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BASSANO BANCA: LA FATICA E L’ORGOGLIO DI ESSERE CREDITO COOPERATIVO

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Esaminiamo il sistema delle casse rurali locali, dopo Banca Popolare Volksbank, e prendiamo come riferimento Bassano Banca ex Credito Cooperativo di Romano e Santa Caterina. Dal punto di vista della gestione con le Popolari che diventeranno SpA, le Banche Cooperative o Casse Rurali resteranno l’unico esempio in cui i Soci valgono singolarmente e non per le azioni possedute.
Inoltre è già in vigore il limite al mandato continuativo degli amministratori che può essere al massimo di nove anni.
Le dimensioni della Bassano Banca in base agli impieghi sono circa un quarto della ex Popolare di Marostica con 327 milioni di esposizione netta verso la clientela. Il patrimonio netto risulta essere di 41 milioni e l’utile pari a 0,6, quindi il ROE, utile diviso il capitale e quindi la redditività, risulta essere pari all’1,4%. I crediti deteriorati ammontano a 44 milioni e quindi % rispetto al capitale sono il 107%. Un valore elevato, ma inferiore al 134 % del sistema cooperativo italiano o al 173%
del credito cooperativo veneto, chiaramente con situazioni particolarmente critiche al suo interno.
La situazione della Bassano Banca evidenzia parametri leggermente più deboli rispetto a quelli della Banca Popolare Volksbank a fine 2015 (crediti deteriorati su capitale netto 98% e ROE 3,5%). Ricordiamo che una situazione di normalità vorrebbe la % dei crediti deteriorati sul capitale intorno al 50-60%.
Questi dati sono dimostrativi della necessità del rafforzamento patrimoniale del Credito Cooperativo attraverso un sistema di garanzie comuni come prevede la nuova riforma. Infatti è già stato approvato il decreto legge che obbliga le Banche cooperative con capitale inferiore a 200 milioni ad aderire ad una holding unica nazionale con capitale superiore ad 1 miliardo. Tale holding avrà poteri di garanzia, controllo e coordinamento sulle attività delle singole banche e costituirà una
ulteriore garanzia per i Soci ed i clienti in genere. Leggiamo inoltre nella relazione di bilancio 2015 della Bassano Banca:
“A fine 2015 i Soci della Banca erano 3.224, con aumento di 61 soci (pari al 2%) rispetto all’anno precedente. A fronte di 118 nuovi Soci, sono usciti 57 Soci. L’86,82% della compagine sociale è costituita da persone fisiche, il 13,18% da persone giuridiche:  la componente “giovani” (con età inferiore ai 36 anni) rappresenta l’8% del totale”.
“La Banca ha continuato a portare avanti alcune attività volte ad allargare la base sociale e soprattutto a qualificare il rapporto con i soci sotto il profilo dell'informazione sulla vita della società e sotto il profilo culturale per l'elevamento delle condizioni morali, culturali ed economiche. I soci hanno alcuni vantaggi diretti e indiretti derivanti dal loro status. Tra le prerogative dirette:  tassi di remunerazione c/c superiori alla media, esenzione da commissioni di ingresso su taluni Fondi o da gestione dossier (se titoli di stato e obbligazioni proprie), spread su mutui ipotecari inferiori alla media del mercato, come pure su chirografari o finanziamenti finalizzati al risparmio energetico;  altri incentivi extra bancari ai soci: copertura assicurativa a titolo gratuito che assicura un adeguato indennizzo nel caso di ricovero ospedaliero.
I soci possono inoltre accedere ad iniziative di altro tipo quali:
 premi allo studio per soci e figli di soci;

 viaggi a lungo raggio, gite / visite culturali a rassegne (nel 2015 all’Expo di Milano) e musei

locali, corsi, eventi conviviali e concerti;

 una prima consulenza legale gratuita da parte di avvocati, nonché esperti finanziari e fiscali a disposizione.

