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Autore archivio: admin

IL CONVENTO DI SAN SEBASTIANO IN ROVINA: ALMENO DELLE PROPOSTE

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Alla pregevole mostra fotografica, allestita dal locale Circolo Fotografico nella torre dei Giardini della Biblioteca, c’è una bella foto del Convento dei Santi Fabiano e Sebastiano sulle pendici del Pauso. Leggiamo dalla didascalia: “Questo sito ospitò un primo insediamento benedettino, documentato dal 1259. Successivamente la rifondazione religiosa del luogo si deve ai Frati Minori Osservanti intorno al 1483-1486. La chiesa venne consacrata nel 1494. Il complesso alle origini era di modeste dimensioni. Successivamente venne ampliato: al 1640-1645 risalgono o due chiostri porticati con volta a crociera. Vennero ampliati il corpo sud della chiesa e fu sopraelevato il campanile. Nel corso del settecento la chiesa, che era a due navate, venne ingrandita a nord con un’ulteriore cappella e raggiunse il numero di ben otto altari. Dopo la soppressione napoleonica del convento (1810), iniziò la progressiva rovina della chiesa (di essa rimangono alcune tracce dell’abside con fornice a sesto acuto), dei chiostri e del campanile, crollato a causa di un fulmine nel 1936. Rovinarono pure le numerose opere d’arte, tra le quali quelle di Jacopo da Ponte (1510-1592), detto il Bassano e di Felice Cignaroli, che un tempo impreziosivano il complesso conventuale: rimangono lacerti di affreschi nelle lunette sotto il portico dei due lati residui del chiostro, raffiguranti episodi biblici e della vita di San Francesco”. Ci sono già state da decenni discussioni interminabili in consiglio comunale, ma senza una vera idea, un progetto. Possibile che a Marostica le uniche decisioni rapide siano state le concessioni edilizie? Perché sul convento non si propone un concorso di idee?

Potrebbe essere uno stupendo ostello della gioventù collegato con la ciclabile e con le escursioni verso l’Altopiano di Asiago. Si potrebbe anche riprendere la coltivazione delle piante medicinali. Dai monaci del convento Prospero Alpini reperiva nel 1600 le sue medicine ricavate appunto dalle erbe medicinali. Ha mai pensato qualcuno a promuovere una immobiliare partecipata dal Comune con quote offerte anche ai cittadini di Marostica oltre alle aziende? Cosa ci stava a fare la ex Popolare di Marostica? E oggi la Volksbank non può promuovere una simile iniziativa? Perché la cosiddetta Cooperativa dei Consumatori investe inutilmente a Breganze, avendo aperto un punto vendita a Sarcedo, e non a Marostica diversificando la sua attività? C’è una mancanza di progettualità con ricerca delle soluzioni in tutti i suoi aspetti. Si attende che crolli tutto? E’ una realtà che fa parte della storia della città e quindi andrebbe salvaguardata. Ma abbiamo tempi interminabili per il restauro delle mura, il teatro Politeama da finire per non parlare del palazzetto dello sport inesistente che era un impegno di Bertacco quando era vice sindaco. Purtroppo Marostica sembra una città dominata da clan per il potere non da idee da proporre e possibilmente da realizzare in tempi brevi. E non si tratta solo di una questione di soldi.

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AGGIORNATO IL CURRICULUM DEGLI AMMINISTRATORI “FARLOCCHI” DELLA PER NIENTE “COOPERATIVA” DEI CONSUMATORI DI MAROSTICA

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L’assemblea di nomina degli amministratori della Cooperativa dei Consumatori di Marostica si è svolta in modo totalmente irregolare. Secondo le norme Coop gli amministratori non possono avere più di tre mandati (nove anni) e i dipendenti non possono essere amministratori per ovvio conflitto di interessi. Si è inoltre impedita la presentazione del curriculum e la discussione del programma da parte dei singoli candidati.

