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TICH HA PAURA DELLE QUERELE: INFORMAZIONE CENSURATA

Tich e’ un bravo giornalista di www.bassanonet.it perché cerca di dare una spiegazione ai fatti. Non solo quindi la semplice cronaca.
E’ anche arguto, divertente: un giornalista da salotto.
Pero’ e’ attento a completare le informazioni con nome e cognome. Per cui certi articoli diventano abbastanza ermetici e fumosi. Dice e non dice. Insomma noi lamentiamo l’incompletezza dell’informazione
E abbiamo capito perché. Ha paura delle minacce di querele.
Prendiamo l’ultimo articolo su i Territori del Brenta e relativo Marchio di Area. Giustamente Tich lo titola Marchio d’Aria. Ne suggeriamo la lettura su appunto www.bassanonet.it.
Tanti soldi spesi ed iniziative scoordinate sul territorio. Ed e’ ancora tutto fermo. C’è solo stata una promozione per una necessita’ di aggregazione territoriale per il turismo. Ma questa necessita’ la sanno anche i sassi.
Perché’? Noi avevamo scritto subito in partenza che occorreva un responsabile di progetto con competenze di marketing. Invece tutto e’ stato pilotato da Astuni, Cunico (padre dell’assessore) e Vallotto, che di competenze di marketing non ne hanno alcuna. Con Astuni sappiamo come e’ finita, Cunico sta zitto, mentre Vallotto si e’ dimesso e continua invece a minacciare querele su fb.
Ecco perché Tich non approfondisce la responsabilità dello zero in promozione turistica per il bassanese o chi c’è dietro l’associazione Territori del Brenta e con quali interessi personali o come sono stati spesi i soldi della Regione Veneto.
In un anno eccezionale per il turismo in Italia si e’ persa una grande occasione per il Bassanese.
E’ ora che i Comuni capofila del Bassanese, Bassano e Marostica, intervengano direttamente in modo professionale senza fantomatiche ed incapaci associazioni di pseudo volontari.

Osservatorio Economico Sociale di Bassano – Marostica

MARICA DALLA VALLE….FINTO ”RESPIRO” INTERNAZIONALE PER SFUGGIRE ALLE RESPONSABILITA’

Leggendo l’introduzione al semestrale propagandistico dell’amministrazione comunale, Marostica, apprendiamo che il Sindaco ancora non ha capito la differenza tra gestione ordinaria del Comune con l’individuazione di reali problematiche su cui operare e la progettualità dei servizi e/o investimenti necessari.

Nell’ordinaria gestione inoltre manca poi una visione d’insieme per cui vengono elencate, come esempio, singole situazioni per l’acquedotto o per le fognature, ma non si comprende la situazione complessiva e se tale situazione richieda per il futuro un serio intervento.

E evidente che essere la “figlioccia elettorale” di Alcide Bertazzo non è sufficiente se manca una reale esperienza gestionale. Le competenze non si inventano con i voti. Ma ai Marosticensi sembra che piaccia essere presi per i fondelli per cui era sembrato che la “massaia” al potere con 5/6 liste di appoggio potesse fare miracoli.

Anche il discorso internazionale collegato al turismo è pura fantasia e parole per gli allocchi. Marostica non ha oggi un turismo quotidiano di elite. Forse la partita a scacchi sposta un po’ il target, ma crediamo che molto pubblico “straniero” provenga dai vacanzieri delle rive del Garda dove è presente una comunicazione per l’evento ben fatta dalla Pro Marostica.

Il target turistico oggi è medio basso (ce lo dicono fonti informate sempre della Pro Loco). Ma basta passare una mattinata in piazza. Ci sono questi gemellaggi internazionali che per l’afflusso turistico valgono poco. Possono essere utili se ci fosse una comunicazione “turistica” per dare ulteriore immagine a Marostica.

Costruzione di un Museo della Città? Ma ha senso un museo generalista o è meglio focalizzarsi su una tematica specifica?

Abbiamo la figura di Prospero Alpini, che però è lasciata nelle mani della Cuman, che sarà brava con il suo orticello del Centro Studi a pubblicare libri fatti in modo da essere letti solo dagli adepti, ma da lì non si schioda con idee nuove perché rischia di perdere il suo potere, non avendo competenze in merito. Poi si è dedicata all’”Opera Pia” della Fondazione Popolare di Marostica, che però è prevedibile che cambierà musica e personaggi quando a breve si chiamerà Marketing Sociale della Banca Popolare – Volksbank.

E le Mura? Marica Dalla Valle sta prendendo per i fondelli il povero ottantenne prof. Mario Scuro chiedendogli nuovi approfondimenti sulla vicenda della proprietà delle torri. Lo abbiamo trovato sotto i portici, distrutto da un viaggio a Verona con questo caldo micidiale.

Il tutto è chiarissimo invece da oltre tre anni con il convegno fatto sul tema specifico. E’ che il Sindaco non vuole interferire con i “falsi” proprietari (“meglio non disturbarli”) e con ciò commette due reati. Omissioni di atti di ufficio per non dare corso legale alla vicenda e danno erariale allo Stato/Comune per non regolarizzare l’affitto delle Torri.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica

CHE DIRE DELL’ AMERICA?