Infine numerose sono state le opportunità legate alla diffusione di formazione ed informazione:

 “IMPRESA 3.0: pronti a ripartire?” è stato il titolo del ciclo di serate formative rivolto ad imprenditori locali (aperto anche non soci/clienti) in collaborazione con qualificati relatori di Confidi e Broker assicurativi al fine di affiancarli in questo particolare momento di forte cambiamento e competitività;

 progetto di promozione dell’educazione finanziaria presso la comunità locale attraverso iniziative volte a favorire il risparmio e l’utilizzo consapevole del denaro e volte alla conoscenza dei meccanismi di base che ineriscono le banche e il mondo della cooperazione;

 numerosi incontri periodici presso le varie piazze rivolti ai soci per un’informativa e un confronto sull’attività ed i risultati della Banca e sui temi legati alla situazione economica;

 il Bilancio Sociale e di Missione, redatto annualmente, quale mezzo per raccontare in modo semplice e concreto le azioni che nell’anno la Banca ha compiuto per i soci e per i membri delle comunità locali;

 il sito aziendale, per promuovere le attività bancarie ed extra bancarie dell’istituto, riservando una sezione propria ai Soci.

Allo scopo di promuovere le attività imprenditoriali dei soci, viene offerta l’opportunità di apparire gratuitamente sul portale www.spaziosoci.it (il primo circuito interregionale dedicato a tutti i Soci delle BCC) quale punto virtuale di incontro tra chi cerca e chi fornisce servizi o prodotti. Di contro invece, si offre ai Soci consumatori, l’opportunità di ricevere condizioni riservate e vantaggiose presso diversi esercenti locali aderenti al circuito “Buona Convenienza Cooperativa”: realtà produttive e di servizi dei 36 comuni di competenza, di tutti i settori merceologici in essere a condizioni di costo e qualità favorevoli, offrendo nel contempo la prospettiva alle aziende contattate di veder incrementati i loro volumi di vendita”.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

LA CUMAN IMBALSAMA PROSPERO ALPINI

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Prospero Alpini è il più importante marosticense della storia della città. Quello per intenderci che ha portato in Europa il caffè (semi chiamati dagli arabi bon) nel 1592. Medico famoso e per ovvie ragioni conoscitore delle erbe medicinali, è stato anche il direttore dell’Orto Botanico di Padova.
Ogni tanto viene fatto qualche convegno a Marostica chiamando dei relatori che per la maggior parte sono dell’Università di Padova. C’è anche dal 2006 un Centro Studi dedicato a Prospero Alpini presso la biblioteca di Marostica che ha curato alcune pubblicazioni e un sito www.prosperoalpini.it che dà una sintetica informazione. Viene anche scritto che è stato appena rieletto il consiglio direttivo 2016-2019 (ma chi lo ha rieletto? chi sono i soci? dove è lo statuto?), che sembra non essere stato cambiato rispetto al precedente. Accanto ai nomi non esiste alcuna biografia dei componenti per cui abbiamo cercato di ricostruirle:
Giuseppe Ongaro, presidente, docente di Ematologia e Storia della Medica all’Università di Padova.

Maria Angela Cuman, vice-presidente, docente, ex assessore alla cultura, ex presidente della biblioteca, vice presidente della così detta Fondazione della Banca Popolare di Marostica, di fatto il “capo” del Centro Studi.

Maurizio Rippa Bonati, attualmente è Vice Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze delle Professioni Sanitarie Tecniche Diagnostiche dell’Università di Padova e Responsabile scientifico della Biblioteca Medica “Vincenzo Pinali” sezione antica. E’autore o coautore di sei monografie e di oltre cento articoli di argomento storico-medico.

Antonio Muraro, docente, è uno storico di Marostica con numerose pubblicazioni soprattutto riguardanti la città.

Massimo Rinaldi, insegnante, Membro del Comitato per la pubblicazione delle fonti della Terraferma veneta, della International Society of Cultural History, della European Society for the History of Medicine and Health e del Centro interuniversitario di Storia culturale. Cultore della materia (Storia della Storiografia moderna) presso il Dipartimento di Storia dell’Università di Padova e in area storica della Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (SSIS) del Veneto. E infine membro del Centro per  la Storia dell'Università di Padova.

Franco Di Cianni, docente, non abbiamo trovato informazioni se non un suo scritto scritto: Il contributo di Prospero Alpini alla litotripsia, «Acta medicae historiae Patavina», 8-9 (1961-62/1962-63).