La lista Scomazzon/Bertazzo si era già eletta fuori dall’assemblea e quindi non serviva discutere. Per queste ragioni gli amministratori sono “farlocchi”.

Rivediamo gli aggiornamenti scoperti o pervenuteci dei vari personaggi:

Scomazzon Luigi: 71 anni, da ventiquattro anni presidente, si è rieletto con un altro mandato triennale. Pensionato da lunga data, ex sindacalista alla ex Belfe, batte Kim Jong–il, il Caro Leader della Corea del Nord, per durata del mandato.

Consolaro Pierluigi: eterno vice presidente, ex Banca Popolare di Marostica salvato dalla Volksbank. Risulta da Linkedin avere la maturità classica al Liceo Pigafetta ed essere quadro direttivo UD Analisi Crediti Anomali presso la Volksbank. Arrogante, e non era suo compito dare i tempi agli interventi, nel cercare di impedire l’illustrazione delle osservazioni di Morello alla relazione del consiglio e dei Sindaci.

Capuzzo Antonio: E’ al terzo mandato come amministratore. Laureato in legge, assessore al lavori pubblici, ex Popolare di Marostica salvato dalla Volksbank. Assunto nel 1999, fino al 2011 resp. Dell’Ufficio Segreteria Fidi e poi resp. Dell’Ufficio legale e reclami. Dal 2003 rappresentante sindacale presso la Pop. Di Marostica e delegato provinciale.

Bertazzo Luca: si è fatto eleggere dal papà Alcide, noto ex sindaco cementificatore della ex stupenda Marostica e instancabile costruttore delle trame politiche della città. Peccato che non si sia accorto che la ex Banca Popolare di Marostica stava fallendo, ma come è noto i politici non sanno che il vero padrone dell’economia è il Mercato. Luca ci ha comunicato dopo nostre indagini, parte del suo curriculum: laurea in Scienze Politiche, Master in Microfinanza nel 2008, responsabile dell’ufficio di Padova di PerMicro SpA, Finanziaria “etica” per il finanziamento di iniziative esclusa dai tradizionali canali del credito e con riferimento la BNL, gruppo BNP Paribas. Aggiunge: “1 anno vissuto in Etiopia con ONG CVM (Comunità Volontari per il Mondo), presidente dell’associazione Ujamaa, giocatore di calcio dell U.S. Valle S. Floriano, coniugato e padre di due figlie”

Agnolin Guido: eterno consigliere, è un noto infermiere.

Dinale Giuseppe: al secondo mandato, si sa che è geometra, ma nulla di più.

Morello Elisa: commessa, è dipendente della Cooperativa e le piace essere, contro ogni regola etica, controllore come amministratore e controllata come dipendente.

Parise Alberto: laureato in economia, al terzo mandato, ex Popolare Marostica salvato dalla Volksbank sembra essere collegato a Bertacco, ex consigliere comunale bivalente, di maggioranza e minoranza, ex consigliere della Popolare di Marostica e oggi consigliere della Volksbank. In dote ha portato il buco della Madonna della ex Popolare di Marostica. I sudtirolesi sembrano un po’ incazzati in quanto recentemente hanno dovuto ricapitalizzare.

Barausse Alessandro: ci ha inviato il curriculum: addetto al reparto macelleria, dipendente, non può essere amministratore.

Meneghin Giovanni: eterno consigliere, ex consigliere comunale, pensionato.

Pellizzer M. Patrizio: per la prima volta eletto dovrebbe essere, da informazioni di piazza, un tecnico della Vimar.

Nota bene. La presentazione del curriculum per i candidati consiglieri è obbligatoria a norma del regolamento della Cooperativa dei Consumatori.

Conclusione: QUANDO SARA’ RICONVOCATA L’ASSEMBLEA PER DELLE REGOLARI ELEZIONI CON PRESENTAZIONE DEI CANDIDATI E DISCUSSIONE DEI PROGRAMMI?

