex Banca Popolare di Marostica stava fallendo, ma come è noto i politici non sanno che il vero padrone dell’economia è il Mercato. Di Luca sono in corso ricerche per il curriculum.

Agnolin Guido: eterno consigliere, è un noto infermiere.

Dinale Giuseppe: al secondo mandato, si sa che è geometra, ma nulla di più.

Morello Elisa: commessa, è dipendente della Cooperativa e le piace essere, contro ogni regola etica, controllore come amministratore e controllata come dipendente.

Parise Alberto: laureato in economia, al terzo mandato, ex Popolare Marostica salvato dalla Volksbank sembra essere collegato a Bertacco, ex consigliere comunale bivalente, di maggioranza e minoranza, ex consigliere della Popolare di Marostica e oggi consigliere della Volksbank. In dote ha portato il buco della Madonna della ex Popolare di Marostica. I sudtirolesi sembrano un po’ incazzati in quanto recentemente hanno dovuto ricapitalizzare.

Barausse Alessandro: sconosciuto. Siamo in attesa del curriculum.

Meneghin Giovanni: eterno consigliere, ex consigliere comunale, pensionato.

Pellizzer M. Patrizio: sconosciuto. Siamo in attesa del curriculum.

 

Nota bene. La presentazione del curriculum per i candidati consiglieri è obbligatoria a norma del regolamento della Cooperativa dei Consumatori.

INTERVENTO ALL’ASSEMBLEA DI BILANCIO DELLA COOPERATIVA DEI CONSUMATORI DI MAROSTICA

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Cari Soci,

secondo l’articolo 2364 del codice civile, comma 2, il bilancio va depositato presso la Sede Sociale 15 giorni prima dell’Assemblea per permettere ai Soci, con ragionevole anticipo, di raccogliere ed esaminare le informazioni tese alla formulazione di un voto consapevole in Assemblea. Questa possibilità importante per i Soci è stata omessa nella lettera per l’Assemblea. Ho ritirato la copia del bilancio conoscendo il codice civile.

Ritengo che il primo presidente della Cooperativa, Prof. Aliprando Franceschetti, abbia sempre comunicato correttamente questo diritto dei Soci.

A pag 1 della relazione al bilancio 2015 viene detto che Coop nazionale ristorna una parte dell’avanzo di gestione. Non è corretto altrimenti pagherebbe le tasse se fosse un avanzo di gestione. Per la precisione è lo sconto commerciale differito che i fornitori di Coop nazionale danno a Coop nazionale, grazie al consistente ammontare degli acquisti. Questo premio che si aggira sul 10% degli acquisti viene girato in base ai suoi acquisti a Coop dei Consumatori. In valore assoluto dovrebbe aver superato nel 2015 il milione di euro. Grazie a questo Coop dei Consumatori ha utile e può fare ristorno ai Soci. Veramente quindi un grazie alla forza del sistema Coop nazionale.

La % di utile sul fatturato è sostanzialmente costante, come il ristorno, negli ultimi 5 anni.

Utile/vendite = 1,8% netto

Ristorno ai Soci = 2,6% lordo

Utile/capitale netto = 7,51% in ripresa dopo il calo al 5,21 – 5,39% nel 2014 e 2013. Questo indice dovrebbe essere intorno all’8% come era negli anni 2012 e 2011 e indica la possibilità di Coop di fare investimenti.

La stabilità degli indici significa che a fronte di una ulteriore crescita di Soci e quindi di fatturato (+8,77% nel 2015 rispetto al 2014) non ci sono ulteriori risparmi in termini di assorbimento dei costi di struttura. Cioè la Cooperativa cresce senza guadagnare di più in termini %. A questo punto risulta imperativa la valutazione se è opportuno crescere ancora con altri punti vendita. Più la cooperativa aumenta il numero di soci, meno i soci potranno partecipare direttamente, che è il grande problema delle Cooperative con milioni di Soci.

Con quasi 10.000 Soci occorre fermarsi e pensare veramente a sviluppare la partecipazione reale ed ulteriori servizi per i Soci. Questa valutazione strategica spetta all’Assemblea dei Soci e non al Consiglio di Amministrazione, come fatto finora perché la Cooperativa non è un SpA con il capitale maggioritario in Consiglio..

Andrebbe inoltre sempre precisato che i prezzi di vendita (e quindi i margini) non sono fatti ai clienti/Soci da Coop Marostica, ma da Coop Adriatica perché è ovvio che Coop nel suo insieme deve avere dei prezzi omogenei sul mercato. Certo c’è sempre la libertà di decisione di Coop Marostica.