Giorgio Strapazzon, architetto, titolare con Fabrizio Volpato dello Studio VS Associati di

Marostica, che si è aggiudicato il concorso internazionale bandito dall’Università di Padova, e che poi ha realizzato, per il progetto di ampliamento del complesso botanico più antico del mondo, con l’obiettivo di creare un atlante della biodiversità. Si tratta di un vero e proprio giardino delle “zone climatiche”, sfida progettuale che ha affrontato la relazione tra pianta e ambiente Angelina Frison, storica tra poco ex bibliotecaria di Marostica che funge da tesoriere.
Partecipano di diritto, anche se sarebbe opportuno eliminare queste formalità, il Sindaco ed all’assessore alla Cultura di Marostica.
E’ quindi un gruppo chiuso, non si sa chi ne siano i soci, sembra quasi una loggia segreta di studiosi che “coltivano” l’eredità” di Prospero Alpini. Manca anche una visione più ampia sviluppando gli argomenti di interesse di Prospero Alpini (es. erbe medicinali, botanica) e una presenza interdisciplinare, con anche un esperto di marketing/relazioni pubbliche e del mondo imprenditoriale oltre che della scuola locale. Presenza oggi più che mai necessaria per valorizzare il lavoro svolto degli storici, che altrimenti non trova concretezza di iniziative coinvolgenti un ampio pubblico. Per esempio sarebbe interessante avere un piano di fattibilità per l’eventuale progetto di organizzazione annuale o biennale di una settimana europea del caffè a Marostica. Così nel concreto sarebbe ricordato Prospero Alpini.

Per il momento è in preparazione per il 26 novembre 2016 un convegno per il quarto centenario della sua morte.
Teniamo presente inoltre che la più significativa pubblicazione, che dovrebbe essere ristampata e regalata ad ogni cittadino di Marostica, è quella edita nel 1963 riportante gli atti del convegno “La personalità e l’opera scientifica di Prospero Alpini”, che a quei tempi ha visto il Comune di Marostica vero protagonista. Poi tutto è andato nel cassetto o negli scaffali della biblioteca per meglio dire.
E l’imbalsamazione continua.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

SINDACO E VICE DI MAROSTICA VOLANO IN CINA PER TRE GIORNI NON PER MAO TZE TUNG, MA A FARE CHE E A SPESE DI CHI?

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“Il confronto aiuta sempre a crescere”. Con questo spirito il sindaco di Marostica Marica Dalla Valle e l’assessore al turismo Simone Mattesco hanno accettato l’invito della provincia cinese dell’Henan (Cina Centrale) al Mayor’s forum on tourism, che si è svolto nella città di Zengzhou con la partecipazione della World Tourism Organization. Ma realmente di cosa si tratta? I cinesi organizzano l’evento ogni due anni sempre a Zengzhou, invitando sindaci e amministratori di 80 nazioni sempre diversi ogni anno. Però non è per promuovere il turismo anche in Italia come afferma il sindaco di Marostica, ma piuttosto il contrario.

Zhengzhou è un grande città capitale della provincia di Henan con una storia millenaria essendo stata fondata oltre 10.000 anni fa. “Precedentemente era conosciuta con il nome di Zhengxian. La sua prefettura si estende su una superficie di 7.446,2 km² e possiede una popolazione di 7.243.000 abitanti. L’area urbana della città invece si estende su una superficie di 1.010,3 km² con 4.362.000 abitanti con una densità di oltre 4.318 abitanti per km². Si tratta di una città industriale dalle strade che si intersecano perpendicolarmente e due grandi parchi situati nella zona centrale, e recentemente vi è stato costruito un parco hi-tech nella zona nord. La città si trova a circa 700 km da Pechino e a 1000 da Shanghai, raggiungibili attraverso il sistema di ferrovie (treno ad altissima velocità) di cui Zhengzhou è un nodo importante nella regione” ( da Wikipedia).

“La delegazione italiana era composta da 14 comuni che rappresentavano tutta la Penisola” commenta l’assessore al turismo Simone Mattesco “Il confronto con i colleghi amministratori di Austria, Polonia, Repubblica Ceca, Nuova Zelanda, Australia e Cina, solo per citarne alcuni, è stato costruttivo e positivo. Abbiamo inoltre instaurato relazioni e rapporti con i comuni che facevano parte della delegazione italiana”. E continua: “Da sempre sosteniamo che fare rete è la strada maestra per crescere e la vivacità e le intuizioni dei nostri colleghi in campo turistico potranno aiutare anche Marostica ad avere una visione più ampia sul tema e sulla promozione”.

D’altra parte come dice l’assessore al turismo di Firenze, Cristina Giachi, è una missione a costo zero per l’Amministrazione comunale visto che le spese sono a carico del China National Tourism Administration the People’s Government of Henan Province. Il ruolo di capo e portavoce della delegazione italiana di 28 componenti è stato affidato a Stefano Balloch sindaco di Cividale che è intervenuto parlando del legame della città come location cinematografica collegata al turismo.