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MAO TSE-TUNG – BERTAZZO LANCIA LA DINASTIA. MA CHI E’ LUCA BERTAZZO?

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Senza alcuna presentazione di curriculum, come previsto dal regolamento, ma sotto l’ala protettrice di papi, Luca Bertazzo è uno dei nuovi consiglieri di amministrazione della “ex Cooperativa” ora sempre più “Supermercato” dei Consumatori di Marostica. Ma chi è Luca Bertazzo?

E’ innanzitutto appunto figlio di Alcide, nome assegnatogli il 26 aprile 1948 dai genitori ferventi democristiani in onore dell’appena eletto a governare l’Italia, Alcide De Gasperi. Lui era quindi destinato a governare Marostica. Laureato in Scienze naturali, è andato in pensione nel 2003 dopo aver insegnato per 25 anni. E’ stato Sindaco di Marostica dal 1999 al 2009 e poi vice Sindaco con Scettro. Co-autore del golpe contro Scettro nel 2011, è protagonista per l’elezione di Marica Dalla Valle con l’alleanza Marostica Più, che non è una normale alternanza al governo della città, ma un’alleanza destra-sinistra per il potere, per cui gli scheletri delle passate gestioni restano negli armadi.

Il figlio Luca però ha un’altra storia, anche se è difficile comprendere le ragioni della sua nomina dal curriculum che abbiamo scoperto. Si laurea in Scienze Politiche nel 2006 e poi consegue un Master nel 2008 in Microfinanza all’Università di Bergamo dove studia con giovani provenienti da vari Paesi in via di sviluppo appunto finanza in funzione del microcredito. Dopo una brevissima esperienza (10 mesi) con la Caritas in Sri Lanka, rientra subito in Italia e viene assunto nel 2009 da PerMicro S.p.A. come responsabile dell’ufficio di Padova.  Che cosa è PerMicro S.p.A.?

E’ una Finanziaria che così si definisce: “Creiamo occupazione e inclusione sociale attraverso l’erogazione professionale di microcrediti, l’educazione finanziaria e l’offerta di servizi di avviamento e accompagnamento all’impresa, in un’ottica di sostenibilità della nostra attività. Ci rivolgiamo a persone competenti con una buona idea imprenditoriale e a persone con esigenze finanziarie primarie (casa, salute, formazione), escluse dai tradizionali canali del credito per insufficiente storia creditizia o precaria posizione lavorativa”. I Soci sono:3

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Il socio forte è quindi BNL gruppo BNP Paribas e per quel che si capisce PerMicro S.p.A. è la sua finanziaria etica. La crescita di PerMicro è stata notevole passando da circa 800.000 Euro di proventi nel 2012 a circa 3.600.000 Euro nel 2015 con crediti verso la clientela di 40 milioni rispetto ai 9,6 del 2012. La fase iniziale ha comportato delle perdite di gestione, non essendo ancora coperti i costi dal margine. La previsione è di un primo utile nel 2016. Per continuare lo sviluppo e coprire le perdite, la finanziaria necessita però di essere ricapitalizzata. Dietro c’è sempre più stretta mamma BNL che con molto probabilmente interverrà aumentando la sua partecipazione

Ma che ci sta a fare Luca Bertazzo in consiglio della “Cooperativa”  dei Consumatori?

Due sono le ipotesi:

  • o il suo curriculum è una cosa seria, per cui si avrà un interesse a promuovere società/cooperative di giovani nei servizi (consegna a domicilio della spesa, ecc,) e nell’agricoltura per prodotti a km zero
  • o è, come sembra molto probabile,  la prima poltrona per succedere a papi nella carriera politica a Marostica.

Da ricordare però che per le aziende c’è il Mercato non la Politica ed il Mercato non perdona rispetto alla Politica, cui alla fine nessuno risponde di quello che fa, vedi anche Mao Tse-tung.