E le promozioni pure. La maggior parte delle promozioni vengono da Coop nazionale, c’è solo da cambiare l’etichetta e mettere Coop dei Consumatori. E conviene farle perché sono sostenute da pubblicità nazionale che Coop Marostica non paga o diciamo paga nei prezzi di acquisto dei prodotti a marchio Coop.

Quello che conta è un serio e efficiente ufficio amministrativo che sappia gestire il tutto. E qui faccio sinceramente i migliori complimenti al personale.

Poi occorre che i dipendenti sappiano gestire bene i punti vendita e siano bravi nella comunicazione con i clienti/Soci. Anche in questo caso tanti complimenti.

Probabilmente per il personale in generale c’è  la comprensione di avere un eccellente posto di lavoro e che vale la pena impegnarsi per difenderlo.

Altro problema. Il nuovo punto vendita di Sarcedo di 800 metri quadrati, deciso dal Consiglio di Amministrazione senza informare preventivamente i Soci, è a 3 km da Breganze e avrà un fatturato annuo oggi prevedibile in 4-5 milioni. Subito il medio-piccolo punto vendita di Breganze ne ha risentito con un -4% di vendite. Che significato assume a questo punto l’investimento di proprietà previsto di 800 metri quadri a Breganze? E’ ancora compatibile? Ricordo che il terreno è costato 1,5 milioni di euro. Forse si può considerare una parziale diversificazione dell’investimento in un Centro Salute e Benessere per i Soci in accordo con Unipol la grande compagnia assicurativa delle Coop.

Infine mi stupisce che i Sindaci non rilevino il fatto che l’attuale Presidente è in carica da ben 24 anni e altri amministratori da più di tre mandati. L’alternanza delle cariche è un fatto reale di controllo di una Società tant’è che il limite massimo previsto nei regolamenti delle cooperative è di tre mandati consecutivi, quindi nove anni. Qui è interessante sapere che la modifica proposta nel codice civile nel gennaio 2003 prevedeva l’obbligatorietà dei tre mandati. Nel dicembre 2004 la modifica è stata cancellata per l’ovvio intervento dei padroni delle Banche Popolari, Zonin in testa, che avrebbero perso la sedia, come gli amministratori eterni della Banca Popolare di Marostica. Forse oggi non avremmo un cumulo di macerie, come possono testimoniare tre ex dipendenti della Popolare Capuzzo, Consolaro e Parise.

Quindi se le associazioni cooperative dicono massimo 3 mandati consecutivi per gli amministratori per una corretta gestione, partecipazione e controllo,
anche la Cooperativa dei Consumatori di Marostica deve rispettare le regole altrimenti è fuori dal sistema Coop.

Alessandro Morello

Revisore contabile iscritto all’Albo Nazionale

Marostica, 28 aprile 2016

RAGIONIERI AL POTERE A MAROSTICA

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A Marostica il Sindaco è ragioniere e pure il vice-Sindaco lo è, ma anche all’opposizione come capolista c’è un ragioniere e con un’altra lista, l’eccezione, un consigliere con la maturità classica.

Se entriamo poi nei curriculum più dettagliati pubblicati sul sito del Comune, l’unica che presenta un’attività in azienda per 9 anni come impiegata amministrativa/marketing è il Sindaco.

Il ragioniere vice-Sindaco è impiegato presso la Confcommercio, quello all’opposizione ha uno studio professionale, mentre il consigliere con la maturità classica si presenta come imprenditore e consulente aziendale senza specificare dove e come.

I cittadini si aspettano dai politici eletti un’azione di miglioramento delle condizioni di vita ed un impulso alla crescita economica sociale. Purtroppo i politici quando si insediano sulle poltrone non sanno cosa fare a dispetto delle promesse fatte in campagna elettorale perché spesso non hanno le competenze e esperienze necessarie per essere attori della crescita economica e culturale. Magari vengono anche da un’esperienza sociale importante come quella evidenziata dal Sindaco di Marostica, ma oggi essere Sindaco è tutt’altra cosa: è essere Amministratore Delegato del Comune. Occorrono specifiche competenze ed una esperienza di gestione aziendale. Altrimenti si è letteralmente mangiati dalla burocrazia comunale che spesso vive di carte che solo lei conosce.

A Marostica abbiamo 30-40-50enni con lauree, master forse anche PhD e anche seria esperienza aziendale, perché non ci governano onestamente con le loro competenze ed esperienze per proiettare Marostica nel futuro? Ma si potrebbe prendere anche un ex manager esodato cinquantenne con tanta voglia di fare e un sacco di esperienza.