Insomma pagano i cinesi i giorni di soggiorno e anche il viaggio aereo. I giorni attivi sono stati due: uno dedicato alla visita della città e dintorni e uno di convegno con le relazioni. Siccome i cinesi non sono ingenui mecenati, perché lo fanno? Si tratta solo di un modo per i cinesi di presentare come le città di tutto il mondo si muovono nel valorizzare la loro storia e i loro beni culturali con dei relatori diversi ogni due anni a rimborso spese?

 Il vero fine è invece un altro!

Lo scopo è soprattutto, in modo molto abile e geniale, di promuovere la loro città turisticamente attraverso un’azione di pubbliche relazioni con comunicati stampa sull’evento che girano in tutto il mondo, cosa che valorizzata come pubblicità rientra alla grande nei costi sostenuti. E’ una importante attività di pubbliche relazioni con un grande ritorno di comunicazione. Quanto costerebbe una campagna pubblicitaria classica coinvolgendo 80 paesi?

La città cinese ha infatti il riconoscimento governativo di “Excellent Tourism City”, “Optimal Conference and Exhibition City”, “National Competitive City” e “National Cultural City”.

Quindi mica fessi questi cinesi! Altro che andare a cercare turisti per Marostica in Cina! Speriamo che i nostri non si siano accontentati di essersi fatti solo un bel viaggetto gratis grazie alla notorietà di Marostica, ma riflettano di come, per esempio, a Marostica potrebbe essere valorizzato il nostro Prospero Alpini attraverso una settimana europea del caffè coinvolgendo in pieno le attività commerciali locali e regionali, dato che il nostro concittadino lo fece conoscere nel 1592 agli europei.

Dobbiamo aspettare  sindaco e vice cinesi?

Da noi manca la visione e la conoscenza del valore del fare bene il marketing, perché quasi tutto viene buttato in “politica” e quindi solo in visibilità personale.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

RICHIESTA DI VERIFICA PATRIMONIALE A SCOMAZZON

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Luigi Scomazzon da 24+3 anni (con la rinomina) presidente della Cooperativa dei Consumatori di Marostica deve mostrare le carte. Perché due sono i principi per un corretto funzionamento di una cooperativa (ma anche di qualsiasi azienda con più soci):
 una buona organizzazione con i vari responsabili capaci, altrimenti vanno cambiati

 presidente e consiglieri in grado di assumere dipendenti validi ed affidabili per il buon funzionamento dell’azienda e garanzia per i Soci che tutto si svolga regolarmente.

Uno dei cardini di un effettivo controllo da parte dei Soci della cooperativa è il limite del mandato dei consiglieri e del Presidente. Non ci deve essere il minimo dubbio sul comportamento corretto ed onesto del consiglio di amministrazione e soprattutto del presidente (avendo le deleghe della società) e questo è garantito con elevata probabilità se il mandato non supera i nove anni. Tutte le cooperative (e casse rurali) applicano questa regola che permette non solo la verifica di ciò che è stato fatto, ma anche innesta un processo positivo di ricerca delle persone valide tra i Soci per ricoprire il mandato di consigliere o presidente.
Una situazione bloccata come quella della Cooperativa dei Consumatori di Marostica con il presidente ed alcuni fidati consiglieri a nomina “eterna”, non induce a sonni tranquilli, ma è molto preoccupante. Crea una situazione pericolosa, per non dire mafiosa, per cui non contano le idee e le capacità dei consiglieri ma il clan di appartenenza. Ed infatti la rinomina avviene al di fuori dell’assemblea con cordate precostituite, enormemente facilitate anche dal controllo organizzativo
dell’azienda e dalla complicità dei dipendenti. “Ma la cooperativa è in utile con Scomazzon” dicono alcuni soci che non si pongono il problema del ricambio e che non pensano che c’è tanta gente migliore di Scomazzon in grado di migliorare
ulteriormente la gestione della cooperativa. La cooperativa è in utile perché ha una organizzazione, indipendentemente da Scomazzon ed è aiutata da Coop nazionale. Certo che l’immagine attuale di Scomazzon è di “boss” della Cooperativa completamente al di fuori dei principi della cooperazione e assolutamente negativa in termini di esempio.
E chi scrive ha un’esperienza diretta aziendale. Spesso ruotando nelle mansioni i responsabili ho scoperto comportamenti illeciti per cui ho dovuto licenziare e denunciare. Il più comune comportamento illecito sono le “stecche” dai fornitori. Le aziende con fabbriche indipendenti non mantengono in carica il responsabile per più di sei-nove anni per evitare il rischio di intrallazzi, ma ruotano i responsabili o cambiano le mansioni.
E’ a questo punto che i sindaci della cooperativa a norma del codice civile dovrebbero effettuare una verifica patrimoniale a Scomazzon in modo di capire se la gestione della cooperativa è sempre stata corretta o abbia portato allo sviluppo di vantaggi personali.
La democrazia è anche controllo e non delega illimitata. La ignobile fine delle Popolare di Marostica, della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca qualcosa dovrebbe insegnare.
Osservatorio Economico Sociale di Marostica