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GIORGIO GUIDA E FRANCESCA ORGANIZZATRICE PER IL GRUPPO DEL MERCOLEDI’

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Non solo c’è l’impegno di Giorgio per scoprire sentieri nuovi e di Francesca per organizzare il tutto anche con la memorabile e costante sosta caffè. Quando c’è qualcosa di nuovo e un po’ più impegnativo c’è Giuliano, responsabile del Gruppo CAI Natura di Marostica che si aggrega e guida. E questo ogni mercoledì dell’anno estate ed inverno il gruppo si ritrova ogni mercoledì alle 8.30, col sole o la pioggia per esplorare a piedi i dintorni di Marostica. Tutti rigorosamente con 50 e più anni in tenuta escursionistica, forse con più donne che uomini. In tutto tra le 20 e le 30 persone ogni gita. Una volta al mese l’escursione supera le quattro ore con la sosta per il pranzo per lo più in un ristorante delle colline con prezzi operai e qualità da signori. E così si spazia da Mason a Conco, da San Michele a Rubbio, ma non mancano le gite lungo il Brenta o nel Feltrino. Ogni settimana una camminata diversa con nuovi sentieri sconosciuti ai non esperti e nascosti tra le siepi.

E’ la riscoperta della bellezza dei posti in cui viviamo che magari da più giovani non conosciamo per avventurarci in spedizioni in paesi lontani, senza conoscere che a due passi da casa abbiamo una natura ricca di animali, piante e fiori con anche delle località che vedono il ritorno dei vecchi abitanti con il restauro a regola d’arte delle vecchie case abbandonate.

Marostica è anche questo, da difendere.

XAUSA PIU’ BRAVO DI GASPAROTTO EX DG DELLA EX POPOLARE DI MAROSTICA?

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Si legge nella relazione di Bilancio 2015 della Banca Popolare – Volksbank nella parte SPONSORIZZAZIONI ED ELARGIZIONI : “…sostiene associazioni o iniziative coerentemente con un preciso piano marketing, allo scopo di raggiungere specifici obiettivi di immagine e/o commerciali. Le sponsorizzazioni promuovono l’immagine e la popolarità della Società, ma tendono anche a consolidare il legame con il cliente e rappresentano un mezzo strategico che agevola l’avvio di nuove relazioni.

Nel 2015 Banca Popolare – Volksbank ha investito complessivamente in sponsorizzazioni 655.462 Euro.

I settori che hanno beneficiato vanno dallo sport, alla cultura, al sociale alla formazione. Il sostegno alle sezioni giovanili delle associazioni sportive viene tenuto in particolare considerazione. Normalmente i contratti di sponsorizzazione hanno durata pluriennale e possono essere  rinnovati. Nel 2015 Banca Popolare – Volksbank ha sponsorizzato circa 145 associazioni. L’investimento è ricaduto per circa il 72,5% in attività sportive, mentre del restante 27,5% hanno beneficiato associazioni culturali, sociali ed ecologiste.

A questo importo va aggiunta la somma gestita direttamente dalle filiali a sostegno di iniziative locali di piccola/media entità. Nel 2015 tale importo è ammontato complessivamente a 350.000 Euro.

E’ ESATTAMENTE LA CIFRA ASSEGNATA ALLA COSI’ DETTA FONDAZIONE BANCA  POPOLARE DI MAROSTICA! Perché non viene specificato? Ed essendo tale importo nel paragrafo “sponsorizzazioni” dovrebbe intendersi che la destinazione dei fondi dovrebbe avere quell’indirizzo stabilito dal Consiglio di Amministrazione della Volksbank.

Proseguendo nella lettura del capitoletto abbiamo il successivo paragrafo elargizioni: ”Banca popolare – Volksbank sostiene il territorio anche mediante elargizioni, per sostenere le realtà meritevoli di supporto.. Di norma le elargizioni sono destinate a finalità di bene comune e possono anche essere indirizzate ad istituzioni culturali. Tradizionalmente la Società contatta direttamente le strutture locali destinatarie….Complessivamente nel 2015 le elargizioni sono state circa 342.000 Euro. Tra le istituzioni beneficiarie si registrano parrocchie, associazioni volontarie laiche ed istituzioni locali.”