Non c’è da qualche parte un modesto Bloomberg marosticense? Bloomberg è quel finanziere che come Sindaco ha salvato e rilanciato New York usando metodi aziendalisti per migliorare tutto, dai servizi ai cittadini alla pianificazione di lungo periodo.

Ultima considerazione: ma non era ragioniere anche un famoso direttore di Banca Popolare? Qualcuno farà gesti di scaramanzia.

UN OSSERVATORIO ECONOMICO SOCIALE A MAROSTICA

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Il nostro modo di vivere quotidiano talvolta concepisce il tutto come relazioni e compromessi sfuggendo alle dinamiche economiche e sociali che richiedono riflessione, prospettiva e coerenza, ingabbiando poi le scelte nella miopia del giorno per giorno in quanto vincolati ai singoli interessi personali. E’ importante invece osservare le dinamiche economiche e sociali in modo pragmatico cercando gli interessi della comunità e avendo una visione di come gira il mondo, utilizzando appieno gli strumenti culturali che oggi sono alla portata di molte persone e che vanno utilizzati.

Dopo un’esperienza manageriale importante in azienda e sette anni di insegnamento universitario, traducendo nella didattica i concetti pratici di tale esperienza ad uso dei giovani studenti, ho sentito la necessità di continuare a “lavorare” proponendo a Marostica un “Osservatorio Economico Sociale” dando un ruolo alle persone che, lasciando spazio ai giovani, non hanno più ruoli operativi ma di osservazione e suggerimento. Da questo punto di vista la frequentazione della sala lettura della biblioteca di Marostica durante la giornata è una eccezionale opportunità di scambio di opinioni con chi anche in base al proprio vissuto ha indubbiamente competenze e desiderio di partecipare sempre alla vita sociale.

D’altra parte occorre abituarci a recepire osservazioni e critiche in modo costruttivo e pragmatico. La diffusione di internet anche a Marostica permette poi una rapida diffusione tra la cittadinanza delle considerazioni derivate da documentazione, confronti ed analisi. A questo punto i giornali locali non sono più il collo di bottiglia della comunicazione ai cittadini, ma devono loro stessi cambiare, se vogliono vendere, inserendo non la semplice notizia a beneficio di una parte o l’altra, ma anche argomentazioni contrarie e varie opinioni. Non ci può essere più la notizia “pilotata” perché con una pluralità di mezzi può essere facilmente smentita.

In questo senso l’Osservatorio Economico Sociale di Marostica vuol mettere a fuoco un ben preciso campo di azione. Di problematiche e scelte rischiose prese nel passato se ne pagano le conseguenze. Basti pensare alla criticità del posto di lavoro. Alle aziende chiuse le cui aree invece di essere mantenute ad uso industriale e promosse in tal senso dall’amministrazione comunale e dalle associazioni di categoria sono finite nel calderone delle aree edificabili per mera speculazione ed incasso da parte del Comune degli oneri di urbanizzazione.

Ma c’è anche un stare al passo con i tempi. Pensiamo all’evoluzione della distribuzione alimentare. A Marostica abbiamo Coop (cooperativa di consumatori) che dovrebbe essere dei soci di Marostica e dintorni, ma con elevata probabilità di confluire in Coop Adriatica se non utilizza il vantaggio competitivo della partecipazione sociale, CONAD (cooperativa dei dettaglianti numero 2 in Italia con una azzeccata politica commerciale) di proprietà dei trentini DAO, Dettaglianti Alimentari Organizzati, Lidl (discount di proprietà tedesca) e Prix (azienda vicentina, 1° discount del Triveneto). Nell’attuale situazione economica questi supermercati rappresentano il tipico supermercato di vicinato che è riuscito a superare brillantemente la crisi di questi anni, cosa che non avviene per gli ipermercati in grave difficoltà.

Il negozio tradizionale e specializzato è rimasto al palo e solo recentemente l’associazione di categoria sta intraprendendo importanti iniziative collegate all’animazione del centro storico, grande occasione di attrazione turistica per Marostica. Ma occorrerebbe una forte strategia comune tra i singoli negozi, superando la mera concorrenza col vicino, sull’esempio dei centri commerciali.

Per non parlare poi del credito con la scomparsa della Banca Popolare di Marostica e l’arrivo della Volksbank. E’ arrivato un altro mondo di cui Marostica sicuramente beneficerà.

Queste e altre situazioni terremo sotto osservazione, analizzando bilanci osservando le scelte di prodotto, tecnologia, comunicazione e marketing, cercando di sviluppare le condizioni culturali per nuove aziende, nuovi posti di lavoro.