 

 

RUBARE AI POVERI: IL PASSATO DEL FASCISMO E’ IL PRESENTE DELLA POPOLARE DI VICENZA DI ZONIN

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L’UNIVERSITÀ DEGLI ADULTI DI MAROSTICA HA SVOLTO UNA RICERCA SUL FASCISMO. RIPORTIAMO LA TESTIMONIANZA DI GIORGIO VIVIAN ALLORA BAMBINO.

“Eravamo nell’ottobre del 1944. Mi ricordo perché le tre famiglie (due Vivian ed una Crestani che usavamo insieme la grande corte dei Berna di circa duemila metri quadri) avevamo in quel giorno accatastato il legname tagliato nella campagna, appena diviso in due mucchi, quello in ordine con i tronchi scortecciati per travature, tavole o sostegni di filari di viti e il mucchio da tagliare a misura per le stufe e cucine economiche.
Abbiamo sentito il portone ovest che si apriva e si presentarono tre uomini, uno vestito bene con il cappello e un metro rigido in mano e due manovali. Senza salutare e con decisione sono andati verso il mucchio di legname da opera, uno misurava gli altri spostavano dei tronchi: i nostri uomini restarono fermi, sapevano che i gerarchi erano abituati a requisire quanto e come volevano.
Abbiamo sentito arrivare un autocarro, era stato pure requisito, e altri due uomini si avvicinarono al mucchio e cominciarono a caricare i tronchi scelti dal primo gruppo. Il tutto sarà durato una decina di minuti e poi sono ripartiti come fosse loro tutto dovuto. Senza proferire parola un po’ tutti siamo andati verso il portone, io vicino a mio papà seguivo la situazione e percepivo la costernazione dei tre capifamiglia.
Mentre si stava chiudendo il grande portone arrivò una grande vettura nera con i parafanghi esterni anteriori sui quali erano sdraiati due uomini, con fucile e braccio e gomiti sulle sommità dei parafanghi, entro i due alti specchietti retrovisori, fissati sull’esterno dei parafanghi, e con le gambe allungate sui predellini della portiera. E’ sceso il passeggero, ha salutato con un gesto, ha dato un’occhiata alla corte senza entrarci. Nel frattempo un militare è sceso dal parafango, senza entrare, e l’auto si è girata. Il signore (ho saputo poi che era un gerarca) è risalito e sul parafango anche il militare. Con curiosità ho visto che i montanti degli specchietti retrovisori fungevano da appoggio e sicurezza per i due militari sdraiati sui parafanghi. L’auto è ripartita. Nessuno dei tre capifamiglia ha parlato ed il gruppo si è sciolto rientrando nelle rispettive abitazioni.
Avevo assistito ad una requisizione. Ho saputo poi che era normalità in quel momento per qualsiasi merce, anche animale, che il gerarca e i suoi accoliti ritenessero opportuno. I palazzi a loro riservati erano pieni di tali requisizioni. Seppur bambino fin dall’inizio del fatto sopra descritto ho percepito chiaramente l’annichilimento dei grandi presenti. Con la manina sinistra ho serrato la cucitura del pantalone destro del mio vicino papà e non l’ho più mollata fino al rientro nella nostra casa e, alla
fine di quanto accaduto, nessuno nella contrada ha mai più parlato di quanto successo, nemmeno io, fino ad oggi”.

LA CRISI DELLA VOLKSBANK. SI RIPETE LA STORIA DELLA POPOLARE DI MAROSTICA?