Quindi il totale 655.000+342.000+350.000 = 1.347.000 Euro. I 350.000 Euro per Marostica corrispondono con precisione “teutonica” al peso della ex Popolare di Marostica nella Volksbank e cioè circa il 25%.

Ma la cifra di 350.000 Euro è lorda perché bisogna considerare i 50.000 Euro di costo della Fondazione con anche le retribuzioni dei vari Xausa, Cortese, Cuman…E quindi la % destinata alle iniziative sociali diminuisce a 300.000 Euro.

Ma quanto elargiva la ex Popolare di Marostica sotto l’ex direttore generale Gasparotto? L’unico dato disponibile è il bilancio 2012 in cui “l’Assemblea dei soci, per opere di assistenza e beneficenza, ha quindi messo a disposizione del Consiglio € 127.957 che si sono concretizzati in 663 erogazioni liberali”. Lo statuto della Marostica prevedeva di destinare nella ripartizione dell’utile “una quota non superiore al 6% da devolvere, ad insindacabile giudizio del Consiglio di Amministrazione, a scopo di beneficenza, assistenza e di pubblico interesse a favore dei territori serviti”. Ma nel 2012  la Banca registrava una perdita di 7 milioni e quindi non avrebbe potuto elargire alcuna somma. Infatti gli anni successivi, sempre in perdita, pur evidenziando un capitoletto “INIZIATIVE SOCIALI E MUTUALITA’”, non viene evidenziata alcuna cifra anche se sono elencate parecchie attività tra cui nel 2014 “La Banca ha contribuito alla realizzazione di un volume a cura di Roberto Xausa dal titolo”…Avvegnachè, Havendo ne li tempi andati…”

Nel 2012 la Volksbank aveva stanziato 706.000 € di cui 131.000€ per elargizioni, quasi la stessa cifra della generosissima Marostica che ripetiamo pesava un quarto della Volksbank.

Anche negli anni successivi la Volksbank mantiene più o meno stabile il totale: 752.000 € nel 2013, 770.000€ nel 2014, per arrivare, senza l’importo destinato a Marostica, a 997.000 € nel 2015 con quindi un incremento di ben del 29% sull’ultimo anno. Perché? Forse per mantenere la stessa % ponderata con Marostica?

Per concludere, con la cosiddetta Fondazione Banca Popolare di Marostica sembra che la Volksbank deroghi dalla sua specifica politica commerciale a sostegno del territorio finalizzata sul totale per il 66% nel 2015 (ma erano l’81% nel 2012) ad attività di sponsorizzazioni, soprattutto sportive, per dare forse il via ad una OPERA PIA dei secoli passati.

Sembra una gestione allegra (con i soldi dei Soci) a fronte di una situazione di bilancio che richiede la massima attenzione evidenziando la Volksbank un ROE del 3,5% rispetto ad un ottimale 8% e un texas ratio (crediti deteriorati netti/patrimonio netto tangibile) del 96% rispetto ad un accettabile 57% del 2014.

 