Girato si e’ girato. Si e’ anche vissuto 3 giorni in famiglia vicino a Cleveland. Dato un’occhiata al Vermont (Burlington), all’Ohio, all’Indiana e a Chicago.
Certo grande agricoltura, distese senza fine di granoturco. Un sacco di graziose fattorie.
C’è un modo di vivere che per noi europei e’ alla “grande”. Belle case, belle automobili, soprattutto giapponesi e coreane, ma anche tante Jeep (viva Marchionne!) e poi in giro trovi sempre le Harley Davidson. L’argomento principale dei discorsi e’ il cibo.
Ci sono ampi spazi, un sacco di verde, parchi e laghi. Nelle case in legno, negli alberghi e nei ristoranti sempre aria condizionata sul freddino. Si esagera un po’. Poi uno si fa la doccia, ma non può regolare la quantità di acqua. Solo piu’ calda o piu’ fredda. Sembra uno spreco.
La benzina costa un terzo che in Italia: circa 50 centesimi. Le autostrade sono senza pagamento. Normalmente la massima velocità permessa e di 100 km/h. Se si supera anche di poco appare dietro lo sceriffo con luci lampeggianti e fari abbaglianti. Ricevi un “warning” e non una multa, anche perché sei italiano.
La cucina italiana e’ dappertutto anche con nomi inventati. Nei supermercati trovi pure l’Asiago come prodotto locale.  Ma i vini italiani veri o falsi dominano con la pizza e la pasta. Ci sono ottimi ristoranti con prezzi normali. I McDonald e compagnia fanno schifo. Sembra di mangiare plastica. Ma in autostrada non c’è altro.
Certo si rimpiange il Quebec, tale e quale la Francia, trapiantata in una natura favolosa.
Beh…si capisce perché l’America difende il suo tenore di vita…finché dura…Ma qui sono “management oriented” e quindi trovano sempre una soluzione anche con la forza di una ricchezza e potenza incredibili. La classe media insomma sa difendersi.
Ecco perché tutti I cittadini del mondo vorrebbero essere anche americani.

Racconti di viaggio
A.M. & E. G.

DA CHICAGO A QUEBEC

cof

E’ un vero casino uscire da Chicago. Per fortuna il navigatore fornito dalla Budget ci dirotta su strade meno trafficate. Dormiamo a Lapeer vicino a Flint, la cittadina quasi abbandonata dopo la crisi dell’industria meccanica e con l’acquedotto avvelenato dal piombo delle industrie fuori controllo. Siamo nello stato dell’Indiana.
Le strade sono dritte ed il traffico scorre omogeneo con il limite di 100 km all’ora. Non siamo abituati alla possibilità di essere superati a destra. Occorre tenersi rigorosamente a centro della corsia per non essere “suonati” da giganteschi camion che superano sulla destra.
Arriviamo a Kingston, la prima capitale del Canada nell’Ontario, e dopo una coda di un’ora per passare il confine.
Dormiamo al Frontenac Club Inn, una ex banca trasformata in un piccolo albergo splendidamente arredato. Ovviamente per cena non può mancare la prima bistecca canadese.
Il giorno dopo ultimo tratto di strada e siamo a Quebec all’Oasis du Pirate, il nostro bed & breakfast. Prima di arrivare pero’ sbagliamo strada: andiamo a sud invece che a nord: la Budget ci ha fregato e dato un navigatore che funziona solo negli USA. Per fortuna da internet avevamo stampato copia dell’itinerario.

Abbiamo percorso in tre giorni oltre 1700 km.

Racconti di viaggio
A.M. & E. G.
Da Chicago abbiamo percorso oltre 1700 km.

LE BALLE DELLA CRESCITA

Il PIL è cresciuto dello 0,2%. No è dello 0,1%. Tutto sembra girare intorno alla crescita economica che dovrebbe far uscire l’Italia dalla “così detta” crisi per poi recuperare la montagna di debito pubblico. Sono tutte balle! La crescita forte non c’è e non ci sarà. Dobbiamo leggere l’economia in modo diverso. Ormai i Paesi occidentali di massima non possono crescere di più, se non con piccole oscillazioni. Il problema invece è mantenere i livelli di PIL attuali. E l’occupazione sarà più o meno stabile. Per l’Italia poi c’è una grossa differenza tra Nord e Sud. Al Nord la disoccupazione è intorno al 6%, che in termini macroeconomici può essere accettabile. Lo spazio di crescita del PIL è ovviamente ad appannaggio dei Paesi in via di sviluppo. Ma allora quali sono le prospettive per Paesi come l’Italia?

All’interno di un PIL più o meno fermo, c’è la dinamica dell’evoluzione tecnologica che fa morire prodotti e settori economici per svilupparne altri, di nuovi. E’ in questa logica che un’economia come quella italiana può sopravvivere. Non tanto quindi come crescita nel complesso, ma sviluppando nuovi prodotti e nuovi servizi. E l’innovazione va vista soprattutto come modo per non far diminuire il PIL e mantenere il livello economico attuale. E la disoccupazione? E’ in questo ambito che vanno viste le proposte di riduzione dell’orario di lavoro o del salario minimo garantito.

La sfida è quindi quella di mantenere il livello attuale dell’economia attraverso una forte e continua innovazione, pena il declino dell’economia stessa causa la forte competizione internazionale. Certo ci può essere la fortuna di inserirsi in innovazioni che fanno aumentare il PIL in generale di un Paese, ma si tratta di poche briciole di aumento. Da ciò si comprende quanto siano importanti anche a livello locale, perché il PIL nazionale è la sommatoria delle miriadi di fatti locali, iniziative innovative  che magari siano anche portatrici di occupazione, come la promozione turistica, culturale ed enogastronomica.

Osservatorio Economico Sociale di Marostica