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Sembrava fosse venuta la ricca banca dell’Alto Adige a salvare l’ormai quasi fallita Banca Popolare di Marostica, dandone una quotazione d’oro e un fondo annuale di beneficenza di 350.000 euro. Ma ora la Banca Popolare – Volksbank presenta una situazione di bilancio analoga a quella della Popolare di Marostica quattro anni fa. La storia sembra ripetersi con la visita ispettiva della Banca d’Italia che impone una perdita sui crediti deteriorati di 85 milioni con un bilancio semestrale che diventa in rosso di 30 milioni. La Volksbank comunica che l’utile, anche se inferiore a quello del 2015, sarà recuperato nel secondo semestre. Ma il presente è certo, il futuro incerto.

C’è quindi un problema analogo a quello che si presentò alla Popolare di Marostica: l’ammontare dei crediti deteriorati che in pratica sono quasi uguali al capitale netto. A febbraio 2016 scrivevamo analizzando la bozza di bilancio: “l’ammontare dei crediti deteriorati netti a fine dicembre 2015 è pari a 628 milioni quando un anno prima era 344. Quindi ben 284 milioni di euro in più, grazie soprattutto all’apporto negativo di Marostica. Se poi facciamo la % sul capitale netto troviamo che incidenza dei crediti deteriorati netti è pari a circa il 98%, cioè quasi uguale al capitale netto. Una situazione un po’ pericolosa dato anche che il ROE non è elevato, pari al 3,5%”.
Poi c’è stato l’aumento di capitale per 100 milioni per riequilibrare parzialmente la situazione con però oggi la perdita semestrale di 30. Il problema reale è capire di quanto siano aumentati i crediti deteriorati al netto di quelli messi in perdita. A quando poi ammontino le sofferenze (crediti da situazioni di fallimento) e quindi le perdite future.Comunque la situazione sembra analoga alla prima ispezione della Banca d’Italia per la Popolare di Marostica in cui i crediti deteriorati risultavano essere intorno al 90% del capitale netto.
Se appunto, come si evidenzia viene meno una buona redditività ed il futuro del sistema bancario non sembra troppo promettente, è evidente che la Volksbank necessita di un aumento di capitale per rientrare in parametri di rischio accettabili ed avere un rapporto tra crediti deteriorati e capitale netto intorno al 50-60%, come aveva prima della fusione con la Popolare di Marostica.
L’aumento di capitale necessario sembra essere intorno ai 200-300 milioni. Ovvio che con i risultati in essere aver portato in Volksbank la Popolare di Marostica con le valutazioni date sembra essere stato un cattivo affare. Gli unici che se la ridono sono il trio “politico” Xausa, Cortese e Cuman che stanno facendo i magnifici dispensatori di prebende, al di fuori della politica aziendale evidenziata nella relazione al bilancio della banca altoatesina, e pure stipendiati dalla Volksbank con la così detta fondazione Banca Popolare di Marostica che forse dovrebbe anche prevedere, data la situazione, un intervento a
favore della Volksbank! Se si voleva fare un’azione sul territorio ex Popolare di Marostica bastava che la Volksbank assumesse un giovane e capace p.r. che elaborasse delle proposte in un’ottica di marketing aziendale e poi le sottoponesse direttamente alla direzione. E comunque a norma di statuto la beneficenza di una banca popolare va fatta con l’utile e non con le perdite.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