Alessandro Morello

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

AI CAPITELLI SPECULAZIONE EDILIZIA E SAGA FAMILIARE

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Quante volte siete andati ai Capitelli per l’ottima tagliata ed i fagioli con la salsa? Ma adesso non si può più parcheggiare sul terrapieno davanti e restare estasiati dal magnifico paesaggio.
E’ in costruzione un incredibile albergo proprio sul terrapieno-piazzale per soddisfare delle esigenze familiari, che possiamo anche definire come saga, perché c’è dietro una storia.
Il paesaggio viene ancora deturpato. Ma non sarebbe stato economicamente più vantaggioso fare un caffè ristorante all’aperto con pergolato senza alcuna costruzione e magari ristrutturando le abitazioni diroccate intorno, creando una specie di agorà con il Santuario?
Pare che non si sia ancora compreso che i turisti vengono a Marostica non per le camere in più, che ci sono già a sufficienza, ma per il paesaggio. Ci sono tra l’altro delle belle ristrutturazioni di case effettuate sulla montagna fino a Conco. La maggior parte degli interventi sono espressione di civiltà e rispetto ambientale.
E’ bastato poi mettere della cartellonistica per aumentare gli escursionisti per i sentieri. Ci sono ancora tanti sentieri belli, nascosti e non segnalati. Valorizziamo anche quelli con tante segnalazioni.
C’è chi scrive: “ Io penso invece che un albergo a Capitelli renderà più vivace il posto più frequentato e conosciuto magari molti pernotteranno per le feste del santuario, ci sarà più spazio un giardino composto e parcheggio, molte cose che ora non ci sono! E sopratutto qualche posto di lavoro per chi ne ha bisogno……con i tempi che corrono io penso che chi ha intrapreso questo progetto sia oggi un coraggioso da lodare…….”.
Non scherziamo era una bellissimo posto paesaggistico e le case in collina sono sempre state costruita addossate alla montagna….con il terrapieno davanti a mo’ di piazzale. Che saggi i nostri vecchi!
E poi che sia un affare è tutto da dimostrare con le tendenze di mercato in essere per alberghi isolati.
Ci sono già nei dintorni di Marostica casi clamorosi di flop alberghieri.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

MINACCIA ANCHE ALLA LIBERTA’ DI INFORMAZIONE ED OPINIONE

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Riceviamo e pubblichiamo la e mail ricevuta dal Rag. Gianni Scettro:

“Grazie per i suggerimenti ma mi permetto di sottolineare che gli aspetti da Lei toccati sono espressi a pagina 2 punto 2.

Tutti abbiamo sempre qualcosa da imparare, nel mio caso penso che dopo 30 anni che partecipo a consigli di amministrazione di aziende, banche, cooperative, soprattutto di credito, si possa acquisire anche un po’ di esperienza aziendale.

I giudizi e soprattutto i commenti sui sindaci “farlocchi” e meglio non farli, ma soprattutto prima di farli conoscere la realtà.

Lei invece che è revisore contabile e che cita gli articoli del codice civile quali incarichi ricopre?

Analizzerò assieme agli altri sindaci le azioni da intraprendere per salvaguardare la nostra immagine”.

 

Ecco l’articolo completo pubblicato su Facebook.

APPLICATA L’OFFERTA 2 X 1 PER I  SINDACI  DELLA COOPERATIVA DEI CONSUMATORI.   MA CHI SONO?

Sinceramente viene un dubbio. Ma Scomazzon, per 24 anni presidente della Cooperativa dei Consumatori di Marostica, ha le capacità e le competenze per dirigere un’Assemblea della Cooperativa che avendo capitale sopra il milione di euro va gestita con le procedure formali ed i regolamenti di una SpA soprattutto in presenza di proposte e candidature nuove o è tutta solo una storia di cordate politiche ed elezioni “farlocche” per il potere?

Come si può dare per scontata la conferma del Collegio Sindacale senza passare per candidati alternativi e votazione con schede come per il Consiglio? Cioè si è votato il nuovo Consiglio e si è accettato in regalo la riconferma del vecchio Collegio Sindacale. Voti uno e prendi due. Inimmaginabile in qualsiasi Assemblea Sociale. Ma questo è accaduto alla Cooperativa dei Consumatori di Marostica.

E chi sono i Sindaci “farlocchi”:

Scettro Gianni, ragioniere, consigliere comunale ed ex Sindaco della città. E’ Presidente del Collegio. Sembra non avere esperienza aziendale, solo contabile.

Crestani Alferio, laureato in economia, ha perso il contatto con la realtà aziendale.

Franco Gera, ragioniere, è l’unico con completa capacità professionale. Probabilmente si trova in minoranza nel Collegio Sindacale.

Il Collegio dei Sindaci attuale produce relazioni “copia ed incolla” senza approfondire e chiarire l’organizzazione ed i dati aziendali. Soprattutto non dimostra di conoscere il Codice Civile che nell’art.2403, Doveri del Collegio Sindacale così recita:

“1. Il Collegio Sindacale vigila sull’osservazione della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo corretto funzionamento.

  1. Esercita inoltre il controllo contabile nel caso previsto dall’art. 2409-bis, terzo comma.”

Nella relazione dei Sindaci non c’è alcuna considerazione sull’adeguatezza organizzativa, amministrativa e contabile per la tutela dei Soci della Cooperativa.

Teniamo conto inoltre anche che in assenza di una Commissione Elettorale con relativo regolamento per la validazione delle candidature ed il regolare svolgimento delle elezioni (Scomazzon ha nominato un suo uomo a Presidente dello scrutinio silurando il giorno prima chi lo aveva sempre fatto con imparzialità, solo perché aveva espresso dubbi sulla ricandidatura di Scomazzon), tali compiti spetterebbero ai Sindaci assieme a quelli dei Probiviri, per dirimere eventuali controversie minori.

 

Alessandro Morello

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

 

N.B.: Morello è laureato in Chimica industriale, Diploma in Organizzazione Aziendale Cuoa con tesi su “Analisi economico finanziaria di una cooperativa operante nell’edilizia” con il Prof. Giorgio Brunetti (controllo di gestione). E’ stato responsabile delle Coop Industriali nel Veneto e nel Consiglio Generale di Legacoop a Roma, amministratore delegato di Fujifilm Italia, direttore generale per Sennheiser Italia e altri brand esteri, amministratore della Cooperativa dei Consumatori (cacciato per le cose fatte e proposte), docente all’Università degli Studi di Udine, è coordinatore dell’Osservatorio Economico Sociale di Marostica ed è revisore contabile. Appassionato di legalità ed onestà.

IL RISPARMIO DEI SOCI SALVA COOP ADRIATICA

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Si stanno svolgendo nel mese di maggio in Veneto (per la nostra zona a Pove del Grappa il 27 maggio alle ore 20.30 presso la Sala Polivalente Comunale) le assemblee di bilancio della grande Coop Adriatica con oltre 1,2 milioni di Soci. Ma saranno le ultime perché dal 1° gennaio 2016 è in atto la fusione con Coop Consumatori Nordest e Coop Estense con la formazione di Coop Alleanza 3.0, una Super Coop con 4,2 miliardi di euro di fatturato ed i Soci quasi triplicati.

Ma qual è la situazione di bilancio di Coop Adriatica nel 2015?

I ricavi ammontano a 2.023 milioni in flessione dell’1,6% rispetto al 2014, dovuta principalmente alla crisi degli ipermercati. Il problema è la redditività delle vendite che registra una perdita tra ricavi e costi di produzione di ben 21 milioni rispetto ad una perdita di 6 milioni nel 2014. Una perdita quindi dell’1% rispetto ad un normale utile netto positivo del 2-3% di aziende similari con punte del 4% di Esselunga. Dicono nella relazione di bilancio che la perdita è dovuta ad un riposizionamento dei prezzi in basso, in realtà, se guardiamo bene, per costi di struttura enormi e fuori linea.

Ma ecco la bacchetta magica che porta in utile la Coop: i proventi finanziari in particolare il risparmio sociale. I Soci hanno versato ben 2.265 milioni di euro in cooperativa, che li ha remunerati all’1,7% lordo (era l’1,9% nel 2014) pari a 37 milioni. Ma alla Cooperativa l’investimento finanziario dei soldi dei Soci non rende meno del 4% anche se è difficile l’esatta estrapolazione. Rende quindi come un normale fondo bilanciato obbligazionario. Il totale dei proventi finanziari ammonta al netto dei 37 milioni pagati ai Soci prestatori la ragguardevole cifra di 136 milioni. La legge prevede che il risparmio sociale può essere remunerato 2 punti in più dei buoni postali decennali. Quindi potrebbe essere remunerato benissimo sopra il 3%.