COOP COL “TRUCCO ROMANO”ALLA BIBLIOTECA DI MAROSTICA PER 194.500 EURO

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“L’importo a base di gara è pari ad € 194.500,00 per l’intero periodo – soggetto a ribasso, oltre ad € 2.000,00 per oneri della sicurezza NON soggetti a ribasso. La durata dell’appalto é stabilita dal 8 Agosto 2016 fino al 31 Dicembre 2018”. Questo dice la gara per la gestione del servizio bibliotecario e archivistico del comune di Marostica. Per 6.700 euro al mese il Comune di Marostica ha “sbolognato” la gestione della biblioteca ad una cooperativa esterna con la scusa che non ci sono i soldi per gestirla direttamente nel rispetto del patto di stabilità. Sono invece tutte balle per cittadini ritenuti stupidi!
E’ che a questo punto ci dovrebbe essere una società esterna, magari degli amici degli amici, che dovrà guadagnarci, e ci saranno degli addetti temporanei alla biblioteca sottopagati e quindi poco motivati e sempre pronti a cogliere altre migliori opportunità.
Tutto ciò è contro la legge che obbliga i Comuni anche per i servizi, come quelli bibliotecari, ad utilizzare il MEPA (Mercato Elettronico della Pubblica Istruzione), altrimenti si ricade nella logica del “sistema coop” di Roma mafia capitale, cioè delle gare indette e gestite dal singolo Comune.
Tra l’altro l’Assessore alla Cultura Serena Vivian, anche per problemi familiari, non è presente con continuità e non sembra brillare per gestione del suo assessorato; la presidente della biblioteca Elisa Geremia è una nomina politica alla sua prima esperienza di responsabilità diretta. E’ laureata “in Antropologia nel 2007 con una specializzazione in Antropologia del rischio, ha approfondito in particolar modo l’antropologia sociale, quella del paesaggio e la storia orale. Ha collaborato con
musei e fondazioni in veste di ricercatrice, catalogatrice e come segreteria organizzativa di eventi”.
Ci si augura che acquisisca esperienza. Ma ha vicino qualcuno in grado di fornire un tale supporto?
Sappiamo che a Cittadella la biblioteca è gestita con la massima efficienza da un direttore inquadrato al 7° livello con due dipendenti e l’aiuto di studenti stagisti. Ora si indebolisce ulteriormente la biblioteca di Marostica eliminando una figura dipendente chiave: il bibliotecario – capo progetto, punto di riferimento certo e memoria storica per una  biblioteca.
Gli altri seguono il vento della politica: oggi ci sono, domani non ci sono. Invece occorre formare, anche facendogli frequentare corsi specifici, un bibliotecario di livello con capacità culturale e progettuale alle dipendenze del Comune, magari inizialmente con un contratto a tempo determinato per valutarne le potenzialità. Se ci sono problemi di orari e aiuto alla gestione si deve rilanciare l’Associazione dei Volontari/Amici della biblioteca e dare entusiasmo a chi dà la propria disponibilità. Anche qui c’è la nomina politica del presidente Giovanni Pigatto, segretario dei locale PD che sembra addormentare tutto.
E la biblioteca va gestita nel suo insieme con il personale disponibile nella sede, incluso quello dell’Assessorato alla Cultura. In azienda si chiamerebbe centro di costo aziendale con attenta valutazione dei costi e dei risultati.
Ma a Marostica le decisioni della maggioranza sembrano totalmente improvvisate, con il sospetto che siano furbesche, senza specifiche competenze, per non parlare delle opposizioni: solo inutili chiacchiere senza alcun controllo sugli specifici atti dell’amministrazione e presentazione di alcun progetto specifico.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

 

 

 

INTERESSANTI, CHIARE ED ACCATTIVANTI LE PROMOZIONI CONAD

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Si vede dalle proposte che dietro a Conad c’è un interessante progetto di comunicazione e promozione commerciale. Anche a Marostica c’è l’insegna distributiva con la più forte crescita a livello nazionale ed al secondo posto con il 14% di quota di mercato subito dietro Coop al primo posto con il 16%. Dietro Conad di Marostica c’è il gruppo di negozianti DAO, cioè il Conad trentino ed è per questo che molti prodotti in vendita sono locali.
Comunque il cliente trova:

 prezzi interessanti con promozioni di prodotto con relativo volantino con durata di circa due settimane

 raccolta punti e con 500 punti un buono spesa di 5 euro

 libri scolastici per le medie inferiori e superiori con sconto del 25% in buono spesa

 dal 13 giugno al 25 settembre la collezione di oggetti di marca Kartell con i appositi bollini o punti

 inoltre Conad continua una interessante comunicazione televisiva.

Quando i Soci della cosiddetta “Cooperativa” dei Consumatori, troppo fedeli e tradizionalisti, si accorgeranno che tante cose sono migliori in Conad rispetto alla “Coop” Consumatori, ne vedremo di belle. La gara del mercato, sempre miglior giudice, è cominciata veramente. Metteremo anche a confronto Lidl e Prix, ma ricordiamo che sono un’altra categoria di supermercati rispetto a Conad e Coop: i discount.

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IL “BIDONE” EX AREA AZZOLIN RITORNA IN VOLKSBANK?

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Gli eredi dell’ex area Azzolin riuscirono a vendere abbastanza bene, ma non si conosce però esattamente la cifra che sembra essere stata intorno ai 3 milioni di euro, alla Banca Popolare di Marostica ai tempi della presidenza dell’ing. Sebastiano Petucco, interessato alla zona anche per la sua attività professionale, ovviamente senza porsi alcun problema di conflitto di interessi. Vendettero anche perché la zona è rigidamente controllata dalle Belle Arti che oltre al mantenimento della cubatura per eventuali restauri pongono rigorosi vincoli. Inoltre il Comune di Marostica era anche per la costruzione di un parcheggio sotterraneo. Quindi un intervento di restauro che richiedeva ingenti risorse al di fuori delle possibilità degli eredi. Defenestrato Petucco da presidente della Banca Popolare di Marostica, anche per la forte opposizione ad un presidente non troppo manleabile di Gasparotto già ai tempi direttore generale, quest’ultimo riuscì a vendere, forse suonando il flauto magico, ad un gruppo di privati, con capo cordata il marosticense Fabio Campagnolo, l’intera area sembra per ben 14 milioni di euro. Una cifra spropositata tenuto conto dell’investimento per il restauro con tutti i vincoli. Anche per
uno sceicco sarebbe stato un grosso investimento. Si è aggiunto poi il crollo del mercato immobiliare con l’evidente blocco di ogni iniziativa. Ma pare che la saga non sia finita. Infatti sembra che gli acquirenti, un po’ allocchi data la cifra esorbitante pagata, abbiano trovato un inghippo nel contratto di cessione per cui la Volksbank, subentrata alla Popolare di Marostica,
dovrebbe farsi carico del riacquisto o andare ad una onerosa transazione per dare un valore più reale all’ex area Azzolin. Un salasso non da poco, dati i tempi. E sembra che nessuno degli ex Popolare di Marostica abbia informato la Volksbank del rischio, tantomeno l’ex vice direttore Giovanni Polloniato licenziato a suo tempo da Gasparotto, sembra come capro espiatorio della supervalutazione della Banca di Treviso (con però una super liquidazione: più sbagli più sei pagato!) e che addirittura sembra fosse stato assunto come consulente dalla Volksbank, prima ovviamente che venisse fuori la faccenda e quindi avesse il benservito. Oltre al raddoppio dei crediti deteriorati rispetto alla previsione, quindi un altro “regalo” costoso
dalla Popolare di Marostica alla Volksbank, anche se per l’ultima vicenda c’è sempre la rivalsa su ex amministratori e ex sindaci della ex Popolare di Marostica e che tra poco con ogni probabilità saranno tutti nullatenenti dato che alcuni sembra stiano già vendendo le loro proprietà.

E la saga continua. Intanto la città di Marostica ha un’area in forte degrado all’interno del suo centro storico grazie anche alla lungimiranza dei vari ex Sindaci Zanforlin e Bertazzo che non seppero gestire in maniera pratica e professionale la ristrutturazione dell’area a vantaggio dei cittadini.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

L’ASSEMBLEA COOP ADRIATICA RISPETTA E REGALA MENTRE LA CONSUMATORI DI MAROSTICA PRENDE PER I FONDELLI

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All’assemblea di bilancio della Coop Adriatica/Alleanza 3.0 sembrava di essere in un altro mondo rispetto a quella della falsa Cooperativa dei Consumatori di Marostica.
Alla Coop Adriatica si sono avute risposte dettagliate anche su questione critiche come di alcune perdite in bilancio, dovute, è stato dettagliatamente spiegato, ad interventi di salvataggio di due  Cooperative in Friuli e di ristrutturazioni in atto in Sicilia ed in Lazio. L’atmosfera era cordiale, professionale e di massimo coinvolgimento dei Soci ad intervenire. Alla fine anche tre buoni per la spesa come rimborso per la partecipazione. L’assemblea della così detta “Cooperativa” dei Consumatori si è svolta invece in un clima intimidatorio e minaccioso per chi voleva parlare, quindi con timore di un dibattito, senza poi
alcuna risposta alle questioni poste al Consiglio ed ai Sindaci uscenti da una unico intervento letto e fatto verbalizzare. Si sono eletti poi un consiglio di amministrazione e un collegio sindacale “farlocchi”, perché non sono state rispettate le normali regole, praticamente infischiandosene dei principi di partecipazione, mutualità e solidarietà. Addirittura i dipendenti si sentono padroncini, si eleggono nel Consiglio ed ironizzano ed insultano i Soci che esprimono opinioni diverse. Insomma
un altro mondo che non ha nulla a che vedere con lo spirito della cooperazione. E prendono anche per i fondelli incitando la fine dell’assemblea per andare a “magnare e bere” perché discutere a molti della falsa Cooperativa dei Consumatori proprio è indigesto. Chissà perché?

Osservatorio Economico Sociale di Marostica