Ma ciò non e possibile perché occorre coprire perdite finanziarie per 75 milioni (c’è anche la Popolare di Vicenza?) e i 21 milioni della gestione ordinaria. Poi bisogna dimostrare che si è bravi con un po’ di utile netto pari a 35 milioni. Ma è un utile non commerciale e “preso” dal risparmio dei Soci.

Ovviamente, data la situazione, anche il ristorno ai Soci è un sogno.

 

Adesso c’è Coop Alleanza 3.0. Ci auguriamo che non sia un’alleanza di perdite perché il bilancio aggregato 2015  delle tre cooperative chiude con un fatturato di 4.169 milioni con una perdita della gestione commerciale di 58 milioni ed un utile netto totale con la gestione finanziaria di soli 4 milioni: una miseria.

C’è veramente da mettersi le mani nei capelli e correre a ristrutturare un realtà cooperativa che non può essere gestita in questo modo.

 

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

UNA BIBLIOTECA DA RILANCIARE

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La biblioteca di Marostica è una delle istituzioni più importanti della città. Vi fanno riferimento tutte le Associazioni che aderiscono alla Consulta del Territorio di Marostica. Vi opera al suo interno l’Associazione dei Volontari della Biblioteca. Molte biblioteche più che dei Volontari la chiamano degli Amici.

E’ costituito su delibera del Consiglio Comunale il Comitato della Biblioteca composto di sette membri ed integrato con voto consultivo da 2 rappresentanti della Consulta fra le Associazioni Culturali del territorio, 1 rappresentante del Consiglio di Istituto del “Dalle Laste” di Marostica, 1 rappresentante del Consiglio di Istituto “P.M. Pozza” di Lusiana, per la sezione staccata di Crosara ed infine 2 rappresentanti dell’Associazione Volontari della Biblioteca.

La biblioteca è un momento importante di riferimento non solo per le varie Associazioni, ma anche per gli studenti che trovano lo spazio per studiare e i cittadini di tutte le età per leggere i giornali e le riviste e perché no per ritrovarsi in un ambiente che non sia il bar.

Stanno arrivando tutte le riviste previste dopo mesi di totale assenza e questo è stato un fatto molto grave per una biblioteca.

Inoltre si è attivato un importante aggiornamento informatico per cui i libri possono essere prenotati anche da casa nell’ambito del servizio provinciale on line.

Leggiamo inoltre su Cultura Marostica che è partito un servizio su Facebook. Il problema è che pochi sanno il nome della biblioteca e quindi, come gli altri Comuni, la pagina andava nominata come “Biblioteca Marostica” e non “Biblioteca Civica Pietro Regazzoni” che pochissimi conoscono. Questo è un grosso problema di comunicazione.

Ma c’è anche una mancanza di programmazione continuativa dell’attività della Biblioteca stessa. E’ indispensabile che una biblioteca abbia un’attività scadenzata di presentazione dei libri con possibilmente gli autori. Dovrebbe per esempio essere una scadenza fissa il mercoledì alle 18.00. E questo al di fuori di una logica puramente commerciale, ma culturale. Stanno uscendo per esempio dei libri molto interessanti sulla storia del secolo scorso o sulle problematiche religiose su cui oggi ci si scontra.

Per ora l’attività dei Volontari è limitata a garantire la fruizione della Biblioteca alla domenica, ma con l’apporto di nuove adesioni e sistemando il vecchio statuto, potrebbe gestire ulteriori attività. Come appunto la presentazione dei libri. Occorre far funzionare gli organismi e promuovere delle attività che diano entusiasmo e soddisfazione ai promotori e partecipanti.